La chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano è situata in una delle due principali piazze di Fiamignano, piccolo borgo del Cicolano in provincia di Rieti.

Originariamente costruita in stile romanico, ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi architettonici e decorativi.

Nel 2005, una serie di restauri finanziati dagli abitanti e da enti locali ha riportato alla luce l’importanza storica e artistica dell’edificio e delle opere custodite al suo interno, fino ad allora sconosciute anche alla curia.

Storia L’anno di costruzione della chiesa è incerto. Alcune ricerche la collocano nella prima metà del XVI secolo, durante il dominio della famiglia Colonna, come suggerisce la data 1530 incisa su un concio in pietra della facciata.

Fotografie e documenti mostrano che nel 1929 la chiesa possedeva un campanile a vela e un’ampia monofora inferiore, elementi che richiamano lo stile del campanile trecentesco di Santa Maria in Foro Mareri (oggi parrocchiale della Santissima Annunziata in Mercato).

È possibile che il campanile originario appartenesse a un prospetto del XIV secolo poi modificato nel Cinquecento.

La struttura presenta una pianta rettangolare a navata unica, tipica delle chiese degli ordini mendicanti tra XIII e XIV secolo, con copertura a capriate lignee e presbiterio rialzato, un tempo probabilmente separato da una cancellata. L’esterno, privo di torri o campanili monumentali, riflette la semplicità funzionale dell’architettura religiosa rurale.

Nel 1948, durante il ministero di don Esponio Ceccarelli, la facciata fu profondamente modificata: i due portali laterali e le finestre simmetriche vennero chiusi e sostituiti da un unico portale centrale, sormontato da un oculo circolare (“occhialone”), reinterpretazione moderna del rosone romanico.

Fu inoltre eretto un timpano in pietra che conferì al tetto la forma a capanna. Il campanile a vela, demolito perché pericolante, venne sostituito da un nuovo campanile laterale costruito sopra un edificio annesso.

Nonostante le trasformazioni, la chiesa conserva ancora oggi un aspetto semplice e armonioso, espressione autentica della tradizione architettonica del Cicolano.

Terremoto del 1997 Il terremoto del 1997 provocò lievi danni strutturali al borgo e alcune crepe sulle facciate, ma nessuna vittima. La chiesa fu tuttavia dichiarata pericolante e chiusa al culto per ordinanza comunale. Gli arredi sacri vennero temporaneamente accantonati in un magazzino, e i fondi disponibili permisero soltanto il consolidamento del tetto.

La situazione rimase invariata fino ai primi anni 2000, quando un gruppo di cittadini e la Pro Loco di Fiamignano avviarono una serie di iniziative popolari di raccolta fondi per restaurare le opere interne, spesso considerate di scarso valore.

Nel 2005, grazie a questo impegno collettivo, furono finanziati i restauri della pala d’altare, affidati ai restauratori Lucia Fabbro, Simone Mancini e Marco Pace. La tela restaurata sostituì il dipinto di Vittorio Picconi, che aveva ornato l’altare per oltre trent’anni.

Sull’onda di questo primo intervento, la comunità promosse ulteriori lavori: la realizzazione delle stazioni della Via Crucis in legno intagliato dell’artista Edoardo Riccoboni, l’installazione di porte blindate e nuovi banchi, il restauro delle tele laterali, la creazione di un ciborio in stile veneziano e infine, il restauro decorativo degli interni curato dall’artista Lara Androvandi.

A eccezione di un contributo della Fondazione Varrone, tutti gli interventi furono finanziati direttamente dai cittadini, segnando una vera rinascita collettiva della chiesa e del suo patrimonio artistico.

Descrizione

Interno L’interno della chiesa, ampio e scandito da linee semplici, presenta una navata unica a pianta rettangolare con copertura a capriate lignee e disposizione longitudinale di tipo basilicale. L’ingresso, ricavato sotto la cantoria, conduce al corpo centrale e al presbiterio, concluso da un’abside semicircolare che ospita la parete di fondo con una struttura architettonica in stucco e marmo.

Le pareti laterali accolgono quattro altari seicenteschi, due per lato, impostati su colonne corinzie con trabeazioni e cornici classiche. L’altare maggiore, più complesso, presenta quattro colonne su piedritti simmetrici e un timpano curvilineo coronato da sculture in stucco romano. Le mense attuali, in pietra, risalgono agli anni Sessanta.

La balaustra lignea che un tempo delimitava il presbiterio fu rimossa nel 1979. Le pareti sono raccordate da una cornice continua, mentre un recente restauro ha riportato alla luce la struttura originaria del tetto a capriate, un tempo nascosta da un controsoffitto in canne.

Il pavimento, rifatto nel 1970, è in mattonelle esagonali con un camminamento in pietra che disegna una croce commissa lungo l’asse della navata. La luce naturale, proveniente dalla facciata, illumina uniformemente l’aula centrale, accentuandone la sobria spazialità.

Parete sinistra

La parete sinistra, la lato ovest della chiesa, ospita diversi altari e opere d’arte provenienti in gran parte dal convento dei Cappuccini dell’Immacolata Concezione di Cicoli. Tra queste:

Altare della Madonna degli Angeli (XVII sec.) Altare della Vergine del Sacro Cuore di Gesù (XVII sec.) San Luigi Gonzaga, scultura lignea policroma (XVIII sec.)

Le principali tele sono:

La Vergine Maria tra San Giuseppe da Leonessa e San Felice da Cantalice di Matteo Fiore (1741), olio su tela proveniente dal convento cappuccino, raffigurante la Madonna in gloria tra i due santi. Restaurata nel 2003, presentava lacerazioni e deformazioni, poi consolidate e integrate cromaticamente. Immacolata Concezione di Giovanni Paolo Cardone (1580 ca.), grande pala manierista proveniente dallo stesso convento. Durante il restauro (2001) è emersa la firma dell’autore. L’opera raffigura la Vergine circondata da angeli e santi, ricca di simboli tratti dal Cantico dei Cantici. Madonna col Bambino tra Sant’Antonio da Padova e San Felice da Cantalice di Domenico Niccoli (1660), olio su tela firmato, restaurato dopo un lungo stato di degrado. L’intervento ha previsto velinatura totale, consolidamento e reintegrazione pittorica.

Nel complesso, la parete sinistra custodisce tre importanti pale d’altare di epoche diverse, testimonianze della continuità artistica e devozionale tra il convento cappuccino e la chiesa di San Fabiano e San Sebastiano.

Presbiterio Presenta le opere:

Madonna col Bambino tra i Santi Fabiano e Sebastiano, pala d’altare, olio su tela, scuola romana del XVII secolo. Grande pala, unica a non provenire dal convento dei Cappuccini, è oggi collocata nell’altare maggiore dopo il restauro del 2000. Dipinta a olio su tela (182×132 cm), raffigura la Vergine in gloria con il Bambino tra i santi Fabiano e Sebastiano, con angeli in alto e un putto che regge la tiara papale. Santa Veronica con il Sudario di Cristo, tempera su intonaco, XVIII secolo. Affresco a tempera su muro, collocato sopra la pala principale. Prima del restauro, era quasi invisibile a causa di polveri, fumo e incrostazioni, tanto da essere coperto da un dipinto su tela. Altare maggiore, stucco romano con policromia e marmo, XVII secolo San Fabiano e San Sebastiano, sculture lignee policrome processionali, XIX secolo Due portalini lapidei, XVI secolo

Il presbiterio, al centro dell’altare maggiore, presenta una composizione a quattro colonne corinzie su plinti quadrati, sormontate da trabeazione classica e cimasa con sculture in stucco. Al centro si trova la pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Fabiano e Sebastiano, racchiusa in una cornice modanata dorata. La compatibilità tra architettura e pittura suggerisce un progetto unitario. Sopra di essa, un piccolo dipinto a tempera del XVIII secolo raffigura Santa Veronica con il Sudario di Cristo, incorniciato da stucchi decorativi.

La mensa in pietra bianca, risalente agli anni 1960, sostituisce l’originale. Il dossale in stucco policromo e dorato completa l’apparato decorativo. Ai lati, due portalini in pietra conducono alla zona absidale; sopra di essi, nicchie aperte nel 1948 su iniziativa di Don Esponio Ceccarelli.

Fotografie del 1949 mostrano l’altare con una decorazione su intonaco e un crocifisso ligneo (oggi in sacrestia), posto al centro al posto della pala annerita.

Parete destra

La parete destra, posta nel lato est della chiesta, presenta le seguenti opere:

Natività, altare di San Luigi Gonzaga, olio su tela, XVII secolo. Proveniente dal convento dei Cappuccini, raffigura la Vergine seduta in adorazione del Bambino nella mangiatoia, con San Giuseppe, angelo, pastore, bue e asinello. Vergine col Bambino, San Domenico, Santa Barbara, Santa Caterina da Siena, olio su tela, XVIII secolo. Raffigura la Vergine che porge il rosario a San Domenico e Santa Caterina, con Santa Barbara al centro. Cristo, altare della Madonna del Rosario, scultura in gesso policroma Madonna della Tenerezza, XVII secolo. Icona russa/occidentale che mostra la Vergine e il Bambino in stretto abbraccio, volti frontali che si piegano l’uno verso l’altro, con il bambino raccolto tra le braccia materne. Lo stile ricorda l’iconografia bizantina: contorni scuri, campiture piatte, chiaroscuro morbido, dettagli in oro. Vergine in trono col Bambino (Madonna del Poggio), olio su tela, XX secolo. Raffigura la Vergine che porge il rosario a San Domenico e Santa Caterina, con Santa Barbara al centro.

Il tabernacolo, di forma cinquecentesca, è datato 1712. Presentava degrado meccanico da urti e usura, sporco, polveri e depositi di cera, soprattutto su basamento e trabeazione. Ha subito un forte restauro.

Parete di controfacciata

La parete di controfacciata mostra le alterazioni subite nel corso dei secoli, almeno dalla configurazione cinquecentesca dell’edificio. Al centro, in alto, si apre l’ampia finestra circolare (rosone), ottenuta con la trasformazione del prospetto originale: fu aperta una sola porta centrale con sopra un occhialone. Opere presenti:

Bussola Cantoria, 1956 Crocifisso tra i Santi Fabiano e Sebastiano, Vittorio Picconi, vetro colorato con piombatura, finestra circolare, 1980 Frammenti di dipinto, olio su tela, XVII secolo (2 pezzi) Crocifisso, legno intagliato, XVIII secolo Epigrafe, elemento lapideo Via Crucis, Edoardo Riccoboni, legno intagliato, 2005

La sacrestia L’ambiente absidale è accessibile tramite due portalini posti ai lati dell’altare maggiore. La copertura è in legno, con travature principali e secondarie.

L’abside ospita una piccola esposizione permanente di sculture, dipinti e arredi sacri, opportunamente ristrutturati e, in alcuni casi, restaurati. Tra le opere principali si segnalano:

Scultura lignea di Sant’Antonio da Padova Grande dipinto raffigurante l’Eterno Padre tra i Santi Lucia e Antonio da Padova Sculture della Vergine Maria, San Luigi Gonzaga e San Giuseppe con il Bambino

Numerosi sono anche gli oggetti di arredo liturgico: calici, crocifissi, un piccolo ciborio in metallo e candelieri.

Il restauro decorativo degli interni

Nel 2005 l’artista toscana Lara Androvandi ha realizzato un intervento di restauro decorativo nella chiesa di Fiamignano, promosso dalla Pro Loco. I lavori, durati tutta l’estate e conclusi con l’inaugurazione a settembre, hanno mirato a restituire armonia e luminosità agli interni, compromessi da precedenti restauri dai toni scuri e disomogenei.

Dopo un’attenta analisi stilistica e materica, si è scelto di utilizzare tonalità chiare ispirate ai marmi Calacatta Oro e Travertino Giallo, per valorizzare l’architettura e ampliare visivamente gli spazi. L’intervento ha previsto la rimozione delle vecchie decorazioni, lo stuccaggio delle parti danneggiate e una nuova decorazione a finto marmo, completata con “finte giunte” per ricreare l’effetto realistico delle lastre settecentesche.