San Cesareo è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Geografia fisica Territorio
Clima Classificazione climatica: zona D, 1908 GR/G
Dal punto di vista climatico la zona di San Cesareo gode di un clima tipicamente mediterraneo, sebbene non di rado durante l'inverno si verifichino nevicate (in numero minore rispetto ai limitrofi comuni di Rocca Priora o Monte Compatri).
Storia Nell'antica Roma questo luogo era conosciuto come Ad Statuas, per l'enorme presenza di statue per l'abbellimento della zona, distante da Roma intorno ai 29 km, era collegato ad essa dalla via Labicana che proprio qui si diramava in più strade per potere arrivare alle vicine città di Tusculum, Praeneste e Gabii. Intorno alla metà del II secolo a.C., nella zona dove si sviluppa oggi San Cesareo, oltre alla presenza di locande, taberne ed edifici commerciali, iniziarono ad essere realizzate le ville di otium di molti personaggi conosciuti nell'antica Roma, prima fra questi Giulio Cesare, che proprio nella sua villa ancora esistente, redasse il suo testamento. Sempre qui, il 28 settembre del 306 d.C., fu acclamato imperatore dai pretoriani e dal popolo, Valerio Massenzio mentre si trovava nella villa imperiale.
Durante il Medioevo queste le terre appartennero alla casata dei conti di Tuscolo e, tra le rovine della villa imperiale, nel 1050 vi fu eretto dai monaci basiliani della Badia greca di Grottaferrata un deposito fortificato e una chiesa dedicata a san Cesario di Terracina (il santo che ha sostituito e cristianizzato il culto di Giulio Cesare).
Nel 1191 diventato feudo della famiglia Colonna, fu zona di rifugio della popolazione in fuga dalla città di Tuscolo che fu distrutta dai Romani e prese il nome di Burgus et Castrum Sancti Caesarii.
Il 6 maggio del 1333 a San Cesareo Stefanuccio, figlio di Sciarra Colonna, uccise Bertoldo Orsini, duca di Bracciano, ed il suo cognato conte dell'Anguillara, mentre si stavano recando ad attaccare Stefano Colonna che si trovava nel castello di Zagarolo. Così iniziarono le guerre tra i Colonna e gli Orsini che continuarono per secoli, e il castello di San Cesareo fu più volte distrutto, finché non fu abbandonato e lasciato in rovina.
Nel 1622 la tenuta di San Cesareo fu venduta alla famiglia Ludovisi di Bologna, i quali iniziarono gli scavi per riportare alla luce le opere dell'epoca romana, soprattutto le statue. Nel 1670 fu rivenduta alla famiglia Rospigliosi, che la resero una ricca tenuta agricola, lavorata dai contadini provenienti da Capranica Prenestina, che si stabilirono sul Colle Marcelli edificando un villaggio di capanne.
Nel 1928 l'Opera Nazionale Combattenti, che aveva espropriato la tenuta già nel 1921, concluse i lavori per la costruzione del paese destinato a ospitare gli ex combattenti di Capranica Prenestina che popolavano la baraccopoli di Colle Marcelli. All'insediamento fu dato il nome dell'antica tenuta, San Cesareo, e le prime vie costruite furono intitolate a eroi della prima guerra mondiale, come Filippo Corridoni, Cesare Battisti, Enrico Toti, Antonio Cantore, o anche via dei Cedri, strada costeggiata dai cedri del Libano introdotti da Giulio Cesare.
San Cesareo è stato frazione del comune di Zagarolo fino all'11 aprile 1990, giorno in cui è diventato comune autonomo con L.R. 23 marzo 1990, n. 32Emilio Ferracci, San Cesareo e l'Ager Labicanus, Roma 1986; Id., San Cesareo. Storia di un paese senza storia, San Cesareo, 1998.. Da quel giorno il comune di San Cesareo è in continua espansione, sia demografica sia economica, grazie alla zona industriale e alla posizione privilegiata a poca distanza dall'Urbe.
San Cesareo gode infatti dell'uscita autostradale dell'A1 ed è perfettamente collegato a Roma, grazie alla via Casilina che lo traccia in perpendicolare.
Simboli
Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 gennaio 1995.
È raffigurato un cedro del Libano e lo scudo è accompagnato dall'iscrizione Burgus et Castrum Sancti Caesarii.
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Giuseppe, costruita dall'Opera Nazionale Combattenti e solo in seguito donata alla Chiesa, presenta una trifora al centro della facciata; tre navate interne, suddivise da archi a tutto sesto, coperte da una copertura è a capriata lignea. Chiesa della Madonna della Fiducia, un modesto edificio ecclesiastico, costruito nel XX secolo, ad un'unica navata.
Architetture civili Area del monumento ai caduti.
Siti archeologici Villa di Giulio Cesare e di Massenzio. In località “Colle Noci”, nel attuale comune di San Cesareo, lungo l'antico tracciato della via Labicana, a partire dal 2010 una serie di scavi archeologici preliminari alla costruzione di una moderna area urbana, ha riportato in luce i resti di una grande villa, di un esteso settore termale ed un’area di necropoli. Il vasto sito archeologico, già segnalato in un manoscritto del XVII secolo (Carone 1637) e poi scavato nell'ottocento dai principi Rospigliosi, è stato indagato per un’estensione di circa 2,5 ha. Nei settori residenziali della villa si sono rinvenuti una decina di ambienti disposti simmetricamente intorno ad uno spazio aperto porticato su almeno tre lati. Le strutture sono realizzate in opera reticolata di selce con ricorsi di cubilia in tufo ed erano dotate di una ricca decorazione parietale; le pavimentazioni rinvenute constano di mosaici a motivi geometrici bianchi e neri e policromi. La villa, che si trova al XVIII miglio della via Labicana, è stata identificata con quella che le fonti attribuiscono a Giulio Cesare prima, e a Massenzio poi. Svetonio (Caes.,83) narra di possedimenti di Cesare lungo la via Labicana e di una villa, in cui avrebbe redatto il proprio testamento, alle idi di settembre del 45 a.C.. Per questi motivi essa è divenuta pubblicamente nota come la “Villa di Cesare e Massenzio”. Sono state scavate in una prima fase le strutture murarie appartenenti ad una residenza di alto prestigio di epoca tardo repubblicana, e successivamente, in posizione contigua, spiccati murari più elevati di età imperiale. L’estensione dei due complessi è gigantesca e nella prima fase di scavi copriva almeno 13.000 mq per poi arrivare nel 2019 ad una dimensione di 20.000 mq. Resti del ninfeo imperiale, zona "Pidocchiosa"; Resti della via Labicana e di alcuni edifici romani, zona "Pidocchiosa"; "Torraccio", ruderi di una delle torri del castello dei Colonna, zona "Torraccio".
Società Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore 27 agosto - Festa del patrono san Cesareo di Terracina, durante la quale viene portato in processione una reliquia di san Cesareo diacono e martire.
Qualità della vita Comunicazione aumentata alternativa Sull'esempio del sistema spagnolo ARASAAC attivo dal 2007 per la diffusione della Comunicazione aumentativa e alternativa e della segnaletica comunale negli spazi pubblici in uso in Spagna a partire dal 2016, dal 2023 il comune di San Cesareo ha avviato il progetto Progetto Polis Up e, primo tra i comuni del Lazio, ha dotato di pannelli e segnaletica in simboli alcuni spazi pubblici, scuole e attraversamenti pedonali..
Economia
Agricoltura Parte del territorio è zona di produzione del vino Castelli Romani DOC e del Roma DOC.
Amministrazione
Altre informazioni amministrative Fa parte della comunità montana Castelli Romani e Prenestini.
Sport Pallacanestro Nuova Lazio Pallacanestro che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Serie C Silver. A.S.D. Basket San Cesareo che nel 2019-2020 milita nel campionato maschile di Serie C Silver. Calcio
Sporting San Cesareo, promozione laziale
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Comunità montana Castelli Romani e Prenestini *