Gli Esseni furono un gruppo semita di incerta origine, nato forse attorno alla metà del II secolo a.C. e organizzato in comunità monastiche. Erano comunità isolate e conducevano una vita eremitica o cenobitica.
Storia
Tra i gruppi ebraici di età ellenistico-romana, conosciuti e documentati anche da autori greci e latini, quello degli Esseni è forse oggi il più noto, a causa della scoperta, effettuata a Qumran nel 1947, dei Manoscritti del Mar Morto, appartenenti a una comunità di questo tipo. Già nell'antichità avevano scritto su di essi, per ricordare i più rilevanti, Filone Alessandrino (Quod omnis probus liber), Giuseppe Flavio (Guerra giudaica), che ci attesta di esserne stato discepolo, e Plinio il Vecchio (Naturalis Historia). Sulla loro origine e sul significato del nome (puri, bagnanti, silenziosi, pii) non c'è accordo tra gli studiosi. Molto probabilmente ebbero inizio dalla metà circa del II secolo a.C. in epoca maccabea, e di essi non si fa mai menzione prima degli Asmonei.
Di vita appartata e solitaria, si erano organizzati, fuori dal contesto sociale, in comunità isolate di tipo monastico; protetti da Erode il Grande, al tempo di Gesù erano oltre 4000 e vivevano dispersi in tutto il paese; circa 150 erano quelli residenti a Qumran. Questo sito andò incontro a una fine violenta nel 68 d.C. a opera dei romani a causa del loro coinvolgimento nelle sommosse negli anni della guerra che si concluse con il crollo di Gerusalemme. Prima di soccombere riuscirono a nascondere i loro scritti nelle grotte circonvicine. Sembra inoltre che alcuni scampati si unirono agli zeloti di Masada, condividendone poi la tragica sorte, teoria suffragata dal ritrovamento, durante gli scavi del 1963 a Masada, di un frammento di pergamena dei Canti della santificazione del sabato, noto dai ritrovamenti della grotta 4.
Etimologia Il significato del nome Esseni è oscuro ed esistono varie ipotesi. Non vengono citati né nella Bibbia, né nei Rotoli del Mar Morto e neppure nella letteratura rabbinica li si può identificare con certezza. Secondo Filone il loro nome si poteva rendere in greco con "santi", "puri" (dal greco ὅσιος, hosios).Filone, Quod omnis probus liber, 75-91
Tra le dozzine di etimologie pubblicate prima del 1947, l'ebraico ʻosey (haTorah), "realizzatori (della Torah)" Goranson, Stephen (1999). "Others and Intra-Jewish Polemic as Reflected in Qumran Texts". In Peter W. Flint; James C. VanderKam (eds.). The Dead Sea Scrolls after Fifty Years: A Comprehensive Assessment. Vol. 2. Leiden: Brill Publishers. pp. 534–551. ISBN 90-04-11061-5. OCLC 230716707 è l'unica che abbia avuto una conferma dopo la scoperta dei Manoscritti di Qumran e che stia guadagnando consenso presso gli studiosi, derivandola da Ossioi (variante già presente in Filone) Lightfoot, Joseph Barber (1875). "On Some Points Connected with the Essenes". St. Paul's epistles to the Colossians and to Philemon: a revised text with introductions, notes, and dissertations. London: Macmillan Publishers. OCLC 6150927, in aramaico "Hesi'im" Lightfoot, Joseph Barber (1875). "On Some Points Connected with the Essenes". St. Paul's epistles to the Colossians and to Philemon: a revised text with introductions, notes, and dissertations. London: Macmillan Publishers. OCLC 6150927.
Altre proposte moderne derivano dall'aramaico ("āsayyā", "medici"; oppure "ḥăsayyā", "pii"Émile Puech, «Esséniens et interprétations», dans Qumrân le secret des manuscrits de la mer Morte, Paris, BNF, 2010, p. 136) o dall'ebraico ("ḥăshāyīm", "silenziosi"; oppure "ḥăsīdīm", "pii"; oppure "ḥiṣonim", "esterni" Megillah 4:8; o anche "'ésah", "partito"André Dupont-Sommer, op. cit., p. 31), ma restano dubbie.
Fonti Filone li chiama "Εσσαίοι", "Essaioi", nome ripreso da Giuseppe Flavio che di solito usa più frequentemente "Εσσηνοί", "Essenoi" "Un racconto sugli Esseni", Ant. 13.298; "il cancello degli Esseni", Guerra 5.145; "Giuda della stirpe degli Esseni", Ant. 13.311, ma qualche manoscritto recita Essaion; "tenere gli Esseni in onore", Ant. 15.372; "un certo Esseno detto Manaemus", Ant. 15.373; "tenere tutti gli Esseni in onore", Ant. 15.378; "gli Esseni", Ant. 18.11 & 18; Vita 10<ref>"Giuda della stirpe degli Essaioi", Guerra I.78; "Simone della stirpe degli Essaioi, Guerra 2.113; "Giovanni l'Essaio, Guerra 2.567; 3.11; "coloro che sono da noi chiamati Essaioi, Ant. 15.371; "Simone un uomo della stirpe degli Essaioi, Ant. 17.346</ref> e che li identifica come una delle scuole ebraiche del tempo (I sec. d.C.)Guerra, 2.119. Plinio descrive gli "Esseni" come una comunità monastica isolata tra i palmeti.Plinio, Nat. Hist., V, 73.
Speculazioni esoteriche Sugli esseni si sono concentrate molte speculazioni esoteriche. Il controverso Ahmed Osman, ad esempio, nel suo libro "Fuori dall'Egitto", ha sostenuto che "Esseno" deve essere tradotto come "colui che segue Gesù (Essa). Questa "ovvia" traduzione letterale è da tralasciare a causa delle indiscutibili assunzioni circa le origini della cristianità del I secolo d.C. Gabriele Boccaccini dichiara che una etimologia per Esseni non è ancora stata trovata, ma che si applica anche a numerosi gruppi diffusi in tutta la Palestina che includono anche la comunità di QumranGabriele Boccaccini, "Beyond the Essene Hypothesis", Eerdmans Publishing, Cambridge, 1998, pag. 47. Infine il riferimento di Giuseppe Flavio a un "cancello degli Esseni" nel Tempio suggerisce che una comunità essena vivesse nel quartiere della città o che regolarmente accedesse a questa parte dei recinti del Tempio.
Georges Ivanovič Gurdjieff, nel suo libro "I racconti di Belzebù a suo nipote", sostiene che gli Esseni sono stati i veri e più fedeli seguaci di Gesù.
Territorio
Secondo Giuseppe gli Esseni dimoravano "non in una sola città" ma "in moltitudine in ogni città" (Guerra Giudaica 2.124). Filone parla di "più di quattromila" Essaioi che vivevano nella "Siria Palestinese" (Quod Omn. Prob. XII.75), più precisamente, "in molte città della Giudea e in molti villaggi e raggruppati in grandi comunità composte da numerosi membri" (Hyp. 11.1). Alcuni studiosi e archeologi moderni hanno individuato un insediamento abitato dagli Esseni a Qumran, un altopiano nel deserto della Giudea lungo il Mar Morto. Mentre la testimonianza di Plinio ("sulla parte occidentale del Mar Morto, lontano dalla costa ... [sopra] la città di Engeda") tende a essere utilizzata a supporto di questa identificazione, non esiste tuttavia nessun'altra prova conclusiva di questa ipotesi. Tuttavia essa ha finito per dominare la discussione scientifica e la percezione collettiva sugli Esseni.
I Nazareni Il Padre della Chiesa Epifanio (che scrisse intorno al IV secolo d.C.) sembra fare una distinzione tra due gruppi principali all'interno degli Esseni: "Coloro che vennero prima di lui [Elxai, un profeta Esseno], gli Ossaeni e i Nazareni." (Panarion 1:19). Epifanio descrive ogni gruppo nel modo seguente:
"Esseni Nazareni" : "I Nazareni - erano Ebrei per provenienza - originariamente da Gileaditis [dove i primi seguaci di Yeshua fuggirono dopo il martirio di Giacomo, fratello di Gesù], Bashaniti e Transgiordani...Essi riconoscevano Mosè e credevano che avesse ricevuto delle leggi, ma non la nostra legge ma altre. E così, essi erano Ebrei che rispettavano tutte le osservanze ebraiche, ma non offrivano sacrifici e non mangiavano carne. Essi consideravano un sacrilegio mangiare carne o fare sacrifici con essa. Affermavano che i nostri Libri sono delle falsità, e che nessuno dei costumi che essi affermano sono stati istituiti dai padri. Questa era la differenza tra i Nazareni e gli altri..." (Panarion 1:18)
Esseni "Ossaeani": "Dopo la setta dei [Nazareni] venne un'altra setta legata strettamente a essi, chiamata Ossaeani. Costoro sono Giudei come i primi... originari della Nabataea, Ituraea, Moabitis e Arielis, le terre oltre il bacino che le Sacre Scritture chiamavano Mare di Sale... Sebbene siano diverse dalle altre sei sette essa si è separata da loro solo perché proibiscono l'uso dei libri di Mosè come fanno i Nazareni." (Panarion 1:19)
Giuseppe aggiunge: "Oltre a essi, esiste un'altra frangia di Esseni che concordano per leggi e costumi ma differiscono nella visione del matrimonio." (Guerra Giudaica 2.160).
Alcuni gruppi moderni che rivendicano una connessione con l'Essenismo, rivendicano anche la collocazione degli Ossaeani, che incoraggiavano il celibato, che sarebbe stata attorno all'area di Qumran; e dei Nazareni, che incoraggiavano il matrimonio, e sarebbero stati attorno all'area del Monte Carmelo.
Leggi, usanze, teologia e credo I resoconti di Giuseppe e Filone mostrano che gli Esseni (Filone: Essaioi) conducevano una vita strettamente celibe, ma comunitaria − spesso paragonata dagli studiosi alla vita monastica buddista e in seguito cristiana − anche se Giuseppe parla di un altro "rango di Esseni" che si sposavano (Guerra 2.160-161). Secondo Giuseppe, avevano usanze e osservanze come la proprietà collettiva (Guerra 2.122; Ant. 18.20), eleggevano un capo che attendesse agli interessi di tutti e i cui ordini venivano obbediti (Guerra 2.123, 134), era loro vietato prestare giuramento (Guerra 2.135) e sacrificare animali (Filone, §75), controllavano la loro collera e fungevano da canali di pace (Guerra 2.135), portavano armi solo per protezione contro i rapinatori (Guerra 2.125), e non avevano schiavi, ma si servivano a vicenda (Ant. 18.21) e, come conseguenza della proprietà comune, non erano dediti ai commerci (Guerra 2.127). Sia Giuseppe sia Filone hanno lunghi resoconti dei loro incontri comunitari, pranzi e celebrazioni religiose.
Da quanto si è dedotto, il cibo degli Esseni non poteva essere alterato (con la cottura ad esempio); e potrebbero essere stati strettamente vegetariani, mangiando principalmente pane, radici selvatiche e frutta. Dopo un totale di tre anni di prova (Guerra 2.137-138), i membri appena unitisi prestavano un giuramento che comprendeva l'impegno a praticare la pietà verso la divinità e l'aderenza a principi morali verso l'umanità, per mantenere uno stile di vita puro, di astenersi da attività criminose e immorali, di trasmettere intatte le loro leggi e di preservare il libro degli Esseni e il nome degli Angeli (Guerra 2.139-142). La loro teologia includeva il credo nell'immortalità dell'anima e il fatto che avrebbero ricevuto indietro le loro anime dopo la morte (Guerra 2.153-158, Ant. 18.18).
Discussione tra studiosi Gli Esseni vengono discussi in dettaglio da Giuseppe e Filone. Molti studiosi credono che la comunità di Qumran, che presumibilmente produsse i Rotoli del Mar Morto, fu un ramo degli Esseni; comunque, questa teoria è stata disputata da Norman Golb e da altri studiosi. Alcuni suggeriscono che Gesù fosse un Esseno, e che la cristianità evolse da questa setta dell'ebraismo, con la quale condivide molte idee e simboli.
Secondo Martin A. Larson, gli oggi incompresi Esseni erano Ebrei Pitagorici, che vivevano come monaci. In quanto vegetariani e celibi, in comunità autosufficienti, che evitavano il matrimonio e la famiglia, essi predicavano una guerra incombente con i "Figli del Buio". In quanto "Figli della Luce", ciò rifletteva un'influenza separata dallo Zoroastrismo attraverso la loro ideologia parente del Pitagorismo. Secondo Larson, sia gli Esseni sia i Pitagorici ricordavano i thiasoi, o le unità di culto dei misteri orfici. Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità degli Esseni.
Un'altra questione è la relazione tra gli Essaioi e i Therapeutae e Therapeutrides di Filone (si veda De Vita Contemplativa). Si può sostenere che egli considerava i Therapeutae come una branca contemplativa degli Essaioi i quali, diceva, ricercavano una vita attiva (Vita Cont. I.1).
Testi e documenti storici