Shoghi Effendi شوقي أفندي Shoghi Effendi ad Haifa, 1921 Titolo Custode della fede Bahá'í vita personale Nato Shoghí Rabbání 1º marzo 1897Acri, Impero ottomano (oggi Israele) Morte 4 novembre 1957 (60 anni)Londra, Inghilterra, Regno Unito Luogo di riposo Nuovo cimitero di Southgate,Londra Nazionalità iraniano Coniuge Rúhíyyih Khánum (sposato nel 1937) Genitori Mírzá Hádí Shírází (padre)Díyá'íyyih Khánum (madre) Parenti 'Abdu'l-Bahá (nonno)Bahá'u'lláh (bisnonno) Firma vita religiosa Religione Fede Bahá'í Lignaggio Afnán (vedi: § Ascendenza) Custode della Fede Bahá'í Periodo in carica 1921–1957 Predecessore 'Abdu'l-Bahá Successore Casa universale di giustizia

Biografia Nacque da Mírzá Hádí Shírází e di Díyá'íyyih Khánum, a sua volta figlia di 'Abdu'l-Bahá, figlio di Bahá'u'lláh. Oltre a essere discendente di Bahá'u'lláh tramite sua madre Ḍíyáʼíyyih Khánum, la figlia maggiore di 'Abdu'l- Bahá, era parente del Báb tramite il padre, Mírzá Hádí Shírází. Tra lui e il nonno, `Abdu'l-Bahá, si stabilì fin dai primi anni uno stretto legame, che lo avrebbe influenzato per tutta la vita. Il nonno gl'insegnò a pregare e lo incoraggiò nel canto e dallo stesso fu chiamato in segno di rispetto Effendi: Signore, denominazione che divenne parte del suo patronimico. Shoghi Effendi condivise fin dall'infanzia le sofferenze che subirono i Bahá'í in quel tempo ad Acri, compresi gli attacchi di Mírzá Muhammad `Alí e compagni contro il nonnoPeter Smith, op. cit. in bibliografia, pp. 169-170.. Da ragazzo, era a conoscenza del desiderio del sultano Abdul Hamid II (regnò dal 1876 al 1909) di esiliare 'Abdu'l-Bahá nei deserti del Nord Africa dove avrebbe dovuto morire.

Tavola di 'Abdu'l-Bahá per Shoghi Effendi Essendo il nipote maggiore di 'Abdu'l-Bahá, il primo figlio della figlia maggiore di 'Abdu'l-Bahá, Ḍíyáʼíyyih Khánum, Shoghi Effendi aveva un rapporto speciale con suo nonno. Zia Baghdadi, un baháʼí contemporaneo, racconta che quando Shoghi Effendi aveva solo cinque anni, tormentò suo nonno affinché scrivesse una tavola per lui, cosa che 'Abdu'l-Bahá fece:

Shoghi Effendi iniziò quindi a memorizzare una serie di preghiere e le recitò più forte che poteva. Ciò indusse i membri della famiglia a chiedere ad 'Abdu'l-Bahá di calmarlo, richiesta che apparentemente rifiutò.

Istruzione Shoghi Effendi fu educato in casa, insieme con gli altri bambini della famiglia, in seguito frequentò il plesso francese delle Scuole cristiane di Haifa e successivamente in un'altra Scuola cattolica di BeirutPeter Smith, op. cit., pp. 314-317..

Frequentò, più tardi, quella che sarebbe divenuta l'Università americana di Beirut, quindi, in Gran Bretagna, il Balliol College di Oxford, dove si diplomò in Scienze economiche e Scienze sociali.Riaz Khadem, op. cit. in bibliografia. Durante i suoi studi si dedicò al perfezionamento dell'inglese, del quale assunse piena padronanza, aggiungendo tale competenza a quella che già aveva del francese, del persiano, del turco e dell'arabo. La fluente conoscenza di tali lingue gli permise di tradurre le lettere di `Abdu'l-Bahá e di poterlo aiutare come segretarioPeter Smith, ibidem..

Shoghi Effendi fu esentato dal partecipare alla Prima Guerra Mondiale grazie alla neutralità del Collegio protestante siriano. Anche se le tensioni politiche nel 1917 causarono la breve chiusura del collegio, la vita studentesca continuò.

L’estate del 1918 e fino all’ingresso del Generale Allenby ad Haifa furono periodi durante i quali la vita di 'Abdu’l-Bahá era in grave pericolo. Con l’approssimarsi dell’armistizio e dopo aver completato i suoi studi, Shoghi Effendi era pronto a tornare da suo nonno. Nell’autunno del 1918 tornò ad Haifa per assistere Abdu’l-Bahá nella sua crescente corrispondenza, trascorrendo quasi due anni in sua presenza. In una lettera privata a un amico della fine del 1918 Shoghi Effendi riflette sulle indicibili sofferenze della guerra, e aggiunge che “questa è invero l’era del servizio”.

Dopo il periodo trascorso ad Haifa andò al Balliol College di Oxford, in Inghilterra, dove si immatricolò al corso in “Economia e Scienze Sociali”, perfezionando le sue capacità di traduzione. Quello fu un periodo felice per Shoghi Effendi. I racconti delle persone che lo incontrarono, lo ricordano come uno studente allegro e popolare. Conobbe il futuro primo ministro britannico Anthony Eden. I suoi studi furono intervallati da viaggi occasionali in giro per il Regno Unito per incontrare, le comunità bahá’í. Shoghi Effendi fu particolarmente toccato quando incontrò il piccolo gruppo di bahá’í di Manchester. Durante questo periodo, iniziò quella che sarebbe stata un’affinità per tutta la vita con aspetti della cultura britannica come la lettura quotidiana del Times e il suo amore per la letteratura inglese.

Il trapasso di 'Abdu'l-Bahá La notizia del trapasso di 'Abdu'l-Bahá colse Shoghi Effendi, nel novembre del 1921, mentre si trovava in Gran Bretagna per motivi di studio. Wellesley Tudor Pole che consegnò il cablogramma a Shoghi Effendi, narra che egli fu colto da profondo sgomento e angoscia che lo fecero collassare. Trascorse alcuni giorni con John Esslemont e dopo aver superato alcune difficoltà legate al suo passaporto il 16 dicembre fece ritorno in Terra Santa accompagnato da Sara Blomfield e sua sorella Ruhangiz, e arrivò a Haifa il 29 dicembre. Alcuni giorni dopo il suo arrivo fu aperto il Testamento di `Abdu’l-Bahá che era indirizzato a lui, e nel quale si leggeva che era stato nominato “Custode della Fede”. In quel documento Shoghi Effendi è indicato come il Segno di Dio, il Ramo prescelto, il Custode della Causa di Dio: in seguito seppe che tale designazione era stata fatta quand’egli era ancora un bambino. La designazione a Custode della Causa lo pose a capo della Fede e lo rese un chiaro riferimento a cui avrebbe dovuto volgersi tutta la Comunità bahá’í.

Nel 1937 Shoghi Effendi sposò la canadese Mary Maxwell, poi chiamata Rúhíyyih Khanum, figlia unica di May Maxwell una tra i primi bahá'í canadesi, e di William Sutherland Maxwell, un architetto canadese che divenne Mano della Causa. Rúhíyyih Khanum fu la preziosa assistente del marito e dal 1941 ne fu anche la principale segretaria di lingua inglese.Peter Smith, op. cit. Shoghi Effendi morì a Londra, il 4 novembre 1957, dove fu sepolto nel New Southgate Cemetery.

Vita privata La vita personale di Shoghi Effendi fu in gran parte subordinata al suo lavoro di Custode della Fede. Non avendo un sostegno di segreteria per la massa di corrispondenza, aveva creato un modello di lavoro rigoroso ed organizzato ad Haifa, che era occasionalmente intervallato da pause estive in Europa - nei primi anni spesso sulle Alpi svizzere. Nel 1929 e nel 1940 viaggiò anche attraverso l'Africa da sud a nord. In pubblico, Shoghi Effendi veniva variamente descritto come composto e molto informato sugli affari internazionali. In privato, i suoi contemporanei lo ricordano come caloroso, informale e spiritoso. Shoghi Effendi dormiva poco e di solito mangiava solo una volta al giorno. Era basso di statura, con capelli scuri, carnagione olivastra e occhi nocciola. Si dice che non assomigliava a suo nonno 'Abdu'l-Bahá (che era più alto e aveva gli occhi azzurri) ma al suo bisnonno Bahá’u’lláh.

Shoghi Effendi aveva un grande amore per la lingua inglese. Era un appassionato di letteratura inglese e il suo stile riflette il suo amore per la lingua della Bibbia di Re Giacomo. Parlava un inglese colto senza inflessioni tipico di chi è dotato di una certa cultura, e il persiano in un dialetto Isfahani, ereditato da sua nonna. Shoghi Effendi mantenne la nazionalità iraniana (persiana) per tutta la sua vita e viaggiò con un passaporto iraniano, sebbene non abbia mai visitato l'Iran.

Matrimonio

Il 24 marzo 1937, Shoghi Effendi sposò Mary Maxwell, conosciuta come Rúhíyyih Khánum, di origine canadese. Era l'unica figlia di May Maxwell, una discepola di 'Abdu'l-Bahá, e William Sutherland Maxwell, un architetto canadese. Shoghi Effendi aveva incontrato Mary per la prima volta da ragazza quando giunse in pellegrinaggio con sua madre nel 1923. Fece poi un altro pellegrinaggio da adolescente con due amici intimi di sua madre. Con l'incoraggiamento di Shoghi Effendi, Mary divenne un'attiva insegnante bahá’í e in una lettera indirizzata a lui la descrisse come "una ragazza bella e rassicurante da conoscere". Nel 1936, Shoghi Effendi scrisse a Mary e a sua madre, invitandole a visitare Haifa. Arrivarono nel gennaio del 1937 e ne seguì un discreto periodo di corteggiamento tra Shoghi Effendi e Mary. Al momento del loro matrimonio, Mary aveva 26 anni ed era una donna alta e atletica che aveva trascorso 18 mesi nella Germania nazista con sua cugina prima di venire ad Haifa. La coppia si è scambiata i voti nuziali nella stanza di Bahíyyih Khánum nella Casa di 'Abdu'l-Bahá ad Haifa. La cerimonia è stata breve, semplice e discreta, con Rúhíyyih Khánum vestita di nero. Solo poche persone erano a conoscenza del matrimonio, compresi i testimoni e un piccolo gruppo di residenti di Haifa. La notizia del matrimonio è stata una sorpresa significativa per la comunità bahá’í mondiale quando la madre di Shoghi Effendi ha telegrafato ai bahá’í la notizia.

Annuncio alle Assemblee la celebrazione del matrimonio dell'amato Custode. Inestimabile onore conferito all’ancella di Bahá’u’lláh Ruhiyyih Khanum Miss Mary Maxwell. Unione di Oriente e Occidente proclamata dalla Fede bahá'í cementata. Firmato: Ziaiyyih madre del Custode.

Sebbene Shoghi Effendi e Rúhíyyih Khánum non abbiano avuto figli, Rúhíyyih Khánum divenne la sua fedele assistente e compagna. Nel 1941 divenne la segretaria di Shoghi Effendi per la lingua inglese. Nel 1951, in una rara dichiarazione pubblica, esternando dei suoi sentimenti privati, descrisse sua moglie come "la mia compagna, il mio scudo nel respingere i dardi di coloro che violano il Patto e la mia instancabile collaboratrice negli ardui compiti che mi assumo".

La vicenda del testamento di `Abdu'l-Bahá

Il testamento di `Abdu'l-Bahá venne redatto 21 anni prima della sua pubblicazione, quando Shoghi Effendi aveva appena 3 anni. Il testamento lo designò successore di `Abdu'l-Bahá, capo della comunità bahá’í e interprete della Fede.

Nonostante il testo scritto, alcuni bahá’í non accettarono quella successione, dicendo che dopo `Abdu'l-Bahá non ci sarebbe stato alcun successore e che la Casa Universale di Giustizia sarebbe stata il futuro della fede. Alcuni di tali oppositori sono divenuti babí; altri hanno abbracciato l’islam.. Tra i principali bahá'í che non accettarono Shoghi Effendi ricordiamo lo scrittore Ávárih, Hassan Nìku, Mirza Saleh Eghtesad e Mirza Ahmad Sohrab. In particolare Ávárih all'inizio pose in dubbio l'autenticità del Testamento di `Abdu'l-Bahá, poi cercò di sollevare la comunità bahá’í in Iran contro Shoghi Effendi e alla fine ripudiò Bahá'u'lláh, mentre Ahmad Sohrab cercò di creare negli Stati Uniti una nuova setta senza successo.