L'attentato alla famiglia reale dei Paesi Bassi avvenne il 30 aprile 2009 ad Apeldoorn, nei Paesi Bassi.
Un uomo, alla guida della sua auto, si diresse ad alta velocità contro la folla che assisteva al passaggio del corteo della regina Beatrice e degli altri membri della famiglia reale olandese, in occasione della festa nazionale del Koninginnedag (olandese: Giorno della Regina), investendo alcuni spettatori e perdendo a sua volta la vita. Nessun membro della famiglia reale rimase ferito. Questo attentato fu il primo contro la famiglia reale dei Paesi Bassi dopo oltre un secolo.
Dinamica
Alle 11:50 del 30 aprile 2009 l'autobus scoperto con a bordo la famiglia reale olandese stava procedendo per le strade di Apeldoorn verso il palazzo di Het Loo, in mezzo a una grande folla. Mentre stava impegnando l'incrocio tra Loolaan e Zwolseweg, transitando accanto al monumento eretto nel 1901 in occasione del matrimonio della regina Guglielmina con Enrico di Meclemburgo-Schwerin, una Suzuki Swift, guidata da un uomo di nome Karst Roeland Tates, abbatté le transenne e piombò ad alta velocità sul pubblico, travolgendo decine di spettatori; gravemente danneggiata all'avantreno, mancò di poco l'impatto col torpedone dei reali e si schiantò contro la balaustra del monumento. Sette persone rimasero uccise (alcune sul colpo, altre morirono in ospedale nei giorni seguenti) e 10 rimasero ferite.
Le forze dell'ordine si precipitarono immediatamente verso l'auto per fermare l'attentatore, a sua volta rimasto gravemente ferito. La vettura fu perquisita, temendo che vi fossero armi o esplosivi a bordo, ma non fu riscontrato alcunché in tal senso. Il pullman della famiglia reale, i cui membri erano visivamente in stato di shock, accelerò la propria andatura alla volta del palazzo di Het Loo. L'intera sequenza fu ripresa, da più angolazioni, dalla TV di Stato olandese, che trasmetteva in diretta le celebrazioni.
L'attentatore Karst Roeland Tates era nato a Zevenaar il 6 marzo 1971. Originario di Huissen, una piccola città nella provincia olandese della Gheldria, non aveva precedenti penali né disturbi psichici noti. Dopo l'attentato, venne estratto esanime e gravemente ferito dai rottami dell'auto e trasferito in ospedale a Deventer.
Tates fu dichiarato in arresto con l'accusa di omicidio, oltre che di aver violato agli articoli 92 e 108 del codice di diritto penale olandese, che si occupano, rispettivamente, degli attacchi contro il sovrano e il principe ereditario e la sua consorte. A norma di tali articoli, pertanto, Tates avrebbe rischiato l'ergastolo. Tuttavia morì il giorno seguente, 1º maggio, per le gravi ferite riportate, non prima di aver ripreso conoscenza e aver detto alla polizia di aver compiuto il gesto consapevolmente e deliberatamente, ma non con fini terroristici.
Dopo la morte di Tates venne eseguita l'autopsia sul suo corpo, la quale non trovò tracce di alcoolici nel suo sangue, ma riscontrò tracce di cannabis, che tuttavia rimangono nel sangue per alcune settimane dopo l'uso: non è dunque possibile stabilire con certezza quando sia stata assunta.
Reazioni Quindici minuti dopo l'attentato venne annunciato che tutte le celebrazioni previste ad Apeldoorn in occasione del Giorno della Regina erano state annullate. Nello stesso giorno molti altri eventi nei Paesi Bassi vennero cancellati, compresi tutti i festeggiamenti a Rotterdam e molti eventi ad Amsterdam. Tutte le bandiere vennero poste a mezz'asta in segno di lutto.
Poche ore dopo l'attacco, la regina Beatrice apparve in televisione per pronunciare un messaggio alla nazione:
L'8 maggio 2009 si tenne una commemorazione nel teatro di Apeldoorn, alla quale presenziarono, fra gli altri, il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende e il sindaco di Apeldoorn Fred de Graaf. Parteciparono la regina Beatrice, il principe ereditario Guglielmo, la principessa Maxima e altre 5.000 persone.
Note
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