Una gita in campagna (Partie de campagne) è un featurette, del 1936, diretto da Jean Renoir. Il film è tratto dal racconto Una scampagnata di Guy de Maupassant.

Trama

La comitiva fa sosta in un'osteria sul fiume, il Restaurant Poulain, che promette fritture e piatti di pesce al modico prezzo di due franchi e mezzo.

La moglie e la figlia inebriate dal piacere della campagna, dalla gioia di dondolarsi sull'altalena, dalla libertà di pranzare all'aperto sull'erba, sono corteggiate da due giovani canottieri, Henri e Rodolphe.

Dopo il picnic, mentre Monsieur Dufour e il commesso Anatole vanno a pescare con le lenze prestate dai due giovanotti, le donne sono invitate ad una gita in barca sul fiume. La madre sale con l'intraprendente biondo Rodolphe, la figlia accetta la compagnia del riservato e bruno Henri. Nell'isoletta magica dove egli la conduce, al canto dell'usignolo, cede al suo abbraccio. La pioggia interrompe l'idillio.

Passa qualche anno. Anatole ha sposato Henriette.

Una domenica, Henri torna con la sua barca all'isola magica. Inaspettatamente incontra Henriette. Nessuno dei due ha scordato quel lontano pomeriggio. Il canottiere confessa di ritornare in quel luogo perché là è il suo ricordo più caro. Henriette gli risponde di non aver pensato ad altro ogni notte della sua vita. Le lacrime le riempiono gli occhi, ma la voce impaziente di Anatole la richiama alla realtà.

Produzione

Nel 1933, Pierre Braunberger è a Billancourt sul set d’Ademaï Aviateur di Jean Tarride. Qui conosce l'attrice Sylvia Bataille e ne è affascinato. La prende sotto la sua protezione con l'intento di farne una stella del cinema. La fa recitare in alcuni film di sua produzione prima che Renoir la diriga nel film Le Crime de Monsieur Lange. Nel 1936 le offre l'occasione di interpretare il ruolo di protagonista in un film in costume e convince Renoir a realizzare Partie de campagne. Soggetto Il film è tratto dal racconto Una scampagnata (Une partie de campagne) di Guy de Maupassant.

Progetto Braunberger assicura la produzione del film tramite la Société du Cinéma du Panthéon, creata nel 1934. Il 15 maggio 1936, firma un contratto, per ottenere i diritti cinematografici del racconto omonimo, con Simone De Maupassant, rappresentata dall'editore Albin Michel. Il produttore ottiene, per 5 000 franchi e per sei anni, "...il diritto esclusivo di adattare e di pubblicare in Francia e all'estero la versione francese di un film sonoro e parlato".

Una clausola stabilisce che il film non debba superare la lunghezza di 1 000 metri (cioè 32 minuti). Il contratto corrisponde al progetto di Renoir: realizzare un cortometraggio corrispondente alla brevità della novella.Marie Robert, Partie de campagne : un film inachevé?

Riprese Nei fatti, tempi e sforzo produttivo si gonfiarono, sino a richiedere tre settimane per le sole riprese esterne. La lavorazione del film si realizza nei mesi di luglio e di agosto 1936.

Luoghi delle riprese: le sponde del fiume Loing nei pressi di Marlotte, di Montigny-sur-Loing e di Pont des Sorques; Malesherbes sulle rive del fiume Essonne.

Racconta Renoir:

Gli attori Renoir fa interpretare i personaggi da attori non ancora troppo famosi, il cui talento sarà valorizzato dalla sua regia.: Jeanne Marken, nel ruolo della madre, con "... la freschezza, l'umorismo e il fascino che avremmo poi ritrovato in Les Enfants du paradis."Jeanne Rougeul, in "Le Magasin du Spectacle", n. 1, Parigi, aprile 1946. Sylvia Bataille, nel ruolo della protagonista Henriette, aveva già lavorato col regista in "Il delitto del signor Lange". André Gabriello è Monsieur Dufour, Paul Temps, Anatole. i due canottieri sono Jacques Brunius, nel ruolo del biondo Rodolphe e Georges Darnoux nel ruolo del bruno Henri. Come sua abitudine, Renoir sul set stabilisce un clima familiare, recita lui stesso e fa recitare amici e parenti: il ragazzo che pesca sul ponte, presente nelle prime inquadrature del film, è suo figlio Alain Renoir la montatrice del film, allora sua compagna, Marguerite Houllé, appare nel ruolo della cameriera e lui in quello di papà Poulain, l'oste vedovo. nel gruppo dei seminaristi curiosi, che si attardano a guardare le donne sull'altalena, si riconoscono amici e collaboratori: il romanziere Georges Bataille, il fotografo Henri Cartier Bresson e l'amico regista Jacques Becker e l'amico d'infanzia, scrittore e sceneggiatore Pierre Lestringuez nei panni del vecchio prete.

La troupe Renoir si circonda di giovani assistenti dal promettente futuro: Henri Cartier-Bresson, Jacques Becker, Yves Allégret, Claude Heymann, Luchino Visconti, (pare con il compito di curare i costumi); suo nipote Claude Renoir è per la prima volta nel ruolo di capo-operatore.Giorgio De Vincenti, Jean Renoir. La vita e i film, pp. 141-144. Una difficile lavorazione Il protrarsi delle riprese a causa delle difficili condizioni climatiche, l'esaurirsi dei finanziamenti e le tensioni all'interno della troupe, in particolare tra Sylvia Bataille e Renoir, indussero quest'ultimo ad abbandonare la lavorazione prima della fine, per dedicarsi a Verso la vita. Rielaborazione Il film fu presentato al pubblico solo dieci anni dopo.

Nel 1946, il produttore Pierre Braunberger cui era rimasta la proprietà del materiale girato, ne affidò il montaggio a Marguerite Houllé, compagna di vita del regista negli anni trenta. Dagli Stati Uniti, dove risiedeva dal 1940, il regista autorizzò l'operazione, probabilmente senza aver visto il film. Quando il film uscì, una didascalia introduttiva spiegava:

Musica Le musiche furono affidate a Joseph Kosma che già aveva collaborato con Renoir in film importanti come "La Marsigliese", "La grande illusione", "L'angelo del male".

Molto struggente la melodia mormorata a bocca chiusa dalla cantante Germaine Montéro.

Documentario sulle riprese del film Nel 1994 uscì un documentario di 88 minuti, di Alain Fleischer, Tournage à la campagne che, utilizzando le quattro ore di materiale girato, non impiegato nel film, oltre a costituire un importante contributo alla conoscenza dei metodi registici di Renoir, illustra l'entità dell'impegno immesso dal regista nella lavorazione (con scene ripetute anche cinque, sei volte). Prima La prima copia del film è pronta l'11 aprile 1946. L'8 maggio il film ottiene l'autorizzazione per uscire nelle sale. Nella primavera e nell'estate avrà delle presentazioni ufficiose.

Sarà proiettato, nella categoria cortometraggi, il 21 settembre, al Primo Festival di Cannes.

Esce a Parigi, nelle sale cinematografiche, mercoledì 18 dicembre, al cinema César, Champs-Élysées.

La proiezione, a causa della durata inusuale del film, propone tre cortometraggi: Partie de campagne, l’Homme di Gilles Margaritis, un altro film prodotto da La Société du Panthéon, e Naissance du cinéma di Roger Leenhardt, prodotto da Les films du Compas. Distribuzione in Italia In Italia il film uscì solo nel 1962, all'interno della raccolta Il fiore e la violenza, operazione editoriale che riuniva La scampagnata, il primo episodio, quello "inglese" de I vinti di Michelangelo Antonioni e un documentario di François Reichenbach sulla vita in caserma dei marine.

Critica A dispetto delle traversie incontrate La scampagnata ha ricevuto molti apprezzamenti:

Il sentimento André Bazin scrive:

La natura e le emozioni

Jacques Doniol-Valcroze commenta in questo modo:

Giorgio De Vincenti:

Realismo poetico e Impressionismo Si è visto in questo film una delle più convincenti espressioni del "realismo poetico"nella definizione di Cristina Bragaglia in Storia del cinema francese, Tascabili economici Newton, Roma, 1995 di Jean Renoir, del connubio tra il naturalismo e la lezione impressionista appresa dal padre.

Georges Sadoul ha scritto:

"... il film si riattacca nelle immagini a August Renoir, ma anche a Manet, Monet, Degas e, per la sceneggiatura, tanto a Zola, quanto a MaupassantDizionario dei film, Sansoni, Firenze, 1968.

Renoir e la pittura paterna

Parecchie inquadrature del film rinviano a celebri quadri paterni come dimostra il confronto fra inquadrature del film e riproduzioni dei quadri di Pierre Auguste Renoir: La Promenade, 1869-70 o La passeggiata (Renoir) Les amoureux, 1875 o Gli innamorati La balançoire, 1876 o L'altalena Les Canotiers à Chatou, 1879 La Seine à Asnieres detta anche La yole ou canotage sur la Seine, 1880 o In barca sulla Senna

Ma troviamo nel film ispirazione anche da: La Grenouillère, 1869 Le déjeuner des canotiers, 1880-1882 o La colazione dei canottieri Alphonsine Fournaise o Ritratto di Alphonsine Fournaise, 1879 Le déjeuner au bord de la rivière 1879-1881 o Colazione in riva al fiume

In occasione della versione restaurata del 2024 su Cahiers du cinéma, nel numero dedicato al (Ri)pensare la storia del cinema, troviamo l'articolo di Marcos Uzal che scrive di un certo malinteso, e di conseguenza di una visione incompleta, riguardo ad un'interpretazione frequente che vede nell'opera un semplice omaggio di Jean ad Auguste Renoir e che i riferimenti si fermano alla parte solare del film, quella panteista e sensuale. Tale dimensione si duplica specularmente di un'altra, invisibile ma onnipresente, quella naturalista, cruda e crudele.

Sequenze celebri Esemplare la sequenza del temporale estivo e la lunga carrellata sul fiume sferzato dalla pioggia che, nel sottolineare l'esplodere della passione, dell'elemento naturale, tra Henriette e Henry, traghettano il film verso il successivo incontro dei due che avverrà all'insegna della rassegnata accettazione del corso che le convenienze sociali hanno imposto alle loro esistenze.

Note

Bibliografia André Bazin, Jean Renoir, Mimesis, Milano 2012. ISBN 978-88-575-0736-1 Célia Bertin, Jean Renoir, cinéaste, Coll. Découvertes Gallimard, n° 209, Série Arts, Ed. Gallimard 1994. Jean Renoir, La mia vita, i miei film, trad. di Daniela Orati, Marsilio, Venezia 1992. ISBN 88-317-5419-X Jean Renoir, Entretiens et Propos, Cahiers du Cinéma, 1979, ripubblicato in "Petite Bibliothèque des Cahiers du Cinéma", 2005 Jacques Joubert e Dominique Renard, Une partie de campagne, une nouvelle de Guy de Maupassant, un film de Jean Renoir, Ed. Belin, 1995. Sceneggiatura del film, L'avant-scène, n. 21, 15 dicembre 1962. Olivier Curchod, Partie de Campagne. Jean Renoir, Nathan, Parigi 1995. ISBN 2-09-190974-2 Olivier Curchod, Renoir, les archives et la "méthode Renoir" , Cinéregards, 13 settembre 2005. Carole Aurouet, Partie de campagne, in Les Scénarios détournés de Jacques Prévert, Paris, Dreamland, 2003. Guy Cavagnac-Jean-Pierre Pagliano, Une Partie de campagne. Eli Lotar, photographies de tournage, Paris, Éditions de l'œil, 2007. Pierre Braunberger-Jacques Gerber, Pierre Braunberger Producteur, Cinémamémoire, Paris, Éditions du Centre Pompidou et Centre National de la Cinématographie, 1987. Marie Robert, Partie de campagne : un film inachevé?, 1895. Mille huit cent quatre-vingt-quinze [En ligne], 57 | 2009, mis en ligne le 01 avril 2012, consulté le 15 avril 2013. URL : http://1895.revues.org/4013 Giorgio De Vincenti, Jean Renoir: la vita, i film, Marsilio, Venezia 1996. ISBN 88-317-5912-4 Daniele Dottorini, Jean Renoir. L'inquietudine del reale, Ente dello spettacolo, Roma 2007 ISBN 978-88-85095-39-7

Voci correlate Una scampagnata

Collegamenti esterni

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