Il Manifesto del Futurismo fu scritto da Tommaso Marinetti e pubblicato nel febbraio del 1909 in forma di declamatoria per fornire una raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni dei Futuristi. Fu anche pubblicato in lingua francese a Parigi sul quotidiano Le Figaro con titolo Manifeste du Futurisme.

Testo

Pubblicazione Il Manifesto del Futurismo nacque come reazione alla cultura borghese dell'Ottocento, compreso il decadentismo dannunziano: Parole in libertà dovevano sostituire la retorica tradizionale.

In realtà il suo testo apparve per la prima volta sulla Gazzetta dell'Emilia di Bologna, il 5 febbraio 1909.Paolo Tonini, I manifesti del futurismo italiano Qualche giorno dopo fu pubblicato anche da altri quotidiani italiani: da Il Pungolo di Napoli il 6 febbraio dalla Gazzetta di Mantova l'8 febbraio da L'Arena di Verona il 9 febbraio 1909, alle pagine 1 e 2Lo stesso quotidiano veronese (ora con testata LArena) ha ripubblicato quelle pagine il 18 maggio 2008 a pagina 57, sulla base di ricerche dello studioso veronese Antonio Pantano.. da Il Piccolo di Trieste il 10 febbraio da Il Giorno di Roma il 16 febbraio, e dalla rivista settimanale di Napoli La Tavola rotonda il 14 febbraio 1909.

Quando, con il titolo Manifeste du Futurisme, fu pubblicato in francese sulla prima pagina del quotidiano Le Figaro di Parigi, il 20 febbraio 1909Giordano Bruno Guerri, Filippo Tommaso Marinetti, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2009, ISBN 978-88-0459568-7. p. 67, il Manifesto conseguì notorietà internazionale.

Relazioni con fascismo e progresso In generale, le relazioni tra Futurismo e Fascismo non sono facilmente identificabili, ma la violenza verbale e metaforica di questo manifesto può aiutare a spiegare perché, più tardi, il Fascismo avrà modo di usare con successo il suo stile ed il suo aspetto tipicamente nazionalista. Il Futurismo fu un movimento che sulla scia della metafora della "guerra sola igiene del mondo", consumò sul fronte della prima guerra mondiale alcuni dei suoi talenti (Umberto Boccioni e Antonio Sant'Elia).

Ciò che fu il limite della letteratura italiana alla fine dell'Ottocento, la sua mancanza di contenuti forti, il suo quieto e passivo laissez faire, venne immediatamente combattuto dai Futuristi e la loro reazione comprese l'uso dell'eccesso, che provò l'esistenza di una sopravvissuta e dinamica classe intellettuale italiana.

Nel periodo in cui l'industria cresceva d'importanza in tutta Europa, i Futuristi sentivano il bisogno di confermare che l'Italia è presente, ha un'industria, ha il potere di prendere parte a questa nuova esperienza, saprà trovare l'essenza superiore del progresso, attraverso i suoi simboli: l'automobile e la sua velocità (vedi art. 4).

Inoltre, i Futuristi confermarono che la letteratura non sarebbe stata sorpassata dal progresso. Avrebbe assorbito il progresso nella sua evoluzione e avrebbe dimostrato che il progresso era quello che era perché l'Uomo lo avrebbe usato per lasciar esplodere sinceramente la sua natura, che è fatta di istinto. L'Uomo reagisce contro la forza potenzialmente soverchiante del progresso, e grida forte la sua centralità. L'Uomo userà la velocità, non il contrario (vedi art. 5 e 6). Un altro punto in comune col fascismo è l'interpretazione della guerra come "igiene" del mondo tramite cui esso viene purificato da ogni male. La poesia, la voce dello spirito, aiuterà l'Uomo nel permettere alla sua anima di essere parte di tutto questo (vedi art. 6 e 7), indicando un nuovo concetto di bellezza che si rifarà all'istinto umano per la lotta."In letteratura, i futuristi, assieme all'ammodernamento dei temi, propugnavano il rinnovamento delle tecniche, fondato sul ripudio della metrica tradizionale (verso libero; prosa poetica), la negazione della sintassi, cioè dei legami logici fra le parole, l'uso delle parole in libertà, che traducessero il disordine della coscienza, la simultaneità delle sensazioni, l'impiego delle onomatopee e dei rumori, il rifiuto, in ultima analisi, della ragione e della sua attività ordinatrice, concependo la poesia come riflesso immediato di una coscienza dispersa, irrazionale, frantumata in un caos di sensazioni ed impressioni" (Giuseppe Petronio, L'attività letteraria in Italia, Palumbo, Palermo, 1964, pag. 851).

Il senso della storia non può essere lasciato da parte: questo è un momento speciale, molte cose stanno per cambiare in nuove forme e nuovi contenuti, ma l'Uomo sarà in grado di passare attraverso questi cambiamenti, (vedi art. 8) portando con sé ciò che gli deriva dall'inizio della civilizzazione.

Uno degli articoli più particolari è l'articolo 9, nel quale la guerra viene definita come una specie di bisogno per lo spirito umano, una purificazione che permette e favorisce l'idealismo. Alcuni hanno detto che questa definizione data dai Futuristi avrà in seguito influenzato i movimenti di massa che pochi anni dopo daranno consistenza al totalitarismo, principalmente in Italia, Germania e, in forma differente, in Russia.Evidenti premesse ideologiche del Futurismo sono nel pensiero di Nietzsche (esaltazione della "volontà di potenza"), di Bergson ("slancio vitale") e nel pragmatismo statunitense di William James (esaltazione della volontà, dell'azione). Analogie sono anche rilevabili con le idee di mito e di azione presenti nel pensiero di Georges Sorel.

La pesante provocazione inclusa nell'articolo 10 è una logica conseguenza di tutto quanto detto sopra.

Si deve notare che questo manifesto apparve molto prima che avvenisse uno qualsiasi dei fatti dirompenti del XX secolo che immediatamente vengono richiamati alla memoria come potenziale significato concreto di questo testo. E molti di essi non potevano neanche essere immaginati. La Rivoluzione Russa è la prima di queste rivoluzioni "descritte" dallarticolo 11, ma che avvenne diversi anni dopo.

Riferimenti Il movimento letterario del Connettivismo ha scritto nel 2004 un proprio manifesto che, nella forma, segue quello del Futurismo.

Note

Bibliografia

Voci correlate L'Eroica (periodico)

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Collegamenti esterni

Copia digitale del Manifesto del Futurismo a cura dell'Archivio del '900 del Mart di Rovereto

Categoria:Futurismo Categoria:Opere di Filippo Tommaso Marinetti