Soprannominato Junior, Captain Hook, RJJ o RJJR, ha vinto come pugile professionista titoli mondiali in quattro categorie di peso. Ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Seul nel 1988.

Annoverato tra i migliori pugili di sempre, Jones è l'unico nella storia della disciplina ad aver iniziato la carriera nei pesi medioleggeri e ad aver vinto un titolo mondiale dei pesi massimi. La rivista Ring Magazine lo ha nominato pugile dell'anno nel 1994. È inoltre considerato il pugile più forte degli anni novanta dalla Boxing Writers Association statunitense, ed ha conquistato il titolo IBF in più categorie di peso: medi, supermedi e mediomassimi. Jones è ricordato soprattutto per aver vinto il titolo WBA dei massimi, divenendo il primo boxeur in 106 anni ad aver ottenuto una corona mondiale sia nei medi che nei massimi. Ha inoltre posseduto sette titoli mondiali contemporaneamente: WBC, WBA, IBF, IBO, NABF, WBF e IBA, sempre nei mediomassimi.

È rimasto all'apice della classica Pound for Pound di Ring Magazine in svariate occasioni tra gli anni novanta e i primi del duemila. Oltre a combattere sul ring è attivo sia nel mondo della musica che del cinema. Tra i suoi brani hip-hop più popolari vi sono I Smoke, I Drank, prodotti in collaborazione con la sua band Body Head Bangerz e gli YoungBloodZ, e Can't Be Touched in collaborazione sempre con i Body Head Bangerz.

Dal 2015 ha la cittadinanza russa, richiesta per motivi di lavoro a seguito delle sue frequenti visite nel paese.

Biografia

È laureato in legge alla University Of West Florida.

Il 19 agosto 2015 incontrò il presidente russo Vladimir Putin a Sebastopoli, Crimea, per richiedere la cittadinanza russa. Lo statunitense affermò che essere in possesso del passaporto russo lo avrebbe agevolato in ambito lavorativo per via delle sue frequenti visite nel paese, oltre ad evitargli inconvenienti. Ottenne la cittadinanza russa il 12 settembre.

Carriera I primi anni da dilettante e la discussa finale di Seul 1988 Come pugile dilettante vinse le Olimpiadi Jr. Nazionali nel 1984, il National Golden Gloves statunitense nel 1986 e nel 1987. Venne tuttavia sconfitto dal rivale Gerald McClellan, che sarebbe successivamente diventato negli anni novanta campione mondiale WBO e WBC dei pesi medi.

Malgrado le aspettative non fu mai organizzato un incontro professionistico tra Jones ed il rivale McClellan, soprattutto a causa dei danni neurologici permanenti subiti da quest'ultimo dopo un incontro con il campione mondiale dei supermedi Nigel Benn a Londra nel 1995.

Jones terminò la sua carriera da dilettante con un record di 121 vittorie contro 13 sconfitte. Più tardi rappresentò gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Seoul nel 1988, dove raggiunse la finale dopo aver dominato tutti i suoi avversari, senza perdere neanche un round. Lo statunitense ottenne la medaglia d'argento.

Il punteggio nella finale fu oggetto di polemiche: pur avendo perso per 3-2 a detta dei giudici, secondo molti esperti Jones avrebbe dovuto meritare la vittoria. L'avversario era il sudcoreano Park Si-Hun, che sembrava aver perso in tutte e tre le riprese: Jones infatti è riuscito a colpire l'avversario con 86 pugni, contro i 32 del rivale. Al termine del match, Park si sarebbe scusato con l'avversario poiché sorpreso dalla decisione dei giudici.

Successivamente uno dei giudici ammise che la decisione finale di attribuire la vittoria a Park fu un errore. Conseguentemente fu sospeso, assieme agli altri due giudici che avevano votato per la vittoria di Park.

Un'investigazione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale del 1997 rivelò che tutti e tre i giudici che avevano votato contro lo statunitense (uno uruguaiano, uno marocchino e uno ugandese) erano stati invitati a cena dagli ufficiali coreani.I tre giudici di gara erano stati corrotti, ma nonostante le proteste di Jones la medaglia d'oro è rimase nelle mani di Park.

Jones venne premiato con il trofeo Val Barker come miglior pugile dei giochi del 1988, terza e ultima volta in cui un riconoscimento del genere non fu consegnato ad un vincitore di una medaglia d'oro.

L'incidente, simile a molti altri avvenuti (ad esempio quello di Michael Carbajal nella medesima competizione), contribuì in gran parte all'istituzione di un nuovo sistema di valutazione per la boxe olimpica.

Durante la telecronaca di quell'incontro per la rete Telecapodistria, il celebre telecronista italiano Rino Tommasi, che aveva pronosticano una vittoria di Jones per sei punti, alla pronuncia del verdetto, gridò in diretta: "Non è possibile, non è possibile, si è superato ogni limite, si è superato ogni limite, è uno scandalo, è una vergogna, la Corea si copre di ridicolo, si coprono di ridicolo i giudici [...]. È il più grosso scandalo al quale io abbia mai assistito; ed è veramente ammirevole il modo in cui Roy Jones accetta, sfogando solo in un pianto, la rapina che è stata perpetrata ai suoi danni [...]. Abbiamo assistito alla più grossa rapina mai perpetrata su un ring di pugilato".

Anche a molti anni di distanza, Jones non smise di chiedere una riapertura delle investigazioni nella speranza che la decisione finale potesse essere rivalutata.

Carriera da professionista Quando Jones decise di diventare un pugile professionista, egli aveva già collaborato con diversi atleti di tutto rispetto, come il campione NABF Ronnie Essett, il campione mondiale IBF Lindell Holmes ed il leggendario Sugar Ray Leonard, 10 volte campione del mondo.

Jones debuttò come pugile professionista il 6 maggio 1989 a Pensacola, sua città natale, contro Ricky Randall, sconfiggendolo per KO tecnico alla 2ª ripresa. Nell'incontro successivo il nativo di Pensacola affrontò il ben più esperto Stephan Johnson ad Atlantic City, vincendo per KO all'8º round.

Il giovane Jones continuò la sua striscia di vittorie, raggiungendo un record di 15-0 (15 KO) prima di avanzare di categoria. Nella divisione seguente affrontò come primo avversario il campione del mondo dei welter Jorge Vaca. L'incontro, in Pay-per-view, si svolse il 10 gennaio 1992. Jones riuscì ad imporsi per KO al 1º round, ponendo fine al match e aggiungendo così 1 altro KO (il 16 consecutivo) al suo record. Nei mesi successivi, dopo un'ulteriore vittoria per KO, Jones superò anche il futuro campione mondiale Jorge Castro.

Jones contro Hopkins Jones ebbe la possibilità di conquistare il suo primo titolo mondiale il 22 maggio 1993: nell'occasione si confrontò con il futuro campione indiscusso dei medi Bernard Hopkins. L'incontro, svoltosi a Washington, vide Jones trionfare 116-112 secondo tutti e tre i cartellini dei giudici. Con questa vittoria Roy Jones Jr. divenne così il nuovo campione IBF dei pesi medi.

L'incontro successivo vide Jones opposto a Thulani Malinga, che in futuro sarebbe diventato campione del mondo, in un incontro senza titoli in palio. Malinga si dovette piegare dinnanzi alla potenza del giovane avversario e perse il match per KO alla 6ª ripresa. Jones finì l'anno con un altro match non titolato, questa volta sconfiggendo Fermin Chirino ai punti. Nel 1994 affrontò Danny "Popeye" Garcia in un match senza titoli in palio, vincendo la gara per KO al 6º round. Più tardi difese con successo il suo titolo contro Thomas Tate, vincendo tramite KO tecnico alla 2ª ripresa.

Jones contro Toney All'epoca del match con James Toney, Jones era considerato re delle classifiche Pound-for-Pound (ossia il miglior pugile a prescindere dalla categoria di peso di appartenenza). Il 18 novembre 1994 i due si sfidarono in un match molto atteso a Las Vegas. Toney, come dimostrato successivamente dal rapporto della Nevada State Athletic Commission e rilasciato dall'allora presidente Marc Retner, fu costretto a perdere 25 libbre (circa 10 kg) nei tre giorni precedenti alle operazioni di peso e si presentò sul ring vistosamente debilitato. Jones lo sconfisse molto nettamente per decisione unanime, dominando l'incontro e conquistando così la corona IBF dei supermedi. L'anno seguente Jones difese con successo il suo titolo 3 volte, sconfiggendo Antoine Byrd (1ª ripresa per KO tecnico), l'ex campione dei medi jr. Vinny Pazienza (6ª ripresa per KO tecnico) e Tony Thornton (3ª ripresa per KO tecnico).

La nuova stella dei pesi medi L'annata del 1996 fu anch'essa, per Jones, ricca di successi: ulteriori vittorie e tre incontri consecutivi terminati prima del limite. Grazie alle sue prestazioni inanellate nel corso degli anni, Jones consolidò il suo status di nuova stella dei pesi medi. La prima vittoria dell'anno fu ai danni di Merqui Sosa, sconfitto alla 2ª ripresa per KO. Successivamente fu il turno del canadese Eric Lucas, costretto a gettare la spugna alla fine dell'11º round. Il 3º atleta a cedere sotto i colpi del pugile di Pensacola fu invece Bryant Brannon. Il match, svoltosi a New York, terminò con il KO tecnico di Brannon alla 2ª ripresa.

Roy, inoltre, in quel periodo non faceva solo il pugile, ma anche il cestista. Giocava in vari eventi e prima dell'incontro con Eric Lucas aveva persino partecipato ad una partita di pallacanestro con i Jacksonville Barracudas; è stato il primo atleta a fare una cosa simile.

L'ultimo pugile sconfitto da Roy Jones nel 1996 fu il giamaicano Mike McCallum, divenuto poi membro della International Boxing Hall of Fame. McCallum fu sconfitto ai punti in una gara tutto sommato equilibrata. Con questa vittoria Jones si fregiò del titolo WBC dei massimileggeri, allora vacante.

Jones contro Montell Griffin I e II Per la sorpresa generale, il 21 marzo 1997 Jones subì la sua prima sconfitta da professionista, sebbene per squalifica, contro Montell Griffin. Jones era avanti in tutti e tre i cartellini dei giudici, quando, alle prime battute della 9ª ripresa, atterrò l'avversario. Mentre quest'ultimo era al tappeto, Jones lo colpì altre due volte, subendo così la squalifica e perdendo il suo titolo.

Il pugile di Pensacola chiese immediatamente una rivincita, che si svolse il 7 agosto del medesimo anno. L'allenamento di Roy per questa seconda sfida fu molto duro e intenso. Nel loro 2º match Jones diede prova delle sue qualità facendo vacillare l'avversario nei primi secondi del 1º round e atterrandolo pochi minuti dopo con un letale sinistro. Ice Griffin, stordito, cercò di rialzarsi ma cadette nuovamente nel tentativo di rimettersi in posizione eretta. L'incontro terminò così per KO tecnico, e con la vittoria Junior riconquistò la sua cintura persa contro Griffin, dimostrando che era lui, effettivamente il più forte tra i due.

Il 1998 iniziò con una vittoria per Jones. Nell'occasione sconfisse nella città di Biloxi, Mississippi, il giovane Virgil Hill, che da lì in avanti sarebbe diventato campione dei pesi cruiser. L'incontro, senza alcun titolo in palio, terminò al 4º round dopo che un micidiale gancio di Jones al corpo ruppe una delle costole dell'avversario. A questo evento seguì il trionfo sul campione WBA dei massimileggeri Lou Del Valle, tramite decisione unanime. Il match, datato 18 luglio 1997, diede la possibilità al pugile statunitense di unificare le corone WBC e WBA. All'8ª ripresa, per la prima volta in carriera, Jones subì il suo primo atterramento, ma è riuscì a rialzarsi e a punire Del Valle nelle battute successive, vincendo ai punti dopo il termine della gara. In seguito difese il suo titolo contro il giamaicano Otis Grant, sconfiggendolo per KO tecnico al 10º round.