Biografia Pochissime le informazioni pervenute, per lo più esterne al movimento e ostili: Mazdak (in persiano مزدک) era un Mobed (sacerdote zoroastriano di rango elevato) figlio di BamdatPettazzoni, La Religione di Zarathustra, p. 199, 200 e Modi, "Mazdak the Iranian Socialist", in Dastur Hoshang Memorial.
Visse all'epoca dell'Imperatore sasanide Kavad I (nato 449-morto 531, salito al trono nel 488); in un periodo nel quale l'economia persiana era impoverita dalla concentrazione delle proprietà agricole in mano alla nobiltà e al clero zoroastriano e l'Impero sasanide era stato invaso dagli Unni Bianchi provenienti dall'Afghanistan. Nel contempo era anche in atto una lotta interna tra i cristiani, che accrescevano la loro presenza in Iran, e gli zoroastriani.
Il messaggio di Mazdak di riforma sociale, politica e religiosa, si scontrò con la reazione del clero e della nobiltà ma incontrò inizialmente l'appoggio del sovrano, che probabilmente voleva porre un freno alle varie aristocrazie.
Con l'appoggio reale, Mazdak avviò un programma di riforme sociali che comprendevano il pacifismo e programmi di aiuto ai poveri, fino alla costruzione di magazzini governativi di aiuto ai meno abbienti. La politica contraria al clero zoroastriano portò alla chiusura di tutti i templi del fuoco eccetto tre. Deposto dalla reazione aristocratica nel 496 l'Imperatore ritornò al potere nel 498 con l'aiuto degli Unni Bianchi e, assieme al figlio Cosroe, futuro re Cosroe I (531-579), decise di non appoggiare più Mazdak. Cosroe guidò una campagna militare nel 524/525 finalizzata a un pogrom durante il quale Mazdak fu ucciso assieme ai molti suoi fedeli. Lo Zoroastrismo fu restaurato ma sotto un forte potere reale.
Dottrina La predicazione di Mazdak conobbe un successo rapidissimo, diffondendosi con grande rapidità in tutto l'Impero sasanide e coinvolgendo inizialmente anche il Re.
Dalle scarse notizie derivanti dai suoi nemici zoroastriani si ricava che sostenesse il ritorno ad uno stato primordiale nel quale le ricchezze erano indivise e ciascuno aveva le stesse opportunità.
Dal punto di vista religioso era certamente un dualistaAl-Biruni, tr. Sachau, p. 192; Dabistan, tr. Shea and Troyer, I. 373 anche se è incerto se di origine zoroastriana o manichea. Oltre alla comunione dei beni predicava un elevato stile di vita, evidenziando il valore dell'autocontrollo e la rinuncia ai piaceri dei sensi incluso il mangiare carne (elemento questo manicheo) essendo la ricerca del piacere e del possesso la causa prima delle lotte e dell'odio.
Storia del movimento Piccole comunità di seguaci sopravvissero per secoli anche dopo l'avvento dell'Islam in zone remote della Persia.
Diversi rivoluzionari iraniani e azeri si richiamarono a Mazdak e ne ripresero i principali concetti nel loro messaggio: Abu Muslim al-Khorasani (m. 755), Al-Muqannaʿ (, "Il Velato" (m. 779) Babak Khorramdin o al-Khurrami (m. 838).Browne, A Literary History of Persia, I. 169, New York, 1902
Fonti Un Libro di Mazdak, scritto in persiano è stato probabilmente tradotto in arabo da Ibn al-Muqaffaʿ (756 m circa), zoroastriano convertito all'Islam; il libro è stato perso ma parte del suo contenuto è riportato in altri testi arabi: L'autore del Dabistan-e MadahibDabestan, tr. Shea and Troyer, 1. 378 narra di aver incontrato seguaci di Mazdak che praticavano segretamente la loro religione e che gli avevano mostrato un testo dal titolo Desnad scritto in antico persiano altre informazioni provengono da scrittori arabi o persiani come Abu al-Hasan 'Ali al-Mas'udi (m. 956')Tr. Barbier de Meynard, vol. 2. p. 195., ṬabarīṬabarī, tr. Nöldeke, Geschichte der Perser und Araber zur zeit der Sasaniden, p. 141, 154, Leiden, 1879, Mirkhond (1433-1498)Zotenberg, 2 148-152; de Sacy, Memoires sur diverses Antiquités de la Perse, p. 354-356
Note
Bibliografia H. Börm: Prokop und die Perser. Untersuchungen zu den römisch-sasanidischen Kontakten in der ausgehenden Spätantike. Stuttgart 2007, pp. 230–233. A. Christensen: Le règne du roi Kawadh et le communisme Mazdakite. Kopenhagen 1925. P. Crone: "Kavad's heresy and Mazdak's revolt". In: Iran 29, 199e 1, pp. 21–42. H. Gaube: "'Mazdak: Historical reality or invention?" In: Studia Iranica 11, 1982, pp. 111 – 122. G. Gnoli: "Nuovi studi sul Mazdakismo". In: La Persia e Bisanzio (Atti dei convegni Lincei 201). Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2004, pp. 439–456. Z. Rubin: "Mass Movements in Late Antiquity". In: I. Malkin/Z. Rubinsohn (Hrsg.), Leaders and Masses in the Roman World. Studies in Honor of Zvi Yavetz. Leiden/New York 1995, pp. 187–191. K. Schippmann: Grundzüge der Geschichte des sasanidischen Reiches. Darmstadt 1990. W. Sundermann: "Neue Erkenntnisse über die mazdakitische Soziallehre". In: Das Altertum 34, 3, 1988, S. 183–188. Ehsan Yarshater: "Mazdakism". In: Cambridge History of Iran III/2. Cambridge 1983, pp. 991–1024.
Voci correlate Eresia Eresie dei primi secoli Gnosticismo Manicheismo
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