Villa Contarini degli Scrigni, detta Vigna Contarena, è una villa veneta costruita su progetto di Vincenzo Scamozzi e situata nella cittadina di Este in provincia di Padova.
Il nome "Vigna" pare sia dovuto al fatto che, in origine, la villa aveva un bel parco ad alberi da frutta e viti, ma soprattutto che fosse destinata dalla nobile famiglia Contarini alle feste in occasione della vendemmia.
A differenza della villa di Piazzola sul Brenta, destinata agli incontri ufficiali con le delegazioni nazionali ed internazionali, la destinazione di Vigna Contarena era prettamente intima, privata, dedicata ai Contarini e ai loro amici più stretti. La posizione, sulle primissime pendici meridionali dei Colli Euganei, si situa là dove il declivio del colle va a confondersi con la pianura, e la Vigna Contarena si staglia fra gli alberi secolari del parco ben nascosta dall'esterno.
Fu fatta costruire nel Seicento da Giorgio Contarini, senatore della Repubblica Veneta, del ramo di S. Trovaso "degli Scrigni", e riproduce la tendenza dei veneziani a dare maggiore importanza al piano nobile che al pian terreno, destinato alle mercanzie e ai mezzi.
Il piano nobile ha tutte le stanze che danno sulla facciata, a mezzogiorno, per poter fruire il più possibile del calore solare, anche ad autunno avanzato. A tergo delle stanze, la lunga galleria che le disobbliga fungeva da salone da ballo, quando numerosi arrivavano gli ospiti per partecipare alle gioiose feste della vendemmia, alle cacce a cavallo e alle escursioni sui Colli.
Dalla testata ovest del salone si accede ad un interessante angolo di giardino chiuso da un'alta mura fatta di elementi di cotto traforato, quasi una grata, costituendo un insieme di ispirazione moresca. Voluto nel '700 da Marco Contarini al suo ritorno dall'Oriente, è conosciuto come orto segreto, elemento originalissimo della villa e raro esempio di giardino all'italiana.
L'ala di levante della villa è finemente affrescata da un allievo della scuola di Giulio Romano, con raffigurazioni di carattere mitologico. Al centro del soffitto della festosa galleria appare il monogramma di Giorgio Contarini. Risale al '700 anche l'ampio scalone a due rampe posto sulla facciata per l'accesso al piano nobile.
Dal 1964 la Vigna Contarena è sottoposta a regime di vincolo della Sovraintendenza alle Belle Arti, in quanto costruzione di particolare pregio storico e artistico.
Storia L'ingresso principale si trova accanto alla torre angolare ovest del Castello Carrarese. Di qui parte il viale che, costeggiando la cinta muraria, attraversa in salita il parco e conduce alla villa. L'ingresso pedonale, chiuso da un cancelletto, si trova invece sulla pittoresca via dei Cappuccini, inizio dell'antica strada in ciottoli che collegava Este alle fortificazioni del monte Castello, nonché interessante sentiero storico-naturalistico che, dal Duomo di Este, risale la collina fino al paesino di Calaone.L. Menotti, Sentiero natura del principe
Oggi la villa si trova in un contesto a tutti gli effetti urbano ma, essendo racchiusa dal giardino in una cesura appartata, mantiene inalterato il fascino di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.
L'apparentemente modesta casa di caccia riportata nella pianta di Este di Michele Lonigo Estense fu modificata e ampliata per volere del senatore Giorgio Contarini (1584-1660) che, secondo lo storico padovano Orsato, avrebbe ordinato i lavori nel primo decennio del 1600. I meravigliosi affreschi a "grottesca" del nucleo originario fanno pensare che al momento dell'ampliamento questa parte della casa fosse già raffinatamente decorata, dato che il tema grottesco era in voga alla fine del XV secolo, in seguito all'accidentale scoperta, a Roma, della Domus Aurea.
La giovane età di Giorgio Contarini al momento dell'inizio dei lavori fa pensare che l'opera debba essere stata avviata da un altro Contarini, probabilmente il padre, o forse addirittura il nonno. In ogni caso, uno di questi ultimi era personaggio di primissimo piano a Este per aver fatto costruire la Porta di San Francesco (1595), una delle vie d'accesso alla città. Sulla pendice ovest del nucleo originario fu realizzato quindi uno sbancamento e, con il materiale di risulta, costruito il grande patio che oggi fronteggia la villa. L'edificio originale venne allungato sul lato occidentale secondo canoni tardo-rinascimentali con stanze al pianterreno e al primo piano e delimitato lateralmente da due rialzi di terreno. Nella parte centrale, al piano terra, fu ricavato un androne di comunicazione tra i due gruppi di locali destinati ai servizi (e all'abitazione di parte della servitù) con la parte posteriore della villa, a ridosso del monte. Negli anni dopo il 1660, anno della morte di Giorgio Contarini, la villa ospitò, durante le visite pastorali, il cardinale Gregorio Barbarigo che evidentemente trovava nella villa, poco distante dal Duomo di Este, un'accoglienza degna del suo rango ecclesiastico e della famiglia patrizia da cui proveniva. Nel Settecento, staccata dal corpo principale di Vigna Contarena, fu fatta costruire una grande barchessa, destinata a ospitare le funzioni agricole connesse all'utilizzo della villa.
In questo periodo Antonio Angelieri, nelle Brevi Notizie del 1743, scrive:A. Angeleri, Brevi Notizie «...Su la stessa contrada (ai Cappuccini) v'è un picciol luogo della Casa Contarini, ma come egli è situato dentro una chiusura di mura, appena al di fuori appare; ma compensa questo difetto una tanta amenità e pulizia, ch'egli è degno di essere veduto…»
Nell'incisione di Este di Girolamo Franchini del 1775, la villa è rappresentata senza la scalinata e la loggia frontali, che pur dovevano essere già state aggiunte a quell'epoca. Si distinguono il corpo di fabbrica più antico e la recinzione dell'orto segreto. Più dettagliato è un altro disegno prospettico di Este risalente alla fine del Settecento, del quale si riporta un ingrandimento.
Nel 1797, al tramonto della Serenissima Repubblica, lo sconvolgimento politico e sociale fu tale da interessare, seppure non subito, anche Vigna Contarena che, forse perché in una cesura appartata, sembra sia rimasta di proprietà Contarini anche dopo Napoleone.
Dopo il 1805 però, passato il potere politico nelle mani dell'Austria e spodestate le antiche casate venete, la villa passò di mano. Qualche scrittore estense afferma che fu venduta dal conte Girolamo Contarini al conte prussiano Haugwitz nel maggio di quell'anno. Lo stesso Haugwitz, invece, nella corrispondenza del 1827 per ottenere la propria sepoltura nel parco, afferma: «...da circa sette anni … posseggo una casa con adiacenze sui colli nelle vicinanze di Este...» L'acquisto poteva risalire quindi al 1820-1821. Una tesi conciliativa potrebbe essere la seguente: il conte di Haugwitz potrebbe essere capitato in Este nel 1805 e aver preso dimora nella villa, che quasi certamente i Contarini non abitavano, rinchiusi come dovevano stare nelle abitazioni di Venezia. Maturati altri eventi dopo Waterloo e impossessatasi saldamente l'Austria del Lombardo-Veneto, il conte di Haugwitz poté forse acquistare la villa dal conte Girolamo Contarini. A quest'epoca, lo storico ottocentesco Gaetano Nuvolato, scrivendo la sua Storia di Este e del suo Territorio, accenna così: «…Sul vicin colle del Castello vedesi il romantico edifizio di Contarini Porte de' Scrigni (poi del ministro di Prussia conte Haugwitz che vi è sepolto)...»
Alla morte del prussiano, la villa passò per testamento al suo segretario e factotum Giovanni Amedeo Tietze, oriundo di Germania. Il Tietze si fermò definitivamente in Este ed ebbe una figlia che si sposò con un Rovelli.
La proprietà di Vigna Contarena passò quindi ai Rovelli, dai quali l'acquistò l'ingegner Alfredo Gagliardo agli inizi degli anni Trenta.
Le vicende cittadine non toccarono quasi mai il quieto angolo all'ombra delle mura del castello. Soltanto nel 1944 i tedeschi requisirono la villa durante l'occupazione per preparare un posto confortevole al maresciallo Kesselring, il quale doveva visitare i lavori del vallo montano di difesa contro l'avanzata delle truppe anglo-americane. La visita non avvenne, e anche le trincee scavate alle pendici dei Colli Euganei rimasero, fortunatamente, inutilizzate.
Dal 1992, a seguito di divisioni ereditarie, la barchessa e una parte del parco sono stati scorporati dalla proprietà, e Vigna Contarena è passata a un nipote dell'ing. Gagliardo, prof. Alessandro Caporali e, successivamente, alla figlia Cecilia.
Facciata La facciata di Vigna Contarena è rivolta a mezzogiorno, verso le mura del castello e il centro della cittadina di Este.
La sua struttura si sviluppa principalmente su due livelli: il piano terra, il piano nobile e il sottotetto, ed è delimitata da due terrapieni su cui poggiano, al livello del piano nobile, il nucleo più antico della villa (a est) e il giardino recintato, detto "orto segreto" (a ovest).