In linguistica, lomofonia (dal greco homóphōnos, composto di homós «simile» e phōné «suono») è la relazione che c'è tra due parole che hanno la stessa pronuncia ma significato diverso.
Omofonia e omonimia Un esempio, in italiano, è la parola miglio: il miglio è sia una pianta sia un'unità di misura. A due significati – e etimi: mĭlĭum (cereale) vs. milia (plurale di mille) – diversi corrisponde una stessa parola (miglio) che si pronuncia e si scrive allo stesso modo. In questo caso, le due parole sono «omonime»: sono cioè uguali sia per grafia («omografia») sia per pronuncia («omofonia»), pur avendo due significati diversi. Non ci sono, di solito, ambiguità, quando tali parole sono inserite in un contesto (per esempio, mangiare il miglio vs. correre l'ultimo miglio).
Omofonia ed eterografia Altri esempi di omofonia sono: anno e hanno, entrambe pronunciate //; l'ago e lago, pronunciate //; ceco e cieco, pronunciate /ˈʧɛ.ko/; la normale e l'anormale, pronunciate //. Un caso emblematico – in italiano neutro (o standard) – è anche , cui possono corrispondere ben sei grafie diverse: <a letto>, <al letto>, <all'etto>, <alletto>, <ha l'etto> (in pronuncia tradizionale, con cogeminazione di ha /a/ davanti all'articolo determinativo l[o]), <ha letto>.
Un altro esempio in italiano, è presente nel sonetto Erano i capei d'oro a l'aura sparsi composto nel 1342 da Francesco Petrarca: nel primo verso del sonetto, infatti, il termine aura è un'omofonia che mette in relazione il nome Laura (figura stilnovistica di Petrarca) e la parola aura.
Mondegreen
Un mondegreen è il fenomeno in cui, a causa di un'errata percezione o interpretazione di una frase, quest'ultima viene scambiata per un'altra omofona. Un mondegreen si può produrre per caso (ad esempio, per sostituzione di una frase incomprensibile con una più facile) o, in modo consapevole, per l'intenzione dell'autore di includere un significato ulteriore o alternativo.
Il termine è una parola d'autore coniata dalla scrittrice statunitense Sylvia Wright nel saggio La morte di Lady Mondegreen, pubblicato sull'Harper's Magazine del novembre 1954. Il termine mondegreen deriva dal fatto che l'autrice, da bambina, ascoltava spesso la madre leggerle una delle poesie contenute nella raccolta Reliques Of Ancient English Poetry del poeta Thomas Percy, che lei riferisce così:
Ye Highlands and Ye Lowlands, Oh Where hae ye been? They hae slain the Earl of Moray And Lady Mondegreen.
(Voi monti e vallate, Oh, dove siete stati? Hanno ucciso il conte di Moray E Lady Mondegreen)
L'ultimo verso in realtà è
And laid him on the green ("E l'hanno disteso sull'erba").
Avendo scoperto di aver sempre frainteso il verso (quindi di avere capito che ci fossero due omicidi anziché uno solo), l'autrice decise di dare un nome a questo esempio di pareidolia acustica, e lo chiamò appunto mondegreen.
Voci correlate Omografia (linguistica) Omonimia Bisenso Mondegreen Il poeta mangiatore di leoni nel covo di pietra
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