è l'antagonista principale del videogioco Final Fantasy VI, e uno dei personaggi più popolari della saga. È apparso anche in diversi altri titoli di Square, doppiato in giapponese da Shigeru Chiba e in inglese da Dave Wittenberg.

Nel videogioco Kefka è introdotto inizialmente come il mago di corte della belligerante dittatura di Vector, l'Impero di Gestahl, e nel corso della storia si rivelerà essere un vero e proprio psicopatico. Dopo essersi sottoposto al primo progetto di tecnologia Magitek dello scienziato Cid del Norte Marquez, Kefka ottiene immensi poteri magici, ma gli esperimenti non erano ancora perfezionati e perde del tutto la ragione. Riuscirà in seguito a uccidere l'Imperatore Gestahl, assorbire i poteri della Triade della Discordia — le tre divinità che crearono l'universo di Final Fantasy VI — e causare l'apocalisse, diventando un vero e proprio Dio.

Kefka è considerato dalla critica uno dei personaggi più amati e popolari nel panorama dei giochi di ruolo, e numerosi siti web e riviste lo hanno definito come il miglior cattivo della storia dei videogiochi. Kefka è noto soprattutto per il suo iconico aspetto da pagliaccio psicopatico, l'innata crudeltà, i suoi crimini indicibili, le sue frasi memorabili e la sua risata isterica, fattori che l'hanno portato ad essere definito dalla critica il personaggio più crudele mai concepito per un videogioco.

Sviluppo e aspetto fisico Kefka è stato realizzato da Yoshitaka Amano, lo storico character designer della serie, a cui venne data completa e totale libertà creativa durante lo sviluppo dell'aspetto fisico del personaggio. Amano affermò in un'intervista che il suo scopo era quello di «realizzare un cattivo che sarebbe risultato "vivo" e "reale" agli occhi del giocatore», tenendo però in considerazione il fatto che doveva poi essere rappresentato con uno sprite. Il celebre character designer affermò inoltre che Kefka fu uno dei personaggi più difficili che abbia mai sviluppato e disegnato, in quanto la sua idea principale era quella di renderlo il cattivo più originale e "diverso" della saga. Inizialmente il team di sviluppo aveva solo uno schizzo del personaggio e del ruolo che doveva avere all'interno del videogioco. In seguito, però, Yoshinori Kitase si accorse che una delle prime scene del personaggio era «normale», e per renderla speciale improvvisò un dialogo con i soldati accompagnatori intenti a spolverare i suoi stivali, facendo subito intuire al giocatore che a Kefka mancasse qualche rotella. Kitase affermò in seguito che questo sarebbe stato «l'elemento chiave che avrebbe impostato le basi della personalità del cattivo».

Fisicamente, Kefka è un uomo di media statura, magro, con i capelli lunghi e biondi legati a coda di cavallo, ornati da gioielli e grandi piume variopinte. In tutti i disegni e i ritratti di Amano viene mostrato un sorriso sadico e sinistro. È vestito con abiti multicolore, un mantello rosso e giallo e il volto dipinto di bianco: il tutto gli conferisce l'aspetto di un pagliaccio. Il suo abbigliamento è stato definito dal sito web GamesRadar «vistoso», con «trucco spalmato sul viso estremamente intimidatorio» e «una stridula risata fanciullesca», che «puntualizza il suo stato mentale». Nella forma finale il suo aspetto subisce un cambiamento radicale, assumendo le sembianze di una divinità mostruosa dalla pelle violacea e completamente nuda (con solo una veste rossa a coprire il bassoventre), nonché dotata di sei ali. Questo aspetto è mostrato soltanto durante il celebre scontro finale. In Dissidia Final Fantasy e Dissidia 012 Final Fantasy il volto di Kefka è stato leggermente modificato, in quanto è tracciato da un ghigno diabolico e perverso, con gli zigomi talmente accentuati da ricordare un Glasgow smile, e le sue orecchie sono ora diventate a punta. Persino il suo caratteristico trucco ha subito alcune variazioni.

Storia

La vita di Kefka prima degli eventi del videogioco è avvolta nel mistero. Le uniche informazioni sul suo passato vengono rivelate ai protagonisti da un cittadino di Vector. All'età di diciannove anni, Kefka si sottopone al primo esperimento Magitek, il quale gli garantisce temibili poteri magici che gli permettono di devastare e sottomettere l'intero continente meridionale, ma in seguito al quale perde del tutto il lume della ragione. Il suo aspetto fisico e abbigliamento subiscono drastici cambiamenti, conferendosi le sembianze di un folle pagliaccio, e venendo ben presto considerato come la persona più pericolosa dell'Impero. Nonostante la sua personalità folle e distorta, Kefka riesce a diventare il braccio destro di Gestahl.

Circa sei anni dopo l'esperimento Magitek, Gestahl assegna a Kefka e a Leo Christophe il compito di ristrutturare le forze militari dell'Impero. Durante tale processo, il folle mago elabora la Corona della Schiavitù, un dispositivo che permette di controllare le azioni e i pensieri di chi lo indossa, e lo utilizza su Terra Branford, facendole così bruciare più di 50 soldati vivi. Subito dopo, Kefka manda Terra alla città settentrionale di Narshe allo scopo di ottenere l'Esper Valigarmanda, recentemente trovato congelato nelle miniere; ma la missione fallisce quando la misteriosa creatura si risveglia e danneggia permanentemente la Corona della Schiavitù, ripristinando così il libero arbitrio di Terra. Di conseguenza, Kefka si dirige verso il Castello di Figaro per riprendere la ragazza, lamentandosi durante il viaggio della presenza di sabbia nel deserto e costringendo infine i due soldati accompagnatori a spolverare i suoi stivali, in una delle scene più celebri del personaggio. Giunto a destinazione, Edgar Roni Figaro e Locke Cole nascondono Terra nell'intento di proteggerla dalle crudeli intenzioni di Kefka; il generale capisce l'inganno e dà alle fiamme l'intero castello, ma il trio riesce a scappare in groppa a dei Chocobo.

Durante uno scontro con il Regno di Doma, Kefka è annoiato dalle misure cautelative messe in atto dal generale Leo e avvelena le riserve idriche del regno, uccidendo l'intera popolazione e ottenendo una rapida vittoria per l'Impero, godendosi nel frattempo le urla di dolore del regno. Dopo che la Resistenza ha aperto il Portale e che numerosi Esper fuori controllo sono fuoriusciti dal loro mondo e hanno incendiato Vector, l'Imperatore Gestahl si arrende e fa arrestare il suo generale. Il pentimento dell'Imperatore si rivela però una farsa e Kefka viene presto rilasciato. Seguendo la Resistenza, il mago di corte sconfigge senza alcun problema il gruppo, trova e si sbarazza subito di tutti gli Esper e uccide brutalmente il generale Leo, che aveva tentato di fermarlo. Gestahl si dirige quindi con Kefka verso il Portale, trovando la Triade della Discordia e dando vita al Continente Fluttuante, con il quale l'Imperatore ha intenzione di dominare il mondo. Quando la Resistenza li raggiunge, Celes Chere pugnala Kefka, scatenando la sua ira e totale follia; di conseguenza, lo stregone uccide spietatamente Gestahl, assorbe i poteri della Triade della Discordia e, avendo sconvolto il loro ordine, distrugge in pochi secondi il mondo intero e diventa un Dio, nonché la fonte di tutta la magia del pianeta.

Nel corso dell'anno seguente, Kefka costruisce con la sua magia un'immensa torre dalle macerie del mondo, dall'alto della quale, ricorrendo ad un fascio di energia denominato Luce del Giudizio, continua la sua folle opera di distruzione annientando intere città e uccidendo i sopravvissuti. Sorge inoltre un vero e proprio culto, il Culto di Kefka, formato da individui che, per paura di essere uccisi dalla folle divinità, hanno venduto le loro anime e i loro cuori a Kefka. La Resistenza riesce infine a riunirsi e a raggiungere la cima della sua torre. Qui, la folle divinità espone finalmente i suoi pensieri nichilisti. Il gruppo rifiuta di accettare le sue affermazioni e inizia così lo scontro finale che si conclude con la morte di Kefka e la conseguente scomparsa della magia dal mondo, segnando l'inizio di una nuova era.

Personalità

Kefka è maniacale, distruttivo, ma soprattutto crudele. È stato descritto dai suoi sottoposti come un uomo estremamente pericoloso e manipolatore, nonostante una delle sue tattiche militari consista nel ritirarsi dagli scontri che non prende sul serio. È uno psicopatico, un uomo spietato a cui non importa niente delle conseguenze di molte sue terribili azioni, anzi, ne trae gioia e piacere, ridendo istericamente durante le situazioni più disastrose e odiando tutto. È anche estremamente sadico, in quanto si diverte alla sola idea di persone che muoiono e urlano (suono che paragona ad un'orchestra), fattore particolarmente evidente durante l'avvelenamento di Doma. L'unica gioia di Kefka nella sua vita deriva dal causare morte e distruzione ovunque sia possibile: lui stesso, infatti, afferma prima dello scontro finale che ama distruggere proprio perché la terribile perdita di vite preziose è la principale conseguenza.

Quello che sembrava solo odio infondato verso ogni essere si rivelerà vero e proprio nichilismo, ed esprimerà il suo disgusto per l'umanità devastando l'intero mondo e diventando un Dio, per poi bruciare i villaggi dei sopravvissuti con la temibile Luce del Giudizio allo scopo di spolpare e sviscerare il mondo fino allo sfinimento per la sua implacabile sete di sangue e appagamento personale. Kefka osserva con immenso sadismo la sua più grande opera di distruzione e pondera così sul vero significato dell'esistenza, giungendo alla conclusione che ogni cosa è totalmente priva di uno scopo, persino il caos stesso.Kefka: "La distruzione non dovrebbe avere uno scopo! È divertente solo quando è senza senso!" Square Co. Dissidia Final Fantasy (Square). PlayStation Portable. (2008-18-12) Viene infine ucciso dai protagonisti dopo un'ardua battaglia disputata nella cima della Torre di Kefka, accompagnata dal celebre brano Dancing Mad, che esplora ulteriormente la mente contorta del personaggio. L'odio supremo di Kefka nei confronti dell'esistenza raggiunge il suo massimo livello in Dissidia 012 Final Fantasy: il profilo del personaggio nel Museo, infatti, rivela che nella scena della sua morte il folle pagliaccio si è in realtà autodistrutto, suggerendo che, a causa della sua estrema misantropia, Kefka ha disprezzato persino la sua stessa esistenza fin dall'inizio.

Quando la Resistenza raggiunge l'Istituto di Ricerca Magitek di Vector, Kefka afferma di voler diventare una divinità risvegliando la Triade della Discordia, suggerendo che soffra anche di megalomania (nonostante riesca in seguito nei suoi intenti). Secondo Final Fantasy III Nintendo Player's Guide, la guida strategica di Final Fantasy VI, Kefka è anche un uomo profondamente narcisista, in quanto prova una fortissima attrazione nei confronti della sua immagine riflessa negli specchi. In Dissidia Final Fantasy e Dissidia 012 Final Fantasy, Kefka si comporta in alcune situazioni come un "bambino viziato", riferendosi a Terra con il termine "giocattolo" e trattandola di conseguenza più come una bambola da utilizzare a proprio piacere personale, come oggetto per i propri scopi, dimostrando di non avere alcun rispetto per la vita umana e arrivando al punto di considerarla come uno strumento a lui congeniale. Dai suoi folli modi di fare e da alcune celebri citazioni, quali «roba da pazzi!», «ho della lurida sabbia sugli stivali!» o «ho imparato un po' d'etichetta», emerge anche sarcasmo; quando viene arrestato da Gestahl, Kefka si stupisce di tale atto e finge, con macabra ironia, di non comprendere le motivazioni della sua condanna, nonostante egli sappia perfettamente di aver sterminato un'intera popolazione. Inoltre, in una seconda guida strategica del gioco, chiamata Final Fantasy VI The Complete, viene confermata la sua inquietante ossessione per gli specchi e per le bambole, nonché un particolare disprezzo nei confronti del generale Leo, del bene e dell'ingenuità.

Poteri e abilità