La Sardegna (AFI: ; ) è una regione italiana a statuto speciale di abitanti, con capoluogo Cagliari; istituita nel 1948, è divisa in sei province, due città metropolitane e 377 comuni. Ha un territorio di km² che ne fa la terza regione d'Italia per superficie e terzultima per densità (meno di 65 ab./km²).
È situata nel Mediterraneo occidentale e il suo territorio coincide con l'arcipelago sardo, costituito quasi interamente dall'isola di Sardegna e da un considerevole numero di piccole isole e arcipelaghi circostanti. La sua posizione strategica e la sua ricchezza di minerali hanno favorito nell'antichità il suo popolamento e lo svilupparsi di traffici commerciali e scambi culturali tra i suoi abitanti e i popoli rivieraschi.
Ricca di montagne, boschi, pianure, territori in gran parte disabitati, corsi d'acqua, coste rocciose e lunghe spiagge sabbiose, per la varietà dei suoi ecosistemi l'isola è stata definita metaforicamente come un microcontinente. In epoca moderna molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato la sua bellezza, rimasta incontaminata almeno fino all'età contemporanea, nonché immersa in un paesaggio che ospita le vestigia della civiltà nuragica.
Geografia fisica
La Sardegna ha una superficie complessiva di ed è per estensione la seconda isola del Mediterraneo. Dista dalle coste della penisola italiana, dalla quale è separata dal mar Tirreno, mentre il canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine che si trovano più a sud. A nord le Bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e a ovest il mar di Sardegna dalla penisola iberica e dalle isole Baleari. Si situa tra il 41º e il 39º parallelo nord, mentre il 40º la divide quasi a metà.
Geologia
La storia geologica della Sardegna è separata da quella della penisola italiana, è infatti legata a quella dell'Europa continentale di cui fece parte fino alla fine dell'Eocene. Iniziò con la cosiddetta fase sarda dell'orogenesi caledoniana all'inizio del Paleozoico, in cui si formò il primo nucleo dell'attuale Sulcis, per poi emergere insieme alla Corsica, durante l'orogenesi ercinica. Attraverso gli spostamenti e gli scontri tra le grandi placche, si creò una profonda frattura da cui si originò a nord-est il distacco di una micro-placca che comprendeva le attuali Sardegna e Corsica. Le due isole raggiunsero la loro posizione attuale circa sei o sette milioni di anni fa.
Seppur in passato furono documentati dei terremoti, la Sardegna è ritenuta una zona non sismica e classificata in zona sismica 4.
Montagne, colline e pianure
Più dell'80% del territorio è montuoso e il 68% è formato da colline e da altopiani rocciosi per un'estensione complessiva di km². Alcuni di questi sono assai caratteristici e vengono chiamati giare o tacchi. Culminano nel centro dell'isola i monti di Punta La Marmora, Bruncu Spina e monte Spada, situati nel Massiccio del Gennargentu, nonché il monte Albo e il Supramonte che comprende il monte Corrasi di Oliena. A nord, emergono i monti del Limbara, i monti di Alà e il monte Rasu.
In Ogliastra svettano i tacchi con Punta Seccu in territorio di Ulassai mentre nel Montiferru si innalzano il Monte Urtigu e il Monte Entu, nel Marghine la Punta Palai. A sud il monte Serpeddì, il Massiccio dei Sette Fratelli, il monte Linas, i monti dell'Iglesiente con Monte Lisone, e del Sulcis con Monte Is Caravius finendo per digradare verso il mare.. Le zone pianeggianti occupano il 18% del territorio; la pianura più estesa è il Campidano a sud mentre la piana della Nurra si trova nella parte nord-occidentale tra Sassari, Alghero e Porto Torres.
Fiumi e laghi
I fiumi hanno un carattere prevalentemente torrentizio. I più importanti sono il Tirso, il Flumendosa, il Coghinas, il Cedrino, il Temo e il Flumini Mannu.
L'unico lago naturale della Sardegna è il lago di Baratz, nei pressi della città di Alghero. Tutti gli altri sono stati creati da sbarramenti artificiali allo scopo di fornire una riserva idrica di acqua potabile o per usi agricoli. Il bacino del lago Omodeo risulta essere il più vasto lago artificiale d'Italia.
Isole e coste Le coste si articolano nei golfi dell'Asinara a nord, di Olbia e Orosei a est, di Cagliari a sud e di Alghero e Oristano a ovest. Per complessivi km, sono alte, rocciose e con piccole insenature che a nord-est diventano profonde e s'incuneano nelle valli (ría). Litorali bassi e sabbiosi, talvolta paludosi, si trovano nelle zone meridionali e occidentali: sono gli stagni costieri, zone umide importanti dal punto di vista ecologico, la più estesa delle quali è quella dello stagno di Cabras e delle zone paludose adiacentiStagno di Cabras , Sardegna Turismo.. Molte isole e isolette la circondano e tra queste la più grande è l'isola di Sant'Antioco, seguono poi l'Asinara, l'isola di San Pietro, La Maddalena e Caprera.
Se gli estremi fisici orientale e occidentale dell'isola coincidono con quelli amministrativi, è l'isola del Toro nell'arcipelago del Sulcis a costituire il punto più a sud in assoluto del territorio della Sardegna. L'estremo settentrionale è invece un isolotto senza nome lungo appena una sessantina di metri, situato a nord dell'isola della Presa nell'arcipelago di La Maddalena.
Clima
Il clima della Sardegna è generalmente mediterraneo secco. Lungo le zone costiere si hanno inverni miti ed estati calde e umide, caratterizzate da una notevole ventilazione. Il clima è nel complesso mite, ma si possono presentare valori minimi invernali di alcuni gradi al di sotto dello zero e massimi estivi superiori ai 40 °C. La Sardegna è una regione molto ventosa: i venti dominanti sono il maestrale e il ponente.
Ambiente
Il paesaggio naturale della Sardegna alterna profili montuosi a macchie e foreste, stagni e lagune, torrenti che formano gole e cascate, spiagge sabbiose e falesie a strapiombo. Le formazioni calcaree costituiscono il 10% della sua superficie e sono frequenti i fenomeni carsici nei settori centro-orientale e sud-occidentale, con la formazione di grotte, sorgenti carsiche, come quelle di Su Gologone di Oliena e di Su Marmuri di Ulassai. Notevoli sono le formazioni rocciose granitiche, caratterizzate da guglie frastagliate, come le singolari "sculture" presenti sull'isola, come l'Orso di Palau, la roccia dell'Elefante di Castelsardo, il Fungo di Arzachena, i dicchi del Montiferru e sa Conca sul monte Ortobene.
Sono sotto tutela come parchi naturali alcuni dei più importanti tratti della costa e ampi territori dell'interno: la Regione ha definito con la legge n. 31 del 7 giugno 1989 le aree protette sottoposte a tutela. Complessivamente si annoverano: tre parchi nazionali, tre parchi regionali, 60 riserve naturali, 19 monumenti naturali, 16 aree di rilevante interesse naturalistico e cinque oasi del WWF. Dal 1985 la Sardegna è dotata di un corpo forestale proprio, denominato Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna.
Fauna terrestre
Il patrimonio faunistico dei vertebrati superiori mostra analogie e differenziazioni rispetto a quello dell'Europa continentale: le analogie correlerebbero con le migrazioni nel corso delle glaciazioni e all'ingresso dell'uomo nel Neolitico, mentre le differenziazioni potrebbero dipendere dall'isolamento geografico che ha contribuito a creare neo-endemismi.
Le popolazioni di cervidi e mufloni hanno subito nel tempo una drastica contrazione, che è andata migliorando negli ultimi decenni grazie alle azioni di tutela. Il cinghiale sardo, invece, è ampiamente diffuso, così pure diverse specie di roditori e lagomorfi. Tra i mammiferi particolare curiosità desta l'asinello bianco, presente solo sull'isola dell'Asinara (90 esemplari nel 2025), insieme al caratteristico cavallino della Giara (Equus caballus Giarae), una specie endemica di cavallo.
L'avifauna è caratterizzata dalla presenza di alcuni esemplari di grifoni, sottospecie endemiche di rapaci, presenti nei territori di Bosa e Alghero; dal fenicottero rosa, che forma colonie di migliaia di esemplari nelle zone umide dell'isola, come nel Parco naturale regionale Molentargius-Saline e dagli uccelli marini, fra i quali spicca il rarissimo gabbiano corso.
Flora terrestre
La flora in Sardegna spicca per alta specificità ed endemismi. Le zone fitoclimatiche presenti si limitano al Lauretum e alla sottozona calda del Castanetum; la vegetazione boschiva è rappresentata in gran parte da macchia mediterranea e foresta sempreverde e solo oltre i metri è significativa la presenza delle specie caducifoglie del Castanetum.
La specie arborea prevalente è il leccio, accompagnato dalla roverella, il tasso, l'agrifoglio e il acero trilobo nelle zone più fredde e dalla sughera in quelle più calde. Sulla sommità dei rilievi intorno ai metri, si sviluppano steppe e garighe assimilabili alla flora alpina che, nelle altre regioni, occupa quote di – metri. La copertura boschiva è ciò che resta di intensi disboscamenti praticati sino alla seconda metà del XIX secolo.
Il grave degrado di vaste aree espone l'isola alla desertificazione, di contro il patrimonio boschivo vanta alcune peculiarità: la macchia-foresta del Sulcis ritenuta la più vasta d'Europa e la foresta demaniale di Montes, una delle ultime leccete primarie del Mediterraneo. L'opera di tutela e recupero del patrimonio residuo ha permesso un aumento del territorio boschivo, con ettari di boschi (secondo i dati dell'Inventario nazionale foreste e carbonio del Corpo forestale dello Stato, pubblicati nel maggio 2015).
Flora e fauna acquatiche I paesaggi sommersi sono complessi e ricchi di colori e di varietà di pesci, spugne e coralli. Sono caratterizzati dalla straordinaria limpidezza dell'acqua che favorisce il prosperare di numerose colonie di posidonia. Il segno inequivocabile delle praterie di posidonia è la presenza di mucchi di alghe che talvolta si trovano abbondanti sulle spiagge.
Un cenno particolare va riservato alla foca monaca, a lungo perseguitata dai pescatori e disturbata dai vacanzieri, che è una specie a forte rischio d'estinzione: l'ultima riproduzione documentata risale agli inizi degli anni ottanta. Nel febbraio 2025 parrebbe confermato un suo avvistamento. Endemismi
L'ambiente naturale sardo è caratterizzato da un elevato numero di endemismi, in particolare queste specie, veri e propri fossili viventi, si sono anticamente estinte nelle terre continentali mentre sono sopravvissute in condizioni particolari in Sardegna.
Gli endemismi botanici accertati sono e rappresentano circa il 14% di tutta la flora sarda. Nel 2002 nelle grotte del Gennargentu è stato scoperto il Plecotus sardus, una specie endemica di pipistrello, mentre nel 2014 è stata annunciata la scoperta dellAmblyocarenum nuragicus, un ragno endemico dell'isola.
Grotte naturali
Le rocce della Sardegna sono ritenute tra le più antiche d'Italia. Le formazioni carsiche coprono un'area minore in rapporto a quelle granitiche o metallifere, costituendo l'8,7% della superficie totale, ossia km².
Il patrimonio speleologico sardo comprende più di grotte. L'area del Supramonte è quella più ricca, insieme alla zona del Sulcis-Iglesiente e al promontorio di capo Caccia. Tra quelle sommerse, la grotta di Nereo è ritenuta la più vasta in tutto il Mediterraneo. Le grotte litoranee più conosciute sono le grotte di Nettuno ad Alghero e le grotte del Bue Marino a Cala Gonone. Fra quelle terrestri, alcune di rilievo sono quelle di Sa Oche-Su Bentu a Oliena e quella di Ispinigoli presso Dorgali, di San Giovanni e Santa Barbara presso Domusnovas e Bindua.
Storia
Nel suo patrimonio storico e culturale sono abbondanti le testimonianze delle culture indigene, ma anche gli influssi e le presenze delle maggiori potenze coloniali antiche. Con riferimento alle esperienze storiche che hanno coinvolto l'isola, lo storico americano John Day ebbe a definire la Sardegna come "una delle più vecchie dipendenze coloniali del mondo".
Preistoria e protostoria