Il Phallus impudicus L. 1753, è sicuramente il fungo più conosciuto della curiosa famiglia delle Phallaceae essenzialmente per due motivi: per via della sua particolare forma fallica; perché emana un caratteristico e pungente odore cadaverico che può essere avvertito anche a diversi metri di distanza.

L'odore sgradevole viene emanato da una gleba mucillaginosa contenente le spore che è ubicata sulla parte superiore del carpoforo; il suo scopo è quello di attirare su di sé mosche ed altri insetti che ne resteranno imbrattati e che, di conseguenza, diffonderanno le spore del fungo anche a grande distanza dal luogo di origine.

Descrizione della specie Corpo fruttifero A forma di ovetto, inizialmente avvolto dalla volva chiusa, di colore bianco, poi aperta, liberando un gambo cilindrico, vuoto, spugnoso, bianco, forato alla sommità (uno pseudo-cappello), con superficie esterna alveolata, ricoperta da glutina (gleba) giallo-verde, poi verde-oliva scuro deliquescente e maleodorante. Spesso raggiunge dimensioni considerevoli, fino a 30 cm di lunghezza. La gleba, come già detto, è preda degli insetti che col tempo l'asportano completamente, lasciando la sommità traforata scoperta; quest'ultima può ricordare, alla lontana, il favo di una spugnola.

Il meccanismo di propagazione è identico a quello di altre specie e generi vicini, ad esempio il Clathrus ruber.

Carne Fragile, bianca, fetida.

Odore: all'inizio gradevole e vanigliato ma dopo i primi istanti cadaverico, insopportabile, percepibile anche a distanza di parecchi metri, "rafanoide" intenso allo stato di ovolo, alla sezione. Sapore: fungino gradevole (sempre allo stato di ovolo, privato del peridio).

Spore Giallo-verdognole in massa, 3,5 x 1,5-2,5 µm, ellissoidali.

Habitat Fruttifica nelle stagioni calde e piovose, su terreni umidi nei boschi misti o nei giardini.

Commestibilità Non commestibile anche se non velenoso, poco invitante.

In alcuni paesi del nord Europa viene raccolto e consumato allo stato di ovolo ma privato del peridio, quando ancora non possiede l'odore nauseante che lo contraddistingue quando è sviluppato.

Specie simili Phallus hadriani, che però presenta gleba più scura e volva color rosa oppure vinata.

Etimologia Dal latino impudicus, impudico, per la sua forma fallica.

Sinonimi e binomi obsoleti Dictyophora duplicata sensu auct. brit.; fide Checklist of Basidiomycota of Great Britain and Ireland (2005) Dictyophora indusiata sensu auct. brit.; fide Checklist of Basidiomycota of Great Britain and Ireland (2005) Hymenophallus togatus Kalchbr., Ungar. Akad. Wiss. 13(8): 6 (1884) Ithyphallus impudicus (L.) Fr., Lich. Mexique 4: 42 (1886) Morellus impudicus (Pers.) Eaton, Manual of Botany for the Northern and Middle States 2 ed.: 324 (1818) Phallus foetidus Sowerby, Coloured figures of English Fungi or Mushrooms (London) 3: tab. 329 (1801) Phallus impudicus f. togatus (Kalchbr.) Quél., 15(2): 488 (1887) Phallus impudicus var. indusiatus sensu auct. brit. Phallus impudicus var. togatus (Kalchbr.) Costantin & L.M. Dufour, Nouv. Fl. Champ., Edn 2: 288 (1895)

Influenza culturale Il phallus impudicus è citato ne La montagna incantata (Der Zauberberg) dello scrittore tedesco Thomas Mann. In particolare, il dottor Krokowski, che si occupa principalmente di psicoanalisi, ne parla in una delle sue conferenze:

Galleria d'immagini

Nomi comuni Satirione Stinkhorn (corno del fetore)

Bibliografia

Mann, T. La montagna incantata, traduzione e introduzione di Ervino Pocar, con, in appendice, La montagna incantata, lezione di Thomas Mann agli studenti di Princeton, Milano, Corbaccio, 1992.

Voci correlate

Ape avvoltoio

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