Carmelo Carnemolla, noto come Carmelo Di Mazzarelli. Esordì al cinema in età avanzata con Lamerica (1994) di Gianni Amelio, dopo la rinuncia di Gian Maria Volonté. Successivamente collaborò con registi di rilievo in film come L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, Oltremare - Non è l'America (1999) di Nello Correale, Tu ridi dei fratelli Taviani, l'episodio Il senso del tatto de Il commissario Montalbano, Placido Rizzotto di Pasquale Scimeca, partecipando anche a produzioni televisive e a uno spot per Sky.

Biografia Nato nel 1918 a Mazzarelli da una famiglia di umili origini, Carmelo Carnemolla era figlio di un marinaio di Sampieri; la madre proveniva da una famiglia di Scicli, radicata da generazioni nel territorio. Entrambi i genitori portavano il cognome Carnemolla, molto diffuso nell’area iblea, a testimonianza di un legame antico con la comunità locale.

Nel corso della vita svolse vari mestieri: fu commerciante di pesce all’ingrosso, autista e, infine, collaboratore scolastico nella scuola media di Marina di Ragusa, allora plesso periferico dipendente dall’istituto di Ragusa. In questo ruolo si distinse per la precisione e il senso del dovere, tanto che studenti e docenti lo consideravano una figura di riferimento e di autorevolezza.

Vedovo dal 1993 e ormai in pensione, trascorreva molto tempo nella piazza Duca degli Abruzzi, dove era conosciuto per la sua presenza carismatica: capelli tra il biondo cenere e il bianco, lunga barba bianca, occhi azzurri, cappello vistoso, abiti semplici. Non era l’eleganza formale a distinguerlo, quanto piuttosto un carisma spontaneo che non passava inosservato. La sua eloquenza vivace gli valse tra i compaesani il soprannome di “chiacchierone”.

Il regista Amelio ha detto di lui:

L’incontro con Gianni Amelio

Nel 1993 Gianni Amelio (che nel territorio ragusano aveva girato Il ladro di bambini) cercava un interprete per un ruolo importante del film Lamerica, dopo la rinuncia di Gian Maria Volonté, uno dei più grandi attori italiani.

Carmelo Carnemolla venne notato in piazza e segnalato ad Amelio. Colpito dalla sua figura e dal portamento naturale, il regista decise di affidargli la parte. Carmelo dovette farsi tagliare la barba che da molti anni lo caratterizzava. La scelta di sostituire un attore del calibro di Volonté con un esordiente sconosciuto fu accolta come un gesto coraggioso e rivelatore del talento “neorealistico” di Carnemolla.

Il nome d’arte

Al momento dell’uscita di Lamerica, il nome di Carmelo Carnemolla sarebbe dovuto comparire sulla locandina ufficiale accanto a quelli di Michele Placido ed Enrico Lo Verso. Il regista Gianni Amelio ritenne però che il cognome Carnemolla non avesse la forza necessaria per un manifesto cinematografico e gli propose di adottare un nome più adatto al grande schermo.

Carnemolla non esitò: se non poteva presentarsi al pubblico con il proprio cognome, avrebbe portato in alto il nome della sua terra. Scelse allora Mazzarelli, l’antica denominazione della sua cittadina (oggi Marina di Ragusa), legandolo al suo nome d’arte. In questo modo, nel 1994, il nome di Mazzarelli comparve sul cartellone di un film d’autore, ben prima che le location della costa ragusana diventassero celebri in tutto il mondo grazie al commissario Montalbano negli anni Duemila.

La scelta di chiamarsi Carmelo Di Mazzarelli fu quindi non solo una decisione artistica, ma anche un atto di orgoglio identitario: un modo per affermare le proprie radici e presentarsi al cinema internazionale portando con sé la storia e il nome del proprio paese.

Lamerica e il debutto al cinema

Con il nome d’arte Carmelo Di Mazzarelli, Carnemolla debuttò nel film Lamerica (1994), accanto a Michele Placido ed Enrico Lo Verso, sotto la direzione di uno dei maggiori registi italiani contemporanei. La presenza di un attore alla sua prima esperienza, inserito tra interpreti già affermati, rappresentò un episodio singolare e di grande impatto.

Il film, presentato alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ricevette un’accoglienza calorosa da parte di pubblico e critica. La recitazione naturale di Carmelo Di Mazzarelli fu notata come elemento di autenticità, e la sua presenza scenica ricevette il plauso della sala con un’ovazione, trasformando la sua esperienza attoriale in un caso unico nel panorama cinematografico italiano.

Famiglia

La memoria storica locale, insieme alla vena artistica e creativa, è stata raccolta in eredità dal figlio e dai nipoti. Il figlio di Carmelo, Guglielmo Carnemolla, si distinse come custode della memoria storica locale e come cittadino attivo, impegnato a favore della comunità anche nelle istituzioni di quartiere. Tra i nipoti figurano Antonio Carnemolla, regista e promotore culturale, e Dolores Carnemolla, autrice e giornalista.

Filmografia Cinema Lamerica, regia di Gianni Amelio (1994) L'uomo delle stelle, regia di Giuseppe Tornatore (1995) Tu ridi, regia di Paolo e Vittorio Taviani (1998) Oltremare - Non è l'America, regia di Nello Correale (1999) Placido Rizzotto, regia di Pasquale Scimeca (2000) Marsaharillah, regia di Antonio Carnemolla - cortometraggio (2002) Il prossimo inverno, regia di Antonio Carnemolla - cortometraggio (2008)

Televisione Il commissario Montalbano, episodio Il senso del tatto (2002) La madre inutile (1998)

Note

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