Biografia Dal 1971 al 1984 è stato tecnico di ricerca in astrofisica presso l'Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, dipendente IAS (Istituto Astrofisica di Frascati); dal 1984 al 1990 all'Osservatorio astronomico di Campo Imperatore (AQ). alla trasmissione televisiva "Porta a Porta" nella puntata del 7 aprile 2009; filmato consultato su youtube.com l'8/4/2009
Ha lavorato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come collaboratore tecnico non laureato dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, una delle venti strutture dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Ha partecipato prima all'esperimento EAS-TOP e poi all'esperimento Large Volume Detector(LVD) per la rivelazione di neutrini prodotti da collasso gravitazionale stellare.
Contesto di riferimento e ricerche Relazione tra radon e terremoti
Da molti anni, nel mondo, si studia la possibilità di prevedere i terremoti attraverso il radon ed esistono diversi studi pubblicati su riviste scientifiche. In California un sistema di monitoraggio basato sul radon fu usato negli anni '70 per poi essere dismesso data la scarsa affidabilità. A Taiwan, data la particolare idoneità morfologica e geologica del territorio sono state notate delle correlazioni tra radon e sismicità senza tuttavia consentire alcuna previsione dei terremoti.
Anche in Italia, prima di Giuliani, vennero condotti alcuni studi sulle radiazioni naturali presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso da parte dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nell'ambito del progetto ERMES (Environmental Radioactivity Monitoring for Earth Sciences). Tra gli oggetti della ricerca vi era quello di analizzare le correlazioni tra le variazioni di emissioni di gas radon dal sottosuolo e i processi di deformazione entro le rocce;Wolfango Plastino, Matthias Laubenstein, Giuseppe Etiope, Paolo Favali, ERMES, in LNGS Annual report 2002, INFN, pp 201-206 in particolare, dal marzo 1998 al giugno 1999 venne eseguito da alcuni ricercatori del Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi Roma Tre un monitoraggio continuo delle emissioni, che sembrarono evidenziare una correlazione fra sismicità locale e variazioni nel flusso del radon dal sottosuolo.Francesco Bella, Wolfango Plastino, LSS. Liquid Scintillation Spectrometry Radon time series analysis at LNGS, Iin LNGS Annual report 1999, INFN, pp 193-198. Francesco Bella, Wolfango Plastino, Radon time series analysis at LNGS, II, in LNGS Annual report 1999, INFN, pp 199-203. Successive ricerche, sempre per valutare possibili correlazioni fra radon e sismicità furono espletate da ricercatori del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna assieme a ricercatori del gruppo Eni.A. Bassignani, G. Colombo, L. Degli Esposti, R. Fresca Fantoni, G. Giacomelli, G. Maltoni, G. Mandrioli, M. Mascoli, F. Materazzi, L. Patrizii, G. Sirri, D. Ugolotti, LNGS-EXP 20/99 Measurement of the Radon concentration in the water from the Gran Sasso fault, in LNGS Annual report 2000, INFN, pp 195-194 La ricerca in questa direzione, e più in generale tra la correlazione tra spettrometria nucleare e fenomeni geofisici, continua ancora oggi all'interno del laboratorio del Gran Sasso.
Ricerche personali Indipendentemente da questi progetti, Giampaolo Giuliani, con i suoi collaboratori, per comune interesse e curiosità scientifica, proseguì le ricerche sulla correlazione fra il rilascio di radon dalla crosta terrestre e il verificarsi di terremoti. , G. Giuliani, 30 novembre 2006 Gli studi del gruppo, iniziati nel 2000 dopo un terremoto in Turchia (1999), realizzando un rivelatore di sua invenzione,La tesi di Giampaolo Giuliani, formulata e sostenuta indipendentemente dalle numerose ricerche condotte sui possibili precursori sismici in giro per il mondo, è che il sistema di apparecchi da lui creati insieme ad un amico sismologo, posti in diversi luoghi per consentire un sistema incrociato di dati, sono in grado di prevedere l'intensità e l'area epicentrale di un terremoto, poiché nel relativo istogramma si riesce a leggere, sul computer, da 6 a 24 ore prima che l'evento abnorme si scateni, il presunto "precursore sismico", ovvero il radon, o più precisamente le radiazioni emesse dal decadimento radioattivo dello stesso. Il termine "precursore sismico" viene utilizzato da Giuliani sia per indicare il radon e le sue emissioni radioattive, sia per designare ognuno degli apparecchi dislocati in varie postazioni che, nel marzo del 2009, risultano essere cinque: Coppito (L'Aquila), Laboratorio del Gran Sasso (autorizzato dal direttore), scuola elementare De Amicis (L'Aquila), Fagnano e Pineto. sono sostanzialmente basati sulla misurazione di alcuni dati in un locale sotterraneo.
Giuliani nei giorni 29 e 30 ottobre 2002 misurò valori eccezionalmente alti e anomali e allertò l'assessore abruzzese alla Protezione Civile dell'imminenza di un forte sisma. Non fu tuttavia in grado di fornire indicazioni sul luogo in cui tale scossa si sarebbe verificata, perché con un unico rivelatore è possibile, a suo dire, individuare un evento solo entro il raggio di azione dello strumento. Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.7 colpì il Molise, con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti.«Nel 2002... in corrispondenza del terremoto di San Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di un solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di da L'Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell'evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon.» (dall'intervista fatta da Roberta Galeotti
Dopo studi, test ed esperimenti realizzati in proprio a L'Aquila, Giuliani, non pubblicando nulla su riviste peer reviewed, e senza alcun confronto con la comunità scientifica e in particolare con i geofisici, riesce a realizzare un sistema di monitoraggio che, a suo dire, sarebbe completo e in grado di prevedere i terremoti. Il sistema è stato collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell'Università dell'Aquila, dall'11 al 19 aprile 2008 durante l'attività di campo per la mitigazione e previsione del rischio sismico (Piazza del Teatro-Scuola "De Amicis"-L'Aquila). Questa personale ricerca si è potuta attuare solo grazie al finanziamento privato.
Nel maggio del 2006, sostenendo l'importanza del "sistema", era stata fatta esplicita richiesta di finanziamento per l'espansione e il potenziamento della rete di rilevamento per la previsione dei terremoti al direttore della Protezione Civile Italiana Guido Bertolaso, senza esito positivo. Lui, però, continua la sua ricerca e fino al 2008 costruisce altre due macchine, dislocandole presso il Laboratorio del Gran Sasso e a Pineto (Te). Giampaolo Giuliani e alcuni collaboratori si ritrovano così a lavorare nella loro sala sismica allestita nei sotterranei della scuola elementare "De Amicis", a San Bernardino, per la raccolta dei dati dei suoi rivelatori di radon, gli MP4 ed MP2,«Caratteristica del Rivelatore gamma PM, utilizzato dalla S.C.S. (Società di Collaborazione Scientifiche) come strumento per la previsione di terremoti, con anticipo sull'evento da 6 ore a 24 ore, è quella di essere sensibile alla variazione di concentrazione di 222Rn che emerge dalla superficie terrestre, spinto dalle azioni endogene generate sotto la crosta terrestre e dalle variazioni di pressione atmosferica esercitate sulla crosta terrestre. Il Detector PM, evidenzia attraverso il counting rate di particelle gamma, il "precursore sismico" da cui viene generato l'allarme terremoto». Altrove viene confermato che « [...] il Rivelatore gamma PM misura la variazione di concentrazione di Radon attraverso conteggi indiretta di fotoni emessi dal decadimento beta di 214Pb e 214Bi, isotopi del 222Rn, Il rivelatore non è sensibile alle onde sismiche». fin dall'agosto del 2008, studiando le emissioni di radon in occasione di più di 4500 scosse, con epicentro dalla Valle d'Aosta fino a Pantelleria. I dati raccolti da questo monitoraggio hanno portato lui e i suoi assistenti ad una conclusione statistica del tutto particolare: «Abbiamo notato che la maggior parte dei terremoti si verificano durante i mesi invernali, o meglio, quando il sistema terra-luna è nel perielio, quindi più vicino al sole. In inverno, quando la terra subisce uno stress gravitazionale maggiore, si registrano più eventi sismici (60-70%) che in estate. La percentuale si mantiene ancora più alta quando c'è la luna nuova. Il magma che scorre sotto la crosta terrestre risente delle attrazioni gravitazionali, come accade per gli oceani.»
Tuttavia, la sua affermazione riguardante l'influenza della rotazione eliocentrica sull'incidenza dei terremoti è in contrasto con i dati del più importante database storico di terremoti al mondo, quello del National Geophysical Data Center,Si veda ad esempio per un elenco dei terremoti in Europa meridionale dal 1960 al 2007; si può notare che sebbene durante novembre, febbraio e aprile si siano verificati più terremoti della media, in gennaio, marzo e soprattutto dicembre se ne sono verificati meno. nonché con l'opinione dell'U.S. Geological Survey Earthquake Hazards Program.
Giuliani sostiene che il suo sistema di rivelatori-analizzatori di radon, le cui informazioni vengono raccolte e analizzate nella sala sismica, sarebbe in grado di percepire l'energia che si addensa su una faglia e, tramite la triangolazione dei dati prelevati dalle diverse postazioni, di permettere di prevedere con un buon margine di approssimazione l'epicentro dell'evento macrosismico e l'intensità del medesimo, 6-24 ore prima che esso si verifichi e in un raggio massimo di 80–100 km da L'Aquila. Questo stesso sistema di previsione permetterebbe di mandare in tempo utile, in automatico, email d'avviso agli addetti ai lavori.
Terremoto dell'Aquila del 2009
In un'intervista risalente al 25 marzo 2009 Giuliani dichiarava: «Quest'anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella di L'Aquila.» E proseguiva dicendo: «Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.»
Dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile del 2009 e riferendosi stavolta alle registrazioni dei suoi apparecchi poche ore prima dell'evento, Giuliani afferma di avere notato un consistente incremento di radon in concomitanza di uno sciame sismico, senza rilascio d'energia, quindi un accumulo di energia che prima o poi a suo dire si sarebbe certamente scatenata in una grande scossa. In uno stato d'animo che egli descrive come "sconvolto ed impotente", tenuto conto anche dell'avviso di garanzia ricevuto per la precedente previsione errata fatta la settimana prima riguardo ad un fenomeno sismico che sarebbe dovuto scatenarsi a Sulmona, non sapendo cosa fare, si sarebbe limitato a mettere al sicuro la sua famiglia fuori casa. Avrebbe scelto invece di rimanere comunque nella sua abitazione, confidando nella resistenza di questa (che non avrebbe subito lesioni di sorta), per osservare l'arrivo dell'evento.
Nel novembre 2009, Giampaolo Giuliani ha presentato il suo libro, L'Aquila 2009, la mia verità sul terremoto, scritto con Alfredo Fiorani, confermando questa versione dei fatti: