La battaglia di AngoraRavegnani, p. 182. (o di AncyraTreadgold, p. 277. o di AnkaraHerrin, p. 386.) fu combattuta il 28 luglio 1402, a nord della città omonimaNorwich, p. 394. (attuale Ankara), tra i turchi ottomani guidati dal sultano Bayezid I (1389-1402) e i timuridi guidati da Tamerlano (1369-1405). I timuridi vinsero nettamente la battaglia durante la quale Bayezid I fu catturato.

Antefatto Tamerlano, il cui vero nome era Timur, detto "lo Zoppo" (Timur i-lang), veniva dalla Transoxiana, terra di cui era diventato signore; fu il più grande sovrano dell'Asia centrale dopo Gengis Khan (1206-1227). Attraverso molte guerre egli tentò di ricostruire l'Impero mongolo di Gengis Khan. Negli anni '80 del XIV secolo sconfisse in Russia i Mongoli dell'Orda d'Oro, conquistò la Persia, l'Azerbaigian e la GeorgiaOstrogosky, p. 497. e costrinse l'Impero di Trebisonda al vassallaggio. Tamerlano rivendicò a sé i territori orientali dell'Anatolia, quindi obbligò i locali emirati turchi a promettergli fedeltà, minacciando l'invasione dei loro territori. Nel 1398 iniziò l'invasione dell'India.Lilie, p. 456.

Il sultano ottomano Bayezid I attuò in Anatolia una politica aggressiva, nell'intento di schiacciare i principati turchi che potevano costituire una minaccia per il potere ottomano. Così, negli anni 1390-1391, Bayezid conquistò l'Anatolia occidentale: ne seguì un breve periodo di pace che si interruppe negli anni 1394-1395.McCarthy, p. 52. La guerra fu interrotta perché gli europei occidentali avevano organizzato una crociata.Norwich, p. 392. Bayezid tornò quindi nei Balcani per combattere questa minaccia e sconfisse i crociati a Nicopoli nel 1396.Norwich, p. 393. Nel 1397 Bayezid tornò in Anatolia dove sconfisse i principati rimasti, riunendo quasi tutta l'Anatolia sotto il dominio ottomano. Ciò però mise in cattiva luce Bayezid, perché questi aveva attaccato altri Paesi musulmani, contravvenendo così alle tradizioni, essendo egli un ghazi, ossia un sovrano che doveva fare guerra agli infedeli.McCarthy, pp. 52-53.

L'Impero ottomano era diventato così grande che ora confinava con i territori di Tamerlano. I signori turchi, che avevano perso il potere in Anatolia, andarono da Tamerlano a chiedergli protezione.McCarthy, p. 53.

Gli occidentali erano molto preoccupati dall'avanzata ottomana nei Balcani, che stava erodendo l'Impero bizantino e poteva minacciare tutti gli stati affacciati sul Mediterraneo. Essi iniziarono a pensare che i loro interessi potessero coincidere con quelli di Tamerlano, contrapponendosi congiuntamente all'avanzata ottomana. Gli europei vedevano in lui molte analogie con i mongoli di un secolo e mezzo prima, anche se egli era ormai islamico, ed una nuova pax mongolica avrebbe aiutato molto le vicende dei mercanti occidentali. Il coimperatore Giovanni VII Paleologo (1390; 1399-1403) si accordò allora col podestà genovese di Galata per inviare ambasciatori dall'emiro. L'Impero bizantino era ridotto ad avere solamente Costantinopoli, la Morea e poche isole; Costantinopoli era sotto il blocco ottomano dal 1394. Non facendo arrivare rifornimenti nella capitale, infatti Bayezid contava di prendere la città per la fame, perché le mura Teodosiane erano troppo forti per essere distrutte. I bizantini proposero a Tamerlano di versare a lui dei tributi, in cambio di un'alleanza per annientare per sempre gli ottomani.Herrin, p. 387. Tamerlano accettò la proposta dell'Impero bizantino, sperando anche che tramite la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova avrebbe potuto ottenere quella flotta che non possedeva, per invadere i territori ottomani nei Balcani.

Tamerlano iniziò allora ad applicare i patti presi con l'Impero bizantino e col pretesto di difendere i signori musulmani dell'Anatolia, iniziò l'invasione dell'Anatolia orientale, penetrando dall'Armenia uccidendo immediatamente chiunque fosse ottomano.Ducas, XVII . Quando l'avanzata timuride iniziò, i genovesi sventolarono l'insegna mongola dalle mura di Galata in sostegno di Tamerlano. Nel mese di agosto del 1400, Tamerlano saccheggiò la città di Sebaste (odierna Sivas), poi scese in Siria e saccheggiò e bruciò Aleppo e Damasco.Ducas, XVII [3-8]. Nella primavera del 1402 avanzò nell'Anatolia centrale, mandando su tutte le furie Bayezid, che radunò il suo esercito e si diresse verso le forze di Tamerlano, stanziate nei pressi di Angora.Ducas, XVII [11-12]. Prima della battaglia di Angora, tra Bayezid e Tamerlano ci fu per diversi anni uno scambio di lettere piene di insulti.Ducas, XVI.

Forze

Le armate schierate in battaglia vedevano la minoranza degli ottomani. Anche se alcuni testimoni oculari riportano più di un milione di truppe per l'orda di Tamerlano, il numero reale è probabilmente intorno ai uomini. In più nel suo esercito, Tamerlano aveva anche alcuni elefanti da guerra, presi dall'India, a differenza dell'esercito ottomano, costituito da ottomani e cavalieri serbi, guidati dal despota Stefano Lazaro (1389-1427), che era vassallo dell'Impero ottomano. Bayezid portò con sé cinque dei suoi sei figli, Mehmet I (1413-1421), Solimano, Musa, Isa e Mustafà.Ducas, XX .

Numerosi ambasciatori occidentali inviati presso Tamerlano riferirono della battaglia, riportandone valutazioni sbalorditive sulle forze schierate dai mongoli. Secondo Giustiniani (Venezia) Tamerlano mise in capo uomini; per il greco Franzes erano ; il giudeo Rabbi Joseph ne stimò un milione; per il cavaliere tedesco Schiltberger (che fu testimone diretto della battaglia) le forze di Tamerlano raggiungevano un milione e quattrocento mila uomini. Agli storici moderni queste cifre sembrano esagerate, probabilmente in ragione del fatto che ciascun cavaliere dell'armata di Tamerlano era tenuto ad avere con sé da uno a cinque cavalli, dando perciò l'impressione di un'armata molto più consistente. Dai biografi di Tamerlano risulta che la più grande armata dai lui mai messa in campo, in occasione della progettata spedizione contro la Cina, raggiungeva i 20 tumen (l'unità tattica degli eserciti mongoli costituita da cavalieri).

Secondo gli storici militari moderni, che sono portati a ridurre di molto le stime dei cronisti medioevali, la cavalleria di Tamerlano aveva comunque non meno di uomini che parteciparono ai combattimenti. Essi erano per la maggior parte turco-mongoli della Transoxania (chagatay-karauna, impropriamente chiamati "tartari" dagli occidentali) con forti contingenti mongoli, corasmi (persiani), turcomanni, oltre a un grande numero di elefanti da guerra indiani. Gli ottomani erano meno numerosi, probabilmente non raggiungevano i uomini fra turchi, serbi e mercenari turcomanni, tutti però (salvo i turcomanni, che per lo più combattevano in ordine sparso) molto bene addestrati dalle precedenti battaglie in Europa e in Asia.

La battaglia

Il 23 luglio Bayezid fece erigere il campo militare nel nord di Angora in mezzo alla campagna, dove passava un fiume, in modo da avere rifornimento idrico per le sue truppe.Ducas, XVII . Tamerlano era invece accampato con le sue truppe in un luogo arido e secco; la sua fortuna fu la stoltezza di Bayezid, che il giorno seguente con il suo esercito, andò a caccia di cervi.Ducas, XVII . Tamerlano quindi fece smontare il suo accampamento e lo fece rimontare sulle rive del fiume e ordinò di deviare il fiume verso la città di Cubuk, lasciando così l'accampamento ottomano senza acqua.Ducas, XVII . Il 27 luglio gli Ottomani tornarono dalla caccia e, non avendo più acqua, soldati morirono; Bayezid allora ordinò di prepararsi alla battaglia, perché il giorno seguente avrebbero attaccato.Ducas, XVII . Tamerlano capì le intenzioni del sultano e quindi preparò il suo esercito alla battaglia ordinando che alla mattina tutti fossero in sella pronti a combattere, disse che Bayezid doveva essere preso vivo.Ducas, XVIII .

Tamerlano si alzò all'alba e decise i comandanti della battaglia: l'ala destra dello schieramento sarebbe stata comandata dal suo figlio quartogenito Shah Rukh, l'ala sinistra sarebbe stata comandata da suo nipote Pir Muhammad, mentre il centro dello schieramento lo guidava lui in prima persona, nonostante i sessantasei anni. Davanti ai suoi uomini pronti a combattere, Tamerlano disse:

Anche Bayezid aveva preparato in mattinata il suo esercito; voleva che i segnali di battaglia facessero suoni orribili e che i soldati urlassero, in modo da intimorire il nemico.Ducas, XVIII . La battaglia ebbe inizio con un attacco in forze degli Ottomani che combattevano con ardore: essi furono contrastati da sciami di frecce, scoccate dagli arcieri a cavallo timuridi.Ducas, XVIII [4-5]. Il grave errore commesso da Bayezid fu quello di schierare la cavalleria tartara in prima fila, la maggior parte di loro passò con Tamerlano, ciò fu imitato anche dagli spahi e dai soldati anatolici.McCarthy, p. 54. Bayezid, che si trovava al centro dello schieramento, si trovò circondato da tutti i disertori, perché le due ali dello schieramento ottomano erano andate distrutte.Ducas, XVIII . Ciò che salvò l'esercito ottomano dal massacro fu la carica della cavalleria pesante del despota Stefano, che riuscì a rompere l'accerchiamento.Ducas, XVIII . Le perdite furono alte da ambo le parti; il despota riuscì ad avvicinarsi a Bayezid e a proporgli di fuggire con lui, ma quest'ultimo non accettò.Ducas, XVIII . Stefano allora prese con sé il figlio primogenito del sultano e con i suoi cavalieri ruppe nuovamente l'accerchiamento dei Timuridi, riuscendo a fuggire alla volta della Serbia.Ducas, XVIII . Anche Mehmet e Isa fuggirono.

L'esercito ottomano sia per sete sia per stanchezza fu pesantemente sconfitto, Musa fu catturato e Mustafà fu dato per disperso, mentre Bayezid riuscì a fuggire tra le montagne del luogo, con qualche centinaio di cavalieri. Ma non riuscì a fuggire per molto visto che Tamerlano aveva circondato le montagne con un gran numero di arcieri a cavallo, ben presto i soldati rimasti con Bayezid dovettero scontrarsi con i Timuridi, si arresero e Bayezid fu riconosciuto dai Timuridi che gli dissero:

Bayezid fu fatto smontare dal suo cavallo, perché quest'ultimo era un arabo di razza troppo bello e fu fatto montare su un comune cavallo dei Timuridi. Tamerlano quando seppe che Bayezid era stato catturato iniziò a giocare a scacchi con suo figlio, per dare l'impressione che non gli importasse molto della cattura del sultano, anche se non era così.Ducas, XIX [1-2]. Quando i suoi soldati arrivarono col prigioniero, urlarono:

Tamerlano non badò ai suoi soldati e non degnò di uno sguardo il sultano e continuò a giocare a scacchi, ma i suoi soldati urlarono ancor di più,Ducas, XIX . finché accadde che l'emiro si deconcentrò e il figlio gli dette scacco matto: per questo motivo da quel momento sarebbe stato chiamato Shah Rukh, ossia "scacco matto" in persiano.Ducas, XIX . Allora Tamerlano si alzò e disse a Bayezid:

Bayezid gli rispose:

Tamerlano nonostante la collera disse al sultano:

Allora Bayezid fu scortato fino al suo padiglione, che era protetto da un vallo e sotto stretta sorveglianza.Ducas, XIX .

Il saccheggio dell'Asia Minore

Tamerlano fece saccheggiare ai suoi soldati la città di Angora;Ducas, XIX . nel frattempo Mehmet tentò di liberare il padre, facendo scavare ai suoi uomini migliori un tunnel che arrivasse fino al padiglione del padre.Ducas, XX . Ma le guardie timuridi scoprirono la galleria di Mehmet e subito scattò l'allarme in tutto il campo, così Mehmet e i suoi uomini fuggirono.Ducas, XX . Tamerlano si adirò con Bayezid e ordinò che fosse incatenato e sorvegliato anche all'interno del padiglione.Ducas, XX .