Hyères (pronunciato , in francese, Ieras in provenzale secondo la norma classica e Iero secondo la norma mistraliana) è un comune francese situato nel dipartimento del Var della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Famosa stazione balneare, segna il limite occidentale della Costa azzurra, ed è conosciuta anche come Hyères-les-Palmiers per le 7.000 palme ospitate nei suoi giardini.Hyères, la ville au 7 000 palmiers sur le site officiel de la commune. Consulté le 18/01/2008.
La città
Hyères, dopo la fine del XVIII secolo, divenne una delle località di villeggiatura più frequentate della Costa Azzurra tanto da ospitare numerosi personaggi illustri, tra i quali la regina Vittoria, Robert Louis Stevenson e Edith Wharton.
Le attrattive principali sono lungo le stradine medievali della Vieille Ville (Città Antica), percorrendo le quali si giunge, attraverso Place Massillon, sede quotidiana di un mercato, alle rovine del castello ed a un punto panoramico con vista sulla costa.
La città moderna è pervasa da un'ovattata atmosfera Belle Époque.
Hyères, che continua ad attirare un gran numero di turisti, è uno dei centri più attrezzati per gli sport acquatici.
Isole e penisola Il territorio di Hyères è arricchito dalla presenza della penisola di Giens e dalle Isole di Hyères, che fanno parte del Parco nazionale di Port-Cros. La roccia presente su isole e penisola è la mica scistosa, i cui riflessi spiegano il noto nome di "isole d'oro".
Penisola di Giens Giens è il capoluogo della penisoletta omonima (in occitano provenzale: la lenga de Gienh secondo la norma classica o la lengo de Gien secondo la norma mistraliana), che rimane collegata al continente da due sottili strisce di terra chiamate tombolo est e tombolo ovest. Tra questi è presente una zona umida, con numerosi punti di osservazione per birdwatching, data l'assortita fauna ornitologica (più di 270 specie). Nel tombolo est, più largo, son presenti centri abitati, mentre il tombolo ovest, largo pochi metri e che quindi in caso di alta marea può essere soggetto a inondazione, viene sfruttato dai turisti soprattutto per sport come il windsurf e il kitesurf.
Le paludi son divise in Salins des Pesquiers, a nord, e Étangs de Pesquiers, a sud. Non sono da confondere con le Vieux Salins, sulla parte continentale, vicino al quartiere omonimo, Les Salins, anch'esse parte del parco suddetto.
Il promontorio di Giens, definito da numerose falesie e ricoperto da una fitta foresta litoranea, è stato sede, dopo Napoleone, di un marchesato. È ancora presente un vecchio castello.
Porquerolles Porquerolles è l'isola più grande delle tre, lunga 7 km e larga 3, è caratterizzata da una flora assai varia con piante provenienti da paesi esotici. Il centro principale dell'isola, Porquerolles, è molto più simile a un insediamento coloniale nordafricano che a un villaggio della Provenza.
Nel 1820 divenne sede di una casa di riposo per le truppe che si erano distinte al servizio di Napoleone Bonaparte.
Port-Cros Port-Cros, isola collinosa e lussureggiante, copre una superficie di solo 2,5 km². Con i suoi 195 m di altezza è la più alta di tutto l'arcipelago.
È diventata parco nazionale nel 1963.
Oltre ad essere protetta tutta la meravigliosa flora e tutta la fauna, su Port-Cros sono protette anche le acque che la circondano, esiste persino un percorso a nuoto di 300 m. Gli splendidi fondali sono popolati da rari pesci di scoglio.
Isola di Levante La brulla isola di Levante è raggiungibile in barca da Port-Cros. Qui vi si trova la più antica colonia nudista francese, fondata nel 1931.
La zona orientale dell'isola, occupata dalla Marina nazionale, è chiusa al pubblico.
Geologia Il complesso è il risultato della somma di due momenti orogenetici: quello ercinico (320-300 milioni di anni fa) e quello alpino (70-30 Ma).
Hyères si situa al limite tra Provenza cristallina e Provenza calcarea. La prima è costituita dal massiccio Maures, i cui sedimenti, formati tra 500 e 350 Ma e metamorfizzati e deformati dall'orogenesi ercinica, si approfondano sotto il comune di Hyères all'altezza di le Fenouillet e dei Maurettes (colline a Nord della città) per riapparire all'altezza del Massiccio centrale. Giens e le isole d'oro fanno parte del Maures, da cui si sono separate a causa dell'innalzamento del livello del mare durante le ultime glaciazioni.
Da Hyères inizia, verso ovest, la Provenza calcarea e argillosa, proveniente dall'erosione delle catene erciniche, tra i 290 e i 210 Ma. Durante Giurassico e Cretacico il mare occupa la depressione descritta e, verso i 70 Ma, comincia la deformazione alpina, di cui una manifestazione è il Monte degli uccelli tra l'Almanarre e Carqueiranne.
Storia Le isole d'oro furono teatro di numerosi avvenimenti, data la loro posizione strategica lungo le rotte commerciali. Sede di diversi monasteri, furono usate come rifugio dai pirati di tutte le epoche. La città invece ha uno sviluppo lento, nascendo probabilmente durante l'alto medioevo, dalle ceneri di due importanti fortezze poco lontane, Olbia e Pomponia, greca la prima e romana la seconda. Storia antica Intorno al 1200 a.C. i liguri colonizzano la costa provenzale. A Costebelle, sul promontorio di Notre Dame de la Consolation è presente un oppidum ligure.
Nel 900 a.C. vi si stabiliscono i fenici. Nell'800 a.C. circa i Celti si fondono coi liguri di Provenza, formando la confederazione dei Salluvi. Tra 600 e 540 a.C. due flussi migratori di focesi migrano dalla polis greca in Provenza, dove fondano Marsiglia.
Alla fine del IV secolo a.C. i massalioti fondano la stazione marittima commerciale e militare di Olbia, ai piedi del promontorio Costebelle.
Nel 124 a.C. i romani, venuti in soccorso di Marsiglia contro i Salluvi, si aggiudicano l'intera costa dal Var al Rodano, fino a conquistare tutto il territorio che si interponeva tra Italia e possedimenti iberici.
Nell'80 a.C. Scimno di Chio, geografo greco, situa Olbia presso Tauroeis (Saint-Cyr-sur-Mer?).
Nel 67 a.C. a Marco Pomponio viene affidato il compito di difendere il traffico marittimo contro la pirateria. A tal motivo fonda due fortezze, chiamate entrambe Pomponia, una vicino ad Olbia e una nell'isola di Meso (Porquerolles? Port-Cros?).
Strabone descrive le isole Stoechades nel numero di cinque, tre più grandi e due piccole, "i massalioti (odiernamente marsigliesi) le coltivano", "sono dei buoni approdi" e "posseggono una guarnigione, posta là a guardia delle incursioni dei pirati". Cita Olbia come colonia massaliota.
Nel 43 Pomponius Mela, geografo romano, situa Olbia tra Athenopolis (Saint-Tropez?) e Tauroentum (Saint-Cyr).
L'Antonini Itinerarium (160) cita Pomponiana come un porto di galere romane, ma non Olbia. Claudio Tolomeo invece situa Olbia sul territorio dei Commoni, a Est di capo Sicié (Six-Fours-les-Plages).
Nel 293 il Narbonese viene diviso in due: ciò che si trova a Est del Rodano (e quindi anche Hyères) diventa Gallia Viennense, dalla città di Vienne. Nel 381 questa verrà smembrata, con la creazione della Narbonensis secunda, con capitale Aquae Sextiae.
Nel V secolo Stefano di Bisanzio cita Olbia come città dei liguri presso il monte Olbianus (Monte degli Uccelli?).
Nel 375 sant'Onorato d'Arles fonda un monastero, la celebre abbazia di Lerino, sulle isole di Lerino. Assieme a san Caprasio raggiunge le isole di Hyères, dove si trovavano numerosi anacoreti. Nel 410 l'isola di Levante accoglie il primo monastero. I monaci sviluppano molto l'agricoltura, la viticoltura, la pesca del tonno e la raccolta dei coralli. Verrà poi fondato anche un monastero a Port-Cros, nel piano di Notre-Dame (a Est). Un altro monastero nascera fra il 420-450 a capo Mèdes di Porquerolles.
Sotto gli ostrogoti il monachesimo provenzale fiorisce ulteriormente. Il regno ostrogoto è formalmente dipendente dall'Impero Bizantino, ma nel 536 la Provenza passa sotto il controllo dei Franchi di Childeberto I.
Le isole divengono oggetto di numerose incursioni da parte dei Saraceni. Si ricordano quelle del 736-739, quando intervenne Carlo Martello, i due sacchi di Marsiglia dell'838 e dell'842, fino all'insediamento di Frassineto (888). Molti abitanti delle isole sono deportati come schiavi in Africa.
Storia medievale La regione di Hyères, Giens e le isole sono state in ogni epoca soggette a incursioni, razzie e distruzioni da parte dei pirati e poi dei Saraceni. Ma anche via terra i pericoli abbondano: nel 578 i Longobardi, durante il cosiddetto periodo dei Duchi, invadono la Provenza merovingia: il re Gontrano li scaccia fino in Italia, ma Olbia è distrutta. È probabilmente di questi anni la transizione di Hyères da abitato periferico a punto di riferimento delle contrade d'intorno.
Nell'843 Lotario si aggiudica, col trattato di Verdun, la Lotaringia, insieme di territori tra i quali si annovera anche la Provenza che, alla sua morte, assieme al Viennese formerà un reame indipendente sotto Carlo. Nel 933 Ugo d'Arles, nominato governatore della Provenza sotto re Ludovico il Cieco, in cambio della corona ferrea d'Italia, cede la Provenza a Rodolfo II di Borgogna. Il nuovo regno è denominato regno di Arles o "delle due Borgogne", poiché la Provenza venne allora considerata "Bassa Borgogna" o Borgogna Cisgiurana, mentre la Borgogna propria era detta "Transgiurana" o "Alta Borgogna". Ha vita breve, passando nel 1032 sotto la giurisdizione del Sacro Romano Impero Germanico, nonostante la Provenza continui a essere amministrata da un Conte.
Attorno al 940 Bosone II di Provenza crea il viscontado di Marsiglia che affida a Pons di Fos. Luogotenenti dei Conti di Provenza, i "Visconti per grazia di Dio... e per negligenza dei conti di Provenza"Jules de Séranon Les villes consulaires et les républiques de Provence au Moyen-Âge p.27. riescono pian piano ad allargare la loro influenza nei territori circostanti fino a Hyères e le sue isole. La situazione va peggiorando: già nel 1000 la Provenza è divisa tra numerose famiglie, i Baux, i Fos, i d'Agoult, i Châteaurenard, i de Pontevès e i Castellane.
Nel 963 re Corrado delle due Borgogne concede il territorio di Hyères all'abbazia di Montmajour, vicino ad Arles. È in questa carta che si cita per la prima volta Eyras, le saline e le zone di piscicultura.
Nel 990 Pons di Fos, visconte di Marsiglia, si aggiudica la parte est dello smembramento della Diocesi di Tolone, dove si situa Hyères. La Provenza teoricamente è una contea del Sacro Romano Impero Germanico, ma è gestita dai visconti di Marsiglia. Nel 1050 Goffredo I di Marsiglia, visconte, e i suoi fratelli, rendono omaggio al conte di Provenza Goffredo I, dalla loro sede di Fos e dalla fortificazione Castrum Arearum, volgarmente conosciuta come Héras, che diverrà l'attuale Hyères. A sud di questa, vicino al sito di Olbia, vi è la fonte di Alma Narra, oggi l'abitato di l'Almanarre.
Nel 1056 Guy e Astrude di Fos donano alla chiesa di San Nicola a Les Salins di Hyères la decima dei conigli delle isole d'oro. Pons Isnard de Flayosc dona al monastero di San Vittore a Marsiglia Les Bormettes e les Salins.
Nel 1140, Goffredo II visconte di Marsiglia, dopo aver istituito un marchesato a Fos-sur-Mer per suo figlio Pons III, gli associa Hyères e le sue isole e la signoria di Brégançon.
Patti di natura commerciale vengono stipulati tra Hyères e i genovesi nel 1139 e nel 1174.
È del 1187 la faida per la successione al castello di Hyères tra Guy de Fos e Amiel de Fos. Nel 1192 il conte di Provenza interviene con la forza attaccando di sorpresa il castello.
Nel 1217 Raimondo Goffredo di Fos, trovandosi economicamente alle strette, vende a Marsiglia i suoi possedimenti, tra i quali Hyères, Brégançon e le saline delle isole d'oro. Nonostante molti si oppongano a questa vendita, verrà poi confermata dal conte di Provenza Raimondo Berengario nel 1223.