È stato deputato alla Camera dal 1987 al 1994 per due legislature: la X e la XI nel gruppo PCI - PDS, sindaco di Napoli per due mandati consecutivi dal 6 dicembre 1993 al 24 marzo 2000 e Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel primo governo D'Alema dal 21 ottobre 1998 al 21 giugno 1999, Presidente della Regione Campania per due mandati successivi dal 18 maggio 2000 al 17 aprile 2010.
Già esponente del Partito Comunista Italiano, del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra, è stato tra i fondatori del Partito Democratico che ha successivamente abbandonato nel 2017.
Biografia Nasce il 20 marzo 1947 ad Afragola, nella provincia di Napoli. Nel palazzo dove abitava c'era la sezione "Antonio Gramsci" del Partito Comunista Italiano (PCI) di Afragola, dove da bambino andava a giocare a calciobalilla. Lì un compagno gli dette da leggere le "Lettere dal Carcere" di Antonio Gramsci, e quella lettura lo indusse nel 1962, a soli 15 anni, ad iscriversi al PCI, militando nella Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) del PCI. La sezione era frequentata soprattutto da braccianti, con i quali Bassolino si recava la mattina prima di andare al ginnasio, al mercato delle braccia, rendendosi conto delle condizioni di sfruttamento a cui erano sottoposti.
Nel 1963, a 16 anni, diventa segretario della sezione del PCI ad Afragola, a seguito della deroga che dalla sezione chiesero alla federazione provinciale. Il suo primo comizio, dell'estate 1964 al fianco di Giorgio Napolitano, all'epoca segretario del PCI di Napoli, fu il comizio finale di una manifestazione contro l'invasione del Vietnam da parte degli Stati Uniti.
Nel 1965 consegue il diploma di maturità classica al Liceo Garibaldi di Napoli.
Nel 1970 viene eletto consigliere regionale, mentre nel 1971 viene nominato segretario della federazione del PCI di Avellino sino al 1975. Nel 1976 viene nominato segretario della Campania sino al 1983. Nel frattempo, nel 1972 è immesso nel comitato centrale del partito. Nel 1980 è nominato responsabile della commissione per il Mezzogiorno e in seguito di quella per il Lavoro.
Alle elezioni politiche del 1987 viene eletto alla Camera dei deputati nelle circoscrizioni Napoli-Caserta e Catanzaro-Cosenza-Reggio Calabria, optando per quest'ultima, ed entra nella commissione bicamerale Lavoro. Nel 1990 gli viene affidata la commissione mass media.
Al XX congresso del PCI (l'ultimo) a Rimini, dove avviene definitivamente la svolta della Bolognina di Achille Occhetto dal PCI al Partito Democratico della Sinistra (PDS dove Bassolino confluisce), svolge un ruolo di mediazione tra i sostenitori (tra gli altri Massimo D'Alema, Walter Veltroni e Piero Fassino) e gli avversari della transizione (Armando Cossutta, Alessandro Natta, Pietro Ingrao, Sergio Garavini e Fausto Bertinotti).
Alle elezioni politiche del 1992 viene ricandidato nella circoscrizione Napoli-Caserta, e rieletto deputato alla Camera tra le liste del PDS, dove nella XI legislatura è componente della 8ª Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e 10ª Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo.
Sindaco di Napoli
Primo mandato Nel 1993 il partito lo invia a Napoli come commissario della federazione, travolta dagli scandali di Tangentopoli, venendo successivamente candidato a sindaco della stessa città. Alle elezioni comunali di quello stesso anno supera il principale avversario, Alessandra Mussolini del Movimento Sociale Italiano, al ballottaggio del 5 dicembre 1993 guidando una coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico della Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Rinascita Socialista, La Rete e la lista civica Alternativa per Napoli e divenendo così il primo sindaco eletto direttamente dai cittadini della città.
Secondo mandato
Portato a termine il primo mandato, viene ricandidato in occasione delle elezioni comunali del novembre 1997, e rieletto ottenendo il 72,9% dei voti al primo turno, col sostegno di una coalizione sempre di centro-sinistra formata da Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi - La Rete, Partito Repubblicano Italiano, Unione Democratica e le liste civiche di "Napoli Città Nuova" e "Riformisti per Napoli".
Provvedimenti Nel generale senso di rinnovamento che attraversò la città di Napoli, dopo gli scandali di corruzione di Tangentopoli che flagellò i discussi esponenti locali della DC e del pentapartito (Alfredo Vito, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato, Paolo Cirino Pomicino, Antonio Gava), negli anni dell'amministrazione Bassolino in quel periodo venne soprannominato dalla stampa "Rinascimento Napoletano". In quegli anni con il Piano Comunale Trasporti nella Linea 1 della metropolitana di Napoli 1995 venne inaugurato il tratto in viadotto tra Colli Aminei-Piscinola. Tra il 1996 e il 2000 aprono i cantieri per Materdei a Dante, Dante a Garibaldi, con il piano generale dei trasporti vengono cambiati i progetti originari unendo in un unico anello la metropolitana, la tratta completa è Piscinola-Dante-Garibaldi-Aeroporto-Piscinola. Vengono inoltre pedonalizzate le principali vie commerciali della città e piazza del Plebiscito e, per rilanciare l'immagine della città, viene potenziato il Maggio dei monumenti che nel 1994 registrerà circa un milione di visitatori” Il Mattino”, 9 maggio 1994, Napoli porte aperte, un trionfo di civiltà, p. 13. e, per certi aspetti, fu il banco di prova per l'organizzazione dell'imminente G7 quando furono predisposti dei piani di traffico e di sicurezza sulla base di quelli scelti per il maggio Monumenti” Il Mattino”, 8 maggio 1994, Napoli come si vorrebbe che fosse, p. 26..
Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale
Con la nascita del primo governo presieduto da Massimo D'Alema, il 21 ottobre 1998 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro come Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, rimanendo in carica fino al 20 giugno 1999, quando Bassolino decide di abbandonare il mandato di ministro e tornare a Napoli, poche settimane dopo l'omicidio del suo consulente giuridico: il professore Massimo D'Antona.
Tra i suoi provvedimenti come ministro si ricordano in proposito la modifica al decreto legge sugli straordinari e la modifica della durata dell'orario settimanale di lavoro (da 48 a 45 ore).
Presidente della Regione Campania
Primo mandato Nel 2000 abbandona l'incarico di sindaco e si candida alla presidenza della Regione Campania. Nonostante le polemiche per aver lasciato Napoli in favore di incarichi di politica nazionale, non placate pur dopo le dimissioni da Ministro, viene eletto con la maggioranza assoluta dei voti (54,3%) sostenuto dalla coalizione dell'Ulivo (formata da Democratici di Sinistra, Partito Popolare Italiano, Unione Democratici per l'Europa, I Democratici, Socialisti Democratici Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Partito dei Comunisti Italiani e Partito Repubblicano Italiano) battendo Antonio Rastrelli di Alleanza Nazionale e sostenuto dalla Casa delle Libertà (Forza Italia, Centro Cristiano Democratico, Partito Democratico Cristiano, Cristiani Democratici Uniti, Movimento Sociale - Fiamma Tricolore, Partito Socialista - Socialdemocrazia e Lega Sud Ausonia).
Ha ricevuto il premio "Gold star" dall'Associazione dei giornalisti europei per la promozione turistica e culturale della città di Napoli.
Secondo mandato
Viene rieletto presidente della giunta della Regione Campania, il 3 e 4 aprile 2005, con il 61,6% dei voti guidando la coalizione dell'Unione (formata da Democrazia è Libertà - La Margherita, Democratici di Sinistra, Popolari UDEUR, Socialisti Democratici Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Partito dei Comunisti Italiani, Italia dei Valori - Lista Consumatori, Democrazia Liberale - Repubblicani, Democrazia Federalista, Repubblicani Europei e lista civica Governo Civico) e battendo Italo Bocchino di Alleanza Nazionale e sostenuto nuovamente dalla Casa delle Libertà (Forza Italia, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Nuovo PSI, Partito Repubblicano Italiano, Partito Pensionati e Movimento Idea Sociale).
Nello stesso anno si sposa con Anna Maria Carloni, eletta al Senato nella XV legislatura e nella XVI legislatura.
È stato oggetto di critiche perché la Regione Campania avrebbe effettuato operazioni economiche ritenute svantaggiose con la Banca UBS, presso cui lavora il figlio, Gaetano Bassolino, all'interno del settore che si occupa degli investimenti delle pubbliche amministrazioni. Il consulente finanziario della trasmissione Report (trasmessa il 14 ottobre 2007) ha affermato che l'operazione sarebbe costata alla Regione Campania 28 milioni di euro di costi impliciti, trasferendo però questo debito sulle gestioni future.
All'inizio del 2008 è tornato al centro di feroci polemiche a causa della nuova emergenza dei rifiuti nella regione Campania e nella provincia di Napoli in particolare. Antonio Di Pietro, allora Ministro delle infrastrutture, ne ha chiesto pubblicamente le dimissioni attraverso il suo blog.
Momentaneo ritiro dalla politica e l'attività culturale Nel 2009 diventa presidente della Fondazione SUDD, onlus che non beneficia di contributi privati. Dopo una breve crisi nel 2013 per mancanza di fondi, la Fondazione continua la sua opera per tener vivo il dibattito sul Mezzogiorno d'Italia, in ogni sua implicazione: sociale, economica, politica e culturale.
Candidatura alle primarie di Napoli Il 21 novembre 2015, con un tweet, annuncia la sua candidatura alle primarie del PD per un nuovo mandato da sindaco di Napoli. La sua candidatura viene osteggiata dalla Segreteria Nazionale, con dichiarazioni che Bassolino non è il candidato ufficiale del partito, arrivando anche a proporre, per bocca dei vicesegretari nazionali Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, una norma che escludesse la partecipazione a chi fosse già stato Sindaco, norma osteggiata da Bassolino e mai concretizzatasi. Tra gli sfidanti la deputata orfiniana Valeria Valente, proposta dal partito, il segretario provinciale dei GD di Napoli Marco Sarracino e l'oncologo Antonio Marfella per il PSI, mentre viene escluso per non aver raccolto le firme necessarie l'ex sottosegretario agli Esteri del PDS nei Governi D'Alema e Amato Umberto Ranieri.
Il 6 marzo 2016 le primarie vedono la vittoria della deputata ed ex assessore della giunta Iervolino, Valeria Valente, sostenuta da renziani e giovani turchi del presidente PD Matteo Orfini, considerata la candidata ufficiale del partito. Valente ottiene 13.419 voti pari al 43.7% contro i 12.967 voti pari al 42.2% dell'ex sindaco e presidente con una differenza di 452 voti (1.5%) seguiti dal segretario comunale dei GD Napoli, Marco Sarracino, appoggiato dalla sinistra Dem, con 3.266 voti pari a 10.6% e da Antonio Marfella, appoggiato dal PSI, con 1.044 pari al 3.4%. Votano 30.693 elettori, oltre il doppio rispetto ai 16.500 napoletani delle Primarie del 2015 per il candidato Presidente della Campania.