Biografia Entrò in monastero all'età di undici anni.
Attività con la banda Carità
È considerato, insieme a don Gregorio Baccolini, un discepolo della dottrina di don Tullio Calcagno.Carlo Francovich, op. cit. in Bibliografia, pag. 103 A Firenze collaborò inizialmente con Ferdinando Pretini, un parrucchiere che aveva organizzato un servizio di soccorso per i prigionieri alleati. All'inizio infatti dette ospitalità ad alcuni militari del disciolto esercito e a una missione badogliana, nel convento della Chiesa di Santa Trinita, di cui era viceparroco.
Arrestato nel negozio del Pretini dalla banda Carità, ne divenne poi un componente, uno dei più stimatiCarlo Francovich, op. cit. pag. 380, dopo aver subito i primi maltrattamenti e dopo essere stato anche ricattato: venne trovato in possesso, oltre che di stampa antifascista clandestina, perfino, sembra, di alcune lettere galanti. In seguito, al processo contro la banda Carità, si disse che aveva ceduto al ricatto nel timore di essere scoperto dal cardinale Dalla CostaCarlo Francovich, op. cit. pag. 98: Fu detto durante il processo della banda [...], che [...] avesse più paura del cardinale [...] che di Carità; però, c'è anche chi sostiene che fu lo stesso Troya a denunciare il Pretini a Carità.Giovanni Frullini, op. cit in Bibliografia, pag. 38 In ogni caso divenne una spia di Carità, tradendo i suoi vecchi compagni di cospirazione e inoltre, in una "Villa Triste" a Firenze, durante le torture si divertiva a suonare al pianoforte le canzoni napoletane o L'Incompiuta di SchubertCarlo Francovich, op. cit. pag. 98.
Attività con la banda Koch Seguì Pietro Koch, di cui era amico e "consigliere spirituale", prima a Roma e poi a Milano, divenendo membro dell'omonima banda e prendendo parte a vari crimini: al processo contro la banda Koch, ammise di aver fatto parte dell'OVRA a Firenze e di aver lavorato per Koch come informatore, nell'ambiente religioso.Nuovo Giornale d'Italia, di mercoledì 28 giugno 1946, articolo intitolato Solo l'ex frate repubblichino non ha fatto il doppio gioco Fu anche accusato di aver partecipato personalmente alle torture, anche se respinse queste gravi accuse; comunque, molto probabilmente, fu responsabile dell'irruzione compiuta dai tedeschi e da Koch nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma.Corte di assise straordinaria di Milano "Procedimento penale contro il reparto speciale di polizia comandato da Pietro Koch", anno 1946 Nel dopoguerra, dopo essersi rifugiato in America Latina, tornò in Italia per affrontare i processi contro la banda Carità e la Banda Koch. Il 10 agosto 1946, la Sezione Speciale della Corte d'Assise di Milano condannò Troya a 28 anni di reclusione. Scontò pochi anni di carcere, per poi beneficiare dell'amnistia Azara, nel 1953.
Morte Morì nel 1984, all'età di sessantanove anni.
Opere Certi Giovani, articolo del 16 marzo 1944, a firma "Elio Desi" I Servi, opera teatrale, Gastaldi Editore, Milano 1963
Note
Bibliografia Carlo Francovich, La resistenza a Firenze, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1962. Giovanni Frullini, La liberazione di Firenze, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1982.
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