Il Municipio di Hilversum è un edificio progettato dall'architetto olandese Willem Marinus Dudok che sorge a Hilversum, Paesi Bassi.

Frutto della complessa maturazione di un "pensiero" il municipio di Hilversum è espressione di una "modernità" che attraverso il filtro della tradizione, non si traduce in rifiuto del funzionalismo, ma in una riflessione critica sulla storia e sui presupposti stessi del moderno. Nell'elaborazione dei disegni per il municipio di Hilversum, la soluzione costantemente ricercata del dissidio tra "domesticità" e "monumentalità" costituisce la stella polare della progettazione di un edificio che, chiamato a rappresentare l'autorità costituita, non doveva perdere, nelle intenzioni di Dudok, l'aura familiare e genuina che il carattere rurale delle architetture del luogo da sempre aveva garantito. Il municipio di Hilversum raggiunge l'obiettivo prefissato; e ciò non tanto rapportandosi all'edilizia circostante, quanto piuttosto nel suo naturale assetto all'interno del parco e nella sua suggestiva alternanza di volumi e di colori che mitiga il carattere fortemente monumentale dell'opera, fissando i modi di una comunicazione immediata, con l'intera comunità. Non più simbolo di un potere altero e distante, il municipio diviene il luogo in cui ogni cittadino, riconosce, sperimenta la propria partecipazione alla vita democratica.

Storia della costruzione

Già nel 1913 era stato impostato un primo piano di ricostruzione della sede comunale, nel 1915 nomina di Dudok quale nuovo Direttore del Lavori Pubblici di Hilversum, per la costruzione del municipio con urgenza. La vecchia sede un palazzotto settecentesco a due piani, risultava assolutamente inadeguato a rappresentare e a soddisfare le accresciute esigenze di un centro di provincia in rapida crescita. Un nuovo edificio avrebbe, dunque, dovuto sostituire il vecchio fabbricato, conservandone la posizione nel cuore del centro antico. Quello per il municipio di Hilversum sarà il più travagliato e impegnativo incarico della sua carriera a cui dedicherà circa dieci anni. I primi disegni, redatti tra il 1915 e il 1917, rappresentano una revisione in veste eclettica del vecchio municipio: un'incerta commissione di elementi settecenteschi con forme ispirate a quel nuovo monumentalismo inaugurato dalla Borsa del Dam, riferimenti al tradizionalismo olandese. Il disegno del 1916 mostra un edificio a corte per Dudok che sperimenta una serie di facciate "possibili" in cui la torre, generalmente asimmetrica, avrebbe dovuto segnare il punto di intersezione delle due strade principali che confluivano nella piazza. Il ricorso ai materiali tradizionali (mattoni e pietra da taglio) e agli ornamenti scultorei, esprime l'aspirazione a una costruzione dal carattere monumentale, in grado di dominare la piazza e rendere riconoscibile come sede di un comune prospero e in via di espansione. Il sindaco richiese una soluzione alternativa e alla fine dell'anno erano già pronti tre nuovi progetti. I disegni erano segnati da trame particolarmente evidenti nell'uso delle tecniche del laterizio, puntuali sottolineature decorative, ornamenti scultorei, in ferro battuto o ghisa. Questo linguaggio, volto a sottolineare il contenuto simbolico rappresentativo dell'edificio, risultava tuttavia sensibilmente scarnificato alla luce di un controllato rigore geometrico, indice di una tensione nuova verso quella ricerca spaziale e volumetrica che contraddistinguerà i suoi progetti più maturi. Il plan A e il plan B differivano principalmente nella localizzazione: (plan B) l'isolamento dell'edificio in un ampio suolo decentrato. Quest'ultima proposta avrebbe secondo Dudok garantito maggiore libertà progettuale.