La storia di Mezzani, ex comune in provincia di Parma, comprende gli eventi che hanno interessato il territorio a partire dall'età del bronzo. Scarse sono le testimonianze che vanno dall'epoca delle terramare a quella romana, poiché la parte settentrionale del territorio si formerà e sarà popolata solo a partire dall'epoca medievale. Questa terra, sarà per alcuni secoli in gran parte domino del Vescovo di Parma, formando una sorta di enclave nel ducato di Parma. Questo particolare status di autonomia e la posizione di “frontiera” al confine tra i ducati di Parma, Modena, Mantova e Milano nel passato, l'abbondanza di acque, l'incessante opera volta a sottrarre loro nuove terre e a difenderle dalle intemperanze dei fiumi circostanti, che perdura ancora oggi, hanno influenzato in modo significativo il carattere degli abitanti del luogo.
Toponomastica Mezzani è un toponimo che deriva dalla parola latina medianus, un tempo utilizzato per indicare le isole del Po, infatti, lungo il corso del fiume vi sono diverse località che riportano tale nome. I centri abitati del comune sono sorti su quelle che un tempo erano isole fluviali poi congiuntesi alla riva parmigiana.
Antichità La parte settentrionale del territorio comunale prese forma dal periodo medievale in poi, si tratta di un territorio continuamente rimodellato nel corso dei secoli dall'azione del fiume, per questo motivo non sono state trovate tracce di antichi insediamenti. Tuttavia a poca distanza dai confini comunali, a CogozzoRenato Peroni, Paolo Magnani, Le terremare, Nova et vetera, Reggio Emilia 1996 di Viadana (MN) e nei pressi di Coenzo in località PanteraAngela Muzzi, Caratteristiche e problemi del popolamento terramaricolo in Emilia occidentale, University press Bologna, Imola 1994 sono stati rinvenuti siti di insediamenti terramaricoli. Questo dimostra che già nell'Età del Bronzo il territorio era interessato dalla presenza umana, confermata anche in epoca successiva dal ritrovamento di una piccola necropoli dell'Età del ferro presso Coenzo a Mane. Successivamente, la vicinanza di Brixellum, insediamento dei Galli Cenomani prima e città romana poi fece sentire la sua influenza: la parte meridionale del comune, di formazione più antica, e meno modificata dagli spostamenti del Po presenta ancora oggi i segni della centuriazione romana.
Medioevo In epoca medievale sorsero gli attuali centri abitati. Il primo fu Casale, fondato su un'isola del Po, nell'890 era definito "insula iuxta Padum" per diventare alcuni secoli più tardi "Casalis ripae Padi" poiché il fiume si era spostato più a nord. La presenza del fiume a sud dell'abitato è testimoniata dalla località ValleEnrico Dall'Olio, Itinerari turistici della provincia di Parma, Artegrafica Silva, Parma, 1977.
L'imperatore Carlo il Grosso nell'880 concesse al Vescovo di Parma Guibodo le rive dei fiumi Po, Parma, Enza e Taro e le isole che si trovavano in essi. Tali privilegi furono poi confermati da Ottone III nel 973 e da Enrico VI nel 1195. Per tale motivo, Mezzano Superiore e Inferiore formatesi come isole del Po divennero possedimenti dell'episcopato parmense. L'epoca della loro formazione non è certa, tuttavia l'abate Giovanni RomaniGiovanni Romani, Dell'antico corso dei fiumi Po, Oglio e Adda, Giovanni Silvestri, Milano, 1828 menziona un avvenimento accaduto presso il "Mezzano del Vescovo" già nell'anno 1131. Il Mezzano citato da Romani è il Superiore, l'Inferiore si formò posteriormente al 1306Marco Minardi Paesaggio di frontiera: la formazione di un territorio rivierasco padano, comune di Mezzani, 1995. Prima che le due isole fossero congiunte alla riva destra del Po, la sponda del fiume iniziava presso Coenzo e proseguiva lungo l'argine di S. Antonio(oggi ridotto a semplice strada di campagna) fino alla maestà di S. Cristoforo di Mezzano Superiore visibile oggi sulla provinciale. Una grossa piena che nel 1437 interessò Casalmaggiore contribuì a saldare definitivamente alla sponda parmense l'isola di Mezzano Superiore ormai separata solo da un ramo interrato del fiume denominato Po vecchio..
Mezzano Rondani inizialmente sorse sulla riva sinistra del Po a poca distanza da Casalmaggiore. Il progressivo spostamento del corso del fiume verso nord causò l'erosione e la scomparsa di diversi territori delle campagne casalasche. Le terre di Mezzano Rondani evitarono questa fine essendo trasformate alla fine del XIV secolo in isola del fiume. È possibile capire quanta sponda lombarda sia scomparsa nel corso dei secoli osservando l'attuale distanza dal fiume dei paesi parmensi che dal toponimo risultano originariamente sorti alla confluenza di un torrente nel Po: Coltaro (Caput Tari), Colorno (Caput Lurni), Copermio (Caput Parmae) e Coenzo (Caput Entiae). Un'altra prova di questo spostamento sono la presenza di una zona nelle vicinanze di Sacca e Mezzano Rondani denominata Po vecchio e l'esistenza a sud dei tre Mezzano dell'Argine di Sant'Antonio un tempo argine maestro del fiume..
Trovandosi trasformato in isola il paese venne denominato Mezzano nome abitualmente attribuito in epoca tardomedievale alle isole del Po, il toponimo Rondani deriva invece dal cognome della nobile famiglia proprietaria di numerosi beni nel territorio.. Seguitando l'erosione della sponda lombarda, nuovi materiali alluvionali furono depositati in corrispondenza della riva parmense fino a saldarla con l'isola prospiciente. I terreni di Mezzano Rondani, ora meno esposti alle piene del fiume ripresero a essere coltivati intensivamente e a sorgere nuove abitazioni tanto da divenire all’epoca il più popoloso tra i tre Mezzani.
Mezzano Rondani e Mezzano Superiore oltre che come centri agricoli si svilupparono anche come avamposti strategici per il controllo della confluenza della Parma in Po e per il commercio fluviale col cremonese. La crescita di importanza dei due Mezzani per gli scambi con la Lombardia sono legati al blocco del porto di Copermio operato da Matilde di Canossa durante le lotte per le investiture e ai conflitti che interessarono l'area di Colorno tra il XI e il XIII secolo..
Mazzabue viene citato per la prima volta in epoca medievale da diplomi imperiali che investirono il Vescovo di Parma della proprietà del territorio. Il 6 agosto del 1291 il Cardinale Gerardo Bianchi, nativo del vicino paese di Gainago, acquistò il territorio di Mazzabue assieme ai boschi di Pantera e Mantello dal vescovo di Parma, Obizzo Sanvitale. L'influente porporato, in quegli anni effettuò numerosi acquisti di terre nella zona per donare un beneficio economico alla prebenda del Battistero di Parma. Con la somma ottenuta il Sanvitale acquistò un terreno di dimensioni molto inferiori a quello venduto, da ciò si evince che all'epoca Mazzabue fosse un territorio paludoso poco idoneo alla coltivazione. Il Bianchi tuttavia aveva pianificato con cura i suoi acquisti poiché già nel 1290 tramite un'altra acquisizione aveva preventivamente dotato questo possedimento di un accesso diretto al fiume Po, che era allora un'importante via di comunicazione. Successivamente iniziò a concedere con contratto di mezzadria questi terreni a diversi lavoratori agricoli affinché ne migliorassero le condizioni, il Chronicon parmense riferisce che il cardinale edificò anche diverse abitazioni e una chiesa. Documenti dell'epoca attestano che già a partire dal 1293 Mazzabue forniva guadagni regolari. Gli acquisti di terreni in zona proseguirono negli anni successivi. Questi investimenti in terre insignificanti e poco redditizie da parte di un prelato tanto influente fanno supporre volesse compiere un'opera che lasciasse il segno nel suo territorio nativo.. Successivamente i terreni di Mazzabue passarono all'abbazia di San Martino dè Bocci fatta edificare sempre da Gerardo Bianchi.
La signoria vescovile Mentre Mezzano Rondani e Casale fecero parte della giurisdizione ducale, Mezzano Inferiore e Superiore, furono da sempre territori del Vescovo di Parma, per questo motivo anticamente il nome dei due paesi portava il suffisso del Vescovo. Si trattava di vero e proprio stato autonomo, un podestà nominato dall'episcopato parmense amministrava il territorio e la giustizia. A Mezzano Superiore Ferdinando Farnese fece costruire un palazzo in cui dimorava il Vescovo durante le sue visite e in cui il podestà esercitava le sue funzioni. Nello stesso edificio si trovava anche una piccola guarnigione.
Per favorire il popolamento di questi nuovi territori, il Vescovo diede in enfiteusi i terreni dei Mezzani. Uno dei primi contratti di locazione di queste terre di cui si abbia notizia risale al 25 novembre del 1297, ad opera dell'allora vescovo Giovanni da Castell'Arquato. I paesi furono edificati sui terreni più elevati a fianco della strada principale e poco alla volta vennero dissodate le terre circostanti. Alla popolazione del luogo furono concessi anche diversi privilegi fiscali, a differenza degli stati vicini non vennero mai applicate imposte sui fuochi, sulla pesca, sui forni, sui macelli e nemmeno sul commercio di sale, tabacco e acquavite. La mancata applicazione di queste tasse permetteva ai Mezzani di costituire una specie di zona franca. A causa della vendita di merci esentate da dazio, gli abitanti del posto furono spesso accusati dal Ducato di Parma di esercitare il contrabbando. L'economia però fu sempre essenzialmente legata all'agricoltura, la bassa pressione fiscale consentì ai mezzanesi di apportare migliorie ai propri appezzamenti e di acquistarne nello stato di ParmaEnrico Dall'Olio Mezzani, feudo del vescovo, Gazzetta di Parma, 17 settembre 1985.
I privilegi goduti da questi territori furono nuovamente confermati il 25 settembre 1399 da una sentenza che dichiarò i Mezzani del Vescovo interamente e integralmente sotto la giurisdizione del vescovo di Parma. Nello stesso anno, il delegato del Duca di Milano, sentenziò che gli uomini del Mezzano non erano tenuti ad alcun carico reale e personale, né misto. Infine il 28 giugno 1402 il vescovo Giovanni Rusconi, ottenne l'immunità per il Mezzano del VescovoRoberto Lasagni Dizionario biografico dei parmigiani, PPS, 1999Marco Gentile Terra e poteri: Parma e il Parmense nel ducato visconteo all'inizio del Quattrocento, Milano, UNICOPLI, 2001.
Nel 1579 si verificarono delle controversie per lo sfruttamento di un’isola da poco formatasi alla foce del torrente Parma tra le comunità di Mezzano Superiore, Copermio e Fossacaprara. Altre dispute avvennero nel 1598 aventi come oggetto sempre la gestione di nuove isole. Questo tipo di controversie furono frequenti e oltre al possesso di nuove terre potevano anche riguardare i diritti per la pesca o la gestione dei porti fluviali. All'inizio del XVIII secolo sorse una disputa tra Sacca e Casalmaggiore per l'utilizzo dell'approdo sulla riva parmense per chi proveniva dalla Lombardia. Nella stessa epoca vi furono controversie per la gestione dei porti anche tra Mezzano Superiore e Mezzano Rondani.