Lo stadio Friuli (), noto anche con il nome commerciale di Bluenergy Stadium, è un impianto multisportivo italiano di Udine. Situato nel quartiere Rizzi, a dal centro cittadino, ha un'altitudine di . Inaugurato nel 1976 e ristrutturato a più riprese (da ultimo nel quadriennio 2013-2016), è il secondo impianto per capienza in Friuli-Venezia Giulia dopo lo stadio Nereo Rocco di Trieste (poco più di mille posti in più); ospita le gare casalinghe del club calcistico dell', società che ne ha la gestione. In passato, prima dell'intitolazione definitiva, fu noto come stadio dei Rizzi e, familiarmente, come il Diamante - legaseriea.it, 8 ott 2015.
Prima di ospitare incontri calcistici di Serie A, lo stadio, all'epoca noto come dei Rizzi, fu sede dell'incontro di spareggio che assegnò lo scudetto del rugby tra e alla fine del campionato 1976-1977; in seguito ospitò alcuni incontri internazionali di tale disciplina, tra cui quello tra e nel 2009.
Nel 2013 l' ha ottenuto in concessione il diritto di superficie per 99 anni dal Comune di Udine, dietro un corrispettivo di 4,55 milioni di euro. Lo stadio, quindi, è diventato il secondo stadio di calcio di proprietà di una società calcistica in Italia, dopo lo Juventus Stadium di Torino (2011).
Lo stadio è stato inserito, unico italiano, tra i candidati al premio Stadium of the Year 2016, classificandosi al settimo posto sui 29 partecipanti.
Dal 2016 al 2023 lo stadio era noto con il nome commerciale di Dacia Arena, previa cessione del diritto di naming alla casa automobilistica; dopo una breve parentesi col nome di Udinese Arena, dal 2023 il naming commerciale dello stadio è stato acquisito dall'azienda Bluenergy. I nomi sponsorizzati sono però in vigore solo per gli eventi riguardanti l'Udinese; per tutte le altre circostanze l'amministrazione comunale impone l'uso della denominazione storica. Il Comune di Udine, peraltro, considerò inizialmente illegittima l'adozione del nome commerciale, intraprendendo una battaglia legale che si risolse in alcune sentenze favorevoli, senza che però ciò avesse un impatto effettivo sull'uso delle denominazioni sponsorizzate.
Dal 2018 il suo terreno di gioco è in erba ibrida (mista naturale-sintetico) su brevetto SISGrass.
Per la stagione 2021-2022 è stato valutato come migliore stadio italiano dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A.
Nel 2023 è stato dichiarato l'impianto più ecosostenibile d'Europa, nonché il quarto a livello mondiale.
Storia Edificazione e dati introduttivi
Prima di essere acquistato dal Comune di Udine, il terreno su cui venne edificato lo stadio era di proprietà della famiglia Rizzi. L’impianto sorse per volere dell'allora sindaco di Udine, Angelo Candolini, che voleva dare un nuovo e più moderno campo di casa alla squadra di calcio cittadina (la quale a quel tempo militava nelle categorie inferiori del calcio italiano) in sostituzione del vecchio stadio Moretti, lo stadio Friuli fu progettato da Giuliano Parmegiani e Lorenzo Giacomuzzi-Moore, che nel concepirne la struttura si ispirarono allo stadio Olimpico di Monaco di Baviera e al Gateway Arch di St. Louis nel Missouri: l'impianto fu infatti costruito in larga parte a terrapieno, in una conca al di sotto del livello del terreno. Tale scelta consentì di ridurre notevolmente l'impatto della struttura sull'ambiente circostante.
Le torri faro, alte 59,20 m, furono invece progettate da Luciano Del Zotto: si trattava di strutture tubolari colorate di rosso e bianco, al fine permetterne l'individuazione da parte dei velivoli ed evitare il rischio di collisioni.
La prima porzione dell'impianto a prendere forma fu l'arco che regge la copertura della tribuna centrale. Tale manufatto (divenuto nel tempo il simbolo stesso dell'impianto) è lungo circa 200 metri e alto 31,30 metri; costituito da una serie di 17 blocchi in cemento armato, è interamente percorribile tramite un passaggio pedonale interno. I suoi appoggi sono formati da due fondamenta alte 9 metri, lunghe 24 e larghe 5.
L'impianto fu concepito come struttura polifunzionale e polisportiva: sotto la tribuna coperta (avente una superficie di 6 440 m² il cui "arco" di copertura è alto 31,30 m) erano presenti uffici, sale e palestre, che a partire dal 2012 erano stati acquisiti in esclusiva dall', dopo circa trent'anni di condivisione con altre società sportive della città (scherma, ginnastica, arti marziali e atletica). La pista d'atletica a 8 corsie che correva attorno al campo fu invece usata solo in tre occasioni durante tutta la propria esistenza.
Inaugurazione All'atto dell'inaugurazione, in occasione della partita di Serie C 1976-1977 - del 26 settembre 1976, l'impianto era ancora senza nome (era denominato informalmente "Stadio dei Rizzi", dal nome del quartiere circostante) ed incompleto: gli unici spalti realizzati con struttura in cemento erano quelli della tribuna coperta, mentre il resto (le curve e i distinti) era ancora in nuda terra, consentendo di accogliere anche fino a 50 000 spettatori. Solo negli anni 80 tutti i settori vennero "stabilizzati" posandovi delle travi di cemento armato prefabbricato e successivamente dotati di seggiolini; il Friuli divenne così il 6º stadio italiano per capienza e tra i principali per estensione (esso misurava infatti 285 m in lunghezza e 245 m. in larghezza). L'inaugurazione avvenne appena 10 giorni dopo la seconda grande scossa del terremoto del Friuli: anche durante l'incontro si verificò una scossa di assestamento, che fece tremare l'arco di copertura della tribuna, ma non tutti i spettatori presenti, intenti a seguire il gioco, se ne accorsero. Fu proprio tale tragico evento (oltre alla concomitanza con le celebrazioni per il centenario dell'emigrazione friulana in Argentina) a suggerire l'intitolazione dell'impianto, che fu ratificata nella delibera del consiglio comunale del 3 marzo 1978 (nella quale si deliberò anche di battezzare il piazzale antistante il nuovo stadio "piazzale Argentina"), approvata all'unanimità dai 40 consiglieri presenti.
Maxischermi: dal tabellone al Cosmo Al momento dell'apertura, lo stadio Friuli non disponeva né di maxischermo né di alcun ausilio analogo a beneficio del pubblico. Nel giro di pochi anni venne installato un tabellone segnapunti dietro la curva nord, che venne poi rimosso nel 1990, lasciandone però intatto il telaio di sostegno.
Nel 1984 l'allora presidente dell' Lamberto Mazza decise di dotare lo stadio di un vero e proprio maxischermo. L'impianto, denominato Cosmo, costò 5 miliardi di lire e venne inaugurato l'8 maggio di quell'anno al di sopra della curva sud. Esso si caratterizzava per le sue imponenti dimensioni (era alto 8 metri e largo 9,45), che lo rendevano il terzo maxischermo più grande del mondo all'interno di uno stadio, preceduto solo da quello del Memorial Coliseum di Los Angeles (10,88 m × 14,85 m) e dall'apparecchio del Veterans Stadium di Filadelfia.
L'impianto, composto da circa trasduttori ottici, impiegava altresì una tecnologia avveniristica, sviluppata dall'industria giapponese Matsushita (poi divenuta Panasonic Corporation), che consentiva di intrattenere gli spettatori con un vero e proprio palinsesto, prodotto periodicamente dalla regia della Zeta Color S.p.a (società proprietaria dell'apparecchio). Di norma, veniva acceso un'ora prima della gara per proporre contenuti audiovisivi d'informazione, spettacolo e divertimento (quali cartoni animati o sequenze dei gran premi di Formula 1). Durante la partita proponeva cicli di spot pubblicitari ed aggiornamenti in tempo reale sui risultati degli altri campi, mentre al termine trasmetteva schedina, classifica del campionato e replay dei gol dell'incontro appena concluso.
Il Cosmo rimase in uso fino ai primi anni 90, quando venne disattivato a seguito di una causa legale tra la Zeta Color e il nuovo proprietario dell', Giampaolo Pozzo. L'impianto rimase abbandonato fino al 2010, quando il Comune di Udine si fece carico di smontare il vecchio schermo e riconsegnare al proprietario tutte le parti elettroniche interne, dentro 4 containers. Nella struttura portante di cemento, rimasta vuota, l' provvide ad installare un nuovo display di ultima generazione, composto da LED. Con i suoi 161 m² di superficie il "nuovo" Cosmo fu il più grande megaschermo presente in uno stadio europeo. Inaugurato il 19 settembre 2010, in occasione dell'incontro di campionato -, costò circa euro, e rimase attivo fino all'inizio della ristrutturazione dello stadio Friuli. Il 2 febbraio 2015 l'impianto è stato smontato e riassemblato in due nuovi maxischermi, posti sotto la copertura delle due nuove curve.
Interventi di rinnovamento Il principale intervento di restyling venne posto in opera in previsione del campionato del mondo di Italia '90. I lavori, che costarono circa 5 miliardi di lire, consistettero nella realizzazione di parcheggi per posti auto, creazione di una nuova sala stampa, installazione di nuovi seggiolini, miglioramento del sistema d'illuminazione e costruzione di due torrette sopra le curve per consentire riprese televisive con un colpo d'occhio su tutto l'impianto. Venne inoltre montata all'ingresso principale dello stadio, dietro la tribuna, una tensostruttura chiamata "pallone" (analoga a quella installata presso lo stadio Sant'Elia di Cagliari). La struttura dello stadio comunque non subì cambiamenti e ciò consentì di renderlo agibile (assieme allo stadio Via del mare di Lecce, inserito nella lista degli stadi di riserva per il mondiale italiano) ben prima degli altri impianti coinvolti nel campionato del mondo. Udine fu inoltre l'unica città che non usufrì di tutti i finanziamenti pubblici per ristrutturare lo stadio, buona parte dei quali vennero reimpiegati per la costruzione dello stadio Nereo Rocco di Trieste.
Per ottenere l'omologazione della UEFA in vista della partecipazione dell'Udinese alla UEFA Champions League, nel 2005 le due curve furono dotate di seggiolini con schienale di colore blu-azzurro (mentre prima vi erano solamente gradoni in cemento). Furono contestualmente smantellate le barriere tra gli spalti e il terreno di gioco (che vennero però mantenute di fronte al settore ospiti per motivi di sicurezza).
La promulgazione del cosiddetto decreto Pisanu in materia di sicurezza all'interno degli stadi calcistici rese necessari ulteriori lavori d'adeguamento. In particolare venne creata un'area di pre-filtraggio mediante la posa di una recinzione attorno al perimetro dello stadio, i cui accessi allo stadio furono dotati di tornelli in grado di leggere i nuovi biglietti nominativi. Inoltre venne installato un sistema di videosorveglianza a copertura dell'intero impianto, dalla zona esterna agli spalti e degli spazi interni.
Nell'autunno del 2009 i numerosi concerti tenutisi allo stadio nel corso dell'estate, unitamente ad una partita di rugby della nazionale italiana, obbligarono, per la prima volta nella storia dell'impianto, a praticare una rizollatura completa del terreno di gioco. Come detto, il l'impianto ospitò un incontro della nazionale di rugby a 15 dell'Italia, contro il , che terminò con la sconfitta degli Azzurri con il punteggio di 10 a 32.
Nel biennio in questione, forte della convenzione sottoscritta con il Comune di Udine, l' intervenne nuovamente sulla struttura, sostituendo il maxischermo Cosmo e gli impianti di diffusione sonora. Vennero anche ripulite le opere in muratura di tutto lo stadio, fu ridipinto l'arco della tribuna e vennero risanati i servizi igienici e le zone attorno ai tornelli d'ingresso alle due curve. Vennero inoltre installati nuovi tornelli e si procedette all'ampliamento dell'area stampa (in tribuna centrale) e del settore ospiti (in curva sud).