Valdagno (Valdanjo in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. Ha una superficie territoriale di con un'altimetria che varia dai 214 m s.l.m. ai 1340 m s.l.m. Nel comune è nata la fabbrica tessile Marzotto e aveva sede la catena alberghiera italiana dei Jolly Hotels.

Geografia fisica

Valdagno si estende intorno al torrente Agno da cui deriva il suo nome. Il suo territorio si espande lungo la valle omonima, protendendosi nelle colline circostanti, fino alle Piccole Dolomiti e agli Alti Lessini. La presenza dell'Agno influenzò sia le origini che lo sviluppo della città, fornì acqua agli abitanti, incrementando le attività industriali, soprattutto nel settore tessile. La valle dell'Agno è orientata da ovest a est e questo induce la penetrazione di venti e correnti d'aria dal mare Adriatico con conseguenze sul clima.

Il centro storico è visto come una struttura di riferimento per tutto l'insediamento urbano.

Il sistema idrografico La maggior parte dei corsi d'acqua, creatisi in corrispondenza di zone particolarmente pendenti, aumenta solo nei periodi più piovosi. L'alveo di questi ruscelli è costituito il più delle volte da grossi massi di origine basaltica; le rive presentano molte piante e arbusti, con la funzione di trattenere il terreno. Alcuni ruscelli scorrono in fondo a vallate molto strette, come la Valle del Boia o nella zona a sud di Cerealto. Il più importante è il torrente Agno che da Recoaro a Valdagno contiene le acque fra sponde naturali e artificiali ricevendo una ventina di affluenti. La presenza dell'Agno, che divide l'abitato, costituisce una straordinaria risorsa insieme alle aree vicine, un esemplare valore ambientale per la città.

Il bosco Il bosco era, in passato, curato e utilizzato per il legname e fogliame destinato alla lettiera degli animali, oggi si presenta come un intricato groviglio di rovi, di vitalba, di sanguinella e di sambuco. È costituito da una maggioranza di latifoglie dove prevalgono il carpino nero e bianco, l'acero campestre e montano, il castagno e, nelle stazioni più umide, il frassino maggiore.

Colture agrarie Un tempo la zona collinare era un bacino agricolo in cui predominava la coltivazione della vite e del mais.

Origini del nome Il toponimo è una contrazione di "valle dell'Agno". Secondo lo storico Giovanni Mantese, deriverebbe dal latino Vallis Alnei ossia "valle dell'ontano"Comune di Valdagno - Profilo storico .. Tuttavia secondo alcuni deriverebbe da Amnis ("fiume"), per altri ancora da Agnus ("agnello").

Storia Periodo prima del XX secolo

Valdagno è nominata per la prima volta in un documento del 1179L. Chilese, L'origine del nome e del comune di Valdagno, in Quaderni del gruppo storico Valle dell'Agno, n. 31, anno 2006. relativo alla chiesa di San Quirico. Il nome deriva dal torrente Agno che la attraversa.

Poche sono le tracce preistoriche e romane nel territorio di Valdagno, per cui si è sempre pensato che la zona non fosse abitata prima dell'anno Mille, perché selvaggia, inospitale e periodicamente sommersa dalle acque non regolamentate del torrente. Era solamente una zona di passaggio per le miniere del monte Civillina o per Trento.

Secondo una recente ipotesiG. Maddalena e M. Menato, Valdariete. I Celti nell'Alto Vicentino, Valdagno, 2013., Valdagno come il resto della valle, durante l'Età del ferro (VI - II a.C.) era abitata stabilmente da una popolazione di origine celtica, esattamente di Galli Cenomani, che avevano la loro “capitale” a Trissino.

Fin dal XII secolo Valdagno fu feudo della famiglia Trissino (famiglia di origine tedesca), che vi costruì due castelli, uno sulla collina sovrastante il centro storico, l'altro sul colle di Panisacco: il primo venne completamente distrutto, del secondo rimane traccia nell'attuale santuario di Santa Maria, ristrutturato più volte nel corso dei secoli; in origine era l'antica cappella eretta nel 1212.

Valdagno divenne comune nel 1291 e dopo la dominazione prima scaligera e poi viscontea entrò a far parte nel 1404 della Repubblica di Venezia. In quest'epoca inizia un periodo di florido sviluppo artigianale (lavorazione del ferro e della lana), che contribuì a consolidare la sua fragile economia legata all'attività agro-silvo-pastorale. Nel 1700 sorgono i primi opifici per la lavorazione della lana e della seta. Dopo la caduta della Repubblica, avviene l'aggregazione all'Impero austro-ungarico e nel 1866 al Regno d'Italia.

La famiglia Marzotto avvia nel 1836 l'industria della lana, portandola da livelli artigianali alle dimensioni di una moderna e grande impresa, riuscendo ad acquisire anche grandi società come Valentino S.p.A. Difatti dopo l’acquisizione il gruppo Marzotto decise di dedicare la sede più grande a questo marchio. Quest’ultima è tuttora la sede più grande dell’azienda Valentino S.p.A. Da ricordare in particolare l'opera di Gaetano Marzotto (1894-1972) che, oltre all'attività industriale, promosse vari interventi sul settore sociale (abitazione per gli operai, impianti sportivi e ricreativi, lo "Stadio dei Fiori" dove ha giocato il Marzotto in Serie B, l'asilo per l'infanzia, una casa di riposo per anziani, scuole), interventi ispirati a criteri sia sotto il profilo architettonico che funzionale..

XX secolo Valdagno è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, un esempio è l'uccisione dei sette partigiani avvenuta il 3 luglio 1944.

Dopo i tragici eventi della seconda guerra mondiale la zona ha registrato significativo sviluppo economico e sociale, soprattutto nella metà degli anni sessanta del 1900. Il contesto ambientale naturale, la nuova viabilità di collegamento verso est (traforo con Schio) e verso sud (circonvallazione di Cornedo Vicentino e strada destra Agno) hanno creato le premesse per un nuovo rilancio della zona, sia dal punto di vista abitativo sia da quello di insediamento di attività produttive ad alto contenuto tecnologico e del terziario avanzato.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi dal presidente della Repubblica alla città di Valdagno con proprio decreto in data 29 marzo 1995.

Stemma Lo stemma di Valdagno è composto da un agnello bianco, attraversante il torrente Agno con ai lati le due vallate, su uno sfondo azzurro. L'agnello tiene nella zampa un'asta, terminate a croce, banderuolata con la scritta latina "Pax", il cui significato è pace, armonia. Lo stemma è circondato da due rami: uno di quercia, che simboleggia la durata nel tempo, la vita lunga, la prosperità, dignità, maestosità e soprattutto la forza. L'altro, di alloro, simboleggia la gloria e la vittoria. Lo stemma è cimato da una corona muraria del rango di città.

Gonfalone Il gonfalone della città di Valdagno è costituito da un drappo di velluto diviso a metà orizzontalmente nei colori bianco e azzurro, riccamente ornato di ricami dorati, su cui è riprodotto nel mezzo lo stemma comunale, posto sotto la denominazione dorata dell'ente; il gonfalone è ornato dalla cravatta e dal fiocco dai colori nazionali italiani.

Onorificenze

Valdagno è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita il 13 febbraio 1990 della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse Il centro storico Gran parte della sistemazione urbanistica della città risale al Settecento, nel periodo della Repubblica di Venezia.

Entrando in Valdagno imboccando viale Regina Margherita, andando verso il centro storico si incontra l'ex convento di Santa Maria delle Grazie, antico complesso risalente al Cinquecento. A pochi passi dall'ex convento si incontra Villa Valle, Orsini-Marzotto ora Centro Culturale Comunale "Gaetano Marzotto", che ospita la Biblioteca Civica e la Galleria Civica d'Arte Moderna. Per valore artistico è la villa più importante di Valdagno. Il salone d'onore è un ampio spazio passante dall'una all'altra parte della villa, secondo lo schema della villa veneta; la sua altezza è equivalente a quella di due piani e risulta illuminato da dodici aperture. Il salone è arricchito da quattro porte, con frontoni triangolari sui quali si adagiano due figure scolpite a tutto tondo che rappresentano le stagioni e i quattro elementi vitali: la terra, il fuoco, l'acqua e l'aria. Nei due lati brevi del salone d'onore corrono in alto due ballatoi in legno, che collegano le due ali al primo piano della villa. Nelle vicinanze di Villa Valle si trovano: Villa Gajanigo Barbieri, bella costruzione dalla facciata neoclassica, visibile al di là di una cancellata in ferro, fu progettata sul finire del Settecento dall'architetto vicentino Carlo Barrera. Villa Zanuso, ora Fontanari, esempio di architettura della seconda metà dell'Ottocento. A lato della villa sorge un edificio che ospitava una delle tante filande di seta operanti nel valdagnese sino agli inizi del Novecento. Sul finire dell'Ottocento in tutto il territorio ce n'erano ben diciotto. Caratteristica la torretta a pianta circolare costruita con sassi a vista bianchi e neri, che si innalza attorcigliata da un'esile scala esterna.

Duomo

Sulla piazza omonima si affaccia il Duomo di San Clemente (XVIII secolo), nella parete di fondo della Sacrestia è murata la grande Ancona di San Clemente, polittico in pietra dipinta che reca la data "1445". Il Duomo ospita anche 9 pregiate Campane alla veronese in tono di do3.

In centro storico, lungo Corso Italia, su ambo i lati, si trovano numerosi edifici che meritano attenzione. Di fronte a Palazzo Festari sorge Palazzo Nanti, ora sede di una Banca, altro esempio di architettura di fine Seicento. Particolare attenzione merita l'elegante chiostro situato all'interno del palazzo stesso. Confinante con Palazzo Nanti si trova il Palazzo Comunale, edificato su un preesistente edificio. Si tratta di architettura del tardo Ottocento. Degno di nota è Palazzo Pedoni la cui facciata prospiciente il Corso e la Piazza del Comune si presenta come un'elegante espressione architettonica di ascendenza seicentesca con delicate forme barocche, riscontrabili, soprattutto nel poggiolo e nel portale.

La Città sociale Sulla sinistra dell'Agno, località conosciuta come Oltreagno, sorge su una vasta area un importante centro urbanizzato delimitato da ampie strade ed aiuole voluto ed edificato da Gaetano Marzotto Jr (1894-1972), su progetti dell'architetto bassanese Francesco Bonfanti.

Tale centro, denominato "la Città sociale" , testimone di un progetto . Il complesso urbanistico è disposto attorno alle istituzioni sociali della Fondazione Marzotto (asilo nido, scuola materna, casa di riposo) e agli impianti ricreativi (piscina, stadio, dopolavoro aziendale); troviamo inoltre la Scuola di Musica, sede di molte realtà come l'Orchestra Giovanile "Tutto d'Un Fiato!" e l'Orchestra di archi "Archi Tesi" per non dimenticare il prestigioso Complesso Strumentale “V. E. Marzotto – Città di Valdagno” che vanta oltre un secolo di attività. Verso sud, la cittadella degli studi, con le scuole elementari, la scuola media, i licei e l'istituto tecnico industriale Marzotto. Al centro del quartiere è situata la chiesa parrocchiale di S. Gaetano.

La Favorita

Della Città sociale fa parte anche quello che viene considerato da molti valdagnesi il fiore all'occhiello della città, ovvero il Parco della Favorita. Progettato negli anni trenta, su commissione di Gaetano Marzotto Jr, dagli architetti Bonfanti e Zardini, rappresenta tuttora il parco di maggiore estensione a Valdagno. Acquistato nel 2000 dall'Amministrazione Comunale, ha avuto inizio una sostanziosa opera di riqualificazione terminata, nel 2008, con la riapertura del parco al pubblico.

Villa Valle