Biografia Fu maestro di Aulo Gellio, che lo cita nelle Noctes AtticaeNon meno di 13 volte. e di Elvio PertinaceE. Paratore, La letteratura latina dell'Età imperiale, Firenze, Sansoni/Accademia, 1970, p. 249., il quale, prima di essere acclamato imperatore nel 192 in seguito alla morte di Commodo, fu lui stesso un grammatico. Opere Sappiamo che compì studi significativi sulla metrica di Virgilio, del quale apprezzò soprattutto l'Eneide, e delle commedie di Terenzio e Plauto. Dalle citazioni di Gellio, comunque, appare soprattutto come un linguista e grammatico, più che editore e filologo.
In questo senso, ci restano le periochae (riassunti) in versi delle commedie di Terenzio Pubblicate dagli editori di Terenzio, R. Kauer e W. M. Lindsay, nell'edizione Teubner del 1926. ; un epigramma in 3 distici elegiaci sulla conservazione della Eneide, citato da Elio Donato nella sua Vita di Virgilio; gli argumenta (riassunti) dei singoli libri, per un totale di 78 versi divisi in sestine esametriche Anthologia Latina, n. 653 ed. Riese.: tuttavia, «per la loro grossolanità e i loro errori d'interpretazione, non possono risalire al medesimo esimio grammatico, che ha scritto i gustosi argumenta delle commedie terenziane»E. Paratore, La letteratura latina dell'Età imperiale, Firenze, Sansoni/Accademia, 1970, p. 250; L. Holford–Strevens, Aulus Gellius, London, Duckworth, 1988, pp. 61-62..
Note
Bibliografia J. W. Beck, Sulpicius Apollinaris, Groningen 1884.
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