Ittiri (Ìtiri Cannédu in sardo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Sassari in Sardegna, nella regione storica del Coros nel Logudoro.
Geografia fisica Territorio
Ittiri è collocata su un altipiano a 450 metri sul livello del mare. Il territorio, formato da altipiani costituiti di rocce prevalentemente trachitiche e basaltiche, è accidentato, con andamento collinare e attraversato da vallate destinate alla coltivazione; i rilievi montuosi più consistenti sono: a nord est sulla linea per Bessude monte Torru (m 622), monte Uppas (m 567) e verso Banari monte Jana (m 552); a sud verso Villanova monte Unturzu (m 558), monte Alas (m 517), punta S'Elighe Entosu (m 522) e monte Lacusa (m 503).
Clima Il clima di Ittiri, molto esposta alle correnti da ovest e nord ovest, è tipicamente mediterraneo, influenzato in parte dalla vicinanza con il mare e i tre bacini artificiali del Cuga, del Bidighinzu e del lago del Temo, con estati calde e inverni miti e umidi.
Storia
Nel territorio di Ittiri si hanno diverse testimonianze del periodo prenuragico come le caratteristiche domus de janas. In età nuragica l'area era forse abitata dalla tribù dei Coracenses, citati da Tolomeo; a questa fase risalgono i numerosi nuraghi sparsi in tutta la zona.
Nel medioevo fece parte del giudicato di Torres, nella curatoria di Coros. Alla caduta del giudicato (1259) si trovò al centro delle lotte tra la famiglia genovese dei Doria e il giudicato di Arborea, passando con alterne vicende sotto l'autorità dell'una e dell'altra parte. Intorno al 1350 gli arborensi furono sconfitti dagli aragonesi, e passò sotto il dominio della corona d'Aragona. Nel 1376 un'epidemia di peste devastò il territorio già debilitato dalle continue guerre. Gli aragonesi nel 1541 unirono Ittiri a Uri con cui formò una baronia, concessa a Bernardo Simon. Nel 1657 un'altra epidemia di peste causò la morte di circa 2000 persone. Nel 1770, in epoca sabauda, la baronia fu, sempre insieme ad Uri, trasformata in contea e data in feudo ai Ledà, ai quali fu riscattata nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.
Simboli Lo stemma e il gonfalone di Ittiri sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 29 luglio 1993.
Lo stemma è semitroncato partito: Nella prima partizione sono presenti delle canne di palude: esse richiamano il nome Cannetum, Canedo, Cannedu, con il quale veniva precedentemente identificato Ittiri. Nella seconda tre spighe di grano simboleggiano l'attività agricola e il principale prodotto locale. Nella terza è raffigurato un uomo barbuto, in piedi su un edificio a forma di torre, vestito con una lunga tunica da cui spunta un rosario, con in mano un bordone e un libro chiuso. Si ritiene si tratti di un pellegrino, anche se alcuni studiosi ipotizzano si tratti di Comita, giudice di Torres, fondatore e benefattore dell'abbazia di Paulis, o di Gonario pio giudice, pellegrino in Terra Santa, al quale si deve la penetrazione dei monaci cistercensi in Sardegna.
Il motto scritto su lista bifida e svolazzante di azzurro Sancta Maria de Paulis et Choro sedes et origo ("[l'abbazia di] Santa Maria di Paulis e [l'eremo di] Coros sono sede ed origine [di Ittiri]") è ripreso da un antico sigillo.
Il gonfalone è costituito da un drappo partito di giallo e di azzurro.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Caratteristico è il centro storico dove son presenti diversi palazzi in stile liberty/deco con particolari balconi e facciate di case abbellite dalla trachite ittirese; molte vie del centro sono ancora in lastricato ed in particolare la parte alta di via Cavour è in acciottolato.
Architetture religiose Vi sono quattro chiese cittadine, di cui solo le prime due costituiscono parrocchia:
San Pietro in Vincoli (Santu Pedru - Chegia) a tre navate, del XIII secolo, è uno dei più importanti monumenti del centro abitato. La navata centrale è coperta da una volta a botte con lunette e sostenuta da sei grandi archi a tutto sesto, poggianti su pilastri a croce; le due navate laterali, più piccole, sono coperte da voltine in padiglione, sui cui lati si aprono nove cappelle non tutte simili tra di loro. La parte più antica è costituita dal coro. Nel 1881 per opera dell'architetto Salvatore Calvia di Mores, allievo dell'Antonelli, la facciata fu rifatta in stile classicheggiante, in trachite rossa con un portico e una tribuna. (festa: 29 giugno) Ex convento di San Francesco (Cunventu) del 1610, sede dei frati minori. Nel 2013, andati via i frati, è diventato normale chiesa parrocchiale. (festa: 4 ottobre) Nostra Signora di Monserrato (Nostra Segnora) del XVII secolo a suo tempo sede della congregazione di Monserrato; qui si concludono le processioni della settimana santa. Nostra Signora del Carmelo (Nostra Segnora 'e su Carminu) ad unica navata absidata, con volta a botte, retta da tre arcate a sesto ribassato. Difficile individuare la data esatta della sua costruzione, ma molti elementi come i gradini del pulpito, la nicchia del coro ed alcuni capitelli riconducono a una datazione antica. (festa: 16 luglio) Chiesa di Santa Croce (Santa Rughe), esisteva fino al 1935, dove ora sorge il municipio; la chiesa costituiva sul territorio urbano il centro di una croce avente agli estremi le altre quattro chiese citate.
Tra l'altro si aggiungono varie chiese campestri:
Santa Maria di Coros (Nostra Segnora 'e Coros), chiesa cistercense, della prima metà del XIII secolo ca.; era una dipendenza dell'abbazia di Paulis (festa di N.S. di Coros: 8 settembre). San Maurizio (Santu Mauritziu - Santu Maurighe), il santuario è riferibile al XVII secolo ed è costruito con blocchi di pietra calcarea (festa: 22 settembre). San Giovanni Battista (Santu Giuanne) (festa: 24 giugno). Santa Maria di Paulis o Padulis - pr, Paùlis, Padùlis - (Nostra Segnora 'e Paulis), abbazia cistercense del 1205. San Leonardo al Cuga (Santu Nenaldu 'e sa 'Iddatza), del XII secolo, sorgeva presso il villaggio di Thuca, già scomparso nel XV secolo e ora sommerso dal bacino artificiale del Cuga. Con la costruzione del bacino negli anni sessanta la chiesa fu smantellata e ricostruita più a monte per evitarne la sommersione. Sono inoltre presenti diverse chiese campestri ridotte allo stato di rudere. Molte altre sono invece scomparse.
Architetture civili Palazzo baronale Sussarellu: ubicato nel centrale Corso Vittorio Emanuele Fontana S'abbadolzu: ubicata in via Monserrato Ex convento francescano: ubicato in via Sassari Ex pretura restaurata ed adibita a biblioteca francescana: ubicata in via Sassari Palazzo San Giovanni Bosco: già sede della scuola elementare ubicato nel centrale Corso Vittorio Emanuele Parte antica dell'ospedale G. A. Alivesi: ubicato in via Ospedale Museo della radio "Mario Faedda", con annesso antico mulino: ubicato in via Dante Vecchie carceri: ubicate in via Marconi
Siti archeologici Di particolare interesse vi sono diverse tombe dei giganti (tra cui quella di Sant'Ereno), il complesso archeologico di Sa Figu, la necropoli di Ochila, gli ipogei (coroneddos nella parlata locale) di Musellos e l'area archeologica di Runara.
Nuraghi
nuraghe Abbarghente nuraghe Badde Manna nuraghe Baddecca nuraghe Brundette nuraghe Camedda nuraghe Cannedu nuraghe Casillones nuraghe Chentu Cheddas nuraghe Cherchizzu nuraghe Chereno nuraghe Chessalzu nuraghe Chizzinieddu nuraghe Cirolo nuraghe Coa 'e Ambidda nuraghe Codone nuraghe Corona Ruja nuraghe Coronalva nuraghe Crabione nuraghe Culisandru nuraghe Cumida nuraghe Cunedda nuraghe Ena Ortu o Su Sassu nuraghe Fenujeda nuraghe Frade nuraghe Frades Talas nuraghe Frailarzu nuraghe Giundali nuraghe Irventi nuraghe Luros nuraghe Majore nuraghe Mesu 'e Tancas nuraghe Monte Callistro nuraghe Monte Deu Pitzinnu nuraghe Monte Sant'Elia nuraghe Muzzu
nuraghe Ochila nuraghe Passari nuraghe Paulis nuraghe Pianu Codinas nuraghe Pianu Marras nuraghe Pira Ruja nuraghe Pitti Altu nuraghe Pittigheddu nuraghe Porchis nuraghe Runaghedu nuraghe Runara nuraghe Runatolos nuraghe S'Adde 'e Su Chercu nuraghe S'Elighe nuraghe S'Ozzastrone nuraghe Sa Capida nuraghe Sa Coa 'e Sa Femina nuraghe Sa Figu nuraghe Sa Pala 'e S'Ozzastru nuraghe Sa Punta 'e Sa Nansa nuraghe Sa Signora nuraghe Sa Ucca 'e Su Giannittu nuraghe Santu Ainzu nuraghe Santu Tziprianu nuraghe Serra Manchia nuraghe Sos Abbadorzos nuraghe Sos Isconcados nuraghe Sos Muros nuraghe Sos Passizzos nuraghe Su Renalzu nuraghe Su Sassu 'e Subra nuraghe Torru nuraghe Tuvurunaghe nuraghe Urei nuraghe Vittore
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera residente era di 98 persone, pari al 1,23% della popolazione totale. Le prime sette nazionalità più rappresentate erano: Marocco, 48 Romania, 9 Cina, 7 Senegal, 6 Rep. Ceca, 5 Ungheria, 4 Polonia, 3
Lingue e dialetti La variante del sardo parlata a Ittiri è quella logudorese settentrionale.
Sanità
Ad Ittiri è presente l'ospedale, intitolato al colonnello Giovanni Andrea Alivesi (comandante del sessantesimo reggimento nel campo di Gazzuolo, vicino a Mantova), il quale nel 1866 fece testamento a favore del Comune di Ittiri per la fondazione di un «ospedale di carità». La parte storica dello stabile, caratteristica è la sua facciata realizzata in trachite rossa di Ittiri sapientemente lavorata da abili scalpellini ittiresi, ospita gli uffici dell'Asl, alcuni poliambulatori (diabetologia), il consultorio familiare e la cappella. La parte moderna (entrata in servizio negli anni '80) ospita i vari reparti: Lungodegenza, Chirurgia (inattivo dal 1996), Radiologia, Laboratorio Analisi e Pronto soccorso.
Cultura Istruzione Sono presenti un asilo nido, un asilo infantile e tre scuole materne, una ludoteca, due sedi di scuole elementari, scuola media statale e fino a pochi anni fa era presente l'istituto professionale per l'agricoltura, ora adibito a sede di alcune associazioni cittadine. Altre strutture sono una biblioteca multimediale, un teatro con annesso un centro per le arti e lo spettacolo (impiegato inoltre come Scuola Civica di Musica), un auditorium e un anfiteatro nei giardini pubblici.
Eventi
Ittiri Folk Festa (dal 1985), si svolge generalmente la terza settimana di luglio (furono saltate le edizioni del 1988, 2020 e 2021). Rassegna internazionale di canti, musiche e danze popolari, sfilata nelle vie della città, mostra dell'antiquariato, esposizione e degustazione prodotti tipici locali. La rassegna è giunta alla 39ª edizione ed è organizzata dall'Associazione Culturale e Folklorica “Ittiri Cannedu” che nel 2024 ha festeggiato 50 anni dalla sua fondazione (1974-2024). Festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista (23 e 24 giugno), a cura del Comitato San Giovanni di Ittiri. Ittiritmi, Festival Internazionale di Musica Etnica e World Music (dal 1985), si svolgeva inizialmente a metà luglio, poi (dal 1991), nella prima metà di agosto. La rassegna è giunta nel 2015 alla 25ª edizione e ogni anno si esibivano artisti di tutto il mondo. Negli ultimi anni, oltre alla musica, venivano ospitate altre forme artistiche come teatro, letteratura e fotografia. La rassegna viene organizzata dalla Pro Loco. Prendas (gioielli) de Ittiri (dal 2006, fine marzo - primi di aprile), vetrina di promozione dell'agroalimentare e dell'artigianato. La biennale della trachite (dal 1994), dove le numerose sculture realizzate sono rimaste esposte nelle vie e piazze.L'evento è organizzato dalla Pro Loco. Cantigos de sos tres Res (dal 2003), una manifestazione itinerante, sulla falsariga di antiche tradizioni, si svolge nel periodo natalizio (ultimo sabato di dicembre) ed è curata dall'Associazione Culturale Boghes e Ammentos. CantInCoro (dal 1989), Rassegna di Canti Tradizionali della Sardegna per Cori Sardi, organizzata dall'Associazione Folkloristica Culturale Coro di Ittiri, di solito si svolge il Sabato precedente il Natale.