Il gremio degli autoferrotranvieri (in sassarese lu gremiu di l'autisthi) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel 1936 e dotatosi di statuto nel 1950 è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 2021.

Raccoglieva al suo interno i trasportatori su gomma e rotaia.

Storia

Origini Contrariamente a tutti gli altri gremi di Sassari, quella degli autoferrotranvieri è una corporazione che non si riferisce ad un mestiere praticato già nell'antichità, bensì ad una maestranza che ha avuto origine e sviluppo successivamente alla rivoluzione industriale.

La storia del gremio ha, dunque, origine nella Sassari novecentesca, in un periodo che, a cavallo dei due conflitti mondiali, ha visto nel centro turritano un grande sviluppo urbano, con la costruzione dei nuovi quartieri periferici. Le nuove propaggini urbane, congiuntamente al rinforzo della rete ferroviaria e alla scarsa diffusione della motorizzazione privata, contribuirono alla costituzione di un nuovo ceto sociale, quello degli autisti e tranvieri, che andò progressivamente a sostituire quello degli antichi trasportatori con mezzi a trazione animale, che storicamente a Sassari erano rappresentati dai due gremi dei viandanti e dei carradori.

La fondazione del Gremio Pur essendo rappresentativi di un mestiere caratterizzato da una spiccata tendenza alla modernità, gli autoferrotranvieri vollero comunque congiungersi a quei sentimenti che nei secoli avevano spinto le altre maestranze a costituirsi gremio, dotandosi di un atto costitutivo, di uno statuto e dedicando la costituita corporazione a un santo patrono. Il sodalizio, tuttavia, non poteva ricoprire, contrariamente a quanto accaduto ai gremi antichi in precedenza, quel ruolo di condicio sine qua non per l'esercizio del mestiere, essendo già state abolite le corporazioni di mestiere dalle leggi post-unitarie (1864). Ebbe unicamente l'effetto di catalizzatore per gli esercenti, riunendo numerosissimi tranvieri della città in un un'unica associazione rappresentativa del mestiere.

Fu così che nel 1936 alcuni autoferrotranvieri fondarono il primo nucleo dell'attuale gremio, dedicandolo a san Cristoforo, di cui organizzarono la prima festa patronale nel 1938Archivio Storico del Gremio degli Autoferrotranvieri, Sassari.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale, tuttavia, bloccò il processo di formazione del nuovo gremio, il quale riprese con più forza al termine del conflitto. Fu così che il 14 settembre 1945 Francesco Fois e Giacomo Ibba, congiuntamente con altri 23 esercenti della città di Sassari, costituirono ufficialmente il gremio degli autoferrotranvieri, il cui statuto fu pubblicato nel 1950.

Il neo-costituito gremio si dotò delle insegne tipiche delle corporazioni sassaresi, con la grande bandiera rossa, il simulacro di san Cristoforo realizzato da Giovanni Oronzo Pulli e stabilì la propria sede in una cappella della chiesa della Sacra Famiglia (monache cappuccine). Negli anni successivi si trasferirono presso la Cattedrale di san Nicola, stabilendo la sede civile nel palazzo Manca di Mores.

Storia recente ed ammissione alla Faradda

Il rapporto con gli altri gremi cittadini, inizialmente abbastanza freddo, è andato via via migliorando, complice il trasferimento presso la chiesa di santa Maria di Betlem nel primo decennio del XXI secolo, con la presa in possesso della Cappella di san Giuseppe da Copertino (del 2007 è la benedizione del primo candeliere del gremio, il quale non ha mai preso parte alla Discesa del 14 agosto), e l'adeguamento al codice culturale e pubblico comune a tutto il corpo gremiale, giungendo infine all'ammissione nell'intergremio "Città di Sassari" nel 2013.

Su proposta dell'arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba, nel 2020, durante la Pandemia di COVID-19, si è aperto il percorso di ammissione del gremio alla Discesa dei candelieri, che, previa approvazione della commissione storica per la Faradda, si è concluso col voto favorevole del consiglio comunale il 29 luglio 2021. In tale anno il gremio ha partecipato per la prima volta allo scioglimento del voto alla Vergine Assunta con la sola bandiera piccola, vista la norma transitoria che ne ammetteva la partecipazione col candeliere alla prima Discesa nelle forme ordinarie dopo il termine della pandemia.

Nel 2021 hanno realizzato il nuovo candeliere, benedetto dal padre guardiano di santa Maria, Salvatore Sanna, il 23 luglio 2022. Con tale candeliere hanno partecipato per la prima volta alla Faradda il 14 agosto 2022, esordendo assieme al gremio dei braccianti. Nello stesso anno è stata realizzata e benedetta la nuova bandiera del gremio e nel 2025 il nuovo puntale in argento.

Devozione a san Cristoforo Il patrono del gremio, sin dalla sia fondazione, è san Cristoforo, protettore di motoristi, ferrovieri, tranvieri, automobilisti e viaggiatori.

Al santo martire è dedicata la Festa Grande della terza domenica di luglio, in cui, oltre alla santa Messa con intregu della mattina, è tradizionale anche la processione serale alla presenza di tutti i gremi della città. Il santo Patrono viene tradizionalmente autotrasportato dal Fisco Maggiore per le vie della città su ruota.

La festa piccola è dedicata al compatrono san Giuseppe da Copertino e viene celebrata il terzo sabato di settembre.

Segni distintivi

Bandiera La bandiera del gremio degli è di colore rosso, in particolare nelle tonalità del vermiglio. Questo colore è tradizionalmente legato alla devozione per i santi Martiri.

Come tutte le bandiere dedicate a Santi Patroni diversi dalla Madonna nei Gremi sassaresi, è bordata da un gallone d'oro. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante il patrono, che viene ornata con una corona di fiori.

La bandiera presenta raffigurato sul recto il santo Patrono, mentre sul verso è rappresentato lo stemma del gremio.

Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da croce in legno tornito.

Divisa I gremianti indossano un abito di foggia inglese novecentesca, caratterizzato da passamanerie dorate, in decorazione delle maniche e delle asole, e da un gilet in damasco rosso in ricordo della bandiera del gremio. Tutti indossano guanti e papillon neri.

Cappella La Cappella si trova in santa Maria di Betlem, sotto la grande cupola della chiesa, ed è dedicata a san Giuseppe da Copertino. Costruita durante gli ottocenteschi restauri di Francesco Cano, vi si accede per mezzo di un grande arco a sesto acuto retto da due colonne in stile composito realizzate in stucco secondo la tecnica del marmorino, similmente alle due lesene doriche interne alla cappella. Al centro è presente una nicchia, caratterizzata dal bassorilievo di san Giuseppe da Copertino nell'atto di volare.

Sull'altare si trova un simulacro di san Cristoforo e dal 2022 ospita anche il candeliere del gremio..

Candeliere

Il candeliere è stato realizzato nel 2021 ad opera dell'artigiano Ruocco e del pittore Pasca, in stile neo-liberty. Il candeliere ora si trova nella chiesa di san Nicola (duomo) per chiusura chiesa di santa Maria in betlem

Base

La base del candeliere è semplice, di forma quadrangolare e di color tabacco, con al centro di ogni facciata il monogramma SC, in ricordo del santo patrono, cinto da una mezza ruota e dalla palma del martirio.

Fusto

Il fusto è di color tabacco e presenta alla base una bombatura a forma di botte, a ricordo del fatto che san Cristoforo è protettore anche dei bottai. Sul lato principale, circondato da un prezioso arabesco fitomorfo tono su tono, si trova il dipinto di san Cristoforo nell'atto di attraversare il Giordano con in braccio Gesù Bambino. Sul retro lo stemma del gremio (uno pneumatico e una ruota di treno alata su rotaia) con il motto "fidenter procede".

Capitello

Il capitello, ispirato allo stile liberty, a ricordo delle stazioni ferroviarie del periodo di fondazione del gremio, è quadrangolare. Ogni facciata è valorizzata ad angolo da due lesene con capitello in stile composito dorate. Nei riquadri delle facciate sono rappresentati san Giuseppe da Copertino, santa Francesca Romana, san Raffaele Arcangelo e san Giacomo Maggiore.

Corona Sopra il capitello, nel giorno della festa, viene issata una corona di numerose bandiere adornata da bandierine di carta, i bora bora. In cima svetta il vessillo dell'obriere di candeliere in carica, e nella corona sono presenti alcune bandiere appartenenti ad altri gremi, donate in occasione della prima Faradda.

Note

Bibliografia

Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari. Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari.

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