Armo è una frazione del comune di Reggio Calabria, situata nell'entroterra collinare della zona sud della città, a ridosso del monte San Demetrio (974 metri s.l.m.). Da quando c'è stata la rinnovata suddivione, fa parte IV circoscrizione denominata Reggio sud (prima era era parte integrante della XIV circoscrizione).

La toponomastica del nome Armo sembrerebbe derivare dal greco e significherebbe letteralmente "spalla o dorso del monte". Il paese sorge su una rocca tra la fiumara di Armo e il vallone di Luppari e la fisionomia del paese appare con case basse immerse in un tortuoso divenire di viuzze strette al limite dell'accessibilità, dove anche il transito di una sola auto risulta molto difficoltoso.

La frazione è collegata principalmente con il capoluogo (dal quale centro dista circa 11 chilometri, 7 dall'aereoporto e 12 dalla stazione centrale), tramite la strada provinciale Armo-Gallina ed i trasporti pubblici sono garantiti dalla locale azienda dei trasporti tramite l'autobus numero 118 che unisce il centro città (con partenza dal terminal situato al Ponte Libertà) con la borgata. La frequenza delle corse si attesta prevalentemente ogni ora in periodo invernale e ogni due ore nel periodo estivo.

Borgo di antica fondazione, porta sulle spalle una storia millenaria strettamente legata alla vicina Motta di Sant'Agata. Altrettanto forte il legame con le presenze basiliane del reggino, con la presenza in particolare di Sant'Arsenio da Armo e del suo discepolo Sant'Elia Speleota. A tal proposito è caratteristica l'escursione alla grotta dello stesso Sant'Arsenio in località Sifurio (si accede tramite la strada sterrata che attravera la fiumara partendo da piazza Fontana e seguendo le indicazioni).

Un'altra breve ma significativa "gita" la si può fare per recarsi alla grotta dei "Rumbulisi", dove in tempi molto remoti si dice che risiedessero dei popoli pagani venuti dall'oriente, le quali storie, riportate dagli anziani del paese, sono ricche di suggestioni e di mistero. La grotta è incastonata in realtà in un piccolo canyon in quella località che è definita "Zema" e che è raggiungibile dal basso partendo dal "ponticello" (dove è collocata la fermata nonchè il capolinea dell'autobus) e percorrendo a piedi un sentiero (non facilissimo da individuare) attraverso il vecchio corso d'acqua (ormai destinato a giardini coltivati), oppure risalendo la "strada nuova" (che raggiunge la parte alta del paese) che parte dal ponticello stesso e che ad un certo punto bisogna lasciare andando a sinistra nell'unica biforcazione che la strada stessa propone, per poi inerpicarsi nel bosco fino a raggiungere quasi l'origine dell'antico corso d'acqua già citato in precedenza e ridiscenderlo fino ad individuare il canyon dall'alto.

I luoghi simboli del paese, che costituiscono anche i posti più frequentati e con maggior concentrazione di persone sono piazza Chiesa, piazza Fontana (nella quale ci si ritrova prevalentemente durante le sere d'estate, perchè è il sito più fresco del circondario) e piazza Troffata (ex capolinea dell'autobus). All'interno del paese è possibile trovare due "botteghe" per gli alimentari, situate la prima ad una cinquantina di metri sulla salita che parte da piazza Chiesa (dove tutti i giorni viene sfornato il "pane fresco" di produzione locale) e la seconda sulla discesa che parte dalla piazza stessa. Nell'abitato è anche presente il cosiddetto "circolo", luogo di aggregazione e ludico, dove ancora oggi i vecchi del circondario si riuniscono per chiacchierare e giocare a carte; il "circolo" nel corso degli anni ha cambiato più volte ubicazione, fino ad essere ora sito in una piccola stradina subito sotto piazza Troffata. Non più presente, vogliamo comunque ricordare che Armo per tantissimi anni ha avuto anche l'ufficio postale, che anch'esso cambiò più volte collocazione fino a scomparire per cause dovute al progressivo ma inesorabile spopolamento del borgo.

Il 15 agosto di ogni anno è la data culmine dei festeggiamenti del patrono che è rappresentato in realtà da Maria SS. Assunta, protrettice del paese; nella settimana precedente a questa data si celebra la "festa di paese" con celebrazioni liturgiche (messe solenni e processione con tanto di banda musicale il pomeriggio del giorno 15) e popolari (con esibizioni artistiche e rappresentazioni teatrali e musicali nelle tre serate del 13, 14 e 15), che si concludono alla mezzanotte di quel giorno con il caratteristico spettacolo pirotecnico dei fuochi d'artificio che sanciscono l'iconica fine dell'estate.

L'economia del paese si basa principalmente sull'attività agricola. Nei territori circostanti prevale la coltivazione di alberi d'olivo e di moltissime specie di agrumi tra cui spicca la produzione del Bergamotto (l'agrume d'oro Reggino, dal quale si estraggono delle sostanze preziosissime con il quale si produce l'olio di bergamotto ed altre essenze inebriabilmente profumate, ma si sfruttano anche i frutti stessi per il loro succo e la polpa usati nei più disparati campi, come per esempio la pasticceria) e di altra frutta alloctona come l'Annona cherimola, frutto originario del sudamerica che si è adattato bene al contesto geografico della provincia di Reggio Calabria. Si praticano inoltre l'allevamento dei suini, degli ovini e la pollicoltura come sussistenza e sostentamento.

Il clima è a carattere mediterraneo, con inverni miti nei quali le temperature medie scendono di rado sotto i 10 gradi (anche se non sono di certo mancati episodi nevosi nel corso degli inverni più freddi) e con stagioni estive per lo più secche e spesso caratterizzate da una leggera brezza che circoscrive i seppur caldi mesi di luglio e agosto.

I confini dell'abitato hanno come località adiacenti i villaggi di Caridi, Puzzi (Pozzi) e Aretina, che sono tra le principali frazioni che fanno parte della stessa parrocchia di Armo (guidata da Don Daniele che sta dando nuova linfa e nuovo slancio alla comunità), e con le quali in passato vi era una fervida e marcata ostilità dovuta a questioni di campanilismo più che altro sportivo, che oggi risorge in una sola circostanza che ricade durante il Palio di San Rocco il 16 di agosto in occasione delle celebrazioni per il santo patrono di Puzzi.

Gli abitanti nel periodo estivo raddoppiano se non triplicano il loro numero; ciò è dovuto al ritorno in loco di numerosi emigrati (provenienti dal nord Italia e soprattutto dalle provincie piemontesi e lombarde, ma non solo) che trascorrono le vacanze nel loro paese d'origine.

Note

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