Biografia Rappresentante della pittura napoletana seicentesca, Francesco Guarini nacque a Sant'Agata di sopra, all'epoca casale di Serino (oggi Sant'Andrea Apostolo, frazione di Solofra), nel 1611. Figlio di Giovanni Tommaso Guarini, anch'egli pittore e Giulia Vigilante, zia dello scrittore e scienziato Onofrio Giliberto. Si spostò a NapoliLa presenza di sue opere a Napoli è documentata dall'inventario della collezione di dipinti del Palazzo Orsini, steso nel 1744 da Ambrogio Seassari. Cfr. G. Rubsamen, The Orsini Inventories, Malibu (Cal.) 1980. dove fece esperienza, fino al 1628, presso lo studio di Massimo Stanzione, ispirato sia dal Caravaggio che dal Reni.
La vita di Francesco Guarini, volgarmente detto Ciccio Guarino, fu breve ed operosa, le prime conoscenze dell'arte apprese, derivano dal padre Giantommaso, come testimonia l'opera a quattro mani della parrocchia di Sant'Andrea Apostolo, la Madonna del Rosario (siglata G.T.F. e datata 1634). Il dipinto si caratterizza per una iconografia tradizionale della Vergine col Bambino e santi animati da una gestualità tardo-cinquecentesca, ma al contempo mostra caratteri stilistici, quelli di Francesco, vicini al caravaggismo di Filippo Vitale e alle opere più antiche di Massimo Stanzione.
Il 25 febbraio 1636 Giovan Tommaso, ormai prossimo alla morte, con un documento legale emancipò il figlio Francesco, conferendogli la responsabilità della bottega; nello stesso anno, il 3 marzo, il pittore venticinquenne firmò il contratto per la realizzazione di ventuno tele per il soffitto del transetto della Collegiata di Solofra, dove il padre aveva già realizzato alcune tele per la decorazione del soffitto della navata centrale, con scene del Vecchio Testamento. Con questa commissione Francesco Guarini può essere annoverato tra i principali pittori napoletani di seconda generazione seicentesca. Le parti autografe di Francesco sono di una qualità esecutiva talmente alta da rappresentare una frattura netta con i metodi da decoratore “devoto” del padre Giovan Tommaso. In tutto il gruppo delle prime opere della Collegiata Guarini esprime un caravaggismo impassibile, in cui la funzione narrativa è affidata alle luci, ai dettagli di natura morta.R. Lattuada, Francesco Guarino da Solofra. Nella pittura napoletana del Seicento (1611-1651), Napoli 2000, p. 49-50.
Intorno al 1642-43 l'artista lavorò per la chiesa di Sant'Antonio Abate a Campobasso: per l'altare del santo omonimo nove piccole storie intorno ad una statua cinquecentesca del santo, sull'altare dedicato a San Benedetto quest'ultimo che esorcizza un frate ossesso ed una Pietà come cimasa. L'intaglio delle parti lignee dei due altari, nonostante le depauperazioni subite, sembra stilisticamente vicino ai modi tardo cinquecenteschi dell'intaglio solofrano. Dunque non è escluso che Guarini abbia fornito ai suoi committenti molisani un servizio completo, avvalendosi della bottega paterna per le parti plastiche.R. Lattuada, Francesco Guarino da Solofra, cit., p. 30.
Guarini stringe poi rapporti di committenza con la famiglia Orsini, all'epoca feudatari sui territori di Solofra. Per gli Orsini realizza la Madonna del Rosario (1644-49) per il convento di San Domenico Maggiore a Solofra. Secondo quanto ricorda Bernardo De Dominici, Guarini si trasferisce poi a Gravina di Puglia, centro della potenza economica del ramo meridionale dell'antica famiglia Orsini.B. De Domici, Vite dei pittori, scultori e architetti napoletani, Napoli 1742-44, rist. anast., Bologna 1971; Ivi, Vite dei pittori, scultori e architetti napoletani, ed. a cura di F. Sricchia Santoro, A. Zezza, Napoli.
A Gravina il Guarini proseguì una florida attività lavorativa per la famiglia Orsini e le varie chiese del territorio, diventando una figura determinante per la pittura del Seicento di quei territori. Dipinse, oltre a ritratti e scene sacre per gli Orsini, la pala d'altare dal titolo la Madonna del Suffragio (1649-50 circa), per la chiesa di famiglia di Santa Maria del Suffragio. La struttura compositiva del gruppo della Madonna con Bambino è ripresa dalla Madonna delle Anime Purganti di Massimo Stanzione a Napoli, per la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Guarini realizzò, in modo più articolato rispetto al prototipo di Stanzione, la complessa manovra degli angeli che sollevano le anime del purgatorio verso il cielo e l'angelo di spalle che eleva il possente nudo maschile parzialmente in ombra. Quest'opera rappresenta una delle più potenti espressioni dell'arte matura del Guarini.R. Lattuada, Francesco Guarino da Solofra, cit., p. 240.
Proprio nel momento in cui i primi passi della carriera ecclesiastica di Pier Francesco Orsini, futuro papa Benedetto XIII, avrebbero potuto aprire altre porte alla creatività del Guarini, fornendogli svariate committenze, egli muore. La causa della morte viene raccontata dal De Dominci nelle Vite: Francesco Guarini era innamorato di una giovane donna sposata; quando questa fu uccisa dal marito disonorato, il pittore si abbandonò a sé stesso, morendo nel novembre del 1651. Questa è una delle ipotesi; è anche probabile che la morte dell'artista sia stata causata da un incidente o da una improvvisa malattia. La sua morte lasciò nel cordoglio più vivo gli Orsini che gli riservarono fastose esequie.
Allievo di Francesco Guarini fu Angelo Solimena, padre di Francesco Solimena.
Il dibattito sul cognome
Dopo un lungo dibattito non si ha ancora certezza sulla grafia del cognome. Si riportano in seguito le più significative tra le varie fonti a cui è possibile riferirsi:
Leggendo l'atto di battesimo conservato presso l'archivio parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo si nota l'appellativo:" filius jo. tomasi de guarini(s)" e la nota postuma "Si distinse in pittura e va tra gli uomini illustri il nato Francesco Felice Antonio Guarini". Il drammaturgo Onofrio Giliberto, nella sua opera "Il vinto inferno da Maria", nelle dediche scrive:" Al Signor Francesco Guarini da Solofra" (vi era un legame di parentela tra i due) L’iscrizione posta nel 1653 sul quadro della "Madonna di Costantinopoli", nella chiesa di Sant'Andrea di Solofra, afferma: "Franciscus Guarini pinxit"
Nonostante le numerose fonti storiche che attestano il nome "Guarini", specialmente l'ultima citata, che è una firma autografa, alcuni studiosi ritengono che il cognome corretto sia "Guarino".
Opere Cassettonato del transetto con episodi del Nuovo Testamento (tele, 1636 ca), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Liberazione di San Pietro (tela, 1632), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra L'orazione di Cristo nell'orto degli ulivi (tela, 1632-1634), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Disputa di Cristo con i dottori del tempio (tela, 1634), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Madonna del Rosario tra san Domenico e santa Rosa da Lima (tela, 1634), Solofra Giuditta con la testa di Oloferne (tela, 1635), Museo Diocesano, Salerno Madonna di Costantinopoli con i santi Giuseppe e Gennaro (tela, 1635), Chiesa di Sant'Andrea, Solofra La circoncisione di Cristo (tela, 1635), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Annuncio ai pastori (tela, 1635), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Sant'Agata (tela, 1637 circa), Museo Puškin delle belle arti, Mosca La Vergine e san Giuseppe presentano Gesù Bambino ai frati carmelitani (tela, 1637), Kunsthaus di Zurigo Sant'Agata (tela, 1637-1640), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli Santa Caterina di Alessandria (tela, 1637-1640), Museo de arte, Ponce Annuncio a San Gioacchino e a sant'Anna (tela, 1640-1642), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Visitazione (tela, 1640-1645 circa), Gemäldegalerie, Berlino Annunciazione (tela, 1642), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Giuseppe spiega il sogno del faraone (tela, 1642 ca), collezione privata Immacolata Concezione (tela, 1642), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Annuncio a Maria della resurrezione di Cristo (1642), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Il battesimo di Cristo (tela, 1643), Collegiata di San Michele Arcangelo, Solofra Pastore con cornamusa (rame, 1643-1645), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli San Gerolamo scrivente (rame, 1643-1645), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli Madonna con Bambino (rame, 1643-1645), Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli Madonna del Rosario con san Domenico, santi domenicani e devoti (tela, 1644), Chiesa di San Domenico, Solofra Madonna del Rosario tra i santi Pietro Martire, Pio V, Tommaso d'Aquino, Caterina da Siena e Rosa da Lima (tela, 1645), Basilica santuario di Santa Maria Materdomini, Nocera Superiore Sogno di Giacobbe (tela, 1645-1650), Accademia Nazionale di San Luca, Roma San Giorgio (tela, 1645-1650), Gallerie d'Italia, Napoli Madonna di Portosalvo (tela, 1645-1650), Chiesa di San Rocco, Solofra Santa Cecilia in estasi (tela, 1650 circa), Museo di belle arti, Grenoble Apparizione della Vergine a San Felice da Cantalice (1650), chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Avellino Sant'Agnese (tela, 1650), Galleria nazionale di Cosenza Annunciazione (tela, 1659), Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, Napoli
Solo la chiesa di Sant'Andrea Apostolo ospita invece: Il martirio di Sant'Andrea Giuseppe venduto dai fratelli Il sacrificio di Isacco La Resurrezione Sant'Andrea Madonna di Costantinopoli Madonna dell'Arco
La maggior parte di esse sono raccolte all'interno della Collegiata di Solofra.
Eventi su Francesco Guarini Nel 2011, per celebrare i 400 anni di nascita del maestro Francesco Guarini, la città di Solofra ha organizzato eventi artistici ed esecuzioni dal vivo di musiche barocche. I solofrani hanno battezzato l'evento col nome di "Evento Guariniano".
Note
Bibliografia A. Braca, Documenti inediti per Francesco Guarino, in «Studi di Storia dell'arte», VII, 1996, pp. 199–249. B. De Domici, Vite dei pittori, scultori e architetti napoletani, Napoli 1742-44, rist. anast., Bologna 1971. L. Landolfi, De Dipinti e della Vita di Francesco Guarini da Solofra, Napoli 1852. R. Lattuada, Francesco Guarino da Solofra. Nella pittura napoletana del Seicento (1611-1651), Napoli 2000. C. Coppola, Ars clamat artes. Il Vinto inferno da Maria di Onofrio Giliberto da Solofra in Partenope in Scena. Studi sul teatro meridionale tra Seicento e Ottocento, presentazione di Francesco Tateo, prefazione e cura di Grazia Distaso, Bari, Cacucci Editore, 2007. C. Coppola, Onofrio Giliberto e Francesco Guarini in Francesco Guarini: Nuovi contributi 2, coordinamento scientifico di Mario Alberto Pavone, bross. f.to 24X28, pp. 200, ill. colore, bn., 2014. A. della Ragione - Il secolo d'oro della pittura napoletana - tomo IV, pag. 241 - 242 - 243 - Napoli 1998 - 2001 A. della Ragione - Repertorio fotografico a colori della pittura napoletana - pag. 61 - 62 - 63 - 64 - Napoli 2011
Voci correlate Pittura napoletana
Altri progetti
Collegamenti esterni