Fu per due volte europarlamentare.

Baget Bozzo ha militato prima nella Democrazia Cristiana, poi nel Partito Socialista Italiano, infine in Forza Italia e ne Il Popolo della Libertà. In seguito all'elezione al Parlamento europeo con il Partito Socialista, nel 1985 è stato sospeso a divinis dal cardinale Giuseppe Siri fino al termine del secondo mandato elettorale

Biografia Figlio di una ragazza madre catalana di cognome Baget (morta quando lui aveva solo 5 anni) e di un sergente dell'Aeronautica, fu cresciuto a Genova da una coppia di zii, che lo adottarono e gli diedero anche il loro cognome: Bozzo. Il suo professore di religione al liceo fu don Giuseppe Siri, futuro vescovo di Genova e cardinale. Nel 1944, diciannovenne, Gianni Baget Bozzo si univa al CLN della Liguria, nelle ultime fasi della Resistenza.

Dalla militanza nella Democrazia Cristiana al sacerdozio All'università si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza ed entrò a far parte della FUCI dove, grazie alla guida di sacerdoti genovesi quali, tra gli altri, Franco Costa e Giuseppe Siri, si stavano formando importanti figure del Movimento cattolico in Italia; durante la guerra entrò nella Democrazia Cristiana genovese; conobbe Paolo Emilio Taviani. Dopo la laurea in legge, aderì nel 1946 alla Civitas humana di Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani e Giorgio La Pira, associazione nata da pochi mesi con lo scopo di orientare il mondo cattolico verso una riforma politica e sociale, seguendo i principi dell'uguaglianza e della partecipazione. Collaborò alla rivista cattolica Cronache Sociali dalla fondazione nel 1947 al 1949. Incontrò in questo periodo il cattolico liberale Augusto Del NoceGianni Baget Bozzo. Del Noce, il filosofo della libertà politica..

Si trasferì a Roma, dove abitò in via Chiesa Nuova 14, al primo piano, appartenente ai signori Domenicano, condiviso con Bartolo Ciccardini, Giuseppe Glisenti, Benedetto De Cesaris, i fratelli Claudio Leonardi e Matteo Leonardi, e Corrado Guerzoni. Con Claudio Leonardi strinse un'amicizia culturale che durò tutta la vita. All'ultimo piano della stessa casa abitavano le sorelle Portoghesi, che davano ospitalità ai deputati Dossetti, Lazzati, Gotelli e Bianchini. Baget Bozzo aveva l'onore di sedersi alla tavola, con gli altri ospiti, delle PortoghesiClaudio Leonardi. Un'amicizia lunga 60 anni. .Aa.vv., Fanfani e la casa: gli anni Cinquanta e il modello italiano di welfare state : il piano INA-Casa, Istituto "Luigi Sturzo", Rubbettino Editore srl, 2002. Nel 1949Cfr.; lo scontro è ascritto all'elezione inopinata di Baget Bozzo nel consiglio nazionale del partito, cui egli dovette rinunciare su pressioni del suo capocorrente., dopo che Dossetti decise di lasciare la DC e sciogliere la propria corrente, ed essendosi distaccato dalla tesi di Dossetti e di Costantino Mortati sul primato del partito sullo Stato, se ne allontanò. Nel 1950-1951 collaborò alla rivista Cultura e realtà diretta da Mario MottaClaudio Napoleoni, di Giancarlo Beltrame. www.gramscitorino.it/downloadDB.asp?iddoc=210.

Dal 1951 frequentò un piccolo gruppo di cattolici comunisti e di cristiano-sociali di ispirazione dossettiana che si raccoglievano attorno al filosofo torinese Felice Balbo per discutere sulla crisi dei valori nella società contemporanea e sui modi di superarla mediante l'impegno socialeDuccio Cavalieri, Scienza economica e umanesimo positivo. Claudio Napoleoni e la critica della ragione economica, Milano, Franco Angeli, 2006.. Dopo la scomunica inflitta da Pio XII ai comunisti e ai loro fiancheggiatori, si avvicinò ad Alcide De Gasperi, in senso non solo morale ma anche concreto, con la collaborazione alla rivista Terza generazione, il cui scopo era di unire i giovani al di là dei partiti e superare la divisione tra fascisti e antifascistiGiovanni Tassani, La Terza Generazione. Da Dossetti a De Gasperi. Tra Stato e Rivoluzione, Roma, Edizioni Lavoro, 1988. La rivista fu promossa da Felice Balbo e diretta prima da Ubaldo Scassellati, poi dallo stesso Baget Bozzo. Morto De Gasperi (1954), e rinunciato alla politica nazionale, ritornò da Roma a Genova, e alcuni amici lo coinvolsero nella politica locale.

Negli anni 1955-1958 ; il tema centrale della Voce era l'annuncio di una grande crisi dottrinale che avrebbe invaso la Chiesa dall'interno. Nel 1958 ruppe con Fanfani e con La Pira, scrivendo su Il quotidiano una serie di articoli contro l'apertura a sinistra. Si trovò poi su una linea politica vicina a quella di Luigi Gedda, con il quale fondò la rivista L'Ordine civile (1959-60) avente per oggetto la riforma in senso presidenziale dello Stato e la critica alla partitocrazia. In seguito Fernando Tambroni gli affidò la direzione di una rivista, Lo stato, con cui Baget Bozzo sognava di creare un nuovo partito di cattolici per la libertà, omogeneo alla tradizione sturziana. Successivamente si avvicinò al gruppo della DC romana di Pietro Giubilo, Paolo Possenti e Vittorio Sbardella.

All'inizio degli anni sessanta il cardinale Alfredo Ottaviani, Prefetto del Sant'Uffizio e rappresentante delle correnti più tradizionaliste della Chiesa, avrebbe voluto che Baget Bozzo fondasse un nuovo partito politico cattolico, al fine di punire la Democrazia Cristiana per l'accordo di governo di centro-sinistra con il PSI. Baget Bozzo, così come Ottaviani, vedeva nell'accordo di centro-sinistra e nel PSI degli anni sessanta una testa di ponte per l'apertura al PCI. Il progetto fu tuttavia fermato dall'allora arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, in nome del principio dell'unità politica dei cattolici: non a caso a quel periodo risale l'inveterata ostilità di Baget Bozzo rispetto a questo assioma della politica italiana della prima Repubblica.

Nel 1960 assisté con preoccupazione ai disordini di Genova volti a impedire il congresso del Movimento Sociale Italiano. Dopo quella sommossa e la caduta del Governo Tambroni lasciò la politica e si dedicò alla ricerca spirituale e allo studio della Teologia, laureandosi presso la Pontificia Università Lateranense. Nello stesso periodo si riuniva con un piccolo gruppo di amici a Roma, a Genova e a Rovereto, per leggere testi patristici, testi mistici e opere di Tommaso d'Aquino; insieme costituirono la "Società dello Spirito Santo e di Maria Regina del Mondo"Gianni Baget Bozzo, Claudio Leonardi, Homo Dei. Resoconto di un'esperienza mistica, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2001, che ebbe un bollettino, "Vi saluta la Chiesa che è in Babilonia", contenente scritti e conversazioni di Baget Bozzo e altri dal 1974 al 1978, quando il sodalizio si sciolse.

Fu ordinato sacerdote dal cardinale Siri il 17 dicembre 1967, all'età di 42 anni. Erano presenti Gedda, Dossetti e La Pira. Così come Siri, Baget Bozzo era nostalgico della Chiesa pre-conciliare: la Chiesa di Pio XI e Pio XII, una Chiesa che era ancora in piedi. Fu incaricato di insegnare esegesi e teologia dogmatica presso la sede genovese della facoltà teologica inter-regionale dell'Italia settentrionale, e aggiornamenti filosofici e teologia della politica presso la sede milanese di tale facoltà. Gli fu affidata la cura della rivista RenovatioDai detrattori ribattezzata Conservatio, fondata dallo stesso Siri e caratterizzata da un'impronta conservatrice, tanto che le librerie Paoline ne rifiutarono la distribuzione. Sul tema della Chiesa dopo il Concilio ebbe dal 1967 una corrispondenza con Ernesto BalducciErnesto Balducci, Archivio privato...

La militanza nel Partito Socialista La successiva scelta di Baget Bozzo per il PSI si spiega nell'ottica della coerenza dell'anticomunismo. Spinto dalla sua avversione per il compromesso storico fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano, alla fine degli anni settanta si avvicinò a Bettino Craxi, nel quale vedeva l'ispiratore di una sinistra moderata e socialdemocratica, avversa al comunismo; ciò nonostante incominciò fin dal 1976 una collaborazione con la Repubblica, quotidiano anticraxiano e favorevole al compromesso storico. Il suo primo articolo, «Il ruolo dei cattolici nella società radicale» è datato 12 maggio di quell'anno. Il fondatore Eugenio Scalfari scrisse il distico con cui presentò Baget Bozzo ai lettori:

Un altro fattore di allontanamento di Baget Bozzo dalla DC furono la prigionia e la morte di Aldo Moro: Baget Bozzo lamentò la «mancanza di umanità» sia della DC sia del PCI nel rifiuto di trattare con le Brigate Rosse. Contribuì dal 1978 alla rivista Bozze, mensile diretto da Raniero La Valle, strumento del dibattito ecclesiale e civile. L'opera di fiancheggiamento di don Gianni al PSI è continua, tanto che nel 1980 il cardinal Siri lo ammonisce vietandogli di scrivere su giornali e riviste. Baget Bozzo non lo ascoltò e anzi al congresso socialista di Verona dichiarò: «La politica di Craxi ha per sé il presente, ha per sé il futuro, ha per sé l'eterno».

Sospensione a divinis

Nel 1984 si candidò per il Partito Socialista Italiano al Parlamento europeo. Un anno dopo, il 29 luglio 1985, fu sospeso a divinis dal cardinale Siri, per aver violato la norma della Chiesa cattolica che vieta al clero di assumere cariche politiche o istituzionali senza esplicito permesso. Si ricandidò con successo nel 1989, e rimase a Strasburgo fino al 1994. Fu riammesso all'esercizio delle funzioni sacerdotali alla scadenza del mandato da europarlamentare.

L'impegno in Forza Italia Lo scandalo di Mani pulite e la "discesa in campo" di Silvio Berlusconi spinsero Baget Bozzo a continuare il suo impegno in politica, partecipando nel 1994 alla fondazione di Forza Italia, di cui redasse successivamente la Carta dei valori e che si occupò di radicare culturalmente nell'orizzonte del "liberalismo popolare". Baget Bozzo definì Berlusconi "il politico del secolo"Riccardo Paradisi, Liberal, 9 maggio 2009.. Il Cavaliere era riuscito secondo lui a fermare la lunga marcia verso il potere della sinistra, cominciata con la svolta del 1960 dopo i fatti di Genova.

Lo "sconfinato entusiasmo" di Baget Bozzo per Berlusconi provocò la riprovazione dell'allora arcivescovo di Genova, Tarcisio Bertone, ma senza conseguenze formali. Successivamente collaborò con alcune testate giornalistiche come Panorama e i quotidiani il Giornale, La Stampa e Il Secolo XIX. Nel 2001 fondò insieme con Alessandro Gianmoena uno dei primi periodici telematici politico-culturali italiani, Ragionpolitica. Egli ricoprì, fino alla fine dei suoi giorni, l'incarico di direttore responsabile della rivista on line.

La morte Morì nel sonno a Genova l'8 maggio 2009. Dopo l'apertura del suo testamento il corpo di don Gianni è stato spostato, come da lui voluto, nel cimitero di Santa Margherita di Staffora, comune dove si trova la comunità Nova Cana (fondata dalla mistica Angela Volpini) di cui il padre è stato più volte ospite. Nel marzo 2010 viene impugnato il testamento da parte della famiglia degli zii, che lo avevano adottato all'età di 5 anni dopo la morte della madreFonte: Corriere della Sera, 11.03.2010, "«Lascio tutto al geriatra». Duello sull'eredità di Baget Bozzo".

Orientamento teologico Baget Bozzo riporta di essere stato molto influenzato da Tommaso d'Aquino fin dal primo ingresso in seminario negli anni quaranta. Il successo di pubblico contribuì ad alzare il valore e la fecondità culturale della sua produzione saggistica, come risulterebbe confermato dalle dichiarazioni dei redditi del 2008, la meno ristretta di tutto il clero genovese.