Conosciuto anche semplicemente come «Ed Kemper» o il "Killer delle studentesse", è uno degli assassini seriali più efferati della storia americana. Attivo nei primi anni settanta, iniziò la sua vita criminale sparando ad entrambi i suoi nonni quando aveva quindici anni. Successivamente Kemper uccise e smembrò sei autostoppiste nella zona di Santa Cruz. Infine assassinò sua madre e una delle amiche di lei, prima di costituirsi egli stesso alla polizia poche ore dopo gli omicidi.

Biografia Giovinezza Edmund Kemper nacque il 18 dicembre 1948 a Burbank, in California, secondo dei tre figli nati dall'unione tra Clarnell Strandberg (1921-1973), originaria di Helena, nel Montana, che all'epoca era segretaria presso l'Università della California nella vicina Santa Cruz, ed Edmund Edmund Emil Kemper Jr. (1919-1985), un ex veterano che prestò servizio durante la seconda guerra mondiale, venendo in seguito coinvolto nei test nucleari effettuati dal governo degli Stati Uniti nel Pacific Proving Grounds durante gli anni '50 per poi, in ultimo, fare il suo ritorno nella contea di Los Angeles dove trovò lavoro come elettricista.

Visse un'infanzia tranquilla in cui si distinse per essere un bambino estremamente brillante, ma a partire dall'età di sei anni iniziò a manifestare gravi disturbi psichici per effetto dei quali iniziò a comportarsi in modo inquietante. Per esempio Ed fu più volte sorpreso a eseguire strani giochi sessuali con le bambole delle sue sorelle, usciva di nascosto da casa armato della baionetta di suo padre per spiare i vicini dalle finestre ed era solito rotolare e contorcersi sul pavimento fingendo di essere in preda di inalazioni di gas o scosse elettriche. Stando inoltre alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Kemper, egli fu inoltre costante vittima di molestie sessuali perpetrate da sua sorella maggiore Susan e dal cugino.

Era molto attaccato al padre e rimase devastato dal divorzio dei suoi genitori avvenuto nel 1957, essendo stato affidato alla madre, che lo portò a vivere nel Montana. Aveva un rapporto pessimo con sua madre, Clarnell, da lui ritenuta una donna nevrotica, prepotente e alcolizzata, e che trattava il padre con sufficienza e disprezzo, sbeffeggiandolo per il suo lavoro manuale. Clarnell voleva che suo figlio diventasse più forte del padre, che giudicava debole, e voleva scongiurare qualsiasi possibilità che diventasse omosessuale. Inoltre, la madre era spaventata dalle tendenze sadiche del figlio e, di conseguenza, lo trattava in maniera più severa rispetto alle sue sorelle. Clarnell faceva spesso dormire il figlio chiuso in cantina, perché temeva che potesse violentare la sorella più piccola.Understanding the Borderline Mother - Helping Her Children Transcend the Intense, Unpredictable, and Volatile Relationship. Jason Aronson. pp. 129–131, 136, 139, 141, 144, 278

Nell'estate del 1963 Kemper scappò di casa per andare a cercare il padre in California. Una volta lì, scoprì che il padre si era risposato e non voleva avere più niente a che fare con lui; Kemper padre piazzò il figlio dai nonni, Edmund e Maude Kemper, affinché si occupassero di lui. I nonni vivevano in un ranch sulle montagne nel North Fork, in Arizona. Kemper trovò deprimente vivere lì, specialmente perché detestava sua nonna e il modo in cui lei trattava suo nonno, che gli ricordava molto sua madre. Il 27 agosto 1964 Kemper sparò alla nonna mentre era seduta al tavolo della cucina intenta a scrivere le pagine conclusive del suo libro di fiabe. Quando suo nonno rincasò, Kemper sparò anche a lui. Poi telefonò alla madre, che lo convinse a chiamare la polizia. Interrogato, disse che «voleva solo sentire cosa si provasse a uccidere la nonna» e che uccise anche il nonno perché sapeva che si sarebbe arrabbiato con lui per quello che aveva fatto e perché non voleva causargli il dolore di sapere che sua moglie era morta..

Kemper fu internato nell'Ospedale Psichiatrico Criminale di Atascadero, dove divenne amico del suo psicologo e diventò persino suo assistente. Come risultato dei test su di lui effettuati, si scoprì che possedeva un quoziente d'intelligenza di 136; in un secondo test che gli fecero fare ottenne un QI di 145. Grazie alla sua intelligenza, si guadagnò la fiducia dello psicologo ed ebbe accesso ai risultati dei test sugli altri prigionieri.

Kemper venne scarcerato nel 1969, dopo aver scontato una pena di meno di cinque anni di detenzione. Contro il parere di molti dottori dell'ospedale psichiatrico, venne riaffidato alla madre. Kemper riuscì a convincere gli psichiatri di stare bene e di essersi lasciato alle spalle i suoi problemi giovanili. Fece una serie di lavori estemporanei prima di trovare un impiego nel dipartimento dei lavori pubblici (sezione autostrade) dello Stato della California. All'epoca, era alto più di due metri e pesava circa 136 kg ed era noto come un giovane rispettabile e serio, tanto da aver stretto una solida amicizia con il capo della polizia della sua città, che lo aveva soprannominato affettuosamente «Big Ed» e lo invitava spesso a casa sua.

Omicidi e vittime Tra il maggio 1972 e il febbraio del 1973, Kemper commise una serie di omicidi, raccogliendo dalla strada giovani autostoppiste, portandole in zone rurali isolate e uccidendole. Accoltellava o strangolava le vittime per poi portarne i cadaveri nel suo appartamento, dove abusava dei corpi per poi sezionarli. Uccise così sei studentesse (di cui quattro della UC Santa Cruz e una del Cabrillo College). Spesso usciva a caccia di vittime quando litigava con sua madre.

Mary Ann Pesce e Anita Luchessa Il 7 maggio 1972 Kemper stava guidando nei pressi del campus universitario del Fresno State College, quando diede un passaggio a due studentesse diciottenni di nome Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, che stavano facendo l'autostop per raggiungere la Berkeley University. Dopo aver guidato per circa un'ora, si diresse in una zona di campagna vicino Alameda, dove fermò la macchina e strangolò entrambe le ragazze. Accoltellò ripetutamente sia Pesce sia Luchessa con un grosso coltello da cucina che aveva comprato in una ferramenta proprio per l'occasione. Kemper trasportò i cadaveri a casa della madre, portò i corpi in camera sua e scattò macabre foto pornografiche delle ragazze. Quella stessa notte, Kemper fece a pezzi i cadaveri e infilò i resti di Pesce in una valigia, che poi abbandonò sul ciglio della strada vicino alle montagne. Si servì della testa decapitata di Luchessa per praticare sesso orale, prima di gettare i resti della ragazza in una scarpata.

Aiko Koo La notte del 14 settembre 1972 Kemper raccolse dalla strada la quindicenne Aiko Koo, che aveva deciso di fare l'autostop fino a casa per non dovere aspettare l'autobus. Minacciandola con una pistola, Kemper fermò l'auto a lato della strada e strangolò a morte la ragazza. Piazzò quindi il corpo nel bagagliaio della sua auto e guidò indietro fino alla casa materna. Nella sua stanza, violentò e dissezionò il cadavere.

Cindy Schall Il 7 gennaio 1973 Kemper diede un passaggio alla studentessa diciannovenne Cindy Schall. Fermò l'auto in una zona isolata e le sparò con una pistola calibro 22, più precisamente una S&W Model 41 che aveva comprato sottobanco. Come sempre portò il corpo a casa della madre e lo smembrò. Rimosse anche il proiettile dal cranio della ragazza e seppellì la testa in giardino con il viso rivolto verso le finestre della camera della madre per farle uno scherzo. Successivamente motivò il fatto affermando che lei voleva sempre che le persone la guardassero..

Rosalind Thorpe e Alice Liu Il 5 febbraio, dopo una discussione con la madre, Edmund uscì di casa in cerca di potenziali vittime. Incontrò la ventiquattrenne Rosalind Thorpe e la ventitreenne Alice Liu. Thorpe entrò per prima nell'auto, convincendo Alice a salire dopo di lei. Appena arrivato in una zona “sicura“, egli sparò a entrambe le ragazze e dopo ripeté il solito rituale di portare i corpi in camera, per poi violentarli e smembrarli.

Clarnell Strandberg Kemper e Sally Hallett Venerdì 20 aprile 1973 Edmund uccise la madre nel sonno colpendola con un martello. Successivamente la decapitò, ne violentò il corpo e mise la testa sulla mensola del caminetto, dove la usò come bersaglio per le freccette.. Infine le strappò le corde vocali e le gettò nel tritarifiuti. «Mi sembrava appropriato» commentò dopo il suo arresto, «dato che non aveva fatto altro che urlare, strillare e infierire contro di me per anni».. Non avendo ancora placato il suo istinto omicida, invitò per cena la migliore amica di sua madre, la cinquantanovenne Sally Hallett. Appena la donna arrivò, la strangolò e uscì di casa.

Kemper guidò verso est cercando di uscire dalla California, credendo di essere soggetto di una caccia all'uomo. Quando però si accorse, tramite la radio, che la notizia non era in realtà circolata e che nessun agente era sulle sue tracce, si scoraggiò, fermò l'auto, chiamò la polizia e confessò gli omicidi.

Cannibalismo Interrogato in carcere, ammetterà di aver compiuto anche atti di cannibalismo su almeno una delle sue vittime. Kemper dichiarò infatti: «Effettivamente ho divorato in parte la mia terza vittima. Ho tagliato dei pezzetti di carne che avevo messo nel congelatore. Una volta scongelata, ho cotto la carne in un pentolino con delle cipolle. Poi ho aggiunto della pasta e del formaggio»..

Detenzione

Al processo si dichiarò infermo di mente, ma venne giudicato colpevole di otto omicidi. Fu richiesta la pena di morte ma, essendo stata sospesa all'epoca, fu condannato all'ergastolo. Kemper non ha mai mostrato nessun segno di rimorso e non ha mai chiesto scusa ai genitori e parenti delle sue vittime. Anzi è parso addirittura orgoglioso del suo acume criminale e del fatto che, per arrestarlo, la polizia abbia dovuto attendere che fosse lui stesso a costituirsi. Dal 1973, anno della condanna, Ed Kemper si è laureato e insegna informatica in carcere e partecipa attivamente a un programma di trascrizione di opere letterarie in alfabeto Braille per i ciechi. Queste attività gli hanno procurato diversi premi dall'amministrazione carceraria americana. Edmund Kemper resta comunque recluso dal 1973 nella California State Prison, di Vacaville, California.

Nella cultura di massa Edmund Kemper compare nel libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit) e nel suo adattamento televisivo Mindhunter, nel quale il serial killer è interpretato dall'attore Cameron Britton. Britton ricevette una nomination al Premio Emmy nella categoria "Miglior attore non protagonista in una serie drammatica" grazie al ruolo.

Estratti dalle interviste di Kemper sono stati utilizzati in numerose canzoni, principalmente in ambito metal estremo, incluse Love // Hate dei Dystopia, The Glorious Dead dei Gorefest, di Abomination Unseen dei Devourment, Forever dei The Berzerker, Severed Head dei Suicide Commando e Crave degli Optimum Wound Profile. Egli viene inoltre citato in molte altre canzoni, come Edmund Kemper Had a Horrible Temper dei Macabre, Fortress dei System of a Down, Temper Temper Mr. Kemper dei The Celibate Rifles, Murder dei Seabound, Edmund Temper degli Amigo the Devil e Killfornia (Ed Kemper) dei Church of Misery. Inoltre, nel manga Monster di Naoki Urasawa, appare un personaggio chiaramente ispirato a Kemper, sia per le sue fattezze che per le abitudini omicide.

Primi omicidi

Il 27 agosto 1964, all'età di 15 anni, Kemper uccise sua nonna Maude Matilda (Hughey) Kemper (1897–1964) con un fucile dopo una discussione, sparandole una volta alla testa e due volte alla schiena, poi accoltellandola più volte. Quando il nonno di Kemper, Edmund Emil Kemper Sr. (1892–1964), tornò a casa, Kemper gli sparò mortalmente nel vialetto. Kemper telefonò a sua madre, che gli disse di chiamare la polizia. Kemper lo fece e aspettò che arrivassero le forze dell'ordine.