Monte San Giacomo è un comune italiano di abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica Il territorio comunale di Monte San Giacomo è situato sul margine occidentale del Vallo di Diano, nel settore interno del Cilento, alle pendici nord‑orientali del massiccio del Monte Cervati, all’interno del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Il comune si estende per 51,69 km² e presenta altitudini comprese tra circa 450 e 1.716 m s.l.m., con una quota media prossima a 1.050 m, configurandosi come territorio marcatamente montano.

Il centro abitato di Monte San Giacomo si sviluppa a circa 669 m s.l.m. alla base del versante montuoso meridionale del rilievo di Croce della Difesa (1.356 m) e occupa il settore orientale del versante collinare di Galotti–Castello, in posizione pedemontana rispetto alla dorsale carbonatica che delimita a ovest il Vallo di Diano.

Morfologia e rilievi

Il paesaggio è dominato da una serie di dorsali montuose calcaree con andamento prevalente nord‑ovest/sud‑est, che costituiscono il margine occidentale del Vallo di Diano. A nord si dispongono i rilievi della Serra dei Cuponi (1.307 m), della Croce della Difesa (1.356 m), delle Serre di Campo Soprano (1.446 m), di Serra la Manca (1.430 m) e della Montagna della Motola, che entro il territorio comunale raggiunge quote prossime a 1.740 m. Il confine occidentale è segnato dalle creste di Serra del Raccio (1.152 m), Serra Cuperanito (1.256 m), Monte Cerasulo (circa 1.400 m) e dallo Scanno dei Vallicelli (1.586 m), mentre verso sud emergono il Monte Arsano (1.393 m), la Manca Soprana (966 m), la Manca di Paramicito (1.040 m) e, più a est, il Monte Lo Cugno (1.216 m). All’interno del comprensorio comunale spiccano, inoltre, i rilievi carsici di Tempa di Tronicello (1.234 m) e Serra Mancusi (1.183 m), che determinano una fitta alternanza di dorsali e conche intramontane.

Sul margine orientale del comune i rilievi si abbassano in una fascia collinare che comprende, tra gli altri, il Cozzo della Civita (697 m), il Cozzo dell’Uovo (631 m) e il rilievo de Il Destro (934 m), i quali degradano progressivamente verso la piana del Vallo di Diano. Il settore sud‑orientale è caratterizzato da un paesaggio pedemontano (località Pedale) che si raccorda gradualmente con i centri di Sassano (frazioni San Rocco e San Vito), segnando la transizione morfologica tra le pendici carbonatiche e il fondovalle alluvionale.

Morfometria del territorio

L’analisi morfometrica dell’area comunale, condotta sul modello digitale del terreno, evidenzia una distribuzione delle quote approssimativamente gaussiana attorno alla quota media di circa 1.046 m s.l.m., con valori minimi prossimi ai 450 m e massimi vicini a 1.716 m. L’istogramma delle altitudini mostra come la massima frequenza dei pixel si concentri nella fascia compresa tra 900 e 1.200 m, confermando la prevalenza di superfici montane e di alta collina rispetto alle aree di fondovalle e alle vette più elevate. La forma sostanzialmente unimodale della distribuzione altimetrica indica un paesaggio relativamente omogeneo dal punto di vista delle quote, dominato da un sistema di dorsali carbonatiche che occupano la gran parte della superficie comunale.

Idrogeomorfologia del territorio

Tra i rilievi si inserisce una serie di valli impostate prevalentemente su depositi terrigeni arenaceo‑marnoso‑argillosi, che conferiscono al paesaggio una marcata articolazione morfologica. Nel settore occidentale del territorio comunale si sviluppa la valle del Raccio, mentre più a nord si collocano le valli di Deredata, Tempe e Pantone; a sud si apre la valle di Pegliera e, nel settore centrale, sono riconoscibili le conche di Capo la Fragna, Tempa di Ciccomazzo e Capraro, cui si affiancano più a est le valli di Castello, Galotti e Scarrone. In quota sono presenti conche intramontane di origine carsica, come i Vallicelli, dove le acque meteoriche si raccolgono e vengono drenate da inghiottitoi attivi prossimi all’omonima grotta, e il bacino chiuso di Pian di Varlacarla, anch’esso dotato di inghiottitoio funzionante. Altre depressioni carsiche endoreiche, quali Fossetelle e Pegliera, presentano recapiti obliterati da depositi eluviali: in questi bacini il deflusso delle acque meteoriche è molto lento e favorisce la formazione di piccoli laghi temporanei che possono persistere per buona parte della stagione umida.

Dal punto di vista speleologico rivestono particolare interesse l’Inghiottitoio di Pian di Varlacarla (detto anche Grava della Funnatura) e la Risorgenza Fiume/Zia Francesca, connessi da un sistema di condotti carsici esplorato a partire dal 1968 dall’Associazione Speleologi Romani.

L’inghiottitoio di Varlacarla drena un bacino chiuso di circa 2 km² tramite un pozzo carsico attivo che immette in un condotto fangoso parzialmente allagato, lungo almeno 14 m, nel cui ramo superiore sono state rinvenute anche due sepolture preistoriche.

La Risorgenza Capo di Fiume‑Zia Francesca rappresenta il recapito di un complesso sistema di gallerie a sviluppo prevalentemente orizzontale entro i calcari a Radiolitidi di età mesozoica, intensamente carsificati e fratturati, che rendono la sorgente particolarmente sensibile alle variazioni pluviometriche, con rapide oscillazioni di portata e frequenti episodi di intorbidimento.

Idrografia e risorse idriche

Il reticolo idrografico superficiale presenta carattere prevalentemente temporaneo ed è più attivo nella stagione invernale, quando il ruscellamento superficiale aumenta in risposta alle precipitazioni.

Il corso d’acqua principale è il torrente Zia Francesca, che nasce presso la risorgenza di Capo di Fiume e percorre una stretta valle incisa nei depositi terrigeni, per poi incanalarsi in un vero e proprio canyon in località Scarroni.

Nel tratto successivo, il torrente Zia Francesca riceve in sinistra idrografica il Vallone di Valermo e costituisce, nel suo tratto finale, parte del confine comunale tra le località Ischitelle e San Vito (Monte San Giacomo) e il versante settentrionale del Monte Panno (comune di Sassano).

Tra i corsi d’acqua montani riveste particolare importanza il Fosso dell’Acqua che Suona, che trae origine dal versante nord‑orientale del Monte Cervati (1.899 m), nel territorio comunale di Piaggine, alimentato da sorgenti di alta quota tra cui la Sorgente Acqua che Suona e la Fontana degli Zingari; lungo il suo corso raccoglie inoltre le acque della Sorgente Bocca la Tronata, contribuendo ad incrementarne sensibilmente la portata. Il fosso attraversa quindi il territorio di Monte San Giacomo, mantenendo caratteri tipicamente montani, per poi proseguire nel comune di Sassano, dove assume la denominazione di torrente Peglio.

Nel settore centro‑settentrionale del comune nasce il torrente Buccana, che drena i rilievi del Bosco del Calvo e della Tempa Soprana e, dopo aver superato i rilievi collinari terrigeni del Raccio, incide con una stretta valle a V la catena carbonatica della Motola. La gola attraversa i calcari mesozoici ed è interpretabile come una forra di sovraimposizione, in cui il corso d’acqua ha mantenuto il proprio tracciato nonostante l’innalzamento tettonico del rilievo.

La sorgente principale del sistema Zia Francesca–Fiume è collegata a un condotto carsico che recapita le acque provenienti dai bacini endoreici di Tempa Tornicelle–Pantone e Varlacarla; il suo regime è spiccatamente variabile e a rapida risposta agli eventi meteorici, con portate generalmente inferiori a 10–15 l/s per buona parte dell’anno ma con incrementi bruschi in occasione di precipitazioni intense, tanto che le misure storiche del Servizio Idrografico riportano portate di piena fino a circa 1.000 l/s. Durante il periodo estivo la portata della sorgente si riduce sensibilmente, pur non annullandosi quasi mai del tutto

Inquadramento territoriale

Monte San Giacomo confina con i comuni di Piaggine a ovest e nord‑ovest, Sanza a sud, Sassano a est e Teggiano a nord‑est, all’interno della Comunità montana Vallo di Diano. Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.

Storia Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Diano, appartenente al distretto di Sala del regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Teggiano, appartenente al circondario di Sala Consilina.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di San Giacomo Apostolo (XVI secolo) Santuario di Sant'Anna Chiesa di Sant'Antonio (1717) Chiesa di Nostra Signora di Costantinopoli, nota come Madonna dei Cerri Cappella di San Gaetano (XVIII secolo) Cappella di San Nicola Cappella della Madonna di Loreto

Architetture civili Fontana (XVI secolo) Antico Campanile (XVI secolo) Palazzo Marone (Basso Medioevo) Arco d'ingresso alla Villa Comunale (1863) Biblioteca comunale "Gherardo Marone" Archeodromo dei Vallicelli

Siti archeologici La Grotta dei Vallicelli è un sito archeologico dove è stata attestata la presenza umana sin da anno fa, quando i Nanderthal lo utilizzavano per la lavorazione della cacciagione. Le evidenze archeologiche attestano che il sito fu frequentato anche dall'uomo moderno dal neolitico fino all'età del Bronzo.

Aree naturali Grotta del Munaciello Inghiottitoio del Pian di Varlacarla

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2007 ad Monte San Giacomo risultano residenti 28 cittadini stranieri.

Religione La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica Sito della Diocesi; il comune appartiene alla forania di Teggiano-Sala, della diocesi di Teggiano-Policastro, ed ha una parrocchia: San Giacomo Apostolo

L'altra confessione cristiana presente è quella protestante con una comunità: Chiesa evangelica dei fratelli

Cultura Cucina Il piatto tipico è il patan' e cicc. È un pesto di patate e fagioli stufati cui viene aggiunta della paprica. Si gusta con peperoni rossi secchi fritti. La sua origine si perde nell'antica cultura gastronomica della comunità sangiacomese.

Geografia antropica

Economia L'economia si basa su posti di lavoro da impiegato e operaio, ma ancora ci sono contadini che hanno bestiame e coltivano il terreno.

Infrastrutture e trasporti Strade Strada provinciale 72/a Innesto SP 78-Monte S.Giacomo. Strada provinciale 72/b Monte S.Giacomo-Raccio. Strada provinciale 78 Innesto SP 11(Silla)-Sassano. Strada provinciale 121 Innesto SP 78(Sassano)-Monte S.Giacomo.

Amministrazione Sindaci

Altre informazioni amministrative Il comune fa parte della comunità montana Vallo di Diano.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport Calcio Nel comune vi è una squadra di calcio dilettantistica: A.S.D. Sangiacomese 2023 Militante nella stagione 2025/2026 in Terza Categoria Salerno girone C. I colori sociali sono il granata ed il bianco.

Note

Voci correlate Comunità montana Vallo di Diano Monte Cervati Pruno (Cilento)

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