Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Forlì è uno storico edificio situato in piazza Aurelio Saffi, nel centro della città. Progettato da Cesare Bazzani e costruito tra il 1931 e il 1932 come sede delle Poste e Telegrafi, mantiene tuttora la sua destinazione originaria.

Presenta un linguaggio architettonico di matrice storicista e classicista, reinterpretato secondo un gusto novecentista e caratterizzato da una progressiva semplificazione degli elementi decorativi, nell'ambito della transizione verso il razionalismo italiano.

Storia Dopo l'unificazione del Regno d'Italia le Poste furono ospitate da Palazzo Pettini, sito in piazza del Duomo in alcuni locali di proprietà demaniale attigui a quelli occupati dagli uffici del Regio Genio Civile e, in seguito, presso alcuni ambienti ricavati al piano terra e al mezzanino del Palazzo dell'Intendenza di Finanza, ubicato in Piazza Maggiore (attuale Piazza Aurelio Saffi) all'angolo con Via Jacopo Allegretti (1885-1909); il primo Ufficio Telegrafico fu realizzato nel 1857 all'interno della torre civica e in seguito trovò collocazione provvisoria presso il Palazzo della Provincia, sito in via delle Torri e presso il Palazzo Rolli, ubicato in piazza Maggiore, per poi unificarsi al servizio postale nel 1889 presso la sede ricavata nel Palazzo dell'Intendenza di Finanza.

Nel 1909 i servizi postali e telegrafici si trasferirono in piazza XX Settembre. Successivamente, alla fine degli anni venti, constatata l'assoluta insufficienza dell'esistente edificio, il Ministero delle comunicazioni predispose un progetto per l'ampliamento dei locali che risultò tuttavia inadeguato rispetto alle effettive esigenze rappresentate, in considerazione anche della prevista costituzione degli uffici della Direzione Provinciale delle Regie Poste. Si convenne pertanto di studiare la possibilità di ubicare altrove gli uffici, pur mantenendoli in zona centrale, realizzando un nuovo fabbricato.

Alla fine di luglio 1930 il governo Mussolini dispose l'edificazione di vari uffici postali centrali, tra cui quello di Forlì. Il Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano incaricò per il progetto e la direzione artistica dei lavori l'ingegnere architetto Cesare Bazzani (1873-1939), accademico d'Italia e noto progettista di numerosi edifici istituzionali, compresi diversi palazzi postali (Imperia, San Remo, Faenza, Ascoli Piceno, Macerata, Terni, Viterbo, Rieti, Pescara, Taranto, ecc.). Scartata la prima ipotesi di realizzare il fabbricato nell'area delle ex case Baratti in Corso Vittorio Emanuele (attuale Corso della Repubblica), presentando tale luogo un fronte troppo limitato per una razionale distribuzione dei servizi, si decise, probabilmente su indicazione dello stesso Capo del Governo, di erigere il palazzo sul lato nord della Piazza Saffi, in corrispondenza della cosiddetta “Isola Castellini”, previa la demolizione degli edifici esistenti.

Il bozzetto del nuovo Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Forlì, con il preventivo benestare del Duce, venne presentato dall'architetto Bazzani alle autorità locali ed alla cittadinanza in data 22/12/1930. Il relativo progetto fu redatto il 12/01/1931 ed approvato dal Ministro per le Comunicazioni Ciano con Decreto Ministeriale del 17/01/1931. La successiva variante, di cui al progetto in data 07/10/1931, fu approvata dal medesimo con Decreto Ministeriale del 20/10/1931. I decreti prefettizi del 20/02/1931 (occupazione temporanea) e del 18/11/1931 (occupazione permanente) disposero l'esproprio degli immobili di proprietà Pantoli, Rolli, Landini, Danesi e Monti. La convenzione stipulata il 31/10/1931, fra il Ministero ed il Municipio di Forlì, stabilì la partecipazione di quest'ultimo alle spese di costruzione del nuovo edificio postale, per l'importo di lire 700'000 e l'acquisizione gratuita di alcune aree, porzioni di piazze e strade, di proprietà del medesimo.

Nella primavera del 1931 fu disposto lo sgombero di tutti gli ambienti espropriati, per la gran parte affittati ad uso abitativo, il trasferimento di alcune attività commerciali presso i locali messi a disposizione al piano terreno dell'edificio del Monte di Pietà ed il pagamento di tutte le indennità di esproprio spettanti ai proprietari, nonché di una somma, a titolo di risarcimento, agli esercenti sfrattati. I lavori di demolizione degli edifici espropriati, appaltati in data 17/06/1931 all'Impresa Teofilo Raimondi e C. di Cesena, ebbero inizio nel luglio successivo e proseguirono per tutta l'estate. Nel settembre del 1931 fu definita l'esatta ubicazione del nuovo palazzo, prevedendone l'ulteriore arretramento rispetto alla linea dei fabbricati demoliti, in modo tale da allargare la prospettiva della piazza, ottenere un più ampio sbocco stradale lungo il Largo De Calboli ed una maggiore ampiezza visionale sulle facciate monumentali della chiesa romanica di San Mercuriale e del retrostante Palazzo Paolucci - De Calboli.

I lavori di costruzione del nuovo edificio postale, assegnati all'Impresa Ettore Benini di Forlì con contratto in data 29/08/1931, ebbero inizio nel novembre del 1931 ed ultimazione, per la gran parte, nell'Ottobre del 1932. La direzione dei lavori fu affidata alla Sezione Lavori di Bologna delle Ferrovie dello Stato, nella persona dell'ingegnere Presutti, per conto del capo sezione ingegnere Agazzi. Il palazzo venne inaugurato il 30/10/1932, alla presenza del Capo di Governo, nel periodo di ricorrenze legate al decennale della Marcia su Roma. Il costo dell'opera, per quanto riportato dai giornali dell'epoca, ammontò a lire 6'680'000, di cui lire 4'500'000 per lavori, lire 2'000'000 per espropriazioni e lire 180'000 per arredamenti. L'immobile fu assunto in carico nella consistenza patrimoniale della Amministrazione Postale e Telegrafica mediante verbale di consegna del 03/04/1933, redatto dalla Sezione Lavori di Bologna delle Ferrovie dello Stato. Da quella data, gli uffici della Direzione Provinciale ed i servizi postali e telegrafici iniziarono l'attività presso la nuova sede.

Il 25 agosto 1944, in occasione dei bombardamenti aerei che colpirono anche la città di Forlì, il palazzo fu seriamente danneggiato, con particolare riferimento alle strutture di copertura, al salone pubblico ed alle facciate prospicienti la Piazza Aurelio Saffi e la Piazzetta della Posta. Parte degli uffici venne trasferita, per un breve periodo, presso un immobile sito nella frazione di San Martino in Strada e, successivamente, presso alcuni locali della sede del Monte di Pietà, ubicata in Corso Giuseppe Garibaldi. I lavori di ricostruzione, curati dal Genio Civile, iniziarono nel 1946 protraendosi fino al 1950.

Modifiche La consultazione dei documenti depositati presso l'Archivio di Stato di Forlì (Fondo Genio Civile – Danni di guerra) e presso l'archivio dell'Ufficio Lavori P.T. di Bologna, ha permesso di fissare nel tempo le principali modifiche apportate al fabbricato, in raffronto allo stato originario restituito dai disegni architettonici e strutturali di liquidazione, in carico all'archivio storico delle Ferrovie dello Stato.

L'edificio, internamente, è stato interessato da vari lavori di sistemazione, adeguamento e ridistribuzione dei servizi, che in taluni casi hanno determinato modifiche strutturali. Negli anni 1960/70 fu realizzato un piano mezzanino, fra i piani rialzato e primo, demolita una scala in cemento armato di collegamento al piano sottotetto e trasferita una parte dei servizi igienici. Altri interventi di ristrutturazione hanno comportato l'ampliamento o riduzione di vari locali, la sostituzione di pavimenti e di serramenti, nonché la modifica delle strutture di sportelleria oltre la quota del piano del bancone. Più recentemente, alla fine degli anni 90, interventi di ammodernamento hanno interessato parte del piano secondo, a seguito dello smantellamento della sala telegrafica. Nel 2003 l'ex sala smistamenti-sezione pacchi, posta al piano rialzato, è stata ristrutturata per essere adibita a servizi di sportelleria e consulenza, in base ai nuovi layout aziendali.

Per quanto riguarda le parti esterne, si evidenziano il ridimensionamento di una apertura di accesso ai locali di smistamento (piano di carico), sulla Via Guido Bonatti, eseguito in armonia con le finestre poste al piano rialzato (Genio Civile 1946-50); la costruzione del torrino di copertura relativo al locale macchine del nuovo ascensore, installato lungo il vano scala di servizio con accesso dalla medesima Via Guido Bonatti (Ufficio Lavori P.T. 1960); la realizzazione di due pensiline in ferro-vetro e la sostituzione di alcuni serramenti esterni prospicienti la corte-chiostrine; la sostituzione del serramento relativo all'ingresso al garage, sulla Piazzetta Don Pippo (Ufficio Lavori P.T. 1960/80). Non risultano invece eseguite opere di ristrutturazione esterna, a seguito dei ripristini dei danni di guerra, fatta eccezione per alcuni interventi di rifacimento del manto di copertura e per i recenti lavori di pulizia e restauro del loggiato effettuati nel 2001.

Descrizione L'edificio si affaccia con il prospetto principale sulla piazza ed è delimitato lateralmente da corso Giuseppe Mazzini e dalla Piazzetta Don Pippo, mentre il prospetto posteriore prospetta su via Guido Bonatti.

Da un esame della documentazione grafica, depositata presso l'Archivio di Stato di Terni e presso l'Archivio Storico delle Ferrovie, si è appreso che almeno tre furono le proposte redatte dall'architetto Bazzani per il nuovo Palazzo delle Poste. Il progetto selezionato fu poi rielaborato più volte apportandovi rilevanti modifiche dimensionali ed architettoniche. L'aggiunta di una campata laterale e l'ulteriore elevazione delle torri conferirono all'edificio l'imponenza celebrativa richiesta all'opera dello Stato, mentre la riduzione degli elementi decorativi ed artistici ne rafforzò il carattere della sobrietà, più confacente alla destinazione del palazzo. All'interno dell'edificio, il salone delle sportellerie, previsto originariamente di forma rettangolare, come il relativo velario, venne poi realizzato di forma semicircolare e sovrastato da una copertura a semicupola con lucernari multipli e lacunari in cemento armato. Ne conseguirono modifiche alle strutture, alla distribuzione dei locali adiacenti, alla tipologia della sportelleria ed alle finiture generali della sala. Il palazzo è in stile classico modernizzato, rientrando in quella serie di opere di transizione che accompagnarono il Bazzani verso una “forzata” evoluzione modernista, ancora più evidenziata dalla progettazione del vicino Palazzo degli Uffici Statali (1934-38). Per quanto concerne la tipologia, il progettista ripropose quella fissata nella seconda metà degli anni venti, caratterizzata da un doppio ordine con arco a tutto sesto e torrette d'angolo, in un contesto di rigide simmetrie, apportando le modifiche dettate dalle caratteristiche del luogo.

I prospetti sono contraddistinti dall'uso prevalente del laterizio arrotato a vista, come omaggio contestualistico al colore della piazza e della limitrofa chiesa di San Mercuriale, inframmezzato da fasce in travertino di Rapolano, quale espressione della tradizione edilizia romana e nazionale ed in pietra artificiale con finitura a graniglia o finto travertino.

Il fabbricato è costruito su di un impianto di forma rettangolare con corte centrale e composto da tre piani fuori terra (escluso il sottotetto e le torrette) ed un seminterrato. L'edificio è completamente isolato ed ha le dimensioni di 52x38 m circa, la corte ha le dimensioni di 34x15 m circa e l'altezza massima, riferita al piano di calpestio del seminterrato, è di 36 m circa.