La democrazia ( significa etimologicamente "governo del popolo") è una forma di governo e un insieme di principi normativi (libertà, eguaglianza, dignità umana, pluralismo), in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, generalmente identificato con l'insieme dei cittadini che ricorrono a strumenti di consultazione popolare quali votazioni, deliberazioni e altre forme di partecipazione democratica.

La democrazia è un sistema politico fondato sul principio della sovranità popolare: il potere appartiene al popolo, che lo esercita attraverso forme di partecipazione diretta o indiretta. In un sistema democratico, i cittadini godono della libertà di scegliere i propri rappresentanti e di influenzare le decisioni politiche che li riguardano. Tuttavia, il concetto di democrazia è molto articolato e comprende numerosi aspetti che vanno oltre la semplice elezione dei governanti.

Dal punto di vista storico, il concetto di democrazia non si è cristallizzato in un'unica versione univocaLa sua dialettica interna è stata evidenziata da Giovanni Sartori, per il quale "la democrazia è una forma di governo che vive perennemente sotto pressione, potentemente condizionata dal grande divario sempre esistente e che tutti possono constatare, fra gli «ideali democratici» e la democrazia realmente esistente, con le sue umane imperfezioni. Gli studi di Sartori sulla democrazia sono originali perché combinano in una sintesi felice la tradizione classica della scienza politica italiana (la scuola detta elitista che risale a Gaetano Mosca e a Vilfredo Pareto), aspetti della teoria realistica della democrazia di Schumpeter, e un’attenzione, dovuta alla sua originaria formazione filosofica, al ruolo delle idee di valore e delle credenze collettive": Angelo Panebianco, Sartori, maestro della politica, Corriere della Sera, 5 aprile 2017. né in una sola concreta traduzione istituzionale, ma ha trovato espressione evolvendosi in diverse manifestazioni. Tutte queste forme, pur nella loro varietà, sono accomunate dalla ricerca di una modalità che conferisca al popolo la potestà effettiva di governare.

Sebbene l'idea di democrazia sia generalmente associata a una specifica forma di Stato, la democrazia può riguardare qualsiasi comunità di persone e il modo in cui vengono prese le decisioni al suo interno. Ad esempio, il Papa viene eletto da un collegio ristretto (il Collegio cardinalizio), e analogamente lo furono i primi quattro Califfi, detti "califfi ben guidati". Questi esempi rappresentano forme di monarchia assoluta elettiva teocratica, configurandosi come tipologie di democrazia illiberale teocratica.

Definizione Sono state date molte diverse definizioni di democrazia.

Tra gli antichi greci, la cui lingua ha dato origine alla parola, Platone ne parla approfonditamente nel suo trattato Πολιτεία (La Repubblica) (cap. VI), nonché nel suo dialogo Πολιτικός (Politico), dandone per altro un giudizio fortemente negativo: per lui il governo di una nazione dovrebbe essere tenuto dai filosofi, i massimi intellettuali dell'epoca, in una sorta di tecnocrazia.Platone, Πολιτεία (La Repubblica), cap. VI e Πολιτικός (Politico). Per entrambi è disponibile il testo greco originale su wikisource, oltre ad alcune traduzioni; attualmente (agosto 2017) su wikisource è disponibile in italiano solo la traduzione del Politico. Anche Aristotele esplora approfonditamente il concetto nel suo trattato Τὰ πολιτικὰ (Politica) e anche lui la giudica una forma di stato non opportuna, che facilmente si trasforma in tirannide (libri III e IV) (diverso è però rispetto a Platone lo stato ideale che propone).Aristotele, Τὰ πολιτικὰ (Politica). Il testo greco originale e alcune traduzioni (tra cui una in italiano del Cinquecento) sono disponibili su Wikisource.

Polibio nelle sue Storie (libro VI) distingue tre forme di stato "buone" (monarchia, aristocrazia e democrazia) e tre negative (tirannide, oligarchia e oclocrazia); ideale è per lui la costituzione romana, che combina le tre forme da lui giudicate buone. Più tardi ritorna sull'argomento Plutarco in un saggio inserito nei cosiddetti Moralia e intitolato Περὶ μοναρχίας καὶ δημοκρατίας καὶ ὀλιγαρχίας ("Monarchia, democrazia e oligarchia"). Il termine "oclocrazia", letteralmente "governo della massa", fu introdotto proprio da Polibio per indicare una forma degenerata di democrazia, dove domina non più la volontà del popolo ma gli istinti di una massa variamente istigata da demagoghi o reazioni emotive. Risalgono al pensiero greco anche alcuni concetti collaterali che hanno grave importanza nelle democrazie moderne, e.g. quello di uguaglianza davanti alla legge o isonomia, per esempio in Clistene.

A Roma fu coniata la parola repubblica (res publica = cosa pubblica), che intendeva presentare lo stato romano come proprietà comune di tutti. La situazione storica concreta fu diversa, e comunque subì una notevole evoluzione nel corso dei secoli. Ad ogni modo, a distanza di secoli dalla nascita della repubblica, Cicerone nel suo De re publica condivide la definizione attribuita a Publio Cornelio Scipione Emiliano, secondo cui res publica è res populi, cosa del popolo.Marco Tullio Cicerone, De re publica, I, 39 Il pensiero politico di Cicerone dà particolare importanza alla concordia ordinum, la concordia tra i ceti sociali, che rappresenterebbe una sorta di compromesso tra una vera democrazia e un'oligarchia pura. La parola democratia comparve per la prima volta in Europa quando nel 1260 fu pubblicata la traduzione in latino del trattato la Politica di Aristotele, curata dai monaci domenicani., dal minuto 9:40. Il concetto di democrazia fu ampiamente dibattuto durante l'Illuminismo. Molto significativo, tra gli altri, il contributo di Jean-Jacques Rousseau, per il quale il potere che spetta al popolo sarebbe inalienabile e non rappresentabile: la democrazia o è diretta o non è.Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale, 1762, Libro III cap. 15. La sovranità non può essere rappresentata per la stessa ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale e la volontà non si rappresenta affatto: o è la medesima o è un'altra, non ci sono vie di mezzo. I deputati del popolo non sono quindi - né possono essere - i suoi rappresentanti, non sono altro che i suoi commissari; non possono concludere nulla in maniera definitiva. Ogni legge che il Popolo non ha ratificato di persona è nulla; non è affatto una legge. Il popolo inglese pensa d'essere libero; si sbaglia alla grande, lo è solo durante l'elezione dei membri del Parlamento; appena questi sono eletti, è schiavo, non è nulla. Nei brevi momenti della sua libertà, l’uso che ne fa merita appieno che la perda.

Montesquieu nel suo scritto "Lo spirito delle leggi" (1748)Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu (ma pubblicato anonimo), De l'esprit des lois, Ginevra, 1748. L'edizione postuma e non più anonima del 1772 è disponibile su wikisource francese. enuncia la teoria della separazione dei tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), applicabile in via teorica a tutte le forme di governo, anche non democratiche, e .

In tempi più recenti è celebre la definizione che ne diede Abramo Lincoln nel suo discorso a Gettysburg (1863): la democrazia è «il governo del popolo, da parte del popolo, per il popolo». Questa definizione è stata ripresa nell'introduzione alla costituzione francese del 1958 (Quinta Repubblica). L'etimologia della parola, in greco, si trova nel sintetico "municipalità" (l'insieme o l'assemblea di persone che hanno diritti politici) e "stato" (potere, autorità, sovranità). Il termine indica "lo stato in cui il potere è nelle mani dell'assemblea dei detentori dei diritti politici". Quindi:

la democrazia è quella forma di governo dove la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, generalmente identificato come l'insieme dei cittadini che ricorrono in generale a strumenti di consultazione popolare; la sovranità può anche essere esercitata incrociando i due sistemi. Il popolo che esercita questa sovranità ha diritti politici, perché appunto è "demos". la democrazia include coloro che sono eletti e il popolo, quindi tutti e due hanno diritti politici in quanto sono "demos"; i primi in quanto parte del popolo, e il secondo perché include il soggetto della parola democrazia. la terminologia "demos" riguarda un popolo che ha diritti politici, oppure questi diritti riguardano solo coloro che tramite un'assemblea esercitino questi diritti.

Principi fondamentali della democrazia

Libertà individuale: La democrazia garantisce a ogni individuo diritti fondamentali, come la libertà di pensiero, di espressione, di religione e di movimento. Questi diritti proteggono l'individuo da ingerenze statali e consentono una partecipazione piena e informata alla vita pubblica. Partecipazione popolare: I cittadini hanno il diritto di partecipare alla vita politica, che può avvenire in modo diretto (come nei sistemi di democrazia diretta, ad esempio nelle assemblee) o indirettamente, attraverso il voto per eleggere rappresentanti politici. La partecipazione non si limita però al voto: include anche il diritto di protestare, organizzare manifestazioni, far sentire la propria voce nei media e nel dibattito pubblico. Eguaglianza politica: In una democrazia, tutti i cittadini sono considerati uguali davanti alla legge. Ogni persona ha lo stesso diritto di voto e la stessa opportunità di partecipare al processo politico, indipendentemente da razza, classe sociale, genere o altre caratteristiche individuali. Questo principio è spesso rafforzato da leggi anti-discriminatorie che mirano a garantire l'uguaglianza sostanziale. Stato di diritto: La democrazia si basa su un sistema giuridico che garantisce che tutte le persone, comprese le autorità politiche, siano soggette alla legge. Questo implica che le decisioni politiche e governative siano prese nel rispetto delle leggi, con un sistema giudiziario indipendente che protegge i diritti fondamentali dei cittadini. Libertà di stampa e di espressione: Un aspetto cruciale della democrazia è la libertà di stampa, che consente ai media di operare senza censura. Ciò consente ai cittadini di accedere a informazioni accurate, di esprimere liberamente le proprie opinioni e di esercitare un controllo sulle decisioni politiche. La libertà di espressione è un meccanismo di controllo sociale che permette alla società di evolversi in modo partecipativo e critico. Alternanza politica: Una democrazia permette e incoraggia il cambiamento pacifico dei governi attraverso elezioni libere e giuste. Il principio dell'alternanza al potere è fondamentale per evitare l'accentramento del potere e il rischio di dittature, garantendo che il governo risponda ai bisogni e alle volontà della popolazione.

Descrizione Forme di democrazia La prima classificazione della democrazia può essere tra democrazia diretta e democrazia indiretta. Nella democrazia partecipativa si raccolgono tutti quegli strumenti utili che forniscono informazioni stimolando la collaborazione tra cittadini e rappresentanti, ma di per sé questa forma di democrazia non contempla strumenti per attribuire potere legislativo ai cittadini (es. democrazia digitale tramite Web 2.0). Nella democrazia deliberativa, la volontà del popolo non viene espressa tramite l'elezione di rappresentanti, ma attraverso un processo deliberativo. Nella democrazia diretta, il potere sovrano è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini (esclusi schiavi, donne e cittadini stranieri) si riunivano per discutere attivamente di leggi o posizioni politiche da prendere poi in apposite votazioni a maggioranza.