Ankou o Ankoù è, nella mitologia bretone, la personificazione della morte, personaggio principaleCondé Nast Traveller – Bretagna, Edizioni Condé Nast, Milano, marzo 2005, p. 115 di riti e leggende, rappresentato come uno scheletro con una falce.Lantos, Giuseppe Ivan, "Spade, scheletri, fontane magiche", in: Meridiani – Bretagna, Editoriale Domus Milano, settembre – Novembre 2009, Anno XXII, Nr. 181, p. 49

Fa da "traghettatore" nel mondo dei morti, a cui si giunge attraverso una porta localizzata a Yeun Ellez, nei Monts d'Arrée.

In Bretagna, si ritrova spesso raffigurata anche negli ossari e nei calvari, all'interno degli enclos paroissiaux, i complessi parrocchiali recintati del XVI – XVII secolo..

Caratteristiche Ankou viene rappresentato come uno scheletro con una falce ed una pala in mano e, spesso, con un cappello a larghe falde: se lo si incontra o se si avverte la sua presenza, significa che si sta per morire.

Si dice che guidi, in sella ad un cavallo, un carro scricchiolante, ed appaia come il “cocchiere della morte” a coloro che moriranno entro l'anno; oppure che vaghi su una barca (la "barca dei defunti") e che, per questo, sia sconsigliabile navigare nei pressi delle coste dopo il tramonto, perché si potrebbe incontrarlo.

Etimologia La parola ankou deriva probabilmente dal termine bretone ankounac'h, che significa “dimenticanza” (bret. (bret. koun “memoria”, preceduto dal suffisso negativo an-; cfr. gallese: angof). Viene inoltre collegato a termini che significano “angoscia”, “paura”, come lat. angustia, fr. angoisse, ingl. angst (= "ansia"), ted. Angst (= "paura").

Leggende

La leggenda di Fanch ar Floch e l'Ankou In una leggenda, si racconta che, la sera di Natale, un artigiano di nome Fanch ar Floch fosse impossibilitato ad accompagnare la moglie e i figli a messa, perché oberato dal troppo lavoro, e decise di attenderli per il momento dell'Elevazione.

Ma quando scoccò l'ora dell'Elevazione, Fanch ar Floch stava ancora lavorando e, in quel momento, si presentò anche un tizio con un cappello a larghe falde (Ankou), che aveva una falce da far riparare.

Una volta che Fanch ar Floch, ebbe riparato la falce allo sconosciuto, quest'ultimo gli disse poi di andare a coricarsi, dopo aver avvisato la moglie di cercare un prete: al canto del gallo, Fanch ar Floch morì per aver riparato la falce di Ankou durante l'Elevazione.

Modi di dire legati ad Ankou "Non essere ancora pronto per l'Ankou", ovvero "non essere ancora pronto per morire"

Curiosità Si chiama Ankou anche la squadra di football americano di Rennes. Ankou era il soprannome con cui il poeta Tristan Corbière veniva soprannominato dagli abitanti di Roscoff a causa del suo aspetto fisico emanciato e per le sue eccentricità.

Note

Voci correlate Mitologia bretone Complessi parrocchiali della Bretagna Monts d'Arrée Psicopompo

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