è l'appellativo popolare utilizzato in Giappone per indicare le persone ufficialmente riconosciute come dal Ministro dell'Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia. Il termine colloquiale Ningen Kokuhō (letteralmente «tesoro nazionale umano») non compare nella legislazione formale, ma si è affermato nell'uso comune per analogia con le cose — edifici, opere d'arte, manufatti — designate come tesori nazionali.
Il titolo viene conferito al fine di preservare tecniche artistiche e abilità tradizionali a rischio di estinzione nei campi delle arti dello spettacolo (come il nō, il bunraku, il kabuki, il kumi odori, la musica gagaku, la danza e il teatro) e dell'artigianato tradizionale (ceramica, tessitura, lacca, lavori in metallo, fabbricazione di bambole, lavori in legno, fabbricazione della carta, lavorazione del bambù e altro).
Storia e quadro legislativo La genesi del sistema risale all'incendio del 1949 che devastò gli affreschi della sala principale del Hōryū-ji di Nara, la più antica struttura lignea del mondo: il disastro rese evidente quanto fossero rari gli artigiani in grado di restaurare o replicare quel tipo di arte del VII-VIII secolo. Questo episodio, sommato alle devastazioni della seconda guerra mondiale, spinse il governo giapponese a riflettere sulla necessità di proteggere anche il patrimonio intangibile, non solo quello fisico.
Il 30 maggio 1950 fu promulgata la (Legge n. 214 del 1950), che per la prima volta introdusse nel sistema giuridico giapponese la tutela dei beni culturali intangibili. Nel 1954 la legge fu modificata per consentire la designazione sia di singoli individui sia di gruppi come portatori di beni culturali intangibili importanti. Il titolo popolare Ningen Kokuhō entrò nell'uso comune fin dall'avvio del sistema.
Nel 1975 una revisione della legge estese le protezioni ai beni culturali folkloristici intangibili, ampliando la copertura alle arti performative tradizionali, ai costumi e all'artigianato regionale.
Procedura di designazione La selezione dei Ningen Kokuhō segue un iter in quattro fasi: indagine preliminare, selezione dei candidati, esame da parte della commissione investigativa e deliberazione del Consiglio per gli Affari Culturali. Perché venga avviata la procedura di selezione devono essere soddisfatti tre requisiti fondamentali: localizzazione geografica dell'arte o del mestiere in una regione giapponese; tradizione consolidata con tecniche tramandate di generazione in generazione; trasmissibilità del sapere agli apprendisti.
Il conferimento del titolo è di competenza del Ministero dell'Istruzione su proposta dell'Agenzia per gli Affari Culturali, organismo dipendente dal medesimo ministero. La designazione è a vita e nella pratica irrevocabile.
Sostegno economico e limiti numerici Il governo giapponese eroga ai Ningen Kokuhō una sovvenzione annuale di ¥2.000.000 (circa 12.000 euro) per sostenere la formazione di successori, la ricerca, le dimostrazioni pubbliche e i progetti di documentazione. Il Teatro nazionale del Giappone finanzia programmi di formazione per i successori di arti come il nō, il bunraku e il kabuki.
Il numero totale dei designati attivi è limitato a 116 titolari contemporanei, di cui 58 nel campo dell'artigianato e i restanti nelle arti performative. Il tetto numerico è imposto dal bilancio annuale destinato alle sovvenzioni (232 milioni di yen dal 2002): qualora si raggiunga il massimo di 116 designati, nessuna nuova nomina può avvenire finché non si libera un posto. Non esiste un limite d'età formale per la designazione, sebbene sia generalmente conferita a pratici nelle loro sessantina o oltre, dopo decenni di esperienza.
Influenza internazionale Il modello giapponese ha ispirato sistemi analoghi in Corea del Sud, Cina, Filippine, Australia e Irlanda, ciascuno adattato ai rispettivi contesti culturali. In Francia l'istituzione analoga è l'Institut national des métiers d'art (INMA), fondato nel 2010 e riconosciuto dallo stato. In Italia la Fondazione Cologni ha inaugurato nel 2016 il programma «Maestro d'Arte e Mestiere» (MAM), citando esplicitamente il Ningen Kokuhō come modello di riferimento diretto.
Alcune figure designate
Arti dello spettacolo Bandō Mitsugorō VIII (1906–1975), attore di kabuki Nakamura Jakuemon IV (1920–), attore onnagata di kabuki Matsumoto Gennosuke (1924–), maestro di taiko, kagura e altre tradizioni dei matsuri Sakata Tōjūrō IV (1931–), attore di kabuki Mansaku Nomura II (1931–), attore di kyōgen Goro Yamaguchi (1933–1999), maestro di shakuhachi Bandō Tamasaburō V (1950–), attore di kabuki
Artigianato Kawase Hasui (1883–1957), artista di ukiyo-e Kenkichi Tomimoto (1886–1963), ceramista Shinsui Itō (1888–1972), artista di ukiyo-e Toyozo Arakawa (1894–1985), ceramista Shoji Hamada (1894–1978), ceramista Serizawa Keisuke (1895–1984), disegnatore tessile Sadaichi Gassan (1907–1995), maestro artigiano di spade giapponesi Tatsuzo Shimaoka (1919–2007), ceramista Imaizumi Imaemon XIII, ceramista Manji Inoue, ceramista Sakaida Kakiemon XIV, ceramista
Note
Voci correlate Tesoro nazionale del Giappone Beni culturali intangibili Legge per la protezione dei beni culturali (Giappone) Agenzia per gli Affari Culturali (Giappone) Artigianato tradizionale giapponese Kabuki Bunraku Nō Ukiyo-e
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