I Dolicopodidi (Dolichopodidae ) sono una famiglia cosmopolita di insetti dell'ordine dei Ditteri (Brachycera: Muscomorpha). È la famiglia più numerosa fra gli Empidoidea e una dei più ricche nell'ambito dell'ordine dei Ditteri. Come la maggior parte degli Empidoidei, comprende forme predatrici entomofaghe allo stadio sia larvale sia adulto.
Nomenclatura Il nome scientifico e il relativo adattamento fonetico in italiano derivano dalla combinazione, in greco, di δολιχος (dolichos, lungo) e ποδος (podos, piede) e fanno riferimento alla forma delle zampe, lunghe e sottili, che caratterizza la generalità degli adulti di questa famiglia. Analoghi riferimenti si riscontrano nei nomi comuni in inglese, long-legged flies, e in tedesco, langbeinfliegen ("mosche dalle zampe lunghe").
Tradizionalmente la famiglia si identifica in un raggruppamento omogeneo di ditteri, suddiviso in 15 sottofamiglie, ma negli ultimi anni ricorre un'interpretazione estesa, con l'inclusione di due piccole sottofamiglie, Microphorinae e Parathalassiinae, che diversi Autori trattano separatamente. Per consuetudine si usa spesso la denominazione Dolichopodidae sensu stricto per fare riferimento all'accezione storica della famiglia, comprendente il maggior numero di specie, mentre la denominazione Dolichopodidae sensu lato è usata per fare riferimento al gruppo esteso alle due suddette sottofamiglie.
Descrizione Adulti Le principali differenze morfologiche ricorrono fra la sottofamiglia dei Microphorinae da un lato e i Dolichopodidae sensu stricto dall'altro; i Parathalassiinae si collocano in una posizione intermedia, condividendo caratteri morfologici con l'uno o con l'altro gruppo. Messi in relazione con gli altri Empidoidea e con i Cyclorrhapha, i Dolichopodidae sensu stricto si presentano come il gruppo di Brachiceri inferiori più affine ai Ciclorrafi e i Parathalassiinae si presentano come la forma più primitiva dei Dolichopodidae. Più incerta è la collocazione dei Microphorinae che, in ogni modo, manifestano caratteri decisamente più primitivi.
Gli adulti dei Dolichopodidae sensu stricto hanno livree spesso appariscenti, caratterizzate dalla presenza di pigmentazioni verdi o gialle, a volte con riflessi metallici azzurri o bronzei; meno frequentemente, le livree sono scure, con colori variabili dal bruno al nero al grigio. I Microphorinae e i Parathalassiinae sono meno appariscenti, con livree grigio scure. Le dimensioni del corpo variano da 1 a 10 mm, ma quelle medio-grandi ricorrono esclusivamente fra i Dolichopodidae sensu stricto, mentre i Microphorinae e i Parathalassiinae hanno dimensioni di 1–3 mm. Le differenze morfologiche più evidenti fra i due raggruppamenti riguardano la conformazione delle ali e della nervatura alare; meno evidenti, ma significative, sono inoltre le differenze che concernono la morfologia delle antenne, dell'apparato boccale e dell'apparato genitale esterno, in particolare quello dei maschi.
Il capo è semisferico, in genere con regione occipitale piatta o leggermente convessa dorsale e con vertice concavo, da cui emerge la placca ocellare, portante tre ocelli e di grandi occhi composti. Nella generalità della famiglia, il capo è oloptico nei maschi e dicoptico nelle femmine, ad eccezione dei Microphorinae, nei quali entrambi i sessi hanno capo dicoptico. La chetotassi è caratterizzata dalla presenza di due setole ocellari, due postocellari e in genere due verticali esterne
Le antenne sono inserite nella parte alta della zona facciale e sono di tipo aristato; hanno scapo globoso, pedicello breve e compresso lateralmente, primo flagellomero più sviluppato degli altri segmenti e stilo setaceo. Lo stilo è composto da due segmenti nei Microphorinae, con il primo molto breve, da un solo segmento nel resto della famiglia; l'inserzione sul primo flagellomero è dorsale nei Dolichopodidae sensu stricto, apicale nei Parathalassiinae e nei Microphorinae. L'apparato boccale è generalmente breve, di tipo pungente-succhiante ma poco adatto alla funzione perforante. Il labbro superiore è breve, sottile e diritto, con epifaringe provvista di strutture taglienti generalmente ricurve e robuste (lame epifaringee). Le mandibole sono rudimentali e le mascelle hanno perso la lacinia (stilettiforme negli altri Empidoidea) e sono ridotte al solo stipite e al palpo; quest'ultimo è composto da un solo segmento. Il labbro inferiore è conformato a doccia e termina con un'espansione bilobat (labelli), provvista di pseudotrachee e, talvolta, fortemente sclerificata. La funzione perforante, svolta dal labbro superiore negli Empidoidei, è secondariamente persa nei Dolicopodidi, i quali sfruttano le lame epifaringee e i labelli.
Il torace è caratterizzato dalla presenza di un sottile sclerite trasverso, detto sclerite ventrocervicale anteriore, sulla parte ventrale della membrana del collo. Le setole acrosticali sono brevi, allineate su una o due serie distinte da quelle dorsocentrali, queste ultime più lunghe e allineate su una sola serie per lato, composta da 6 unità. I Microphorinae hanno invece setole acrosticali e dorsocentrali multiseriali. Lungo il margine laterale del mesonoto è presente un'ulteriore fila di setole, di cui una sul prescuto (presuturale), a volte assente, una sulla sutura trasversa (suturale) e tre sullo scuto (distinte rispettivamente in due sopralari e una postalare). Altre setole, in numero ridotto, sono presenti nel callo omerale (una omerale), ai margini laterali del prescuto (due postomerali), sul notopleuron (due notopleurali), sul margine posteriore dello scutello (due scutellari). Gli scleriti pleurali sono generalmente privi di setole.
Le zampe, come si è detto, sono marcatamente lunghe e sottili. Le zampe anteriori non presentano particolari adattamenti funzionali riscontrabili in altri Empidoidei, i femori e le tibie sono rivestiti uniformemente da setole rade. All'estremità distale delle tibie anteriori, sul lato dorsale, è presente un pettine di setole; una struttura analoga è presente sul lato ventrale dell'estremità distale delle tibie posteriori.
MicrophorinaeParathalassiinaeSchema della nervatura alare nei quattro generi degli Atelestidae. Sotto, a sinistra: tipo con M1 arcuata. Sotto, a destra: tipo con M1 diritta e M2 assente.Nervature longitudinali: C: costa; Sc: subcosta; R: radio; M: media; Cu: cubito; A: anale.Nervature trasversali: h: omerale; r-m: radio-mediale; m-cu: medio-cubitale.Cellule: d: discale; br: 1ª basale; bm: 2ª basale; cup: cellula cup.Dolichopodidae s.str.Dolichopodidae s.str.
Le ali sono in genere relativamente lunghe e strette, meno frequentemente larghe; presentano in genere una lunga setola inserita sul bordo anteriore, alla base della costa, hanno il lobo anale ampio e leggermente convesso e sono prive di pterostigma. L'ala dei Microphorinae è caratterizzata dalla presenza dello pterostigma e da un'incisione profonda del margine alla base del lobo anale. La nervatura alare è in generale caratterizzata dalla posizione prossimale, fortemente eccentrica, delle biforcazioni primarie, delle nervature trasverse radio-mediale e medio-cubitale, con conseguente riduzione dello sviluppo in lunghezza delle cellule basali. Queste sono le principali caratteristiche: La costa termina all'apice dell'ala, in corrispondenza della confluenza di M1 in tutti i Dolichopodidae sensu stricto, mentre si estende all'intero margine nei Microphorinae e nei Parathalassiinae. La subcosta è breve; nei Microphorinae è completa e ricurva e termina sulla costa; nei Dolichopodidae sensu stricto e nei Parathalassiinae è incompleta oppure termina su R1, generalmente all'altezza della biforcazione del settore radiale. La radio si divide solo in tre rami, per assenza delle biforcazioni R2+3 e R4+5. Caratteristica è la posizione prossimale della biforcazione primaria della radio, con deviazione del settore radiale all'altezza della nervatura trasversa omerale.
La media è divisa in genere in due o tre rami: nei Microphoridae e, in genere, nei Parathalassiinae, sono presenti tre rami che traggono separatamente origine dai vertici distali della cellula discale. Nei Dolichopodidae sensu stricto, invece, la biforcazione M1+2, quando è presente, è distale rispetto alla cellula discale, perciò da quest'ultima emergono due sole nervature, con quella anteriore che può biforcarsi in M1 e M2; il ramo M2 in molti Dolichopodidae sensu stricto è del tutto assente oppure incompleto o debole. La vena M1 può avere un percorso diritto oppure variamente ricurvo Il sistema cubito-anale è poco sviluppato, talvolta evanescente nei Parathalassinae; in generale, la cubito subisce una forte curvatura e devia verso il lobo anale confluendo sull'anale. Il tratto terminale A1+CuA è incompleto e termina prima di raggiungere il margine. Le cellule basali sono piuttosto brevi e comprese entro il primo quarto dell'ala. Nei Dolichopodidae sensu stricto, il tratto basale M3+4 è evanescente, perciò la seconda basale e la cellula discale risultano fuse. La cellula cup ha uno sviluppo ridotto a causa della forte curvatura della cubito, perciò si presenta più breve della seconda basale e confinata nella base posteriore dell'ala.
L'addome è in genere lungo e sottile. Quello delle femmine è composto da 5-6 uriti apparenti, con i 4-5 uriti terminali retratti; l'estremità è provvista di una fila semplice di spine e porta un paio di cerci fortemente sclerificati, con brevi setole spiniformi. L'addome dei maschi comprende 5-7 uriti apparenti; il settimo urite è tubulare e forma un peduncolo portante l'ipopigio, spesso piuttosto ampio; in Sympycnus, il settimo urite è ridotto e l'ipopigio è retratto. L'ipopigio è in parte asimmetrico, ruotato a seguito di una torsione assiale di 180°, piegato a destra e retroflesso sotto l'addome.
I Dolichopodidae sensu stricto sono provvisti di quattro papille rettali robuste e sclerificate.
In molte specie si evidenzia un marcato dimorfismo sessuale, con comparsa di caratteri anche abnormi, nel maschio, che riguardano deformazioni dell'arista delle antenne, deformazioni e pigmentazioni zonali delle ali, distribuzione specifica della pruinosità nel tegumento e, soprattutto, comparsa di ornamenti e deformazioni nelle zampe. Questi caratteri sessuali secondari, variando da specie a specie, sono fondamentali nella determinazione della specie anche nel sesso femminile, caratterizzato da una maggiore uniformità morfologica: per molte specie non è possibile la determinazione tassonomica sulla base della morfologia della femmina, perciò gli esemplari di sesso femminile possono essere determinati indirettamente in occasione del corteggiamento, almeno nei casi in cui la specie presenta il dimorfismo sessuale.
Stadi giovanili La larva è apoda e microcefala, di colore biancastro e di forma cilindrica, conica in corrispondenza della regione cefalo-toracica. Le dimensioni variano da pochi millimetri a 15 mm di lunghezza. La capsula cefalica non presenta sclerificazioni ed ha una colorazione scura in corrispondenza dell'apparato boccale. L'estremità caudale è tronca ed è divisa da due solchi in quattro lobi, di cui quelli dorsali portano i due spiracoli tracheali.
La pupa si sviluppa all'interno di un bozzolo, prodotto dalla larva matura mescolando seta e detriti vari. È provvista di due processi respiratori dorsali cefalotoracici, che emergono immediatamente dietro gli occhi, e di due robuste spine caudali.
Biologia