La USS Saratoga (CV-3) è stata la secondaLa USS Langley (CV-1) era una nave cargo convertita, la prima vera portaerei fu la USS Lexington (CV-2) portaerei della United States Navy e la quinta nave a prendere il nome dalla battaglia di Saratoga. Appartenente alla classe Lexington, fu varata un mese prima della sorella e capoclasse Lexington. Essendo la Saratoga identica alla Lexington sul suo fumaiolo fu dipinta una grande striscia verticale nera per permetterne l'identificazione da parte dei piloti in appontaggio, per questo la nave si meritò il soprannome di Stripe-Stacked Sara. La Saratoga, assieme alla Enterprise ed alla Ranger, fu l'unica delle portaerei prebelliche statunitensi a sopravvivere all'intera seconda guerra mondiale.
Storia
Costruzione e varo Fu impostata il 25 settembre 1920 nei cantieri della New York Shipbuilding di Camden, New Jersey, come incrociatore da battaglia, il terzo della classe Lexington. In conformità al Trattato navale di Washington sulla limitazione degli armamenti navali la classe Lexington fu cancellata e al suo posto fu creata una classe di portaerei omonima. Il 1º luglio 1922 la costruzione della Saratoga fu fermata e la nave venne ri-ordinata come portaerei e riclassificata CV-3. Fu varata il 7 aprile 1925 da Mrs. Olive Doolittle Wilbur, moglie dell'allora Segretario alla Marina Curtis D. Wilbur, ed entrò in servizio il 16 novembre 1927 ai comandi del capitano Harry E. Yarnell.
Periodo interbellico Il 6 gennaio 1928 salpò da Filadelfia per effettuare i primi test. L'11 gennaio Marc Mitscher effettuò il primo appontaggio. Durante un esperimento svolto il 27 gennaio, il dirigibile Los Angeles, ormeggiato a poppa della Saratoga, prelevò da essa carburante e rifornimenti. Lo stesso giorno, la Saratoga partì in direzione del Pacifico attraverso il Canale di Panama. Effettuò una breve deviazione di rotta tra il 14 ed il 16 febbraio per portare dei Marines a Corinto, in Nicaragua. Infine, il 21 febbraio, si unì alla Battle Fleet di stanza nella base navale di San Pedro, in California. Il resto dell'anno fu speso in manovre di flotta e per effettuare gli ultimi test sui motori. Il 15 gennaio 1929 la Saratoga salpò da San Diego assieme alla Battle Fleet per partecipare alla sua prima esercitazione militare, la Fleet Problem IX. Con una mossa audace, la Saratoga si staccò dalla flotta con un solo incrociatore come scorta e, dopo un'ampia virata a sud, iniziò un attacco simulato al Canale di Panama, difeso dalla Scouting Fleet e dalla sorella della Saratoga, la Lexington.
Il 26 gennaio lanciò con successo un attacco aereo e, pur essendo stata "affondata" per tre volte nel corso della giornata, dimostrò la versatilità di una Task Force di portaerei veloci. L'idea fu così incorporata nella dottrina di flotta e riutilizzata l'anno successivo nella Fleet Problem X svolta nei Caraibi. In questa occasione, però, la Saratoga e la Langley furono "disattivate" da un attacco a sorpresa della Lexington, che mostrò quanto velocemente in uno scontro navale gli aerei potevano far pendere la bilancia da una parte o dall'altra.
Dopo lo spostamento della flotta nei Caraibi, nel maggio 1930 la Saratoga partecipò alla Rivista Navale svolta a Norfolk, Virginia, per l'allora Presidente Herbert Hoover. Il 21 giugno la Saratoga tornò a San Pedro.
Durante il decennio successivo la Saratoga rimase di stanza a San Diego, dove continuò le esercitazioni, fatta eccezione per gli annuali Fleet Problem e per lavori di manutenzione svolti a cadenza regolare nei Bremerton Navy Yard. Nei Fleet problem, la Saratoga continuò a contribuire allo sviluppo di tattiche per le portaerei veloci e la sua importanza è stata riconosciuta dal fatto che fu sempre considerata un obiettivo prioritario da parte delle forze opposte.
La Fleet Problem del 1932 era prevista nelle Hawaii e, per coincidenza, si svolse durante il picco della rabbia dell'opinione pubblica seguita all'Incidente di Mukden, in cui il Giappone prese la strada che lo portò alla seconda guerra mondiale. Dal 31 gennaio al 19 marzo partecipò alle esercitazioni nelle Hawaii, dove tornò l'anno successivo per nuove esercitazioni svolte dal 23 gennaio al 28 febbraio 1933. Sulla via del ritorno verso la West Coast, simulò con successo un attacco aereo contro la zona di Long Beach.
Le esercitazioni del 1934 portarono la Saratoga nei Caraibi e nell'Atlantico per un lungo periodo, dal 9 aprile al 9 novembre, e furono seguiti da operazioni altrettanto estese svolte l'anno successivo assieme alla flotta di stanza nel Pacifico. Dal 27 aprile al 6 giugno 1936 partecipò alla Fleet Problem svolta nella zona del Canale di Panama, per poi tornare con la flotta alle Hawaii per ulteriori esercitazione, svolte dal 16 aprile al 28 maggio 1937.
Il 15 marzo 1938 la Saratoga salpò da San Diego per la Fleet Problem XIX, ancora una volta condotta al largo delle Hawaii. Durante la seconda fase dell'esercitazione, la Saratoga lanciò un attacco aereo a sorpresa contro Pearl Harbor da un punto a circa 100 miglia (180 km) al largo di Oahu, modello di attacco che i giapponesi copiarono per il successivo attacco di Pearl Harbor nel dicembre 1941. Durante il ritorno verso la West Coast, la Saratoga e la Lexington replicarono l'impresa simulando attacchi contro Mare Island e Alameda. La Saratoga, sottoposta a lavori di revisione, non poté partecipare alle esercitazioni del 1939, ma dal 2 aprile al 21 giugno 1940 prese parte alla Fleet Problem XXI, l'ultima esercitazione che si tenne a causa del crescente clima di crisi seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Seconda guerra mondiale
1941 Dal 14 al 29 ottobre 1940 la Saratoga trasportò personale militare da San Pedro alle Hawaii, e il 6 gennaio 1941, entrò nei Bremerton Navy Yard dove fu sottoposta a lunghi lavori di modernizzazione, comprensivi dell'ampliamento del ponte di volo dal lato di prua, modifiche allo scafo sul lato di dritta e l'installazione di ulteriori cannoni antiaerei. La Saratoga fu una delle 14 navi a ricevere la prima versione del radar CXAM. Partita da Bremerton il 28 aprile 1941, a maggio la Saratoga partecipò ad una simulazione di sbarco anfibio e tra giugno e ottobre fece due viaggi alle Hawaii fino a che la crisi diplomatica tra gli Stati Uniti ed il Giappone non divenne troppo forte. Il 26 novembre 1941 si diresse verso i cantieri navali del Puget Sound Naval Shipyard dove fu sottoposta a revisione.
Quando i giapponesi attaccarono Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, la Saratoga stava entrando nel porto di San Diego dopo aver stazionato in un bacino di carenaggio a Bremerton. Il giorno seguente salpò in tutta fretta per unirsi alla Lexington ed alla Enterprise per formare una forza di tre portaerei. Sulla Saratoga erano imbarcati aerei da caccia del Corpo dei Marine che dovevano andare a rafforzare il presidio dei Marine sull'Isola di Wake, isola statunitense situata nel Pacifico centrale. L'imbarco di questi aerei sulla Saratoga rappresentò la scelta più logica per completare e difendere la missione di rinforzo.
La Saratoga raggiunse Pearl Harbor il 15 dicembre e si fermò solo il tempo necessario per rifornirsi di carburante. Ripartita, si incontrò con la Tangier, che imbarcava truppe e rifornimenti di vario tipo, con la Lexington e la Enterprise che a distanza fornivano copertura aerea all'operazione. Tuttavia, l'operazione fu rallentata dalla bassa velocità della nave da trasporto combustibile che accompagnava la Saratoga e, il 21 dicembre, dalle operazioni di rifornimento dei cacciatorpediniere di scorta. Dopo aver ricevuto segnalazioni dell'avvistamento di aerei giapponesi sopra l'isola di Wake e del successivo sbarco di truppe nemiche, il 22 dicembre fu sollecitato l'intervento della missione di rinforzo. Il giorno successivo, Wake cadde in mani giapponesi.
1942 La Saratoga continuò a pattugliare la zona delle Hawaii. L'11 gennaio 1942, mentre stava andando incontro alla Enterprise, a circa 500 miglia (930 km) a sud-ovest di Pearl Harbor fu colpito da un siluro lanciato dal sottomarino giapponese I-6. Nell'attacco rimasero uccisi 6 marinai e, nonostante 3 locali caldaia furono inondati, la Saratoga riuscì a raggiungere in fretta Pearl Harbor. Oltre alle riparazioni temporanee, furono rimossi gli otto cannoni da 8" (203 mm), inutili contro gli attacchi aerei, che furono installati come artiglieria costiera su Oahu. Si ritenne infatti molto improbabile che la Saratoga potesse aver bisogno di tali cannoni, visto che essi erano utili solo per difendersi dagli attacchi di superficie, ed era un dato di fatto che nessuna portaerei statunitense subì mai un attacco di tale tipo. In ogni caso, le portaerei statunitensi erano sempre accompagnate da incrociatori pesanti e spesso da navi da battaglia, in grado di difenderle da qualunque attacco di superficie. In questa situazione i nemici da cui dovevano guardarsi le portaerei erano gli aerei ed i sottomarini. Successivamente la Saratoga tornò nei cantieri di Bremerton, dove lo scafo fu riparato definitivamente, l'apparato propulsivo fu revisionato e fu installata una più moderna batteria contraerea. Gli originali 12 cannoni da 5" (127 mm)/ 25 furono sostituiti 16 nuovi cannoni da 5" (127 mm)/38.
Mentre era in riparazione, tra il 4 e l'8 maggio fu combattuta la battaglia del Mar dei Coralli, in cui fu affondata la sua nave sorella, la Lexington. La Saratoga salpò da Bremerton il 22 maggio in direzione di San Diego, dove arrivò il 25 maggio. Aveva appena iniziato il rinnovamento degli aerei imbarcati quando gli analisti della Marina statunitense decrittarono un messaggio cifrato della Marina Imperiale contenente il piano invasione dell'atollo di Midway. A causa della necessità della Saratoga di prendere a bordo nuovi aeromobili (compresi i nuovi aerosiluranti Grumman TBF Avenger), centinaia di tonnellate di cibo per le sue dispense e pezzi di ricambio per gli aerei, così come la necessità per la Marina statunitense di formare una Task Force di incrociatori e cacciatorpediniere per scortarla, la portaerei non fu in grado di salpare da San Diego prima del 1º giugno. Arrivò a Pearl Harbor solo il 6 giugno, ultimo giorno di combattimenti della battaglia delle Midway.
La Saratoga partì da Pearl Harbor il 7 giugno, dopo essersi rifornita di carburante, e raggiunse l'area della battaglia la mattina del 9 giugno. Durante il giorno il retroammiraglio Frank Fletcher, la cui nave ammiraglia, la portaerei Yorktown, era stata affondata nella battaglia appena terminata, salì a bordo della Saratoga assieme al suo staff e ne fece la sua nuova nave ammiraglia. L'11 giugno 34 aerei della Saratoga furono trasferiti sulla Enterprise e sulla Hornet per reintegrare i loro squadroni rimasti decimati. In particolare, nella battaglia la Hornet aveva perso tutti gli aerosiluranti e la Enterprise la quasi totalità. Così come l'affondata Yorktown. Le tre portaerei si diressero a nord dalle Hawaii per contrastare una sospetta attività giapponese nelle isole Aleutine, situate nelle acque dell'Alaska. Non si concretizzò nessun attacco giapponese, e il 13 giugno la Saratoga tornò a Pearl Harbor. Dal 22 al 29 giugno, la Saratoga trasportò alle isole Midway truppe dei Marine e aerei della United States Air Force per sostituire quelli abbattuti durante la battaglia. Il 7 luglio partì in direzione del Pacifico sud-occidentale dove era in corso la campagna delle isole Salomone. Dal 28 al 30 luglio fornì copertura aerea alla simulazione di sbarco anfibio sulle Figi, parte dei test effettuati in previsione dell'invasione di Guadalcanal nelle Isole Salomone.