Le D.143 erano locomotive diesel-elettriche da manovra pesante e da tradotta, che hanno prestato servizio nelle Ferrovie dello Stato italiane, ottenute dalla ricostruzione meccanica ed elettrica delle vecchie Ne 120.
Storia Le locomotive D.143 sono il prodotto della ricostruzione delle cosiddette locomotive di guerra Ne 120 giunte in Italia nel 1943 a seguito delle truppe alleateTre "Truman" al capolinea, Notizie flash in I treni, 24 (2003), n. 249, pp. 4-5.. A metà degli anni sessanta le Ferrovie dello Stato, per risolvere alcuni problemi congeniti della motorizzazione delle 49 unità che rappresentavano ancora il punto di forza del proprio parco rotabili da manovra pesante, presero la decisione di ricostruirne interamente la parte meccanica e aggiornare la parte elettrica di potenza, nonché di risolvere almeno in parte il problema della forte rumorosità intrinseca prodotta dal mezzo stesso.
Per la sostituzione dei motori diesel fu incaricata la società OM che cambiò i due originali costruiti dalla Buda su licenza Lanova con un unico motore, mentre la parte elettrica Westinghouse venne in parte sostituita e in parte revisionata dalla Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri..
Nel 1965 iniziò il loro ammodernamento e l'immissione in servizio con sostituzione dei motori e della dinamo generatrice per sedici unità; nella stessa occasione vennero riclassificate nel gruppo D.143 assumendo la caratteristica colorazione verde vagone con strisce orizzontali gialle e parte frontale rosso. Le ulteriori trentatré unità vennero ammodernate nei primi anni settanta del ventesimo secolo.
Una unità non meglio identificata è apparsa nel film Cassandra Crossing, nel quale è la macchina che subentra a quello alla locomotiva a trazione elettrica nella scena successiva a quella della blindatura e piombatura del treno. Nelle scene successive non ve n'è traccia.
Caratteristiche Le locomotive vennero ricostruite sul robusto telaio a due carrelli su cui erano montati i due avancorpi e la cabina di guida centrale delle Ne 120. Di quest'ultima venne curata l'insonorizzazione mediante l'installazione di pannelli interni fonoassorbenti. Venne rifatto anche il banco di guida e la strumentazione relativa. Sulla struttura, il praticabile fornito di corrimano che permetteva il passaggio lateralmente e intorno agli avancorpi direttamente dalla cabina di guida venne reso a norma antinfortunistica.
I due carrelli rimasero quelli di tipo semplificato a sospensione con molle elicoidali.
I due motori diesel a 6 cilindri costruiti dalla Buda, azienda dell'Illinois, su licenza della Lanova vennero sostituiti da un unico motore a 12 cilindri, di cilindrata pressoché doppia, e di potenza superiore ai due precedenti, di costruzione OM tipo SEV a 4 tempi, su licenza della SAURER, ad alimentazione naturale e iniezione diretta. La dinamo generatrice di corrente continua che alimentava i motori elettrici posti sui carrelli, il tutto di produzione Westinghouse, venne modificata o sostituita; il potenziamento dell'isolamento dei motori, la sostituzione della dinamo generatrice e il rifacimento dei circuiti elettrici e di comando venne curato dal Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri.
Le differenze estetiche principali tra Ne.120 e D.143 riguardarono:
la scomparsa delle due marmitte sui cofani; la protuberanza sul cofano da un lato che nascondeva la nuova marmitta; la modifica dei finestrini laterali e di alcune grate di aerazione sul lato della cabina la posizione dei fari che erano incorporati nel pancone nella Ne.120, mentre vennero rialzati sopra lo stesso nella D.143.
Negli anni settanta telaio e carenatura erano verdi, poi telaio e carenatura divennero neri. Inizialmente erano inoltre assenti l'elemento orizzontale a metà altezza nei parapetti, aggiunto successivamente, e mancava il battipiede, cioè il longherone giallo che corre sotto il parapetto, e che migliora la sicurezza rialzando il parapetto stesso evitando che il piede possa scivolare giù dalla fiancata. Tuttavia vi sono casi, come la la D.143.3021) che non hanno avuto l'applicazione del battipiede, anche se il parapetto è stato modificato rispetto all'origine con l'aggiunta a metà altezza dell'elemento orizzontale.
Esercizio Servizi Queste locomotive furono incaricate delle manovre pesanti sulle selle di lancio di Milano, Torino e Roma nonché tra i grandi scali merci e di smistamento di queste città e nell'imbarco e sbarco dalle navi traghetto. Tra i servizi merci di linea si ricordano quelli sulla linea Palazzolo-Paratico Sarnico, mentre per il servizio viaggiatori, quelli tra Velletri, Sezze Romano e Terracina..
Depositi Nel 1983 il gruppo era assegnato a Messina, Milano Smistamento, Bologna San Donato, Reggio Calabria, Catania, Palermo, Cassino, Roma Trastevere, Roma Smistamento e Torino Smistamento.
Una consistente quantità di D.143, resesi disponibili dopo l'entrata in servizio di locomotive da manovra di nuova costruzione, fu assegnata all'inizio del 1989 al deposito locomotive di MestreNotizie flash in I treni oggi, 10 (1989), n. 91, p. 5..A inizio XXI secolo le D.143 resistevano nell'impianto di Livorno Calambrone ancora in buon numero di esemplari(circa 10) effettuando le tirate di carri con un peso che, in alcuni casi, oltrepassava le 2000 tonnellate verso il porto di Livorno e raccordi adiacenti.
Radiazione La demolizione delle D.143 iniziò nel 2003 con le locomotive D.143.3010, assegnata al deposito locomotive di Roma, D.143.3012, assegnata a Reggio Calabria, e D.143.3029, assegnata a Palermo.
Fino al 2014 restavano operative le 3007 e 3009 stanziate a Livorno Calambrone in uso a Serfer.
Mezzi preservati
Nel 2014 risultavano preservate le unità 3002, 3019, 3021 (l'unica efficiente, in carico all'Associazione Treni Storici Liguria) e 3045, sottoposta a Palermo a vincolo dalla Soprintendenza per i Beni Culturali della Regione Siciliana).
Soprannomi
Le D.143 erano note anche con il soprannome "Truman", in onore del presidente degli Stati Uniti in carica al tempo del loro arrivo in Italia durante la seconda guerra mondiale. Un altro soprannome era "Il Buda", dal nome del costruttore dei motori.
Modellismo Nel modellismo la D.143/Ne 120 è stata presa in considerazione da poche ditte artigianali come, Sagi o Lineamodel con modelli in kit o già assemblati in metallo e ultimamente da P.I.R.A.T.A Models (in scala N) e Timishoara (con motore tipo Tenshodo) e Acme con modelli di produzione industriale dalla qualità veramente eccellente.
Note
Bibliografia Fonti a stampa Fernando Barenghi, Locomotiva diesel-elettrica Gr. D.143 per le Ferrovie dello Stato, in Rassegna tecnica TIBB, (1966), n. luglio-dicembre, pp. 45–51. Vinicio Brandani, Alcune prove effettuate sul gruppo elettrogeno delle locomotive D.143, in Rassegna tecnica TIBB, (1966), n. luglio-dicembre, pp. 52–57. Servizio Materiale e Trazione FS, Automotrici termiche, Firenze, Ferrovie dello Stato, 1971.
Storiografia e complementi
Marcello Cruciani, D.143 in piena linea, in I treni, 16 (1995), n. 160, pp. 19-21. Marcello Cruciani, Sessantacinque anni sui binari italiani, in I treni, 30 (2009), n. 315, pp. 16-17.
Fabrizio Sozzi, Truman agli sgoccioli, in I treni, 30 (2009), n. 315, pp. 12-15, 18-20.
Voci correlate Locomotive Whitcomb poi FS 1200, FS Ne 120 e FS D.143 Locomotiva FS Ne 120 Rotabili italiani Military Railway Service (Stati Uniti d'America)
Altri progetti
Collegamenti esterni
FS D.143