Il Museo di arte contemporanea e del Novecento (Mac,n) è un museo civico con sede a Monsummano Terme (PT) ospitato nella villa Renatico Martini. Istituito nel 1999, promuove la ricerca artistica dal XX secolo al contemporaneo attraverso collezioni, mostre temporanee, attività didattiche e un fondo bibliotecario specialistico. Ospita inoltre la Biennale Internazionale di Incisione Città di Monsummano Terme.

Tra la collezione museale figurano opere di artisti come Pietro Annigoni, Vinicio Berti, Ferdinando Chevrier, Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Ketty La Rocca, Filippo Biagioli e Sergio Scatizzi.

La sede

Architettura

Il museo è ospitato nella villa Renatico Martini, che deve il suo nome al suo proprietario, Ferdinando Martini, e a "Il Renatico”, località su cui sorge l'edificio. Essa fu edificata nel 1887 circa dagli architetti Spighi e Vivarelli, secondo i principi eclettici tipici della fine dell'Ottocento.ibidem Ferdinando Martini nacque a Firenze nel 1841, da una famiglia altolocata che poteva vantare fra i tanti, anche diversi possedimenti in Valdinievole. Passò parte della sua infanzia e della sua educazione culturale presso la biblioteca dello zio Giulio a Monsummano. Egli fu un appassionato lettore come testimonierà la sua grande biblioteca di Villa Martini che al suo culmine comprendeva due intere stanze gremite di scaffali. Si racconta che: “Martini amasse intrattenersi in special modo nella sala minore di villa Martini, dove scriveva, leggeva, meditava spesso sedendo davanti alla finestra rivolta a mezzogiorno"Piero Buscioni, Ferdinando Martini e la Villa di Monsummano Soprattutto nella sua vecchiaia Martini passò gran parte del suo tempo nella sua villa di Monsummano, qui infatti si intratteneva con gli amici, gli intellettuali e le grandi personalità.

Villa Martini fa capolino fra le piante ad alto fusto del giardino, concepito sia come luogo ameno, con aiuole fiorite, sia come collezione dendrologica, con alberi ad alto fusto come platani, tigli, lecci, specie esotiche e piante ornamentali, come alloro e piante da fiore. Dal 2019 inoltre il parco è intitolato a David Bowie, che si esibì a Monsummano nel 1969.

L'edificio presenta due livelli, oltre il seminterrato (ed un piccolo terrazzo collocato sulla sommità): Il piano nobile, costituito da spazi di rappresentanza e dalla biblioteca. II piano costituito da camere ed ambienti privati. Il seminterrato adibito a magazzino e deposito.Ibidem, pp 239 e ss.

I materiali utilizzati sono quelli tipici del tardo rinascimento toscano, parete ad intonaco e pietra arenaria. La regolare simmetria delle finestre risalta ancor di più per la scenografica disposizione delle scale che collegano il piano esterno al giardino, la scala assume qui la connotazione dello “scalone d'onore”, tipico delle residenze patrizie cittadine.Chetti Barni, Giuseppina Carla Romby, Ville, giardini, paesaggi del Montalbano, p. 241 Sempre di gusto neorinascimentale, sono i due scudi sulle scanalature laterali che ricordano i principi ispiratori per cui fu pensata villa Martini “PAX” e “ARS”Arianna Bernava, Laura Mobilia, Apoteosi del Naturalismo in Caffè Michelangiolo, pp. 52-53, come luogo di pace, tranquillità e ispirazione intellettuale. Il prospetto occidentale conduce al portone di ingresso, incorniciato da lesene scanalate e da un architrave “con girali fogliacei e patera al centro”Chetti Barni, Giuseppina Carla Romby, Ville, giardini, paesaggi del Montalbano” , p. 240.Elemento di particolare pregio anche la trifora sulla facciata posteriore della villa: “la finestra tripartita da colonnine che reggono archi a tutto sesto è inquadrata da una esuberante cornice in pietra arenaria; le colonnine posano su di un robusto basamento sorretto da mensole mentre lesene sormontate da un arco a pieno centro inquadrano la trifora e una soluzione rettilinea conclude superiormente tutto l'apparato decorativo.Ibidem, p. 241 Infine, non può non esser preso in considerazione l'incantevole “soffitto ligneo a cassettoni in cui si alternavano tavole dipinte con motivi della vita agreste e del lavoro contadino".Ibidem, p. 242

Storia e descrizione

La villa Renatico Martini dal 1988 ha ospitato esposizioni culturali di vario genere organizzate dall'amministrazione comunale di Monsummano Terme, in collaborazione con importanti istituti culturali. Dal 2000 la Villa è divenuta sede del Museo di Arte Contemporanea e del Novecento, e luogo espositivo per mostre d'arte contemporanea, interessanti dipinti, sculture, disegni, incisioni, video, fotografie e installazioni, create con tecniche e materiali differenti, che hanno permesso, non senza difficoltà, la formazione di una collezione di opere d'arte “Il Renatico” ma anche luogo per conferenze e seminari di studi, concerti di musica da camera e spettacolo teatrali. Il museo ha riaperto nel 2005, dopo un adeguamento agli standard museali richiesti dalla Regione Toscana. I lavori hanno permesso la riorganizzazione degli spazi interni, adattandoli alle esigenze del museo con la realizzazione degli impianti di climatizzazione, antincendio e di allarme.http://www.macn.it

In questi anni la raccolta si è costituita grazie alle donazioni degli artisti, o persone a loro legate, invitati alle mostre temporanee, ma anche di collezionisti o semplici amatori che si sono prodigati fino a comporre un importante nucleo, sempre più omogeneo e completo, sia nella scelta delle tematiche che dell'eclettica ricerca del pensiero contemporaneo, che ci permette oggi di rendere godibile e comprensibile questa preziosa raccolta.

Mostre ed esibizioni Negli ultimi anni il museo ha dedicato particolare attenzione all’arte contemporanea, ospitando mostre personali di artisti italiani e internazionali, tra cui Jeanne Isabelle Cornière, Francesco Pellicci, Stefano Prisco, Greta Bisandola, Cesare Catania, e Saturno Buttò. Inoltre, il museo ospita regolarmente la Biennale Internazionale di Incisione Città di Monsummano Terme.

Le tematiche che si sono avvicendate negli anni sono state numerose, ma sempre mirate al raggiungimento di un fine specifico: quello di fornire gli strumenti didattici per permettere a chiunque di leggere un'opera d'arte al di là della sua forma, struttura o presentazione. Indagare gli argomenti in tutti i loro aspetti fino a sviscerarne le problematiche è stata una priorità come dimostrano le mostre dei primi anni novanta quando l'arte in Toscana nell'immediato dopoguerra è stata indagata seguendo tutte le correnti delle avanguardie, come per esempio il duro conflitto che stava avvenendo tra arte figurativa e astratta, o ancora il peculiare quanto ricercato interesse rivolto verso la poesia visiva e l'attività artistica di Ketty La Rocca. La didattica è stata la forza promotrice degli incontri a villa Renatico Martini sia che fossero rivolti ai ragazzi delle scuole o agli adulti, approfondendo anche gli aspetti tecnici, come è avvenuto con l'incisione, diventata una materia molto nota a Monsummano grazie alla Biennale Internazionale d'Incisione iniziata nel 1999, ma preceduta da mostre sullo stesso argomento organizzate con la collaborazione dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Fondo biblioteca Un lungo e paziente lavoro di scambi tra il Museo di Arte Contemporanea e del Novecento e altre realtà museali e artistiche italiane e straniere ha permesso, nell'arco di oltre dieci anni, di raccogliere un numero considerevole di volumi e riviste che oggi vanno a formare il Fondo Mac,n. I volumi, catalogati da marzo 2013, sono oltre 1810 e in continuo aumento, e hanno carattere prettamente storico-artistico con particolare e importante riferimento all'arte contemporanea del XX e XXI secolo (con testi relativi alle diverse correnti artistiche della contemporaneità) a cui si aggiungono numerosi cataloghi di esposizioni fatte a villa Renatico Martini o in altri luoghi, molti dei quali relativi ad artisti di spicco del XX e XXI secolo.

Tra il materiale catalogato compare un ricco fondo di testi sull'arte del secolo XIX e in generale sulle diverse correnti artistiche a cui si associano specifiche riviste di ambito artistico e di carattere locale.

Note

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Arte Categoria:Musei di arte contemporanea d'Italia