Fu monaco buddhista tibetanoDa non confondersi col monaco suo quasi omonimo ye shes mdo Yeshe Do "Jñānasūtra"., traduttore (lotsawa) dal sanscrito al tibetano di oltre duecento opere, saggista e discepolo di Padmasambhava.

Nato nella famiglia tibetana dei Jang (Byan), fu inviato in India da Trhisong Detsen ad apprendere il sanscrito per poter tradurre i testi necessari all'introduzione del Buddismo in Tibet.Hans W. Schumann, Immagini buddhiste: manuale iconografico del buddismo mahayana e tantrayana, Edizioni Mediterranee, 1989, p. 337. ISBN 88-272-1567-0

Tra i suoi saggi il lTa-ba'i khyad-par (Differenze nelle dottrine)John J. Makransky, Buddhahood Embodied: Sources of Controversy in India and Tibet. Albany, State University of New York Press, 1997, trovato poi agli inizi del Novecento nelle Grotte di Mogao, dove descrive, con sorprendente competenza e con citazioni da numerosissime opere sanscriteRuegg, "lTa-ba'i khyad-par de Ye-Shes-sde" in: Journal Asiatique, 1981, pagg .226-227, le varie scuole di buddismo allora conosciute in Tibet, e dove risalta l'importanza della tradizione CittamātraDavid Snellgrove, Indo-Tibetan Buddhism: indian buddhists and their tibetan successors. Boston, Shambala, 2002. p. 439-Madhyamaka distinguendola dalla Sautrantika-Madhyamaka Kajiyama Yūchi Mādhyamika in Encyclopedia of Religion vol.8. NY, MacMillan, 2004 pag. 5555..

Traduzioni Tra le sue più importanti traduzioni, stupefacenti per la precisione pur essendo state composte un secolo prima che le regole di traduzione dal sanscrito al tibetano fossero formalizzateDavid Snellgrove, Indo-Tibetan Buddhism: indian buddhists and their tibetan successors. Boston, Shambala, 2002. p. 443 :

Vajracchedikā Prajñāpāramitā, Derge bKa' 'gyur ka 121a1-132b7 (con Śīlendrabodhi). Kāśyapaparivarta, Derge bKa' 'gyur cha 119b1-151b7 (con Jinamitra e Śīlendrabodhi). Sthaviropanimantraṇa Kāraṇḍhavyūha-sūtra Alexander Studholme, The Origins of Oṁ Maṇipadme Hūṁ: A Study of the Kāraṇḍhavyūha-sūtra. Albany, State University of New York Press, 2002

Quest'ultima opera fu fondamentale per l'introduzione in Tibet del mantra Oṃ Maṇi Padme Hūṃ e il culto di Avalokiteśvara, che avrebbero avuto esito duraturo nel formare la religiosità e la cultura tibetana in tutti i secoli successivi.

Note