Il Messico (), denominato ufficialmente Stati Uniti Messicani (; ), è una repubblica federale presidenziale composta da 32 entità federative (31 stati più Città del Messico). Secondo la Costituzione messicana, la sede dei poteri della federazione e capitale dello Stato è Città del Messico. Occupa la parte meridionale dell'America settentrionale e la parte settentrionale dell'America Latina. Il Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati Uniti d'America, a est dal golfo del Messico e dal Mare Caraibico, a sud-est dal Belize e dal Guatemala e a ovest dall'Oceano Pacifico. Con una superficie di , il Messico è il 14º Stato più esteso del mondo, mentre con più di abitanti,CONAPO, oltreché ad essere il 10º Stato più popoloso del mondo, è anche lo Stato ispanofono più popoloso, il terzo Stato più popoloso del continente americano dopo gli Stati Uniti e il Brasile e il secondo Stato cattolico più popoloso dopo il Brasile. Lo spagnolo è parlato in Messico con molte lingue indigene, ufficialmente riconosciute.

L'insediamento umano in questo territorio risale a circa undicimila anni fa e da allora si succedettero svariati popoli, sia agricoltori della Mesoamerica sia nomadi. Dopo la conquista spagnola, il Messico cominciò la sua lotta per l'indipendenza politica nel 1810. In seguito, per quasi un secolo il Paese è stato coinvolto in una serie di guerre interne e d'invasioni straniere che hanno avuto un impatto forte in tutti gli ambiti della vita messicana. Per la maggior parte del XX secolo (principalmente per la prima metà) si assistette a un periodo di forte crescita economica nel contesto di una politica dominata da un unico partito politico.

Per volume di prodotto interno lordo (PIL) nominale, il Messico è considerata la quattordicesima economia mondiale. Tuttavia la distribuzione della ricchezza è estremamente diseguale, tanto che gli indici di sviluppo umano possono variare enormemente fra zona e zona del Paese.Nel caso di Benito Juárez. , nota de El Universal, 25 ottobre 2004, consultata l'8 ottobre 2007.Nel caso di Metlatónoc (regione della Mixteca guerrerense). "Metlatónoc: l'impero della povertà", nota di Sergio Ocampo Arista per La Jornada, 26 giugno 2005; , consultato l'8 ottobre 2007. Per una buona parte del XX secolo la principale fonte di ricchezza del Paese è stato il petrolio, anche se il processo di industrializzazione del Paese ha permesso la diversificazione dell'economia. Le rimesse dei lavoratori all'estero sono aumentate di anno in anno e rappresentano il 3% del PIL, costituendo un'importante fonte di valuta estera per il Paese accanto ai proventi delle esportazioni di petrolio e del turismo., BBC Mundo, 23 agosto 2005, consultato il 7 ottobre 2007Lozano Asencio, Fernando (2004) , University of California, San Diego, consultato il 30 ottobre 2007. Dopo la cattura di Pablo Escobar, la lotta per il controllo delle rotte della droga per gli Stati Uniti d'America attraverso il Messico ha prodotto una vera e propria guerra civile tra i vari cartelli della droga, che ha portato a oltre morti.

Il Messico è uno dei Paesi più diseguali del mondo. Lo 0,3% della popolazione possiede il 59,5% della ricchezza del Paese, mentre 46,8 milioni di persone vivono in povertà (2024). La disuguaglianza è considerata il principale fattore alla base della criminalità in Messico.

Il Messico è una potenza regionale e uno dei quattro Paesi dell'America Latina insieme al Cile, la Colombia e la Costa Rica a essere membro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Etimologia Dalla sua creazione come Stato federale il nome ufficiale del Paese è Stati Uniti Messicani, anche se nella Costituzione del 1824 venivano utilizzate indiscriminatamente le espressioni di Nazione Messicana e Stati Uniti Messicani (Nación Mexicana e Estados Unidos Mexicanos).Constitución de los Estados Unidos mexicanos (1824) La Costituzione del 1857 ufficializzò l'uso del nome Repubblica Messicana, sebbene nel testo si usasse anche l'espressione Stati Uniti Messicani.Constitución de la República Mexicana (1857), passim La Costituzione vigente, promulgata nel 1917, stabilì che il nome ufficiale del Paese fosse Stati Uniti Messicani.

La parola Messico deriva da Mēxihco [me:ʃiʔko], nome con il quale gli Aztechi designavano la loro capitale. Ci sono diverse ipotesi circa il significato della parola Mēxihco e un'etimologia proposta suggerisce che potrebbe essere interpretato come "luogo [dove vive] Mēxitli (o Mēxtli, o Metztli)", un nome della divinità della guerra degli Aztechi.AGUILAR-MORENO M. (2006), Libro de bolsillo para los hechos aztecas de la visa, Inc: New York, p. 19 Un'altra corrente individua le parole metztli (luna), xictli (centro) e -co (in, il posto): in questo modo il nome Messico significherebbe "Nel centro della Luna" o "Nel centro del lago della luna", tuttavia quest'ultima interpretazione è scarsamente riconosciuta.F. Karttunen, An Analytical Dictionary of Náhuatl, University of Texas, Austin, 1983, ISBN 0-8061-2421-0.

Alcuni autori (soprattutto in Spagna) preferiscono la variante Méjico al vero e corretto termine México. Real Academia Española Entrambe le forme sono ritenute corrette dalla lingua spagnola, che comunque suggerisce la forma México e l'uso della "x" in tutte le parole da essa derivate.[buscon.rae.es/dpdI/SrvltGUIBusDPD?lema=M%E9xico Real Academia Española] Diccionario Panhispánico de Dudas Storicamente la maggior parte dei Paesi di lingua spagnola usa la "x".

Storia

Epoca preispanica e civiltà pre-colombiane

Il passato del Messico mostra una grande diversità di civiltà. Come il resto d'America, i primi abitanti del Paese furono probabilmente dei cacciatori asiatici che attraversarono lo stretto di Bering al momento delle grandi glaciazioni. Il territorio messicano fu abitato da cacciatori e raccoglitori a partire da circa anni fa.Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, Einaudi, Torino, 2006 L'agricoltura cominciò a svilupparsi nel IX millennio a.C., anche se la coltivazione del mais, la più importante della regione, non si iniziò fino al V millennio a.C. Il vasellame, importante segno della nascita di una società sedentaria, fu introdotto attorno al 2500 a.C., che viene accettata come data di inizio della civiltà mesoamericana. Mentre le popolazioni del deserto del nord continuarono a sopravvivere grazie a caccia e raccolta, nella parte meridionale del Messico l'agricoltura permise la transizione dalle società egualitarie del periodo preclassico antico (tra il XXV e il XVI secolo a.C.) – basate sulle differenze di genere, età e parentela – alle società più complesse del periodo preclassico mediano.

Dal XII secolo a.C. fino alla conquista spagnola nel 1492 il Messico fu la patria di civiltà avanzate.

Gli Olmechi (apogeo dal 1200 a.C. al 500 a.C.)

La cultura e l'arte olmeca sono ancora poco conosciuti. Sebbene i loro resti siano pochi (testa olmeca di La Venta, si veda in particolare il Museo di Antropologia di Xalapa), si stima che la loro influenza sulla civiltà degli altri Paesi sia stata decisiva (l'invenzione della scrittura e del calendario, il culto del giaguaro e il dio della pioggia). Tutte le civiltà della Mesoamerica pertanto fanno riferimento a quella olmeca.

La civiltà di Teotihuacán (100 a.C. al 650 d.C.)

Teotihuacan fu la più grande città-Stato pre-colombiana e dominò la civiltà che porta lo stesso nome. Costituisce uno dei siti archeologici più visitati del Messico. Fece sentire la propria influenza dal Nuovo Messico alla Costa Rica. Nell'VIII secolo Teotihuacan cominciò a decadere e nella regione sorsero diversi Stati ostili fra loro. Nel X secolo questi Stati avevano esaurito le proprie forze, proprio mentre dal deserto del nord giungevano le prime tribù chichimeche. Nel frattempo, nel nord-est i popoli Oasisamericani crearono una civiltà propria, le cui vestigia più importanti in territorio messicano sono localizzate a Paquimé.

Zapotechi (apogeo dal 200 al 700)

Stanziatisi prevalentemente nell'odierno Stato di Oaxaca, si costituirono in città-stato teocratiche. Oggi persone parlano ancora lo zapoteco. Uno dei principali siti archeologici è quello di Monte Albán.

I Maya (apogeo dal 200 al 900)

Quella Maya fu una delle civiltà più evolute dell'epoca pre-colombiana, caratterizzata dallo sviluppo di importanti centri cerimoniali (il cui simbolo è il tempio a forma di piramide a gradoni). Fondarono la città di Chichén Itzá, una delle più importanti città del Messico pre-ispanico, e Palenque.

I Toltechi (apogeo dal 1000 al 1200)

I Toltechi inaugurarono l'era dei sacrifici umani, ponendo fine ai riti pacifici. La capitale tolteca fu la città di Tula.

Gli Aztechi (apogeo dal 1200 al 1500)

Questo popolo passò nel giro di poco meno di 200 anni dallo status di tribù nomade a quello di impero esteso su un vasto territorio del Messico centrale. La capitale dell'impero azteco fu Tenochtitlán, che divenne l'odierna Città del Messico dopo la sua distruzione nel 1521 per opera dei conquistadores spagnoli. L'impero crollerà poco dopo, nel 1525.

La conquista

Nel 1517 gli spagnoli con Francisco Hernández de Córdoba raggiunsero la costa della penisola dello Yucatán provenienti da Cuba. Diego Velázquez de Cuéllar inviò quattro navi comandate dal nipote Juan de Grijalva nel 1518. Una terza spedizione del 1519, guidata da Hernán Cortés, prese terra a Cozumel. Gli spagnoli inizialmente vennero accolti pacificamente dall'imperatore azteco Montezuma, poiché in base a segni premonitori e ad antiche leggende gli uomini di Cortes vennero scambiati per emissari di Quetzalcoatl, una delle principali divinità azteche.

Cuitláhuac e Cuauhtémoc furono gli ultimi leader dell'Impero azteco. Il primo venne sconfitto dagli invasori il 30 giugno 1520, e morì poco dopo durante l'epidemia di vaiolo. Cuauhtémoc, abbandonato dalla maggior parte dei suoi alleati, venne catturato e ucciso dagli spagnoli nel 1521. Nell'autunno del 1521 cadde l'Impero azteco per opera degli eserciti spagnoli composti principalmente da tlaxcalteca. Dopo due mesi e mezzo di assedio, Tenochtitlán fu espugnata, e nel giro di un anno gli spagnoli presero il controllo dell'intero Paese e in seguito procedettero alla sottomissione dei regni indipendenti. Quasi tutti i popoli mesoamericani vennero assoggettati nei cinque anni successivi alla caduta di Tenochtitlan. Tuttavia i gruppi semi-nomadi del Nord continuarono la resistenza fino quasi al XX secolo, quando gli Yaqui negoziarono l'armistizio con l'esercito messicano.

I soldati spagnoli arrivarono accompagnati dai missionari che procedettero alla conversione degli indigeni al cattolicesimo. Tra i religiosi che giunsero nel Paese vi furono: Vasco de Quiroga, Motolinía, Martín de Valencia, Bernardino de Sahagún, Diego de Landa, Junípero Serra, Sebastián de Aparicio e Bartolomé de Las Casas.

Vicereame della Nuova Spagna

Dopo la caduta di Tenochtitlán, Hernán Cortés s'impossessò del governo del Paese proclamandosi comandante generale e cominciando la conquista di un vasto impero coloniale conosciuto con il nome di Nuova Spagna. Il territorio, oltre al Messico arrivò a coprire gran parte del Sud degli odierni Stati Uniti, (tra cui: California, Arizona, Nuovo Messico e Texas). Vennero fondate alcune delle principali città messicane, come Città del Messico (sulle rovine di Tenochtitlán), Guadalajara, Puebla e Monterrey, Querétaro.

Dal 1535 l'amministrazione della Nuova Spagna venne affidata a un viceré. Il primo fu Antonio de Mendoza nominato da Carlo V.