Il Banco dei Medici (1397-1494) fu la più grande e famosa banca d'Europa nel corso del XV secolo.La precisazione "nel corso del XV secolo" è importante, poiché le Banche Bardi e Peruzzi, nel corso del XIV secolo erano state sicuramente di dimensioni maggiori; la più piccola dimensione del Banco dei Medici è attribuita allo scarso volume d'affari che fu una delle cause del declino prima e del fallimento poi del Banco. La mancanza di ambizione dei Medici si può rilevare dal fatto che essi non sfidarono mai la potente Lega anseatica, non crearono mai una filiale in Medio Oriente e non intrapresero affari nel Mar Baltico.
Secondo molti studiosi i Medici sono stati per un certo periodo la famiglia più ricca d'Europa.pg 11 di Goldthwaite 1987 Con questa ricchezza, acquisì potere politico prima a Firenze e successivamente in Italia e in Europa.
I Medici diedero un contributo notevole allo sviluppo della contabilità con il miglioramento del libro mastro attraverso l'inserimento del sistema della partita doppia che rendeva più evidenti crediti e debiti."Un frammento del libro mastro della filiale di Bruges, giunto fino a noi, mostra la cura con cui esso era tenuto e il sistema della partita doppia in uso." p. 24, De Roover 1948. In una nota a piè di pagina, de Roover puntualizza l'erronea credenza che i Medici non usassero la partita doppia, ispirata all'errore di Otto Meltzing in Das Bankhaus der Medici und seine Vorläufer (Jena, 1906) e ripetuto in Cosimo di Gutkind.
Giovanni di Bicci de' Medici fu il primo Medici a costituire una sua banca, e mentre divenne influente nel governo fiorentino, soltanto suo figlio Cosimo de' Medici, che divenne gran maestro nel 1434, fu capo non ufficiale della repubblica fiorentina.
Storia Fondazione I Medici si erano interessati di banca ad alto livello, mantenendo il loro stato di famiglia appartenente all'alta borghesia e investirono i loro soldi in partecipazioni azionarie nelle terre del Mugello nel settore degli Appennini a nord di Firenze. In quel tempo i Medici erano la famiglia più ricca d'Europa e probabilmente del mondo, più potente anche dei Tudor. La stima delle loro ricchezze, in valori dei nostri tempi, è difficile e imprecisa, considerando che possedevano opere d'arte di inestimabile valore, terreni, oro e molto altro ancora. Essi non erano soltanto banchieri, ma furono innovatori nel campo della contabilità. A un certo punto della loro storia gestirono gran parte delle finanze del mondo e la loro moneta divenne fra le preferite negli scambi internazionali.pg 37 di de Roover 1966
Mentre Salvestro padre di Averardo (1320-1363; noto come "Bicci") non fu un uomo d'affari di successo né un banchiere, lo fu certamente un lontano cugino, Vieri di Cambio (1323-1396), che divenne uno dei banchieri più importanti di Firenze (il primo di una serie di modesti membri della famiglia, che ne vantava una ventina nel 1364). Nella banca di famiglia fecero il loro apprendistato Giovanni e il fratello maggiore Francesco (c. 1350-1412), che divennero poi soci. Francesco divenne socio di minoranza nel 1382, mentre Giovanni divenne amministratore della filiale di Roma nel 1385, divenendo a sua volta socio, anche se non era necessario capitalizzare la filiale visto che il papato era solito depositare denaro e non chiedeva prestiti.pg 35-36 di de Roover 1966 Vieri visse a lungo, ma la sua banca si suddivise in tre banche separate fra il 1391 e il 1392. Una banca fallì molto presto, una seconda, gestita da Francesco e poi da suo figlio sopravvisse fino al 1443, e dopo circa dieci anni morì Averardo. La terza banca era controllata da Giovanni in società con Benedetto di Lippaccio de' Bardi (1373-1420).pg 39 di de Roover 1966
La fondazione del Banco dei Medici, è normalmente fatta risalire al 1397, in quanto è in quell'anno che Giovanni di Bicci de' Medici separò la sua banca da quella del nipote Averardo (che era stata il ramo romano della banca), spostando la sua piccola banca da Roma a Firenze. La filiale di Roma venne gestita da Benedetto, e Giovanni prese Baldassare Buoni (1371-1427) come socio. Essi versarono un capitale di 10.000 fiorini d'oro e iniziarono l'attività, anche se Gentile lasciò presto l'azienda. Il cambio di città portò un vantaggio alla banca, in quanto molte delle grandi banche predominanti a Firenze nel XIV secolo (Bardi, Acciaioli, Peruzzi) erano andate incontro a problemi, vedendosi usurpate, nella loro città, dagli Alberti, che erano divenuti abbastanza importanti da catturare gli affari della Chiesa cattolica. Ma gli Alberti incapparono in una serie di liti familiari, e la famiglia venne bandita da Firenze nel 1382 (sebbene nel 1434 fu loro consentito di tornare), creando così un vuoto. La scelta di Giovanni si rivelò molto azzeccata, specialmente finché Firenze non ebbe a disposizione un buon porto sul Mediterraneo, che ottenne poi nel 1406 con la conquista di Pisa e del suo Porto Pisano.pg 3 di de Roover 1966. Un altro vantaggio fu che era molto più facile investire i capitali a Firenze piuttosto che a Roma, poiché grazie ai depositi della Santa Sede, ottenuti da Giovanni a seguito della lunga collaborazione precedente, la banca disponeva di grandi somme da poter erogare in prestito.
Ascesa Rapidamente venne inviato un procuratore a Venezia per cercare opportunità di investimento. La sua attività si rivelò subito fruttuosa e venne aperta la seconda filiale del Banco il 25 marzo 1402. A seguito di una cattiva gestione amministrativa iniziale (commise l'errore fatale di violare l'accordo di associazione, prestando soldi ai tedeschi; ma Giovanni non dimenticò gli antichi servigi ricevuti e inviò 20 fiorini per ), andò incontro a difficoltà ma presto riuscì a risollevarsi. Fu da questa filiale che derivò l'usanza di pagare il direttore della filiale con le azioni di società che egli aveva acquistato nella sua attività gestionale.pg 41-42 di de Roover 1966 Nello stesso 1402 venne fondata la prima fabbrica dei Medici per la produzione di stoffe di lana, e un'altra venne aperta nel 1408. In questo periodo, la filiale di Roma aprì una filiale a Napoli (chiusa nel 1425 e sostituita con una a Ginevrapg 48, 50 di de Roover 1966 e Gaeta. Questo può sembrare molto, ma c'erano solamente 17 impiegati in totale nel 1402, e appena cinque nella sede centrale di Firenze, anche se ragionevolmente ben pagati e prontamente promossi (come nel caso di Giuliano di Giovanni di ser Matteo che passò dall'essere un impiegato nel 1401 a socio di minoranza nel 1408).pg 43-45 di de Roover 1966
Nel 1420, morì Benedetto de' Bardi (il ministro o direttore generale di tutte le filiali), e venne sostituito dal fratello minore Ilarione de' Bardi, che era il procuratore della filiale di Roma. Egli chiuse una delle fabbriche di tessuti, fra le molte ristrutturazioni decise a seguito della fine di alcune collaborazioni societarie in atto. Questo fatto è interessante in quanto i contratti vennero fatti da Ilarione nel nome di Cosimo e Lorenzo, e non di suo padre Giovanni; questo segna l'inizio di un trasferimento di responsabilità e di poteri.pgs 48-49 di de Roover 1966 Due Portinari vennero inseriti nelle filiali di Firenze e Venezia.
Giovanni morì nel 1429 - secondo Lorenzo, la sua eredità fu di circa 180.000 fiorini d'oro - ma la sua morte non ebbe effetti particolari, e la transizione verso il controllo di Cosimo fu abbastanza tranquilla, aiutata da Ilarione, che divenne ministro.pg 52-53 di de Roover 1966 Fortunatamente per il Banco, Lorenzo di Giovanni di Bicci era in ottimi rapporti con Cosimo, e così non insistette nello sciogliere la società per ricevere la sua quota del patrimonio (la primogenitura non vigeva); molte banche fiorentine e società durarono solamente una generazione o due perché alcuni dei figli che ereditavano desiderarono ricevere la quota di eredità di loro spettanza.pg 15 di Goldthwaite 1987 Così le filiali crebbero e dopo quelle di Roma e Firenze, vennero aperte quelle di Venezia e Ginevra. Ilarione non visse molto a lungo, e viene citato come morto in una lettera del febbraio 1433; questo fu un periodo poco fortunato durante il quale il governo di Rinaldo degli Albizi stava operando contro la resistenza messa in atto dal giovane Medici (galvanizzato dal fallimento del governo degli Albizi in una guerra contro Lucca e Milano), decidendo alla fine di esiliare Cosimo a Venezia. In questo periodo della storia del Banco, le filiali in Italia produssero notevoli profitti, nonostante la politica sfavorevole, con il 62% del totale proveniente dalla filiale di Roma (nel 1427, la filiale di Roma aveva circa 100.000 fiorini depositati dalla Curia; in confronto, l'intera capitalizzazione del Banco dei Medici era di 25.000 fiorini d'oro.pg 106 di de Roover 1966) Il 13% proveniva dalla filiale di Venezia, mentre le filiali di Bruges, Londra, Pisa, Avignone, Milano e Lione non erano ancora state fondate.pg 54-56 di de Roover 1966 In quel tempo sembra vi fosse un ufficio a Basilea che venne chiuso nel 1443.
Sviluppo Il 24 marzo 1439, venne fondata la filiale di Bruges anche se i Medici avevano già iniziato a realizzare affari nelle Fiandre, tramite agenti e corrispondenti, sin dal 1416. Ciò accadde quando il figlio del reggente la filiale di Venezia (1417-1435) venne inviato a investigare, nel 1438, e tornò con l'opinione che sarebbe stato possibile creare una società a responsabilità limitata con Bernardo di Giovanni d'Adoardo Portinari (1407 - c. 1457) che assunse entrambi i ruoli di responsabile e azionista di maggioranza. Quando Angelo Tani (1415-1492) divenne azionista di minoranza nel 1455, venne creata la filiale con partecipazione paritaria del Banco dei Medici.pg 59-60 di de Roover 1966 Una situazione similare di "accomandita" venne realizzata ad Ancona, sembra con Francesco Sforza, un alleato di Cosimo.
Come detto in precedenza, lo zio di Cosimo aveva aperto una banca con il ricavato del suo terzo della banca di Vieri, che chiuse nel 1443 con la morte del nipote di Averardo, prendendo la filiale di Pisa. Precedentemente, gli affari che i Medici dovevano realizzare a Pisa, come Cosimo che spedisce a Donatello i soldi per acquistare il marmo, erano stati realizzati tramite loro. Il 26 dicembre 1442, venne formata una società a responsabilità limitata con due soci poco noti. I Medici ridussero progressivamente la loro partecipazione in questa società e sembra che ne uscirono definitivamente, dopo il 1457, cedendo la loro quota a un socio che la tenne fino al 1476.pg 62 of de Roover 1966
Il 1446 vide la nascita di altre due filiali: la precedente collaborazione a Bruges venne trasformata in società diretta, e venne iniziata una partecipazione a responsabilità limitata ad Avignone, il più grande centro di commercio del sud della Francia, nonostante la partenza del papato. Nel giro di due anni questa associazione venne convertita in una piena partecipazione.pg 63 di De Roover 1966 La filiale di Lione non era stata ancora fondata; essa si andò delineando come un graduale trasferimento della filiale di Ginevra, a causa della riduzione dei traffici delle fiere di Ginevra e della fondazione di quattro grandi fiere a Lione, che attrassero oltre 140 iniziative commerciali fiorentine."A Lione, ad esempio, le società dei Medici non erano più grandi di quelle dei Capponi, e vi erano più di altre centoquaranta aziende di fiorentini che vi operavano negli ultimi quarant'anni del XV secolo" pg 20-21 di Goldthwaite 1987). Il trasferimento venne completato nel 1466.pg 74 di de Roover 1966