Palo del Colle (Pàle in dialetto palese, anticamente designata con Terra di Palo., fino al 1863 chiamata Palo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.
Geografia fisica
Territorio Il territorio comunale, con una superficie di , si estende tra le quote altimetriche 104 e 325Comune di Palo del Colle, P.U.G. (Piano Urbanistico Generale); Elaborato: REL (Relazione); febbraio 2006. ed è incastonato tra Bitonto (a nord-ovest), Bitetto, Binetto (a est) e Toritto (a sud). Si presenta come una zona rurale e paesaggistica unitaria caratterizzata dalla presenza prevalente di uliveti intervallati da vigneti nonché da mandorleti e frutteti; sono anche presenti aree di macchia mediterranea e alberi ornamentali di alto fusto (generalmente di pini, ma non solo). Il dolce declinare collinoso da nord-est in direzione sud verso le Murge e la presenza di tre lame – di cui la più importante, denominata Lamasinata, dopo aver avuto origine nel territorio di Palo (non molto lontano dal centro abitato, lo attraversa perifericamente in direzione della frazione di Auricarro), procede verso Bitetto e Modugno, sfociando infine nel Mare Adriatico – caratterizzano ulteriormente il territorio. Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.
Clima Generalmente mediterraneo, il clima di Palo, secondo la classificazione dei climi di Köppen, appartiene alla fascia Cs ossia clima caldo con estate asciutta, caratterizzato da inverni freschi spesso sferzati da venti freddi balcanici ed estati calde e lunghe e non raramente anche torride per l'azione di venti caldi sciroccali. Le temperature medie invernali si aggirano intorno agli e quelle estive ai , con piovosità annua di poco meno di . Possono verificarsi gelate primaverili a causa della notevole escursione termica.
La tabella sottostante mostra i dati dei valori medi registrabili nell'area delle Murge basse, che possono considerarsi attendibili anche per il comune di Palo del Colle, compreso in tale area climatologica.Dati climatici reperibili su
Classificazione climatica: Zona climatica C Gradi giorno
Storia Origini La messe di ritrovamenti nel territorio (costituiti prevalentemente da tombe con il loro corredo funerario), dovuti agli archeologi Paolo e Lorenzo Cassalbini, sembra avvalorare l'origine pre-romana dell'abitato, plausibilmente da ascriversi a popolazioni italiche piuttosto che a coloni provenienti dalla Grecia. Alla presenza tali insediamenti è stato ricondotto l'antroponimo Palionenses, citato nella Naturalis historia da Plinio il Vecchio tra gli antichi abitanti della Regio II.
Secondo lo storico CirielliCitato in Storia di Palo, tale antroponimo andrebbe ricondotto al toponimo Palìon, mutato in epoca romana in Palium e poi in Palum.
Sotto la dominazione aragonese
Nel 1464, Ferrante d'Aragona, re di Napoli, concesse ai suoi alleati della famiglia Sforza Palo del Colle con Modugno e Bari, a formare un ducato. Nel 1465 fu investito del ducato Sforza Maria, terzogenito di Francesco Sforza, in vista del suo matrimonio con Eleonora d'Aragona, figlia del re, e col consenso del padre Francesco, che rinunciava così ai propri diritti sui feudi donati al figlio, compreso Palo. Sforza Maria fu, tra l'altro, l'unico Sforza a recarsi personalmente nei territori a lui intestati, durante l'esilio barese del 1477-1478.Il ducato di Bari sotto Sforza Maria Sforza e Ludovico il Moro da documenti inediti del R. Archivio di stato, dell'Ambrosiana e della: Trivulziana di Milano, Nicola Ferorelli, gen 1914 · Milesi & Nicola. Morto quest'ultimo nel 1479 senza figli, il ducato passò al di lui fratello Ludovico il Moro e, a partire dall'anno successivo, anche alla sua promessa sposa Beatrice d'Este, per volontà dell'avo Ferrante che gliela concedeva in matrimonio. Alla morte di Beatrice, nel 1497, Ludovico (ormai duca di Milano) cedette l'intero ducato di Bari al loro secondogenito Sforza Francesco, ma questi non ne godette che fino al 1499, poiché a causa dell'imminente invasione francese del ducato di Milano e di una confusa e infruttuosa manovra politica del padre Ludovico, Palo con l'intero ducato di Bari fu occupato da Isabella d'Aragona, pur continuando a esserne titolare Francesco.Della famiglia Sforza, Volume 2, Nicola Ratti, Presso Il Salomoni, 1794, pp. 80-81; Archivio storico lombardo, Volume 45, Società storica lombarda., 1918, p. 31.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Palo del Colle sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 12 luglio 1935. Lo stemma municipale rappresenta un terrazzino su sfondo azzurro, armato di lancia, sostenuto da un monte di tre cime e circondato dall'iscrizione latina Nescit otiari virtus. Lo scudo è sormontato da corona marchionale. Il gonfalone concesso è un drappo di bianco, sebbene il comune utilizzi alternativamente una variante partita di bianco e di azzurro...
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa della Madonna della Stella
La chiesa è ubicata sulla strada che conduce alla frazione bitontina di Palombaio.
Chiesa della Madonna di Juso La chiesa, ubicata nei pressi della strada provinciale che conduce a Binetto, venne edificata nel XIV secolo. La facciata semplice, con unica porta d'ingresso è sormontata da un piccolo campanile a vela. L'edificio di pianta rettangolare è diviso in due ambienti, comunicanti tra loro tramite due archi a tutto sesto. Nella chiesa si conservano dipinti, raffiguranti schiere di santi e immagini della Vergine Maria. Alcuni dipinti di pregevole fattura sono attribuibili al pittore quattrocentesco Giovanni di Francia. La chiesa è cinta da alte mura a secco, con unico cancello d'accesso, sormontato da un campanile a vela, che originariamente era ubicato presso la chiesa di S. Giovanni, nella terra vecchia di Palo, demolita negli anni cinquanta del Novecento.
Chiesa del Purgatorio
Di fronte alla chiesa matrice sorge la chiesa del Purgatorio. Fu costruita negli anni 1669-1673, mentre la facciata è del 1708. È un fulgido esempio di stile barocco. Il portale centrale è arricchito di un piccolo gruppo di sculture, sovrastato da un orologio solare del 1881. II robusto e severo campanile è del 1734. Questa chiesa fu edificata per i nobili di Palo.
Chiesa della Madonna del Carmine e San Francesco da Paola Dal catasto onciario di Palo del 1633, si apprende dell'esistenza di una cappella dedicata alla Madonna del Carmine, che venne demolita nel 1883, perché pericolante. Era ubicata nell'attuale via Ruggiero, anticamente chiamata Giro del Carmine. La nuova chiesa venne edificata nel 1893, alle spalle della chiesa madre e nelle vicinanze della vecchia cappella. Dedicata a Maria Santissima del Monte Carmelo e San Francesco da Paola, è sede dell'omonima confraternita e custodisce i simulacri dei due santi.
Chiesa di San Giuseppe
Nel 1836 l'assemblea degli affiliati alla pia associazione Congrega di San Giuseppe e di San Vincenzo de' Paoli (istituita a Palo il 14 giugno 1789 nella preesistente cappella di San Nicola), deliberò di edificare una nuova chiesa dedicata al culto di San Giuseppe. Su proposta del Comune fu deciso, con deliberazione decurionale del 20 marzo 1836, di costruire l'edificio su un terreno demaniale situato a valle del centro abitato, nell'odierna piazza Diaz, denominata Lago (in realtà uno stagno, creatosi per la particolare conformazione urbanistica della cittadina: era una zona dove confluivano, ristagnando pericolosamente, le acque meteoriche provenienti dalla cima del colle. L'accumularsi di detriti, immondizie e crisiale – residui delle saponerie esistenti all'epoca -, rendevano questo luogo particolarmente malsano. In questo contesto, dunque, si giustifica la proposta dell'amministrazione comunale: la costruzione del tempio avrebbe comportato lavori di bonifica risolvendo, prevenendoli, gravi problemi di natura sanitaria e di igiene pubblica). A tal proposito il Comune cedette un'area, pari a ordini tre e passi 13 dell'antica misura napoletana., alla Congrega con l'esplicita dichiarazione che il suolo doveva servire «per erigere il nuovo tempio, con due sottanini adiacenti per uso di sagrestia e di deposito» e «il prospetto della chiesa doveva fronteggiare la strada detta del lago» (l'odierno Corso Garibaldi). Su progetto dell'architetto Domenico Fallacara di Bari, assistito dal figlio Vincenzo, i lavori, eseguiti dall'imprenditore edile Giuseppe Conte e dal figlio Gaetano, iniziarono il 25 luglio 1837 con la posa solenne della prima pietra da parte del direttore spirituale della Congrega – don Domenico Andriola – e ultimati nel 1841. Il 5 settembre dello stesso anno fu benedetta e inaugurata dal medesimo sacerdote.
I costi sostenuti risultarono tuttavia maggiori rispetto ai fondi raccolti e disponibili attraverso oblazioni e donazioni varie dei fedeli e il disavanzo fu ripianato da don Giuseppe Frasca Santeramo prima e alla morte di questi dalla di lui vedova donna Domenica Valentini, la quale si dimostrò, nel tempo, vera benefattrice nei riguardi sia della Congrega, sia della fabbrica della chiesa. Infatti il 19 febbraio 1851, donò un capitale censo di 120 ducati all'associazione e nel 1853 fece costruire, a sue spese, il campanile (direttore tecnico dei lavori l'ingegnere don Vincenzo Danisi), dotandolo di campana (realizzata a Palo dal Ripandelli). Nel 1855, sempre a proprio carico, fu pavimentata la chiesa e nel 1857 realizzato l'altare maggiore in marmo. Dotò inoltre il nuovo tempio di innumerevoli arredi sacri risultando, alla fine, notevole il pio apporto della nobildonna, tanto da indurre la Congrega, in segno di ringraziamento e riconoscenza perpetue, a dichiarare, con delibera del 26 luglio 1857, la chiesa di San Giuseppe di patronato della suddetta benefattrice. Sull'architrave del timpano del prospetto principale, è incisa un'iscrizione in latino che tramanda e testimonia ai posteri la volontà espressa nella delibera suindicata. Tra le opere d'arte che arricchiscono la chiesa di San Giuseppe, si segnalano il quadro del Crocifisso (collocato sull'omonimo altare) donato da Giovanni Nardi e la tela della Fuga in Egitto, opera della pittrice Anna Rolli (1816-1851).
Chiesa di San Rocco