Attore teatrale, cinematografico e televisivo, è stato uno dei più noti comici dello spettacolo italiano. Esponente di spicco della commedia all'italiana, grande mattatore sul piccolo schermo, è stato uno dei protagonisti del varietà televisivo dagli albori fino alla fine degli anni sessanta.

Biografia Origini e giovinezza Nacque a Verona, in via Quattro Spade 18, da una famiglia di origini pugliesi; il padre, Carmelo Annicchiarico, era brigadiere di Pubblica sicurezza ed originario di Grottaglie; la madre, Vincenza Tedesco, di Andria, era maestra elementare. Trascorse l'infanzia con la famiglia prima a Verona e poi, da quando aveva nove anni, a Milano. Il suo primo impiego fu come magazziniere all'Isotta Fraschini; in quel periodo iniziò a praticare il pugilato, diventando campione lombardo della categoria pesi piuma nel 1939; fu anche un buon giocatore di tennis e campione lombardo anche nel gioco delle bocce, sport che abbandonò in seguito alle fratture alle mani causate dal pugilato; praticò anche il nuoto a livello agonistico, vincendo i campionati promossi dalla GIL nei 100 metri stile libero.

Abbandonati gli studi, trovò lavoro in una ditta come radiotecnico, ma fu subito licenziato per aver distrutto tre valvole nel tentativo di riparare un apparecchio. Fu assunto in una banca, ma di nuovo licenziato perché scoperto da un superiore mentre imitava Adolf Hitler in piedi sulla scrivania; chiamato il capo ufficio e invitato a ripetere lo sketch in sua presenza, veniva dallo stesso prima applaudito e, quindi, allontanato, nonché invitato a perseguire una carriera teatrale; egli stesso raccontò l'episodio nel film documentario Storia di un altro italiano (realizzato con Tatti Sanguineti). Passò quindi a svolgere la professione di giornalista, ma non riuscì neanche in questo campo, per cui si mise a fare il caricaturista. Decise a questo punto di riprendere gli studi, conseguendo il diploma di maturità scientifica. Mentre stava per iscriversi all'università, lo sfollamento da Milano bombardata spinse Chiari a tentare una tournée in provincia con una modesta compagnia messa su per l'occasione.

Arruolatosi poi nella Xª Flottiglia MAS, collaborò al suo settimanale, L'Orizzonte, come autore di vignette umoristiche. Con Ugo Tognazzi condusse anche programmi dai microfoni di Radio Fante, emittente milanese per le truppe della RSI. Una sera del gennaio 1944 si trovava con amici al teatro Olimpia di Milano(oggi scomparso, era situato in Largo Benedetto Cairoli, 2) e durante un concorso per dilettanti si esibì con due "numeri" che con gli amici riscuotevano sempre successo: l'imitazione di Hitler e la macchietta del balbuziente che cerca di ordinare una granita in un bar, numeri che lo resero molto popolare e ricordato negli anni.

Fu poi aggregato alla Wehrmacht (particolare emerso solo dopo la sua morte) e, una volta rientrato in Italia, fu tradotto nel campo prigionieri alleato di Coltano insieme ad altri futuri personaggi noti, tra cui Raimondo Vianello, Dario Fo, Enrico Maria Salerno e l’olimpionico Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, l’orientalista Pio Filippani Ronconi, Ezio Maria Gray, Vincenzo Costa e il futuro ministro Mirko Tremaglia.

Nel 1946, liberato, tornò da sfollato a Corbetta, in provincia di Milano.

Gli esordi nel dopoguerra e gli anni cinquanta e sessanta

Mentre era ancora magazziniere all'Isotta Fraschini, una sera si trovava al Teatro Olimpia di Milano e mancava il capocomico. Entrato in scena, il successo fu tale che Marisa Maresca decise di scritturarlo. Fu così che nel 1946 ottenne la sua prima parte di rilievo nello spettacolo Se ti bacia Lola. Trasferitosi a Roma, di qui ebbe inizio una lunga carriera nel teatro di rivista dove, oltre che per la bella presenza, si fece notare per le innate capacità d'improvvisazione. Partecipò agli spettacoli Simpatia (1947), Allegro (1948) e Burlesco (1949) e, nel 1950, divenne primo attore in Gildo con Miriam Glori, nel 1951 in Sogno di un Walter e, nel 1952, Tutto fa Broadway. Si affermò inoltre come autore di testi nei successivi spettacoli Controcorrente (1953) di Metz, Marchesi e Chiari, e Saltimbanchi (1954) di Chiari, Silva e Terzoli. Contemporaneamente esordì nel 1947 nel cinema con Vanità, doppiato da Gualtiero De Angelis, e vinse il Nastro d'argento; seguirono poi ruoli in film-commedia come Totò al Giro d'Italia (1948) e I cadetti di Guascogna (1950). Nel 1951 Luchino Visconti gli offrì il ruolo del giovanotto cialtrone e dongiovanni, in Bellissima. Nello stesso anno interpretò sé stesso nel film Il padrone del vapore. Continuò nel teatro, sia nella commedia musicale in coppia con Delia Scala nel 1956 con Buonanotte Bettina e nel 1958 con Il gufo e la gattina, e nel 1960 insieme a Sandra Mondaini, Ave Ninchi e Alberto Bonucci con Un mandarino per Teo, tutte di Garinei e Giovannini, ma anche nel teatro di prosa, recitando nel 1965 con Gianrico Tedeschi nella commedia Luv di Murray Schisgal e, nel 1966, con Renato Rascel ne La strana coppia di Neil Simon.

Si dedicò anche al cinema di genere, prendendo parte, tra gli altri, ai film del filone comico-giudiziario Un giorno in pretura (1953), Accadde al commissariato (1954), Accadde al penitenziario (1955).

In televisione ripropose numerosi sketch tratti dalle sue riviste, il più celebre dei quali rimane quello del Sarchiapone, trasmesso per la prima volta nel 1958 durante il programma televisivo La via del successo insieme a Carlo Campanini, sua fedele "spalla"; partecipò come ospite fisso a numerose trasmissioni: su tutte Studio Uno, con la regia di Antonello Falqui.

Oltre che come attore, divenne noto - finendo sulle prime pagine dei rotocalchi - per storie d'amore con donne famose come Elsa Martinelli, Lucia Bosè (con la quale ebbe un lungo fidanzamento), con la principessa Maria Gabriella di Savoia, con la cantante Mina, venendo descritto dalla stampa come un infaticabile dongiovanni. Nel 1957 fu scritturato per La capannina,Titolo originale: The Little Hut una produzione statunitense girata a Cinecittà; qui conobbe Ava Gardner, con la quale intrecciò un chiacchierato flirt, finendo nella cronaca mondana di riviste straniere e, grazie a questa pubblicità ottenere anche un ingaggio a Broadway, dove nel 1961 interpretò oltre un centinaio di repliche della commedia musicale The Gay Life, tratta da Schnitzler. A seguito però della parodia di suo marito che Walter improvvisò al termine di una cena, la Gardner si alzò sdegnata dal tavolo piantandolo in asso e andandosene direttamente all'aeroporto, da dove prese un aereo per gli Stati Uniti.

In un'intervista dichiarò di aver avuto più di una segreta passione: quella di diventare scrittore del tipo John Dos Passos o Ernest Hemingway; e quella di fare grandi viaggi negli sconfinati mari del sud.Domenica del Corriere n. 52 del 28 dicembre 1952

Nel cinema interpretò alcuni ruoli degni di nota: ne La rimpatriata (1962) di Damiano Damiani è il ragazzone un po' strafottente che rimette insieme un gruppo di vecchi amici per una serata di evasione, e che si conclude invece con amare riflessioni; ne Il giovedì (1963) di Dino Risi è invece un uomo profondamente irresponsabile, alle prese con il suo improbabile ruolo di padre divorziato. Nel 1966 si fece notare per due interpretazioni molto diverse: quella del balbuziente Silence nel Falstaff, firmato da Orson Welles, e di Sandro, il cinico giornalista che nel film Io, io, io... e gli altri, diretto da Alessandro Blasetti, conduce un'inchiesta sull'egoismo che lo spinge a riflettere sulla propria vita. Nel 1966 venne scelto come attore protagonista per il film australiano Sono strana gente. Il regista Michael Powell volle che fosse Walter Chiari a interpretare Nino Culotta, un giornalista italiano emigrato a Sydney che, pur conoscendo bene la lingua inglese, trova difficoltà di adattamento per il particolare slang australiano e le usanze del posto. Durante le riprese del film conobbe Alida Chelli e iniziò con lei una lunga e travagliata relazione che fu protagonista delle copertine dei settimanali. I due si sposarono nel 1969: mentre Alida era impegnata nelle riprese dello sceneggiato televisivo Giocando a golf una mattina, ricevette una telefonata da Sydney da Walter, che nella città australiana stava girando il film Squeeze a Flower, e che le disse «Sono vestito da frate davanti a una fontana, se accetti di sposarmi mi ci butto dentro!». Due giorni dopo le nozze vennero celebrate in una chiesa di Sydney. I due divorziarono nel 1972, dopo aver avuto un figlio, Simone.

Nel 1968, condusse una delle più fortunate edizioni televisive di Canzonissima, in trio con Mina e Paolo Panelli. Nel 1969 invece, fu protagonista con la moglie Alida Chelli del giallo-rosa Geminus, sceneggiato televisivo in sei puntate diretto da Luciano Emmer. Tuttavia, il suo vizio di dilungarsi nei monologhi televisivi anche per decine di minuti, non rispettando i tempi e "sforando" i palinsesti delle trasmissioni, gli procurò non pochi guai alla Rai.

Procedimenti giudiziari

Il 20 maggio 1970, mentre si stava recando negli studi radiofonici della Rai per registrare una puntata del programma Speciale per voi, venne arrestato con l'accusa di consumo e spaccio di cocaina. Restò in carcere a Regina Coeli per 98 giorni tra maggio e agosto del 1970, venendo scarcerato solo dopo aver pagato una cauzione di tre milioni di lire. Assieme a lui fu arrestato anche Lelio Luttazzi, fino ad allora suo caro amico e collega, a cui Chiari aveva chiesto di telefonare a Lelio Bettarelli, omettendo di rivelargli che l'interlocutore fosse il proprio spacciatore. L'anno seguente fu processato, difeso dagli avvocati De Simone e Sabatini, e venne prosciolto dall'accusa di spaccio e condannato con la condizionale per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

Anni settanta e ottanta

Nel 1973 partecipò allo spettacolo musicale L'appuntamento, insieme a Ornella Vanoni. Emarginato dalla Rai e ignorato dai produttori teatrali, gli venne inaspettatamente offerta l'opportunità di tornare alla ribalta nell'estate del 1974 da Paolo Pillitteri, allora giovane assessore alla Cultura del Comune di Milano, che gli offrì di partecipare a una serata nell'ambito della serie di spettacoli Vacanze a Milano, patrocinati dall'amministrazione milanese. Sempre nel 1974, per l'editore SIPIEL di Milano, pubblicò un libro, Quando spunta la luna a Walterchiari, che egli stesso nella copertina definì "semiromanzo quasibiografico".

Nel 1972 torna al cinema diretto dal regista statunitense Terence Young nel mafia-movie Joe Valachi - I segreti di Cosa Nostra e nel 1975 recita al fianco di Catherine Deneuve nella commedia francese Due prostitute a Pigalle.

Per tutto il decennio appare in numerosi film ascritti al genere della commedia erotica all'italiana come Amore mio, non farmi male; Son tornate a fiorire le rose; La banca di Monate, spesso al fianco di Gino Bramieri e Valentina Cortese, che pur campioni di incasso non incontravano il favore della critica.

Tra il 1977 e il 1978 condusse A mezzanotte va... su Tele Alto Milanese, quindi Walter Chiari di sera sull'emittente pavese Tele Monte Penice e in seguito Ciao, come stai? nel 1980 e Mezzogiorno di gioco nel 1986 su Antenna 3 Lombardia,Renzo Villa Ti ricordi quella sera p.41 quest'ultimo insieme alla giovane Patrizia Caselli, con la quale già dal 1979 faceva coppia anche nella vita. A Genova nel 1975, durante lo spettacolo "Chiari di luna", pronunciò una battuta con le parole seguenti Quando fu appeso per i piedi a Piazzale Loreto, dalle tasche di Mussolini non cadde nemmeno una monetina. Se i nuovi reggitori d'Italia avessero subito la stessa sorte, chissà cosa uscirebbe dalle tasche di lorsignori! scatenando dissensi e contestazioni dei giornalisti politicamente militanti, che su diverse testate di stampa nazionale manifestarono a Chiari tutta la loro contrarietà per tale battuta.