Il Cariddi è stato un traghetto ferroviario, appartenuto per tutta la sua carriera, dal 1932 al 1992, alle Ferrovie dello Stato, e in servizio dal 1940 al 1943 per conto della Regia Marina, concludendo la sua vita nel 2006, affondando a Messina dopo un impiego come Nave museo per conto della Provincia di Messina.

Servizio Il traghetto ferroviario, secondo di una serie di due unità gemelle commissionate dal Regime Fascista, venne varato il 28 giugno 1930 nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste con il nome di Cariddi e consegnato il 28 ottobre 1932 alle Ferrovie dello Stato, dalle quali venne immesso il giorno seguente nei collegamenti tra le invasature di Messina e Villa San Giovanni, tra le due sponde dello stretto di Messina, dove affiancò il gemello Scilla. Nel 1935 il traghetto venne poi ristrutturato per essere saltuariamente impiegato sulla rotta sarda, tra Civitavecchia e Golfo Aranci, nell'ambito della sostituzione del ricambio generazionale delle carrozze passeggeri. Tuttavia, come previsto alla costruzione, data l'iscrizione del traghetto nel registro delle unità da militarizzare in caso di conflitto, il 10 giugno 1940, con l'entrata in guerra dell'Italia nella seconda guerra mondiale, il Cariddi venne requisito insieme alle altre unità delle Ferrovie dalla Regia Marina ed equipaggiato con cannoni di piccolo calibro, mitragliere antiaeree e ferroguide per la posa di mine navali in ruolo antinave, al fine di essere impiegato nello stretto per appoggiare missioni di soccorso in aree costiere o come nave appoggio sommergibili e posamine, operando a sua volta come posamine lungo le coste siciliane e nel canale di Sicilia, anche se tale impiego rese ulteriormente instabile l'unità, di per sé poco adatta a reggere il mare agitato a causa dello scarso pescaggio. Il 16 agosto 1943, nell'ambito dello sbarco degli alleati, il traghetto venne autoaffondato per non lasciarlo in mano alle forze americane, rimanendovi semisommerso fino alla fine delle ostilità.

Il 21 luglio 1949, nel secondo dopoguerra, il traghetto venne recuperato e trasferito nel Cantiere navale di Riva Trigoso, dove venne completamente ricostruito, allungato ed esteso con l'aggiunta di un quarto binario, venendo di nuovo varato il 20 ottobre 1953 e reimmesso il 30 dicembre seguente di nuovo nei collegamenti, stavolta ferroviari, tra le due sponde dello stretto di Messina. Per i trentotto anni seguenti, il traghetto ricoprì tale servizio, fino al 1º novembre 1991, quando venne disarmato a Reggio Calabria e venduto il 10 maggio 1992 per 200 milioni di Lire, alla definitiva radiazione, alla Provincia di Messina, intenzionata nel trasformare la storica unita ferroviaria in una Nave museo negli ormeggi della Rada di San Francesco, dove tuttavia affonderà il 14 marzo 2006. Nel 2012, la provincia ha assegnato alcuni reperti del traghetto all'Istituto Nautico Caio Duilio di Messina. A marzo 2013, delle 5 scialuppe recuperate dopo l'affondamento (la dotazione iniziale di bordo era di 6), tre erano già state demolite, mentre due donate alle associazioni marinaresche locali.

Navi gemelle Scilla

Note

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