SaorgioTouring Club Italiano, Nuovissimo atlante geografico mondiale, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2001, tav. 22.Atlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 32.Nuovo atlante Treccani, vol. Cartografia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Milano 1995, tav. 7. (, in occitano Saorj, in dialetto intemelio Sauèrge, in dialetto brigasco Savurgë, in ligure Savurgiu) è un comune francese di 447 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisica Di aspetto tipicamente ligure, il comune di Saorgio è posto nella media val Roia, nel cantone di Breil-sur-Roya (Breglio), del tutto prossimo alla frontiera italiana, cui è adiacente, lambendo il comune italiano di Pigna. Saorgio è un villaggio abbarbicato od appollaiato su uno sperone roccioso, sovrastante a strapiombo le gole del fiume Roia. Si attinge il villaggio da due strade non raccordantisi. Da est, bisogna lasciare la Dipartimentale 6204 (Via Europae), poi imboccare la strada detta dei Castagni (Route des Châtaigniers D138), la quale si termina nel quartiere detto della "Madonna del Poggio". Da nord est, bisogna andare fino a Fontan ed imboccare la D38 per raggiungere l'entrata principale al quartiere di Ciapagne (Ciapagna). Nel suo sito selvaggio, Saorgio dispone le sue case aggrappate ai pendii ripidi e scoscesi che dominano un leggero allargamento della valle del fiume Roja. Le stradine (ruelles) a dedalo, pressoché sempre digradanti a scalinate, di sovente a volta, sono curiose da percorrere. Le case sono alte e comprendono sino a quattro o cinque piani, e l'architettura medievale del borgo storico, assai antico, è particolarmente intatta. Il paese è vicino a Breil-sur-Roya (Breglio) ed a Pigna nella provincia d'Imperia in Italia.

Il territorio del comune appartiene geograficamente alla regione fisica italiana, trovandosi all'interno del bacino idrografico del fiume Roia.

Storia Dalla Contea di Ventimiglia alla Contea di Provenza Della presenza romana, resta una lapide tombaria scoperta nel castello di Malamorte ch'è possibile vedere sul muro sud della chiesa di San Salvatore: vi figurano i nomi d'un edile e di membri della tribù Falerna.

All'origine della sua storia, il villaggio fa parte della contea di Ventimiglia. I conti di Ventimiglia gestiscono allora unitariamente i loro beni ancora indivisi, finché la moltiplicazione dei rami collaterali rende tale pratica impossibile nel XII secolo.Ventimiglia è assediata dai Genovesi e viene presa da essi, poiché Genova cerca d'ingrandire i suoi possedimenti verso ovest.Per non perdere tutto, un membro della famiglia di Ventimiglia, Guglielmo o Guglielmino, conte di Ventimiglia, signore di Gorbio, Tenda, Briga, Castellaro, Castiglione e Sant'Agnese, scambia le sue terre ed i suoi diritti nella Contea di Ventimiglia e nella valle di Lantosca, il 13 febbraio 1257, con altra terra sotto sovranità diretta del conte di Provenza, Carlo I d'Angiò, re di Sicilia e conte di Provenza per il suo matrimonio con Beatrice di Provenza.Nel marzo 1258, sono i suoi cugini, Giorgio e Bonifacio di Ventimiglia, figli del conte Manuele che, con il trattato di Lucerame, cedono al conte di Provenza i loro diritti su Sospello, Breglio e Saorgio.

L'insieme dei territori ceduti al conte di Provenza è stato riunito nella Vicarìa di Ventimiglia e della valle di Lantosca, la cui sede è a Sospello, ma l'accordo non è stato accettato dai due loro cugini di Ventimiglia, i quali s'installano a Tenda ed a Briga ed entrano in guerra contro i Provenzali.L'opposizione tra i conti di Ventimiglia ed i conti di Provenza è approdata poi ad un accordo nel 1278, che induce la branca dei Lascaris di Ventimiglia a rendere omaggio al conte di Provenza per i suoi beniFrançoise Hildesheimer, Pierre Bodard, Les Diocèses de Nice et Monaco, p. 171, Beauchesne éditeur, Paris, 1984 ISBN 2-7010-1095-0 Google Livres: Extraits.Il villaggio è fortificato e controlla la valle del fiume RojaVoir "Histoire de Breil et des Breillois", de Charles Botton et "Histoire de Saorge et Fontan" de Charles Botton et Jean Gaber, Edition du Cabri à Breil sur Roya.

Dalle Terre Nuove di Provenza alla Contea di Nizza Nel 1388, in seguito alla dedizione di Nizza, Saorgio entra nel dominio conti di Savoia.Il possesso di Saorgio ha permesso al conte di Savoia di costruirvi castelli da una parte all'altra del fiume Roia, per sbarrarne l'accesso.

Nel 1465, un incendio distrugge il villaggio, e ben 3 000 Guasconi, lavoratori stradali rimasti senza impiego in seguito alla pace intervenuta fra il re di Francia ed il papa, saccheggiano il villaggio nel 1516.Il sisma con forti scosse telluriche, del 20 luglio 1564, rovina il castello ed il ponte di "Roccatagliata", a Breglio.

Il 4 aprile 1553, le truppe francesi si sarebbero impossessati del forte di Saorgio con l'aiuto segreto d'Anna Lascaris, contessa di Tenda, il cui figlio è governatore di Provenza, ma non vi sarebbero restate che soli otto giorniNice historique Ernest Hildesheimer, Le passé militaire de Saorge, pp. 61-74, nº 150, Année 1959.

Nel 1691, il forte di San Giorgio di Saorgio mal difeso non è in grado d'arrestare l'avanzata dell'esercito del maresciallo di Francia Nicolas de Catinat nella sua conquista della Contea di Nizza dopo la battaglia di Staffarda.Il forte è preso il 9 luglio ed il 10 luglio 1691, ed il cavaliere de La Fare, nominato governatore del Contado di Nizza da Luigi XIV, re di Francia, scrive a Versailles: Il castello di Saorgio è forte buono per la sua posizione. Tale postazione è di grande importanza, perché ci rende padroni del marchesato di Dolceacqua, di Briga, di Pigna e di Tenda e ci rende libero il cammino da Nizza al Piemonte.Saorgio come il resto del Contado di Nizza è restituita al duca di Savoia a seguito del trattato di Torino del 29 agosto 1696.

Le ostilità riprendono nel 1703 con la guerra di successione di Spagna, e l'esercito di Luigi d'Aubusson, duca de La Feuillade arriva fino a Sospello nel marzo 1705. Dopo la caduta della cittadella di Nizza il 4 gennaio 1706, la sua guarnigione è autorizzata a ritirarsi a Saorgio.Il paese non è preso ed è servito poi da base agli attacchi delle truppe del Duca di Savoia Vittorio Amedeo II.Il feudo appartiene alla famiglia dei Solaro nel 1700, poi ai Roffredo nel 1710, che divengono allora conti di Saorgio.

Durante la guerra di successione d'Austria, le truppe franco-spagnole o gallo-ispaniche occupano Nizza nell'aprile 1744 ed arrivano fino a Sospello.Dopo la disfatta di Plaisance nel giugno 1746, le truppe franco-spagnole si devono ripiegare fino in Provenza, ma le truppe sardo-piemontesi sono fermate dalla difesa d'Antibes.Il Maresciallo di Francia Fouquet de Belle-Isle riprende l'iniziativa nel 1747 invadendo la Contea di Nizza, ma l'offensiva è bloccata nella valle del fiume Roja dal forte di Saorgio.Un rapporto francese scritto nel 1748, nota la difficoltà d'attaccare il forte di Saorgio risalendo la valle del fiume Roja.La pace d'Aquisgrana mette fine al conflitto e vede la restituzione del Contado di Nizza al Ducato di Savoia, sotto Carlo Emanuele III.

Nel 1787, il futuro presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, passa a Saorgio nel corso d'un viaggio tra Nizza, Genova e Torino dove visita le produzioni locali, le risaie del Piemonte e la fabbricazione dei «maccheroni».

Dalla Rivoluzione francese al Primo Impero napoleonico Nel 1792, l'annuncio della presenza delle truppe rivoluzionarie francesi a San Lorenzo del Varo provoca il panico a Nizza.L'Amministrazione della contea di Nizza, il Senato, la Tesoreria, la Magistratura, le varie amministrazioni del Contado nizzardo, lasciano Nizza per mettersi al riparo a Saorgio.Il 18 settembre le truppe sardo-piemontesi lasciano Nizza senza combattere, insieme agli emigrati francesi.Delle milizie raggruppanti gli abitanti di Saorgio, Fontano e Berghe sono create per combattere le truppe francesi nel massiccio dell'Authion.Per accedere a Saorgio a partire dalla valle del Vesubia, bisogna superare il colle di Ruas nell'Authion e ridiscendere per il vallone del Cairos.Due rappresentanti in missione domandarono al generale Brunet di lanciare un attacco contro le truppe austro-sardo-piemontesi comandate dal generale Carlo Francesco Thaon di Revel nel giugno e luglio 1793Pierre-Robert Garino, La vallée de la Vésubie. Guide du visiteur, p. 38, Serre éditeur, Nice, 1998, ISBN 2-86410-287-0.Le truppe francesi inesperte subirono uno scacco che costò ben 3.200 uomini ed il generale Brunet, che viene ritenuto responsabile di tale smacco, è condannato a morte e subisce l'esecuzione capitale.Il conte Thaon di Revel attacca nella valle del fiume Vesubia, ma le truppe austro-sarde comandate dal maresciallo De Wins sono battute a Giletta.La disfatta del Maresciallo d'Austria De Wins nella battaglia di Giletta di fronte a Dugommier.

Lazare Carnot definisce lo scopo delle operazioni nelle Alpi Marittime davanti al Comitato di salute pubblica il 30 gennaio 1794, riprendendo un piano già preso in considerazione durante la guerra di Successione di Spagna:Se dunque si vuole attaccare il Piemonte, è per il dipartimento delle Alpi Marittime, prendendo dapprima Oneglia, che impedisce ogni soccorso da parte dei nemici ed ogni comunicazione con la Sardegna, che ci facilita l'arrivo delle sussistenze (rifornimenti e vettovaglie, ecc.) per i nostri eserciti attraverso la riviera di Genova.Tali motivi dovranno determinare il Comitato di salute pubblica ad ordinare l'attacco ad Oneglia, da cui ci sarà facile in seguito entrare in Piemonte, prendendo alle spalle il posto fortificato di Saorgio e mettendo l'assedio davanti a Cuneo.

Il capitano d'artiglieria Bonaparte, nominato direttamente al grado militare di generale il 6 febbraio 1794 dopo la presa di Tolone, visita gli avamposti in marzo, fa il suo rapporto e propone ai rappresentanti in missione, gli uomini della Convenzione nazionale, Robespierre il giovane e Jean François Ricord, al generale in capo Pierre Jadart du Merbion, chiamato poi Dumerbion, a Massena ed a Rusca, un movimento avvolgente a tenaglia, a partire da Oneglia, per impadronirsi della strada da Fontano a Tenda.L'attacco di Saorgio è fatto in tre direzioni a partire dal Mediterraneo: a sinistra verso Breglio, al centro per la valle del Nervia, a destra a partire d'Oneglia. Napoleone Bonaparte si reca a Breglio il 26 aprileNice historique: Philippe Cachiardy de Montfleury, Bonaparte à Breil et la prise de Saorge, pp. 97-102, nº25, Année 1969 per analizzare la situazione per la presa di Saorgio.