Il collasso dell'Età del Bronzo è un periodo tra il XIII e l'XI secolo a.C., contraddistinto da violenze e distruzioni materiali e culturali. Questo periodo di transizione vide il crollo delle economie palaziali della regione dell'Egeo e dell'Anatolia che furono rimpiazzate dalle culture di villaggio nel Medioevo ellenico e nella prima età del ferro del Vicino Oriente antico.
Esso coincide con la diffusione della tecnologia della lavorazione del ferro nella regione, iniziata in quelle che ora sono la Bulgaria e la Romania nel XIII e XII secolo a.C.Vedi A. Stoia e gli altri saggi in M.L. Stig Sørensen e R. Thomas, Transizione Età del Bronzo—Età del Ferro in Europa (Oxford) 1989, e T.H. Wertime e J.D. Muhly, L'inizio dell'Età del Ferro (New Haven) 1980.
Tra il 1206 e il 1150 a.C. il crollo dei regni micenei, dell'Impero ittita e dei piccoli regni in Siria,Per la Siria, vedi M Liverani, "Il collasso del sistema regionale del Vicino Oriente alla fine dell'Età del Bronzo: il caso della Siria" in Centro e periferia nel Mondo Antico, M. Rowlands, M.T. Larsen, K. Kristiansen. (Cambridge University Press) 1987. nonché del Nuovo Regno egizio in Siria e Canaan,S. Richard, Fonti archeologiche per la storia della Palestina: l'antica Età del Bronzo: l'ascesa e il collasso dell'urbanesimo, The Biblical Archaeologist (1987) portò all'interruzione dei contatti commerciali a lunga distanza ed all'arresto del processo di alfabetizzazione in corso.
Nella prima fase di questo periodo, quasi ogni città fra Pilo e Gaza venne distrutta, qualcuna definitivamente. Ḫattuša, Micene, Ugarit sono solo le città più importanti che condivisero tale sorte.
Le epoche seguenti videro nell'Egeo l'avvento del Medioevo ellenico, in Anatolia e nella Siria settentrionale il sorgere dei regni neo-ittiti (metà del X secolo a.C.) e, ad est dell'Eufrate, l'ascesa dell'Impero neo-assiro.
Testimonianze regionali Anatolia Ogni sito importante risalente alla tarda Età del Bronzo mostra uno strato di distruzione che interrompe lo sviluppo della civiltà ittita. Ḫattuša, la capitale ittita, venne bruciata e abbandonata, e mai più ripopolata. Stessa sorte la subì Karaoğlan (nella quale i corpi delle vittime furono lasciati privi di sepoltura), così come Troia, bruciata per almeno due volte prima di essere abbandonata.
Cipro Una catastrofe separa il periodo tardo-cipriota TC-II dal TC-III. I siti di Enkomi, Kition, e Sinda furono incendiati e saccheggiati, probabilmente per due volte, prima di essere abbandonati; numerosi altri siti, sebbene non distrutti, vennero ugualmente abbandonati. Ad esempio a Pyla-Kokkinokremnos, un insediamento di breve durata, la presenza di varie scorte nascoste di metalli fa intuire che gli artigiani cui erano affidate non siano tornati a reclamarle, forse perché uccisi o ridotti in schiavitù. La ripresa dell'isola avvenne solo nella prima età del ferro, con nuovi insediamenti greci e fenici.
Siria I siti siriani prima del crollo mostrano la presenza di legami commerciali sia con l'Egitto che con l'Egeo. A Ugarit è evidente che la distruzione della città avvenne dopo il regno di Merenptah e la caduta dell'alto funzionario BayBay fu un personaggio di origine siriana che visse alla corte egizia alla fine della XIX dinastia, negli anni 1193-1183 a.C.. Le lettere di Ugarit, su tavolette d'argilla cotte dall'incendio che distrusse la città, parlano di un attacco giunto dal mare; in particolare, in una lettera proveniente da Alashiya, l'antico nome di Cipro, si legge di città già distrutte da assalitori venuti dal mare, nel momento in cui la flotta di Ugarit non era presente, in quanto impegnata lontano, in pattugliamenti lungo le coste anatoliche.
Levante Documenti egizi indicano come, a partire dal regno di Horemheb, il popolo nomade degli Shasu fosse diventato fonte di problemi. Ramesse II organizzò contro di loro campagne militari inseguendoli fino alla città di Moab, dove, poco dopo la battaglia di Kadesh, edificò una fortezza. Gli Shasu crearono molti problemi, in particolare durante il regno di Merneptah, quando giunsero a minacciare l'accessibilità alla Via Maris situata a nord di Gaza. Il centro di Deir AllaDeir Alla, in Giordania, fu sede di un santuario ed un centro metallurgico, circondato da fornaci per la fusione costruite a ridosso delle mura esterne cittadine. Le successive ricostruzioni, datate dalle ceramiche, dal XVI al V secolo a.C., si accumularono a formare un tell. subì una distruzione dopo il regno della regina Tausert. Il sito devastato di Lachish, durante il regno di Ramesse III, venne brevemente rioccupato da abusivi e da una guarnigione egiziana. Tutti i centri lungo la via di Horus a nord di Gaza vennero distrutti, e le prove mostrano che Gaza, Ashdod, Ashkelon, Akko, e Jaffa furono bruciate e abbandonate per circa trent'anni. Nell'entroterra Hazor (Tel Hazor), Bethel, Bet Shemesh, Eglon, Debir, e altri siti vennero distrutti. I profughi, cercando di sfuggire al collasso dei centri costieri, potrebbero essere stati assorbiti (non necessariamente in modo indolore) da elementi nomadi e anatolici in arrivo, iniziando così a far nascere piccoli villaggi disposti a terrazzo sui fianchi collinari nella regione degli altopiani, associati successivamente allo sviluppo della cultura ebraica.
Grecia Nessuno dei palazzi micenei della tarda Età del Bronzo sopravvisse, con la possibile eccezione delle fortificazioni ciclopiche dell'Acropoli di Atene; la distruzione fu più violenta nei palazzi e nei siti fortificati. Quasi il 90% dei piccoli siti nel Peloponneso venne abbandonato, dando probabilmente luogo ad uno spopolamento dell'area. La fine del collasso dell'Età del Bronzo segnò l'inizio di ciò che è chiamato Medioevo ellenico, durato più di 400 anni. Altre città, come Atene, continuarono ad essere abitate, ma con una sfera di influenza più locale, ed un impoverimento sia commerciale che culturale.
Mesopotamia Le città di Norsuntepe, Emar e Karkemiš vennero distrutte, e gli Assiri a stento riuscirono a sfuggire a un'invasione delle tribù dei Mushki durante il regno di Tiglath-Pileser I. Con la diffusione dei nomadi Aramei nelle campagne, il controllo statale nelle regioni babilonesi e assire divenne malsicuro e si ritrovò ad estendersi appena oltre i confini delle città. Durante il regno del sovrano elamita Shutruk-Nakhunte Babilonia venne saccheggiata dagli Elamiti, perdendo il controllo della valle del Diyala.
Egitto
L'impero egiziano collassò verso la metà del XII secolo a.C., durante il regno di Ramesse VI. La Stele di Merenptah, prima della crisi, descrisse attacchi sferrati da popolazioni libiche, in combutta coi popoli Ekwesh, Shekelesh, Lukka, Shardana e Tursha o Teresh, e di una rivolta di Cananei, nelle città di Ashkelon, Yenoam e del popolo di Israele. Un secondo attacco durante il regno di Ramesse III coinvolse i Peleset, Tjeker, Shardana e Denyen.
Diverse altre testimonianze, concentrate tra il 1200 a.C. e il 1000 a.C., menzionano i popoli del Mare e i loro attacchi, tra cui la grande iscrizione di Karnak, la stele di Athribis, le iscrizioni di Medinet Habu, il grande papiro Harris I, più ulteriori fontiLa stele di Ramesses II a Tanis, detta anche stele degli Shardana, Deir el-Medina, l'Onomasticon di Amenope, più le lettere di Amarna (la EA 151 si riferische ai Denyen, la EA 38 Lukka, le EA 81, EA 122 e EA 133 ai Sherden), la Statua di Padiiset ai Peleset, la colonna del Cairo ai Sherden. Per Killebrew (cfr. ) sarebbero da menzionare: la stele di Padjesef, Tanis Stele, Papyrus Anastasi I, Papyrus Anastasi II, Stele of Setemhebu, Papyrus Amiens, Papyrus Wilbour, Adoption Papyrus, Papyrus Moscow 169, Papyrus BM 10326, Papyrus Turin 2026, Papyrus BM 10375, Donation Stele..
Conclusione Il collasso è stato descritto da alcuni studiosi come "il peggiore disastro nella storia antica, anche più calamitoso del collasso dell'Impero romano occidentale"Drew (cfr. ) riporta la valutazione di Fernand Braudel sul fatto che le culture del Mediterraneo orientale ritornassero quasi al punto di partenza ("plan zéro") . Vedi anche: L'Aube", in Braudel, F. (Ed) (1977), La Mediterranee: l'espace et l'histoire (Parigi). Diversi popoli hanno ricordato il disastro nella mitologia, tramite storie di una "perduta età dell'oro". Esiodo per esempio parla delle tre età (dell'oro, argento e bronzo) separate dal duro e crudele mondo dell'Età del ferro a lui coevo dall'Età degli Eroi.
Natura e cause di distruzione L'età buia tra la fine dell'Età del bronzo e l'inizio dell'Età del ferro fu un periodo caratterizzato dal collasso delle autorità centrali, da un generale spopolamento, particolarmente in aree altamente urbanizzate, dalla perdita dell'alfabetizzazione in Anatolia e nell'Egeo (e dalla sua limitazione altrove), dalla scomparsa di modelli consolidati di commerci internazionali a lunga distanza, e da aspre lotte per il potere fra le élite.
Varie teorie sono state avanzate per spiegare la situazione di collasso, molte delle quali tra loro compatibili.
Terremoti È stata sostenuta l'esistenza di una corrispondenza molto stretta tra una mappa dei siti distrutti nella tarda Età del Bronzo e quella degli (sciami di) eventi sismici coevi.
Migrazioni e incursioni
Questa tesi è stata sostenutaDa Ekrem Akurgal, Gustav Lehmann e Fritz Schachermeyer, seguendo le teorie di Gaston Maspero sulla base della vasta diffusione di ritrovamenti di Spade Naue II provenienti dall'Europa sud-orientale, e di testimonianze scritte sugli "abitanti di tutte le terre del nord"Robbins, Manuel (2001) Collasso dell'Età del Bronzo: la storia di Grecia, Troia, Israele, Egitto e i popoli del mare" (Authors Choice Press)
La corrispondenza di Ugarit pone al centro dell'attenzione tali gruppi come i misteriosi Popoli del Mare. Allo stesso modo, la traduzione dei documenti conservati in Lineare B nell'Egeo, proprio prima del collasso, dimostra un aumento della pirateria e delle incursioni, provenienti in particolare dall'Anatolia, allo scopo di procurarsi schiavi. Lungo la costa libica, dopo il regno di Ramses II, gli Egizi costruirono diverse fortezze per contrastare le incursioni.
Siderurgia Leonard Robert Palmer argomentò che il ferro, anche se inferiore al bronzo per la produzione di armi e più difficile da lavorare, era più abbondante e di più facile approvvigionamento, permettendo così di armare eserciti più grandi che avrebbero potuto sopraffare quelli più piccoli dei maryannu, equipaggiati con armi in bronzoPalmer, Leonard R (1962) Micenei e minoici: preistoria egea alla luce delle tavolette della Lineare B. (New York, Alfred A. Knopf, 1962). Questa tesi fu successivamente indebolita dalla scoperta che lo spostamento verso il ferro accadde dopo il collasso, non prima. Sembra adesso che la contrazione del commercio a lunga distanza, un aspetto del "collasso di sistemi", possa aver causato una diminuzione degli approvvigionamenti di stagno, rendendo quindi più difficoltosa la fabbricazione del bronzo. Ciò avrebbe costretto al riuso degli utensili più vecchi ed all'impiego di sostituti in ferro.
Siccità È stato sostenuto che il collasso del Tardo Bronzo possa essere spiegato da marcati quanto repentini periodi di siccità, più che da invasioni di popoli e che, la migrazione dei Luvi dall'Anatolia occidentale, spesso associata alle migrazioni dei Popoli del mare, sia stata causata proprio dalla siccità The decline of Late Bronze Age civilization as a possible response to climatic change, in Climatic Change, ISSN 0165-0009 (Paper) 1573-1480 (Online), Volume 4, Numero 2, giugno 1982, pp. 173-198.. Più recentemente, è stato illustrato come la diversione delle tempeste atlantiche invernali, col loro passaggio a nord dei Pirenei e delle Alpi invece che a sud, porti condizioni più umide nell'Europa centrale, ma siccità nel Mediterraneo orientale. Una diversione del genere avrebbe potuto essere associata al collasso della tarda Età del Bronzo.