Fu un pugile argentino, considerato insieme a Carlos Monzón e Nicolino Locche il migliore pugile di ogni tempo del Paese sudamericano. Tra i dilettanti fu campione olimpico dei pesi mosca alle Olimpiadi di Londra del 1948. Tra le file dei professionisti, fu campione del mondo dei pesi mosca dal 1954 al 1960. Difese vittoriosamente il titolo per 9 volte.
La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo. Nel 1975 e nel 1994 la rivista The Ring lo ha collocato rispettivamente al 6º e al 3º posto in una propria classifica dei migliori pesi mosca della storia del pugilato.
Gli inizi Pascual Pérez nacque da una famiglia di contadini, coltivatori di vite, nella valle del fiume Tupungato, nella zona di Rodeo Medio della provincia di Mendoza. Era il minore di nove fratelli ed iniziò a lavorare nei campi con il resto della famiglia fin da giovanissimo. Nel 1942, a 16 anni, iniziò a praticare la boxe presso il Deportivo Rodeo de la Cruz diretto da Felipe Segua, dimostrandosi in breve dotato di grandi capacità e di un pugno potentissimo, inconsueto tra i pugili delle categorie più leggere. Benché fosse mancino, assumeva con naturalezza la posizione di guardia di un destro. La sua altezza, che da adulto raggiunse 152 cm, era più bassa della media della categoria dei pesi mosca, in cui rientrava. Felipe Segua ricorda così le sue prime impressioni:
Debuttò come dilettante nel gennaio del 1944, e come tale disputò 125 incontri, vincendo 16 tornei, tra cui quello dei Giochi Olimpici di Londra del 1948, dove vinse l'oro nella categoria dei pesi mosca. Il primo torneo che vinse fu il Campionato Mendocino dei Novizi, nel marzo del 1944, due soli mesi dopo il debutto. Lo stesso anno, la Federazione pugilistica di Mendoza dovette pagare al padre di Pérez la somma necessaria per assumere un contadino che potesse sostituire Pascual nella vigna, come condizione perché, come esercente la patria potestà, secondo le norme allora vigenti in Argentina, concedesse l'autorizzazione al figlio per praticare il pugilato. I genitori di Pérez mantennero una considerazione poco benevola verso l'inclinazione alla boxe del figlio, che era arrivato ad iscriversi con il nome di Pablo Pérez per non essere scoperto.
Nel 1946 e 1947, Pascual Pérez vinse i campionati mendocino, argentino e latinoamericano, e nel 1948 trionfò nel torneo di selezione della squadra olimpica argentina, che nei Giochi dal 1924 al 1936 aveva vinto 15 medaglie, 5 delle quali d'oro.
Medaglia d'oro Olimpica a Londra (1948)
Pérez non aveva mai combattuto fuori dal Sudamerica e, nonostante i suoi precedenti fossero rispettabili, il favorito per la medaglia d'oro dei mosca era lo spagnolo Luis Martínez Zapata, campione europeo."Boxing at the 1948 London Summer Games: Men's Flyweight" , Sports Reference. Pérez affrontò nel primo combattimento il filippino Ricardo Adolfo, battendolo per KOT al 2º round. Negli ottavi di finale affrontò il sudafricano Desmond Williams, che batté ugualmente per KOT al 3º round. Nei quarti di finale batté ai punti il belga Alex Bollaert e nelle semifinali il ceco František Majdloch.
Nella finale, Pérez dovette affrontare l'italiano Spartaco Bandinelli, allora ventottenne, che aveva battuto a sorpresa nei quarti di finale il favorito Martínez Zapata. Già nel 1º round Pérez impose il suo stile aggressivo, contenendo l'offensiva iniziale dell'italiano e facendolo retrocedere con una serie di colpi, tra cui un potente diretto destro che lo fece sedere sulla seconda corda sul finire del round. Il 2º round fu molto intenso, con Bandinelli che mostrava il proposito di recuperare punti e Pérez che rispondeva colpo su colpo, utilizzando la propria maggiore mobilità per colpire con il destro e approfittando della tendenza di Bandinelli ad utilizzare il guanto aperto. Nel 3º round Pérez attaccò fin dall'inizio con una successione di diretti con ambo le mani che colpirono Bandinelli. Poi l'Argentino contenne il contrattacco dell'Italiano, fermandolo con un uppercut, per terminare con i entrambi i contendenti che si scambiavano colpi a centro ring.La Prensa, P. Pérez e R. Iglesias sono campioni olimpici, 14 agosto 1948, p. 12.
Félix Frascara, inviato della rivista El Gráfico concluse nel modo seguente il suo articolo sulla partecipazione di Pascual Pérez a Londra nel 1948:
Accadde un fatto curioso: Pascual Pérez fu squalificato al momento della registrazione degli atleti, quando il peso gallo (fino a 54 kg) Arnoldo Parés procedette ad eseguire la propria. Gli organizzatori confusero i cognomi dei due pugili e attribuirono il peso di Parés a Pérez, causando la squalifica di quest'ultimo per aver superato il limite di peso dei mosca (fino a 51 kg). Dopo aver chiarito lo scambio, la squalifica fu ritirata.
Pérez fu ricevuto a Mendoza come un eroe. L'amministrazione della provincia gli regalò una casa e gli offrì un lavoro. Nel torneo di selezione dei pugili argentini per i Giochi Olimpici di Helsinki del 1952, Pérez perdette ai punti con un verdetto discusso contro Francisco Calvagno, venendo eliminato.Massarino, Marcelo (2003). Pascual Pérez, un modello peronista, revista digital EFDeportes, Buenos Aires, Año 9, N° 60 - Mayo de 2003. Il rappresentante argentino fu allora Alberto Barenghi, quien fue eliminado en el primer che fu messo fuori gioco al primo incontro. L'eliminazione convinse Pérez a passare al professionismo. Due anni dopo divenne il primo pugile campione mondiale dell'Argentina, e uno dei più importanti della storia del pugilato. Il suo ultimo incontro da dilettante avvenne il 14 novembre del 1952, al Club Franja de Oro, dove batté ai punti in 5 round Pablo Rapretti.Pascual Pérez , Konex.
La carriera di professionista La carriera professionale di Pérez iniziò nel 1952 e fu seguita da Lázaro Koci, uno dei maggiori organizzatori argentini dell'epoca.
Pérez vinse i primi 18 incontri per KO, con incontri che avevano una durata media di 3 round.Coronel, Claudio. Pascual Perez, il piccolo colosso della pampa , El Portal del Boxeo Mundial. Solo al 19º match un avversario, Juan Bishop, riuscì a rimanere in piedi fino al termine dell'incontro.
L'11 novembre 1952, al Luna Park di Buenos Aires, divenne campione argentino dei pesi mosca, battendo per KOT al 4º round Marcelo Quiroga.Storia del titolo argentino dei pesi mosca , Federación Argentina de Box.
Pascualito vinceva quasi tutti i suoi incontri prima del limite, fatto inconsueto tra i pesi mosca, e in poco tempo non ebbe più rivali in America Latina. "Non solo boxa come un dio, picchia anche con la potenza di un toro", scrisse una rivista dell'epoca.
L'ambasciatore argentino in Giappone, Carlos Quiróz, su indicazione dell'allora presidente Juan Domingo Perón, prese contatti per organizzare un match a Buenos Aires contro il campione mondiale, il giapponese Yoshio Shirai. L'incontro venne disputato al Luna Park il 24 luglio 1954, alla presenza del presidente Perón, seduto a bordo ring, e terminò con un pareggio. Si trattò di un avvenimento straordinario nel Paese, perché per la prima volta un pugile professionista argentino combatteva un incontro per il titolo mondiale senza essere sconfitto. L'esito dell'incontro costrinse Yoshio Shirai a concedere una rivincita a Pérez.
Il titolo mondiale dei pesi mosca
Quattro mesi dopo il pareggio di Buenos Aires, Pascual Pérez e Yoshio Shirai si incontrarono di nuovo con il titolo mondiale in palio allo Stadio Korakuen di Tokyo, il 26 novembre 1954. Vinse l'argentino ai punti, con verdetto unanime e con ampio margine, dopo aver atterrato l'avversario nel 2º e nel 12º round. Al termine di quest'ultima ripresa Yoshio Shirai tornò al proprio angolo quasi groggy.El Gráfico Nº 1844 del 10 dicembre 1954, pag. 5. Nel 13º round, Pérez tornò a colpire duramente Shirai, che si trovò al limite del KO. Al termine il punteggio a favore dell'argentino fu: arbitro Jack Sullivan, 146-139, giudice Bill Pacheco, 143-139, giudice Kuniharu Hayashi, 146-143.Boxeador: Pacual Pérez , Box Rec. Pascualito divenne così il pugile più piccolo a vincere il titolo dei pesi mosca.
Il trionfo di Pascual Pérez ebbe un'enorme eco in Argentina, nonostante Pascualito non avesse un carisma che gli consentisse di diventare un idolo popolare, come era stato in passato Justo Suárez, o come lo sarebbe stato Carlos Monzón, in futuro. Pérez era il primo campione mondiale argentino di pugilato, una delle tre discipline sportive più importanti del Paese, con il calcio e l'automobilismo.Archetti, Eduardo P. (2001). El potrero, la pista y el ring. Le patrie dello sport argentino, Buenos Aires: Planeta. D'altra parte, Pascual Pérez, simpatizzante peronista, dedicò la vittoria al presidente Perón, dallo stesso ring e attraverso la radio, chiudendo la dedica con le parole: "Missione compiuta, mio Generale!".La Prensa, 27 novembre 1954, citato da Massarino, Marcelo (2003). Pascual Pérez, un modello peronista, revista digital EFDeportes, Buenos Aires, Año 9, N° 60 - Mayo de 2003. Lo stesso Perón lo ricevette all'aeropuerto de Ezeiza, quando il pugile tornò dal Giappone dopo la vittoria.
Perez y Shirai si confrontarono di nuovo il 30 maggio 1955 nella prima difesa del titolo, di nuovo a Tokyo. Questa volta l'argentino vinse per KO al 5º round, quando era già ampiamente in vantaggio sui cartellini dei giudici.
Nei sei anni che seguirono, Pérez disputò 30 incontri, di cui 8 per la difesa del titolo e uno nel tentativo di riconquistarlo.
Il 16 gennaio 1959 a Tokyo, Pérez perdette il suo primo incontro da professionista, contro il giapponese Sadao Yaoita, campione d'Asia-Pacífico (OPBF), in un incontro in cui non era in gioco il titolo mondiale. Fino a quel momento, in 8 anni di carriera da professionista, Pérez era imbattuto, con 51 incontri vinti, di cui 37 per KO, e 1 incontro pari. Pérez concesse allora a Yaoita un'opportunità per il titolo, che si concretizzò il 5 novembre dello stesso anno a Osaka, in un incontro durissimo che l'argentino vinse per KO al 13º round. L'inizio, per Pérez, fu drammatico, perché Yaoita lo mise subito in difficoltà, atterrandolo al 2º round. L'argentino recuperò un certo vantaggio sui cartellini dei giudici e, giunto al 13º round, atterrò Yaoita due volte, la seconda definitivamente. In quel momento Pérez era in leggero vantaggio ai punti, con i seguenti cartellini: arbitro Juan Notari, 118-112; giudice Nat Fleischer, 115-113; giudice Kuniharu Hayashi, pari 117-117. Pérez aveva ormai 33 anni, e l'età incominciava a pesare.
Il 16 aprile 1960, allo Stadio Lumpinee di Bangkok, (Thailandia), incontrò il thailandese Pone Kingpetch (24 anni), campione d'Asia-Pacifico (OPBF), che lo batté ai punti con un verdetto non unanime. Contrariamente a Pérez, Kingpetch era un peso mosca gigante, con un'altezza di 170 cm (una differenza di 18 cm), vantaggiò che si rivelò decisivo. L'incontro ebbe un inizio duro, "colpo su colpo", dettato da Pérez, secondo il suo stile, con i due pugili che si alternavano a comandare il match. La potenza dell'argentino ebbe la meglio verso la metà dell'incontro, quando aprì una profonda ferita sopra all'occhio destro del thailandese, che sanguinò fino alla fine. Nel 10º round, l'angolo di Kingpetch decise di cambiare strategia, cercando di far trarre maggior vantaggio al pugile thailandese della propria altezza e del maggiore allungo.
L'incontro fu molto serrato e combattuto fino alla campana finale. I cartellini dei giudici furono i seguenti: arbitro Lorenzo Torreoalba, Pérez per 145-143; giudice Wong Hiranyalekha, Kingpetch per 148-137, giudice Nat Fleischer, Kingpetch per 146-140. A 34 anni d'età e con un verdetto diviso, Pascualito aveva perso il titolo e non l'avrebbe più riconquistato.
Il 22 settembre 1960, all'Olympic Auditorium di Los Angeles (California), si disputò la rivincita. In questa occasione Kingpetch si impose perentoriamente, vincendo con un KO all'8º round, il primo subito da Pérez in tutta la carriera.
Ultimi incontri