Biografia Nato a Sant'Antimo (NA), Cesaro si laurea alla facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1977. Ha lavorato come avvocato e come funzionario della ASL di Aversa.Camera.it , XV Legislatura

Ha un figlio: Armando, consigliere regionale in Campania con Forza Italia dal 2015 al 2020, dove ha ricoperto anche l'incarico di capogruppo in Consiglio regionale. Alle regionali del 2025 si candida tra le fila di Italia Viva nella coalizione di centrosinistra risultando il primo dei non eletti.

Attività politica Consigliere provinciale PSI e FI Alle elezioni amministrative del 1990 si candida al consiglio provinciale di Napoli, nelle liste del Partito Socialista Italiano (PSI), risultando eletto consigliere provinciale come terzo degli eletti. Durante il suo mandato ha ricoperto gli incarichi di presidente della Commissione consiliare Urbanistica e Beni Ambientali e assessore nella giunta provinciale di Napoli con deleghe: alle Finanze, alla Programmazione e Formazione Professionale, ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica e ai Beni Ambientali. Inoltre è stato consigliere di amministrazione dell'Ente Provinciale per il Turismo di Napoli.

Verso la fine del 1994 abbandona il PSI, durante le sue ultime fasi di vita, e passa a Forza Italia di Silvio Berlusconi, con cui l'anno successivo, alle amministrative del 1995 viene rieletto consigliere provinciale di Napoli con 8.589 preferenze. Durante il suo secondo mandato ha ricoperto l’incarico di presidente della Commissione consiliare Affari Generali, Bilancio, Programmazione e Patrimonio, oltre ad essere componente dell’Assemblea dell’Unione Province d’Italia (UPI).

Deputato ed eurodeputato di Forza Italia e PdL Alle elezioni politiche del 1996 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste di Forza Italia nella circoscrizione Campania 1, risultando eletto per la prima volta deputato. Membro della Commissione Trasporti per due volte (dopo una breve permanenza in Commissione Agricoltura) e della Commissione speciale Politiche Comunitarie mentre a fine legislatura fa parte prima della Commissione Attività Produttive e da ultimo della Commissione BilancioCamera.it, XIII Legislatura. Nel maggio del 1997 diviene coordinatore provinciale di Napoli per il suo partito, carica che ricoprirà fino al 2002.

Nel frattempo, viene eletto deputato al Parlamento europeo alle europee del 1999, a seguito delle quali si dimette da parlamentare italiano.Camera.it, Dimissioni da deputato di Luigi Cesaro, anno 2000 Lascia il Parlamento Europeo due anni dopo per ripresentarsi alle elezioni politiche (gli subentra come europarlamentare il collega Generoso Andria).

Viene rieletto deputato alle elezioni politiche del 2001, nel collegio di Arzano in quota maggioritaria, collegato alla lista civetta Abolizione scorporo. Di nuovo membro della Commissione Trasporti per tutta la legislatura.Camera.it, XIV Legislatura Non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario durante la legislatura, ma ha sottoscritto varie proposte di legge tra cui quelle per l'istituzione delle province di Nola, Sulmona e AversaCamera.it , XIV Legislatura, attività parlamentare.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato ricandidato nelle liste di Forza Italia e rieletto alla Camera. Confermato nuovamente in Commissione Trasporti per l'intera legislatura.Camera.it , XV Legislatura Non ha presentato nessun disegno di legge come primo firmatario durante la legislaturaCamera.it , XV Legislatura.

Alle elezioni politiche del 2008 è stato ricandidato nelle liste del Popolo della Libertà e rieletto alla Camera. Sempre riconfermato in Commissione Trasporti per la legislatura e anche membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera.Camera.it, XVI Legislatura Ha presentato una sola proposta di legge per l'istituzione degli ordini e albi professionali delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione., XVI Legislatura, Attività legislativa

Presidente della Provincia di Napoli

Già sindaco del comune di Sant'Antimo dal 2004 al 2006, è stato eletto presidente della Provincia nel turno elettorale del 2009 (elezioni del 6 e 7 giugno), raccogliendo il 58,3% dei voti in rappresentanza di una coalizione di centro-destra. È sostenuto, in Consiglio provinciale, da una maggioranza costituita da PdL, MpA, Nuovo PSI, Popolari UDEUR, Alleanza di Centro, Italiani nel Mondo, Centro per la Libertà - Noi Consumatori, e Lista Cesaro.

Nell'ambito della sua presidenza Cesaro ha nominato Armando Cascio, suo autista personale, e Giovanna Del Giudice, ex assistente del TG4 di Emilio Fede, rispettivamente assessore al Bilancio e alle Risorse strategiche e assessore alle pari opportunità.

A gennaio 2012, secondo un sondaggio de Il Sole 24 Ore, Cesaro risulta essere uno dei presidenti di Provincia meno apprezzati in Italia, classificandosi al 103º posto su 106.

Il 9 ottobre 2012 il Consiglio provinciale di Napoli, come quello di altre province italiane, vota una mozione che dichiara l'incompatibilità di Cesaro tra gli incarichi di presidente di Provincia e parlamentare, in netto contrasto con la legge vigente. Il testo viene approvato dal consiglio con 26 voti favorevoli e 12 contrari. Dopo l'approvazione, Cesaro rassegna le dimissioni e nomina vicepresidente l'assessore ai trasporti Antonio Pentangelo.

Ricandidatura alla Camera Le dimissioni consentono a Cesaro di ricandidarsi al parlamento per le elezioni politiche del 2013 senza incorrere in alcun intoppo di carattere normativo. Con la mozione promossa e votata dalla maggioranza di centro-destra, Cesaro viene dichiarato decaduto (e non sfiduciato), e ciò comporta il mancato scioglimento sia della giunta che del consiglio provinciale, ed evita il commissariamento dell'ente, che continuerà la consiliatura fino al 31 dicembre 2013. L'ente di piazza Matteotti sarà guidato dal vicepresidente (nominato la sera prima) Antonio Pentangelo, nominato presidente della Provincia di Napoli ad interim..Napoli, Cesaro 'decade' per un posto in Parlamento. I consiglieri restano - Il Fatto Quotidiano

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce alla rinascita di Forza Italia.

Durante le elezioni europee del 2014 ha sostenuto la candidatura al Parlamento europeo dell'ex ministro per le regioni e la coesione territoriale Raffaele Fitto.

Elezione a senatore Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le liste di Forza Italia come capolista nel collegio plurinominale Campania - 03, nonostante sia indagato per voto di scambio, venendo eletto senatore. Nella XVIII legislatura della Repubblica è stato segretario della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea e membro della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa centro europea.

Nel dicembre 2019 è tra i 64 firmatari (di cui 41 di Forza Italia) per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari: pochi mesi prima i senatori berlusconiani avevano disertato l'aula in occasione della votazione sulla riforma costituzionale.

Procedimenti giudiziari Anni '80: Rapporti con elementi della NCO Nel 1984 Cesaro (soprannominato da molti Giggino 'a purpettaOssia "la polpetta", L'Espresso ) è stato arrestato nell'ambito di un blitz contro la Nuova Camorra Organizzata (NCO) di Raffaele Cutolo. L'intera vicenda giudiziaria è stata ricostruita in una inchiesta di Claudio Pappaianni pubblicata sul settimanale L'Espresso. Nel 1985 Cesaro è stato condannato dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione, per aver stretto amicizia con tutti i grossi esponenti dell'organizzazione mafiosa, fornendo - come affermavano vari pentiti del sodalizio criminale - mezzi, abitazioni per favorire la latitanza di alcuni membri, e dazioni di danaroL'espresso, sentenza Cesaro. Il verdetto fu ribaltato in sede d'appello nell'aprile 1986, quando Cesaro venne assolto per insufficienza di prove; decisione confermata dalla Corte di cassazione (presieduta dal giudice Corrado Carnevale, detto l'ammazza-sentenze) per non aver commesso il fatto. Ma, come ha raccontato Pappaianni nella sua inchiesta, nonostante Cesaro sia stato scagionato dalle accuse, gli stessi giudici che lo hanno assolto hanno stigmatizzato il preoccupante quadro probatorio a suo carico. Era stato lo stesso Cesaro, infatti, a confermare in aula i suoi rapporti stretti con i vertici della NCO - incluso Raffaele Cutolo - quando ha raccontato di una "raccomandazione" chiesta a Rosetta Cutolo, sorella del boss, per far cessare le richieste estorsive di Pasquale Scotti, personaggio nell'elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia, arrestato in Brasile a Recife nel maggio del 2015 dopo ben 31 anni di latitanza.

In una intercettazione ambientale del 2011 nel carcere di Terni, Raffaele Cutolo parla a sua nipote di Cesaro in questi termini: "Questo, ora, è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto. Faceva il mio autista, figurati". Il boss raccomandava a una sua nipote di mandare il fratello, con sua sorella Rosetta Cutolo, da Cesaro per ottenere lavoro.

Anni '90 Nel 1991, a seguito dello scioglimento del comune di Sant'Antimo per infiltrazioni di stampo camorristico, si accertarono coinvolgimenti di Cesaro, unitamente ai fratelli Aniello e Raffaele.Comuni sciolti per camorra . Il Mediano. Comuni al setaccio. 1º aprile 2099.

In una informativa dei Carabinieri dei ROS di Napoli (n. 0258456/1 del 27 ottobre 1991), pubblicata in esclusiva nel libro La Peste di Tommaso Sodano e Nello Trocchia, si legge che “Cesaro Luigi, nato a Sant'Antimo, avvocato non praticante, assessore alla provincia di Napoli eletto nelle liste del PSI […], risulta di cattiva condotta morale e civile […]. In pubblico gode di stima e considerazione. È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant'Antimo e dintorni”.Dal libro La Peste di Tommaso Sodano e Nello Trocchia, ripreso nell'inchiesta dell'Espresso Chi è Cesaro, il boss dei rifiuti del 19 ottobre 2010

Cesaro è indagato dalla Procura di Napoli per violazione delle norme bancarie (art.137 testo unico bancario) in quanto secondo gli inquirenti avrebbe favorito un'impresa accompagnando il deputato Nicola Cosentino presso gli uffici UniCredit di Roma per fare pressioni sui dipendenti bancari ai fini di una concessione di un prestito (peraltro garantito da una fidejussione falsa) alla società commerciale che doveva partecipare alla costruzione di un centro commerciale a Villa di Briano. Quest'inchiesta è scattata nel dicembre 2011 e ha comportato numerosi arresti contro esponenti del Clan dei Casalesi (anche se Cesaro non è ora indagato)la Procura di Napoli chiede l'arresto. Il Sole 24 ORE. Notizie. 6 dicembre 2011..

Anni 2000: Scandalo dei rifiuti in Campania

Nel settembre 2008, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo indica in Cesaro "un fiduciario del clan Bidognetti", nell'ambito del maxiprocesso per lo scandalo dei rifiuti in CampaniaIl boss disse: Date a Cesaro . Espresso/Repubblica. Dettaglio., ed afferma inoltre: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti". In un'intervista concessa al quotidiano Il Giornale, Cesaro afferma la sua estraneità ai fatti contestatigli nelle indagini sugli intrecci tra camorra e amministrazioni nell'affare rifiuti.l'intervista Luigi Cesaro. Il Giornale. Interni. 18 novembre 2009.

Anni 2010: Rapporti con i clan dei Casalesi